San Guido (Guidone) il Povero di Anderlecht
SOPRANNOMINATO IL POVERO DI ANDERLECHT
Solitario e Pellegrino
Sagrestano devoto a Laeken, Guido si lasciò tentare dal commercio prima che un naufragio lo riportasse alla vita spirituale. Trascorse sette anni in pellegrinaggio a Roma e Gerusalemme, prima di morire ad Anderlecht nel 1012. È venerato come il protettore del bestiame e modello dei pellegrini.
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SAN GUIDO O GUIDONE, SOLITARIO E PELLEGRINO,
SOPRANNOMINATO IL POVERO DI ANDERLECHT
Servizio e pietà a Laeken
Guido si dedica umilmente alla cura della chiesa di Laeken, conducendo una vita di ascesi, di preghiera e di carità verso i più poveri.
rimuovere le ragnatele dalla volta, spazzare il pavimento, mantenere il santuario in una pulizia decorosa, pulire tutti i vasi, piegare i paramenti e deporre fiori sui reliquiari dei Santi; infine, non ometteva nulla di ciò che riteneva potesse contribuire alla maestà di quella casa di Dio, e non aveva piacere più grande che lavorare per renderla accogliente, per attirare i fedeli e ispirare loro sentimenti di devozione. Non si sentiva mai uscire dalla sua bocca alcuna parola contraria alla modestia cristiana, o che denotasse vana gioia. Le elemosine che riceveva venivano distribuite ad altri poveri. Mortificava il suo corpo con frequenti digiuni e veglie quasi continue, passando spesso le notti in preghiera nella chiesa. Non si vedeva nulla di puerile nella sua condotta. Era nemico del riso, della leggerezza e della familiarità con le donne. Piangeva i suoi peccati con tante lacrime e tanti segni di dolore, che lo si sarebbe preso per un grande peccatore. Non c'è da stupirsi se, con i suoi modi di agire così virtuosi, compì una cosa che sembra quasi impossibile, ovvero: rendersi amabile con tutti senza ferire la propria coscienza.
La prova del commercio e i grandi pellegrinaggi
Dopo il fallimento di un tentativo commerciale a Bruxelles, Guido intraprende un pellegrinaggio di sette anni a Roma e a Gerusalemme per espiare la sua colpa.
Il demonio, non potendo tollerare questi felici progressi, intraprese di arrestarli con un tranello che gli tese, col pretesto di meglio soddisfare la sua carità verso i poveri. Un mercante di Bruxelles, presentatosi una sera alla porta del pastore di Laeken, ricevette da Guido l'accoglienza benevola che egli riservava a tutti i visitatori indistintamente. Dopo aver ammirato la sua carità, lo straniero lo persuase a mettersi in affari con lui, al fine di avere più abbondantemente di che sovvenire alle necessità del prossimo e particolarmente a quelle dei suoi parenti. Guido, ingannato da queste ragioni speciose, lasciò il servizio della Chiesa per darsi al traffico. Ma Dio non permise che l'illusione durasse a lungo. La nave e il carico di cui il Santo aveva una parte perirono quando egli era sul punto di entrare in porto. Questo incidente lo fece rientrare in se stesso; riconobbe la sua colpa e ne concepì un estremo rammarico; per farne una più dura penitenza, risolse di andare alla tomba degli Apostoli a Roma, al sepolcro di Nostro Signore a Gerusalemme, e di visitare anche le altre chiese più celebri della cristianità. Passò sette anni interi in tutti questi pellegrinaggi; dopo di che tornò a Roma, dove incontrò Wonedulphe, decano della chiesa di Anderlech t, che si Anderlecht Luogo di morte e centro principale del culto del santo. recava in Terra Santa con alcuni compagni. Guido li riconobbe, si fece conoscere a loro, e questo decano, desiderando avere con sé un uomo che avesse già fatto il viaggio, lo pregò di tornare sui suoi passi per servirgli da guida nel suo pellegrinaggio. Il nostro Santo vi acconsentì molto volentieri, non chiedendo di meglio che di compiere una carità dove avrebbe trovato ancora nuove occasioni di mortificarsi e di accrescere la sua devozione. Arrivarono tutti felicemente a Gerusalemme, dove visitarono i luoghi santi consacrati dalla presenza, dalle azioni e dal sangue del Salvatore; ma il decano e i suoi compagni furono portati via da una malattia contagiosa, quando erano sul punto di lasciare la Palestina. Quando Wonedulphe Wonedulphe Decano di Anderlecht, compagno di pellegrinaggio di Guido. si vide alla sua ultima ora, fece venire san Guido e gli parlò in questi termini: «Mio amabilissimo Padre, rendo mille azioni di grazie a Dio onnipotente per aver avuto la bontà di compiere il desiderio del mio cuore; vi ringrazio anche dei buoni uffici che mi avete reso durante il mio pellegrinaggio; vedo bene che il tempo della mia morte è giunto: ma, per quanto vi riguarda, Dio mi ha fatto conoscere che ritornerete nel vostro paese; per questo vi prego di assicurare i miei amici e tutti coloro che attendono il mio ritorno che sono morto in cammino: ecco un anello che vi dono e che metterete nelle loro mani, affinché aggiungano fede a ciò che direte loro». Gli raccomandò diverse altre cose; dopo di che, elevando gli occhi e le mani verso il cielo, rese l'anima nelle mani degli angeli che lo assistettero in questo ultimo momento. Era un uomo santo, la cui carità verso i poveri era sempre stata inesauribile. Poiché la sua virtù era risplenduta attraverso diversi miracoli durante la sua vita, Dio lo onorò anche dopo la sua morte con simili meraviglie. San Guido fu testimone della guarigione di tre zoppi e di due ciechi alla sua tomba.
Ultimi giorni e morte ad Anderlecht
Tornato in Belgio, Guido muore pacificamente ad Anderlecht nel 1012, circondato da segni celesti che confermano la sua santità.
Non appena il nostro Santo fu di rit orno ad An Anderlecht Luogo di morte e centro principale del culto del santo. derlecht, il sottodecano venne a trovarlo con diversi membri del suo clero; e, dopo aver udito dalla sua bocca il racconto della preziosa morte di Wonedulphe, lo invitò ad andare a dimorare presso di lui per trascorrervi il resto dei suoi giorni. Ma Guido non vi rimase a lungo, poiché Dio, non volendo lasciarlo più a lungo nelle miserie di questa vita, lo ne liberò al più presto per donargliene una immortale. La notte della domenica che fu il giorno della sua morte, la sua stanza fu riempita di una luce celeste, nel mezzo della quale apparve una colomba che articolò queste parole: «Che il nostro amato venga ora a ricevere la corona di un'eterna letizia, perché è stato fedele». È così che egli uscì pacificamente da questo mondo, nell'anno di Nostro Signore 1012.
Rappresentazioni e attributi
Il santo è tradizionalmente rappresentato come pellegrino, accompagnato da animali da tiro e da simboli che richiamano il suo servizio ecclesiale.
Viene solitamente raffigurato con l'abito da pellegrino, il bordone nella mano destra e due palme nella mano sinistra; accanto a lui sono coricati un cavallo e un bue. Sopra la sua testa aleggia lo Spirito Santo e dei raggi si diffondono attorno all'uomo di Dio, i cui occhi sono fissi al cielo come per implorare le misericordie del Signore. Gli abitanti di Laeken pongono talvol Laeken Luogo in cui il santo prestò servizio come sacrestano. ta anche delle chiavi tra le mani di san Guido, per significare che fu incaricato della cura della loro chiesa.
Culto ed elevazione delle reliquie
La sua tomba divenne un luogo di miracoli, portando a diverse traslazioni dei suoi resti da parte dei vescovi di Cambrai nell'XI e XII secolo.
## CULTO E RELIQUIE.
Il corpo di san Guido fu sepolto onorevolmente nel cimitero dei canonici di Anderlecht. Il suo nome, già venerato prima dell'inizio dei suoi viaggi, lo divenne ancora di più dopo il suo beato trapasso. Numerose guarigioni operate presso la sua tomba aumentarono la fiducia dei popoli in questo nuovo patrono che il cielo aveva loro donato. Si conta, infatti, una moltitudine di malati e infermi che trovarono presso i suoi resti sacri la guarigione dai loro mali. Circa cinquant'anni dopo la morte di san Guido, fu eretta una cappella alla santa Vergine, nella quale i pellegrini venivano a raccomandarsi alla sua protezione. Più tardi, Gerar do II, ve Gérard II Vescovo di Arras e di Cambrai che ordinò l'esumazione dei resti nel 1081. scovo di Cambrai e di Arras, ordinò che le sue ossa fossero trasportate nella chiesa parrocchiale. Infine, nel 1112, il ves covo Odon Vescovo che procedette a una nuova elevazione del corpo nel 1112. Odone levò di nuovo da terra il corpo del Santo e lo pose in un'urna, per essere esposto alla venerazione dei fedeli.
San Guido è invocato per la conservazione del bestiame.
Fonti documentarie
La vita del santo è documentata dagli Acta Sanctorum e dai lavori dell'abate Dastembes sulle diocesi del Nord.
Acta Sanctorum Acta Sanctorum Monumentale raccolta agiografica dei Bollandisti. ; Vies des Saints des diocèses de Cambrai et d'Arras, a cura dell'abate Dastembes.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Servizio presso la chiesa di Laeken (sagrestano)
- Tentativo fallito di commercio con un mercante di Bruxelles
- Naufragio della nave e perdita del carico
- Pellegrinaggio di sette anni a Roma e Gerusalemme
- Secondo viaggio in Terra Santa come guida del decano Wonedulphe
- Ritorno ad Anderlecht e morte serena
Miracoli
- Luce celeste e voce di una colomba alla sua morte
- Guarigione di tre zoppi e due ciechi presso la tomba di Wonedulphe
- Numerose guarigioni presso la sua tomba ad Anderlecht
Citazioni
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Venga ora il nostro diletto a ricevere la corona di un'eterna letizia, poiché è stato fedele
Voce della colomba celeste alla sua morte