Principe scozzese del VII secolo, Fiacrio rinunciò al trono per vivere da eremita nella Brie sotto la protezione del vescovo di Meaux. Celebre per i suoi miracoli orticoli e la sua carità verso i poveri, è il santo patrono dei giardinieri. Il suo rifiuto del mondo fu tale che chiese a Dio di essere colpito dalla lebbra per sfuggire agli ambasciatori venuti a offrirgli la corona.
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SAN FIACRIO O FÈVRE, CONFESSORE,
SOLITARIO NELLA DIOCESI DI MEAUX
Ascetismo e primi incontri
San Fiacrio conduce una vita di estrema austerità nel suo eremitaggio, dedicandosi alla carità verso i poveri e i pellegrini. Riceve la visita del suo parente san Chiliano, che il vescovo san Farone invia poi a evangelizzare l'Artois.
Dire che vi fosse in ciò dell'eccesso, e che egli fosse un troppo crudele nemico di se stesso: *Proprio corpori hostis nimis austerus*. Mangiava poco, per avere di più da dare ai pellegrini e ai poveri che riceveva caritatevolmente nel suo eremitaggio, e impiegava per il loro sostentamento tutto ciò che poteva accumulare.
Essendosi diffusa la fama della sua santità, giunsero a lui dai luoghi più lontani. Gli venivano condotti da ogni parte indemoniati e ogni sorta di malati, e, per il merito delle sue preghiere e l'imposizione delle sue mani, liberava gli uni e rendeva una perfetta salute agli altr i. San Chilia Saint Chilain Nobile scozzese, parente di Fiacrio, inviato a evangelizzare l'Artois. no, signore scozzese, di ritorno da Roma, dove si era recato in pellegrinaggio, e passando per la Brie, visitò il nostro pio Solitario. Vide che la sua santità superava ancora la sua reputazione, sebbene così grande. San Fiacrio fu rapito dalla visita di un così illustre personaggio, e ebbe con lui colloqui celesti che lo confermarono nel suo proposito di vivere nascosto agli occhi del mondo. San Chiliano era suo stretto parente; ma essi strinsero insieme un legame spirituale che fu ben più forte di quello della carne e del sang Saint Faron Vescovo di Meaux e mentore di sant'Ildeberto. ue. San Farone fu presto informato del merito di san Chiliano. Conferì spesso con lui e, avendo notato i grandi talenti di cui la natura e la grazia lo avevano favorito per servire utilmente la Chiesa, lo ordinò sacerdote e lo inviò nell'Artois per predicarvi il Vangelo e completare la conversione del popolo di quella provincia, da cui l'idolatria non era ancora del tutto bandita. Questo grande uomo morì nell'adempimento di queste funzioni apostoliche. Le sue reliquie furono più tardi deposte nell'urna di san Fiac Meaux Sede episcopale di san Ildeberto. rio, a Meaux, dove si trovano tuttora, ma mescolate e confuse con quelle di san Fiacrio e di altri Santi.
Il miracolo del giardino e della pietra
Per ingrandire il suo giardino, Fiacrio ottiene da san Farone la terra che riuscirà a delimitare in un giorno; per miracolo, il suolo si apre da solo sotto il suo bastone. Accusato di stregoneria da una donna, vede una pietra scavarsi per offrirgli un sedile per il suo riposo.
Il numero dei pellegrini e dei poveri che venivano a implorare la carità di questo buon solitario, aumentando di giorno in giorno, egli si trovò nell'impossibilità di riceverli tutti senza un nuovo so ccorso da p saint Faron Vescovo di Meaux e mentore di sant'Ildeberto. arte di san Farone. Andò a trovarlo per pregarlo di concedergli nella foresta un terreno sufficiente per seminarvi degli ortaggi, con i quali potesse provvedere alle necessità dei suoi ospiti. Questo prelato acconsentì alla sua richiesta e gli accordò tanta terra vicino al suo eremitaggio quanta ne avrebbe potuta circondare con un piccolo fossato, scavando lui stesso per un giorno intero: tutto ciò che si sarebbe trovato racchiuso nell'estensione di questa circonvalazione gli sarebbe appartenuto in proprietà e come bene patrimoniale. Dio permise che gli venisse prescritta questa condizione, al fine di far risplendere maggiormente la santità del suo servo. Poiché san Fiacrio non fu appena tornato nella sua solitudine che, prendendo un bastone in mano, dopo aver fatto una preghiera piena di fiducia in Dio, tracciò sulla terra una linea per fare il circuito del suo giardino; ma, per un prodigio sorprendente e quasi incredibile, man mano che avanzava, la terra si apriva da sola e gli alberi cadevano da una parte e dall'altra. Durante questa meraviglia arriva una donna, la quale, avendo visto la terra aprirsi alla sola presenza dell'uomo di Dio, corse prontamente dal vescovo a dirgli che quell'eremita, che egli stimava tanto, non era che un mago e un incantatore, e che lei gli aveva visto, con i suoi stessi occhi, compiere sortilegi inauditi; poi, ritornando sui suoi passi verso la foresta, vomitò mille ingiurie atroci contro il Santo e gli ordinò di cessare il suo lavoro, aggiungendo che il vescovo sarebbe venuto lui stesso a confermargli tale divieto. San Fiacrio si fermò; ma poiché volle sedersi su una pietra, per riposarsi in attesa dell'arrivo del santo prelato, i prodigi succedendosi l'uno all'altro, la pietra si scavò da sola in forma di sedia, affinché il Santo vi fosse più a suo agio. La si vede ancora nella chiesa che fu poi edificata in suo onore, dove si conserva per
servire da monumento eterno di questo grande miracolo. Nel frattempo arrivò san Farone; e, vedendo la verità di tutte queste meraviglie, fu ancora più persuaso di prima del grande merito e della santità del beato eremita; lo amò più teneramente che mai e lo onorò da allora, per tutta la vita, di una singolare familiarità.
Il rifiuto della corona di Scozia
Alla morte di suo padre, Fiacrio rifiuta il trono di Scozia nonostante l'insistenza degli ambasciatori e del re Clotario III. Ottiene da Dio una lebbra temporanea per apparire indegno del trono e rimanere nella sua solitudine fino alla morte nel 670.
Mentre san Fiacrio godeva tranquillamente delle delizie della solitudine, il re suo padre morì e Ferchard, suo fratello minore, succedette alla corona di Sc Écosse Paese di nascita di san Wiron. ozia; ma, poiché questo principe si lasciò infettare dall'eresia dei Pelagiani, che dominava allora in quel regno, e si prostituì a ogni sorta di crimini, come accade di solito a coloro che abbandonano la vera religione, si attirò talmente l'odio di tutti i suoi sudditi che, in un'assemblea di Stato, fu deposto e rinchiuso in una prigione. Si deliberò in seguito nelle mani di chi porre la corona e, essendo tutti unanimemente convenuti di darla a san Fiacrio, a cui apparteneva di pieno diritto, furono inviati degli ambasciatori a Clotario III, re di Franc ia, per supp Clotaire III Re dei Franchi che ordinò la nomina di Eremberto. licarlo di impiegare tutta la sua autorità al fine di indurlo a lasciare il suo eremitaggio e a tornare in Scozia per prendervi la corona del re suo padre. Il nostro Santo, avendo avuto rivelazione di tutto questo progetto, chiese a Dio, a forza di lacrime e preghiere, di non permettere che uscisse dalla sua cara solitudine, dove gustava così grandi dolcezze, per possedere onori che non erano colmi che di pericoli e ai quali aveva rinunciato con tutto il cuore per amore di Lui. La sua preghiera fu esaudita. Divenne subito simile a un lebbroso, affinché gli inviati, trovandolo in quello stato che avrebbe loro fatto orrore, non avessero più il pensiero di elevarlo sul trono. Infatti, quando lo videro così sfigurato, gli chiesero molto freddamente, e solo per adempiere alla loro missione, se non volesse tornare nel suo paese per prendere la corona che il re suo padre gli aveva lasciato, desiderando interiormente che rifiutasse, tanto provarono disgusto per la sua persona. «Sappiate», rispose loro san Fiacrio, «che questa piaga di cui mi vedete coperto non è un effetto dell'intemperie della natura, ma una grazia che Dio mi ha fatto per confermarmi nella mia umiliazione; e siate persuasi che preferisco questa piccola cella al più grande regno dell'universo; che qui compio la mia salvezza in sicurezza, e che con lo scettro che mi offrite sarei esposto a mille pericoli di perdermi». Gli ambasciatori se ne tornarono molto contenti di questo rifiuto; ma il Santo ebbe ancora più gioia nel rimanere solitario; la sua lebbra, che Dio gli aveva inviato solo per favorire la sua umiltà, si dissipò e il suo volto riprese la sua bellezza naturale. Il nostro Santo aveva fatto costruire una specie di ospedale per gli stranieri; vi serviva i poveri egli stesso. Ma non permetteva alle donne di entrare nel recinto del suo eremitaggio; pare che fosse una regola inviolabile presso i monaci irlandesi. Si vede ancora oggi che, per rispetto alla memoria di san Fiacrio, le donne non entrano né nel luogo dove dimorava a Breuil, né nella cappella dove fu sepolto. Anna d' Austri Breuil Luogo dell'eremo e del primo monastero di Fiacrio. a, regina di Francia, avendovi fatto un p ellegrinaggio, Anne d'Autriche Regina di Francia che assistette alle missioni di Giovanni Eudes. si accontentò di pregare alla porta del suo oratorio. San Fiacrio passò il resto della sua vita nel suo eremitaggio, da dove inviò la sua anima al cielo il 30 agosto, verso l'anno 670. Il suo corpo fu sepolto nella cappella che aveva fatto costruire in onore della santa Vergine.
Miracoli e guarigioni
Numerosi miracoli sono attribuiti alla sua intercessione: salvataggi da annegamenti nell'Oise, guarigioni da malattie fisiche e la punizione di pellegrini schernitori colpiti da cecità.
Si verificarono così tanti miracoli presso la sua tomba e per sua intercessione, che sarebbe troppo lungo farne qui il racconto; ne citeremo solo alcuni per stimolare i fedeli alla devozione verso un Santo così potente presso Dio. Un abitante di Monchy, in Piccardia, portava su un cavallo due dei suoi figli malati al sepolcro di san Fiacrio, per ottenere la loro guarigione. Mentre passavano su un ponte, chiamato Rapide a causa della violenza delle acque, che era estrema in quel punto, il cavallo cadde nel fiume con il padre e i due figli. Gli astanti non potevano soccorrerli, poiché il fiume, nel luogo in cui erano caduti, era profondo dieci o dodici piedi. Ma il Santo che invocarono apparve loro e li trasse tutti e tre da sotto le acque: allora il padre, prendendo i figli per mano, li condusse a terra, camminando facilmente sulle acque senza affondare; e, per rendere il miracolo più eclatante, i bambini furono allo stesso tempo liberati dalla loro malattia oltre che dal pericolo.
Quattro bambini, mentre facevano il bagno nel fiume Oise, furono sepolti sotto le acque, senza che si potessero ritrovare i loro corpi, sebbene dei pescatori li avessero cercati per diverse ore. La madre dei due di cui abbiamo appena parlato, che erano ancora tra loro, ricorse a san Fiacrio e lo pregò di mostrare ancora una volta in quell'occasione il potere che aveva in cielo e di salvare loro la vita. Immediatamente apparvero tutti e quattro sulle acque e dichiararono che san Fiacrio li aveva liberati. — Un uomo aveva sul naso un polipo della grandezza di un uovo, il che lo rendeva mostruoso; visitò la tomba del nostro Santo; lì, dopo aver fatto la sua preghiera, si addormentò e, al suo risveglio, si ritrovò perfettamente guarito. — Sette pellegrini tornavano da Saint-Denis, in Francia, e, passando vicino al monastero del servo di Dio, quattro del gruppo dissero agli altri: «Andiamo al sepolcro di san Fiacrio». «Non siamo scabbiosi», risposero gli altri tre; «non abbiamo nulla da fare lì; solo gli scabbiosi vi vanno in pellegrinaggio»: e, schernendo i loro compagni, dicevano loro: «Andatevene, voi che siete scabbiosi, dal medico degli scabbiosi». Nello stesso istante persero la vista e non la recuperarono che per i meriti del Santo, alla cui tomba gli altri li condussero.
Nel 1620, un religioso scozzese, avendo ricevuto dal sovrano Pontefice l'ordine di recarsi nell'isola della Gran Bretagna per assistervi i cattolici, vide, durante la traversata, la sua nave assalita da una tempesta così furiosa che l'equipaggio aveva perso ogni speranza. Ognuno invocava il Santo a cui era devoto. Il religioso ricorse a san Fiacrio, che gli apparve subito e gli disse con voce intelligibile: «Io sono Fiacrio, scozzese di nazione come te; abbi fiducia in Dio, e io lo pregherò affinché ti preservi dal naufragio». Non ebbe appena pronunciato queste parole che la tempesta cessò, con grande stupore di tutti i passeggeri.
Patrocinio e iconografia
San Fiacrio è stabilito come il patrono dei giardinieri, tradizionalmente rappresentato in abito monastico mentre tiene una vanga.
I giardinieri lo onorano come loro patrono. Viene ordinariamente rappresentato con il costume monastico, tenendo una vanga in mano.
Devozione reale e traslazione delle reliquie
I re di Francia, da Carlo VI a Luigi XIII, manifestano una grande devozione per il santo. Le sue reliquie, inizialmente a Breuil, vengono trasferite alla cattedrale di Meaux per proteggerle, in particolare durante le guerre.
## CULTO E RELIQUIE. La devozione verso san Fiacrio è stata da sempre molto celebre tra i fedeli, tanto in Francia quanto negli altri paesi. Luigi X III, sopra Louis XIII Re di Francia che ordinò la costruzione della chiesa. nnominato il Giusto, re di Francia, nutriva per lui una tale venerazione che volle avere delle sue reliquie nel suo palazzo, come uno dei più potenti protettori del suo regno. Si avvertirono gli effetti di questa protezione quando egli liberò la Francia da En rico V, Henri V Re d'Inghilterra morto del 'mal di San Fiacrio' dopo aver saccheggiato il suo monastero. re d'Inghilterra. Questo principe, essendo stato sconfitto nella giornata di Baugé (1421) dall'esercito di Carlo VI, fu così indignato dal fatto che gli scozzesi avessero servito nell'esercito del re di Francia che, per vendicarsi di loro, fece saccheggiare dalle sue truppe il monastero di Saint-Fiacre e arrecare gravi danni nei dintorni di Meaux; ma non passò molto tempo prima che fosse punito per la sua irreligiosità; infatti, qualche tempo dopo, fu colpito dalla malattia chiamata di san Fiacrio, di cui morì al castello di Vincennes, senza aver potuto ricevere alcun sollievo dai rimedi umani. Si stabilì un priorato nel luogo in cui morì san Fiacrio e dove le sue reliquie rimasero fino al 1568. L'edificio di questo priorato e la sua chiesa sono oggi distrutti; ma i fedeli visitano ancora questo luogo; si recano nella chiesa parrocchiale per venerare una reliquia del Santo, che fu donata al priorato da monsignor Séguier, vescovo di Meaux. Nel 1568, le reliquie di san Fiacrio furono, in gran parte, trasportate nella cattedrale di Meaux, dove, dopo la Rivoluzione, ne rimangono alcune, ma, come abbiamo detto più sopra, confuse e mescolate con altre; ne sono state separate alcune ossa per soddisfare la devozione dei fedeli. Il granduca di Toscana ne ottenne una piccola parte per favore della regina Maria de' Medici; e, in riconoscimento delle grazie che ricevette in seguito per intercessione del Santo, fece costruire, a Firenze, una bella chiesa in suo onore. I canonici di Meaux, nel 1637, fecero dono di una d elle sue vertebre al cardinal de Richelieu Prelato francese che ha ricevuto una reliquia del santo. cardinale di Richelieu; essa fu deposta nella chiesa parrocchiale di Saint-Josse, a Parigi, nel 1671, per la pietà della duchessa d'Aiguillon, per la confraternita che vi fu stabilita in onore di san Fiacrio. Questa confraternita è molto antica e, fin da Carlo VI, che volle esservi iscritto con tutta la casa reale, i re di Francia si sono fatti gloria di farne parte. Il luogo in cui è costruita la cappella di questa confraternita era un tempo un ospedale, nel quale si ritiene, per tradizione immemorabile, che san Fiacrio alloggiò, arrivando dalla Scozia, sotto un abito sconosciuto, e che vi fece la prima prova della vita più angelica che umana che voleva abbracciare. La chiesa di Tilley-lès-Couty, quella di Trilport e il seminario di Meaux possiedono alcuni frammenti delle reliquie di san Fiacrio.
Riconoscimento liturgico e fonti
Il culto è attestato dal Martirologio Romano al 30 agosto, basandosi sugli scritti di Surius e sul Breviario di Parigi.
Il culto di san Fiacrio è molto diffuso e si contano in Francia un gran numero di chiese a lui dedicate. Nei tempi di calamità pubblica si espone la sua cassa. Il Martirologio Romano fa menzione di san Fiacrio il 30 agosto.
La sua vita si trova nel tomo V di Surius. Ci siamo serviti anche delle lezioni del Breviario di Parigi e di alcune memorie che ci sono state comunicate dal parroco di Saint-Josse.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Arrivo dalla Scozia in Francia
- Insediamento in un eremo nella Brie (Breuil) sotto la protezione di San Faron
- Miracolo della terra che si apre al tracciato del suo bastone per creare un giardino
- Rifiuto della corona di Scozia dopo la morte di suo padre
- Apparizione miracolosa di una lebbra per scoraggiare gli ambasciatori scozzesi
- Fondazione di un ospedale per i poveri e gli stranieri
Miracoli
- La terra si apre da sola al passaggio del suo bastone per delimitare il suo giardino
- Una pietra si scava a forma di sedia per offrirgli un sedile
- Apparizione e sparizione istantanea della lebbra
- Salvataggio di bambini dall'annegamento nel fiume Oise
- Guarigione di un polipo nasale e della cecità di pellegrini beffardi
Citazioni
-
Proprio corpori hostis nimis austerus
Testo fonte -
Preferisco questa piccola cella al più grande regno dell'universo
Parole di San Fiacrio agli ambasciatori