Già avvocato, divenuto monaco e poi vescovo di Albi nel VI secolo, Salvi è celebre per aver vissuto un'esperienza di pre-morte e una visione del Paradiso prima di essere rimandato sulla terra. Pastore devoto, si distinse per il suo coraggio durante la peste e la sua carità verso i prigionieri.
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SAN SALVI O SALVIO,
VESCOVO DI ALBI E CONFESSORE
Giovinezza e vocazione monastica
Originario di Albi, Salvi abbandona una carriera giuridica per entrare in un monastero locale dove pratica un'ascesi estrema.
Redditus terris, Domino jubente, Salvius Salvius Vescovo di Albi nel VI secolo, noto per la sua resurrezione temporanea e il suo zelo pastorale. sedi datur Albensi Præcul; orbe tanto sibi lata plaudit Monere culi.
Restituito alla terra per un permesso del cielo, Salvi è dato come pastore alla città di Albi che freme di gioia alla vista dell'insigne dono che il Signore le invia.
Inno di san Salvi.
San Salvi era della città Saint Salvi Vescovo di Albi nel VI secolo, noto per la sua resurrezione temporanea e il suo zelo pastorale. stessa di Albi; dopo avervi studiato le lettere e il diritto, vi trascorse qualche tempo molto innocentemente negli esercizi del foro; ma, disgustandosi infine del secolo, si ritirò in un monastero della stessa città, che era governato secondo i precetti dati dai santi Padri. Vi brillò subito per ogni sorta di virtù. La sua astinenza era così grande che, per mancanza di cibo, divenne molto estenuato, e diceva poi lui stesso, secondo il racconto di san Gregorio, che testimonia d i averlo udito saint Grégoire Vescovo e storico che menziona il martirio di Antoliano. dalla sua stessa bocca, che la sua pelle, arida e disseccata, era cambiata fino a nove volte.
Vita eremitica e miracoli
Dopo essere stato abate, si ritira in una cella solitaria per dedicarsi all'orazione, guarendo al contempo i malati che lo visitano.
Morto l'abate di quel luogo, egli fu eletto al suo posto e non poté esimersi dall'occuparlo per qualche tempo; ma, poiché gli affari di tale incarico, di cui adempiva mirabilmente tutti i doveri, gli impedivano di dedicarsi all'orazione e alla contemplazione quanto desiderava, vi rinunciò e si rinchiuse in una cella appartata, per vivervi in perfetta solitudine. Era come una tomba in cui si seppelliva vivo, per morire al mondo e farsi dimenticare. Raddoppiò i suoi digiuni e le altre austerità in quell'eremo dove godeva, d'altronde, di quelle delizie ineffabili di cui la divina Bontà rende partecipi coloro che sono morti al mondo e a se stessi, e che cercano solo Dio. Tuttavia, riceveva con benevolenza coloro che gli facevano visita, li istruiva sui loro doveri, li animava alla virtù e guariva le loro malattie con le sue preghiere e con il suo tocco.
Visione celeste e resurrezione
Dichiarato morto, la sua anima visita il paradiso prima di essere rimandata nel suo corpo per ordine divino per servire la Chiesa.
In questi pii esercizi, cadde malato di una febbre ardente; la sua stanza tremò e fu riempita di una luce celeste. Elevò le mani e gli occhi al cielo, e si credette che rendesse così il suo purissimo spirito, per apparire davanti alla maestà del suo sovrano. I fratelli si riunirono; trassero il suo corpo dal letto, lo lavarono, lo rivestirono, lo misero nella bara e passarono accanto a lui tutta la notte nel canto dei salmi. Durante questo tempo, la sua anima fu portata dagli angeli nel paradiso. Vi vide il Re della gloria, seduto sul suo trono, la compagnia beata degli angeli e dei Santi, e le bellezze di quel luogo di delizie, che superano infinitamente tutte le bellezze di quaggiù. Salvi vi scorse persino i Santi che onoriamo sulla terra, e godette di quella luce ineffabile, davanti alla quale la luce del sole non è che tenebra. Tuttavia, udì una voce che diceva: «Signore, rimandatelo nel mondo, poiché questo buon servitore è ancora necessario alla Chiesa». A questa voce, egli insistette vivamente per non essere rimandato e privato della grande felicità di cui godeva, e disse: «Ah! Signore, non rimandatemi nel secolo, questo luogo di peccato e di miserie, per timore che io vi offenda ancora e che mi renda indegno di possedervi eternamente». Ma Nostro Signore gli diede buon coraggio, lo assicurò che sarebbe stato il suo protettore, e che dopo i servizi che attendeva da lui, lo avrebbe fatto ritornare in una gloria più grande. Così la sua anima fu rimandata nel suo corpo; e, quando ci si preparava a seppellirlo, il vermiglio cominciò ad apparire sulle sue guance, i suoi occhi si aprirono, si sentì in perfetta salute, e si alzò dalla bara dove era disteso. Gli fu chiesto con premura cosa gli fosse accaduto, ma egli andò nella sua cella senza voler dare alcuna risposta, esalando sempre un odore incomparabile, che era come un resto della felicità di cui aveva goduto nel cielo. Dopo tre giorni, essendosi riuniti attorno a lui sua madre e i suoi fratelli per farlo parlare, egli esclamò: «O follia, o vanità che tutte le cose della terra! Felici e infinitamente felici coloro che non vi attaccano il loro cuore, al fine di poter arrivare ai beni dell'eternità beata». Credette di averne detto abbastanza; ma fu tanto pressato a spiegarsi più ampiamente, che disse infine tutto ciò che gli era accaduto, come abbiamo appena raccontato. In quell'istante stesso, non sentì più quell'odore ravvivante di cui era prima inebriato, e la sua lingua fu coperta di piaghe. Le lacrime gli scesero allora dagli occhi, e aggiunse: «Guai a me per aver rivelato questo segreto del cielo! Senza dubbio, mio Dio, voi desideravate che rimanesse nascosto; ma l'ho fatto nella semplicità del mio cuore e non per vanità, né per presunzione. Perdonatemelo, mio divino Maestro, e non cessate di compiere in me le vostre promesse». Temo, dice san Gregorio, il suo storico, che non si presti fede a tutto questo racconto, che appare straordinario, perché le anime imperfette non vogliono credere a ciò che supera la loro portata: ma prendo Dio a testimone che ho appreso tutte queste cose dalla bocca stessa di san Salvi, che ha avuto la bontà di raccontarmele.
Episcopato e carità
Divenuto vescovo di Albi nel 574, si dedica agli appestati, riscatta i prigionieri e si oppone agli errori teologici del re Chilperico.
Da quell'evento, fece senza sosta nuovi progressi nella virtù e, essendo divenut o vacante il évêché d'Albi Città della Gallia dove Eugenio terminò i suoi giorni in esilio. vescovado di Albi, fu strappato suo malgrado dalla sua cella per governare quella Chiesa (verso l'anno 574). Vi adempì per dieci anni tutti i doveri di un buon pastore, infiammando tutti i suoi figli del desiderio di possedere quella felicità infinita di cui lui stesso aveva avuto qualche assaggio. Al termine di questo periodo, la peste infettò la città di Albi e portò via la maggior parte degli abitanti. Il santo Prelato, lungi dal fuggire, rimase in mezzo al suo gregge, assistendo gli appestati con zelo e coraggio intrepidi. Pochi diocesani gli rimasero, ma egli non diminuì nulla della sua vigilanza e della sua carità per soccorrerli. Si privava delle cose più necessarie alla vita per aiutarli e fare loro l'elemosina. Il patrizio Mommolo, avendo condotto via diversi prigionieri dalla città di Albi, questo buon pastore li inseguì e li liberò. Rimproverò generosamente il re Chilperic roi Chilpéric Re dei Franchi lodato da Fortunato. o, che nutriva sentimenti eretici sul mistero adorabile della Trinit à e vi Trinité Concetto teologico utilizzato dal santo per le guarigioni. si attaccava ostinatamente.
Concilio, missione e morte
Partecipa al concilio di Braine, evangelizza i pagani e muore nel 586 dopo aver preparato i propri funerali.
San Salvi assistette, nel 580, a l Concilio di Bra Concile de Braine Assemblea ecclesiastica tenutasi nel 580. ine, nella diocesi di Soisson diocèse de Soissons Luogo di nascita e di morte di Goffredo. s. Seguendo l'esempio dei vescovi dei primi secoli, portò la luce del Vangelo in terre dalle quali il paganesimo non era ancora stato interamente bandito. Le sue parole, sostenute dal suo esempio, produssero un frutto meraviglioso; convertì e battezzò molti infedeli e li mise sulla via della salvezza eterna. Essendo stato avvertito del giorno del suo trapasso, fece preparare la sua tomba e gli abiti di cui doveva essere rivestito dopo la sua morte; essendo così carico di un'infinità di meriti che non aveva al tempo della sua prima morte, rientrò gloriosamente in cielo per godere della divina presenza di Colui che aveva così fedelmente servito sulla terra. Fu il 10 settembre dell'anno 586. San Gregorio termina la sua vita con queste parole: *Multa de hoc viro bona audivi*: « Oltre a ciò che ho appena detto, ho appreso molte cose assai vantaggiose su questo santo personaggio ».
Culto e reliquie
Il suo corpo viene riscoperto nel 1194 ad Albi, esalando un profumo miracoloso, rafforzando la devozione popolare.
Nel 1194, l'8 delle idi di ottobre, si procedette, alla presenza del vescovo e di un numeroso clero, alla scoperta del corpo di san Salvi, che riposava in un sepolcro dietro l'altare di San Saturnino. Non appena la pietra che lo ricopriva fu rimossa, ne esalò un profumo celeste. Le sue preziose reliquie furono inumate di nuovo con onore e, da quel momento, la devozione dei popoli verso il Santo non fece che accrescersi. La Chiesa di Albi celebra la festa dell'invenzione e della traslazione del suo corpo l'11 ottobre.
È rappresentato, in un'antica vetrata, nella postura e con l'abito di un eremita che prega in ginocchio, con le mani estese.
Sa n Gregorio di Tours e i Saint Grégoire de Tours Vescovo e storico che menziona il martirio di Antoliano. l *Proprio di Albi*.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Studi di diritto e carriera presso il foro di Albi
- Ingresso in monastero e vita di estrema ascesi
- Elezione ad abate e successiva vita da eremita
- Prima morte apparente e visione del Paradiso
- Resurrezione e ritorno alla vita terrena
- Elezione alla sede vescovile di Albi nel 574
- Dedizione verso gli appestati
- Partecipazione al Concilio di Braine nel 580
- Morte definitiva nel 586
Miracoli
- Guarigioni tramite la preghiera e l'imposizione delle mani
- Resurrezione dopo una visione celeste
- Soave profumo emanato dalla sua persona dopo la visione
- Profumo celestiale durante il ritrovamento delle sue reliquie nel 1194
Citazioni
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O follia, o vanità di tutte le cose della terra! Felici e infinitamente felici coloro che non vi attaccano il loro cuore
Parole di San Salvi dopo la sua risurrezione -
Multa de hoc viro bona audivi
San Gregorio di Tours