Beata Imelda Lambertini
DELL'ORDINE DI SAN DOMENICO
Vergine dell'Ordine di San Domenico
Proveniente dalla nobile famiglia Lambertini di Bologna, Imelda entrò giovanissima tra le Domenicane. All'età di dodici anni, durante la festa dell'Ascensione nel 1333, un'ostia uscì miracolosamente dal tabernacolo per sospendersi sopra di lei. Morì di gioia estatica subito dopo aver ricevuto questa comunione soprannaturale.
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LA B. IMELDA LAMBERTINI DI BOLOGNA, VERGINE,
DELL'ORDINE DI SAN DOMENICO
Origini e infanzia
Imelda nasce a Bologna nella nobile famiglia Lambertini e manifesta fin dalla più tenera età una pietà eccezionale e una grande dolcezza.
La perfezione della vita cristiana è tutta nella carità. San Tommaso.
Imelda nacqu Imelda Giovane vergine domenicana celebre per la sua morte miracolosa durante la prima comunione. e a Bologn a, dall Bologne Città natale e di ritorno dopo la conversione del beato. a nobile famiglia dei Lambertini. Ricevette al battesimo il nome di Maddalena, col quale fu conosciuta prima del suo ingresso in religione. Nel chiostro ricevette il nome di Imelda, vale a dire data al mondo come miele, quasi mel data, secondo l'etimologia di un pio e dotto religioso carmelitano, senza dubbio a causa della sua dolcezza e della sua estrema amabilità. Fin dalla culla, tutto in lei annunciava qualcosa di soprannaturale: una delicatezza estrema, un pudore istintivo e grazioso che gettavano nell'ammirazione tutti coloro che avevano la fortuna di vederla da vicino. Per asciugare le sue lacrime e far tornare il sorriso sulle sue labbra, bastava pronunciare i nomi benedetti di Gesù e di Maria.
Ingresso nel monastero
Ancora bambina, si unisce al convento domenicano di Valdipietra per consacrarsi a Dio, nonostante la sua giovane età.
Appena uscita dall'infanzia, si costruì un piccolo oratorio, dove spesso si recava per unirsi al suo Dio nella preghiera e offrirgli il suo cuore verginale. Disprezzando il lusso del mondo e tutti gli splendori della casa paterna, decise di entrare in un monastero per abbracciarvi la castità, la povertà e l'obbedienza volontaria, e donarsi interamente al suo Salvatore. Dopo averne ottenuto il permesso dai genitori, entrò nel convento di Santa Maria Maddalena, a Valdipietra, vicino a Bologna, dove vestì l'abito dell'Ordine di San Domenico, i n attesa del giorno in c Ordre de Saint-Dominique Ordine religioso a cui appartiene la santa. ui avrebbe potuto essere ammessa a pronunciare solennemente i voti che aveva già pronunciato irrevocabilmente nel suo cuore.
Fervore e desiderio dell'Eucaristia
Imelda conduce una vita di mortificazione e di preghiera, segnata da un desiderio ardente ma insoddisfatto di ricevere la comunione.
Nonostante la sua tenera età, abbracciò con coraggio tutti gli esercizi della vita religiosa. È impossibile descrivere le sue mortificazioni corporali, il suo ardore nel porre un freno agli affetti disordinati del suo cuore, il suo amore per la preghiera e per l'orazione, e la sua generosità nell'adempiere a tutti i suoi doveri, anche i più duri. Fu un esempio costante per le sue compagne, anche per quelle che le erano superiori sia per età, sia per professione religiosa. Nulla le era più gradito che testimoniare il suo amore alla Regina degli angeli e alla santa Eucaristia. sainte Eucharistie Sacramento centrale nella vita e nel miracolo di Imelda. Ogni giorno assisteva alla santa messa; ne meditava con grande attenzione i misteri adorabili, e le sue lacrime e i suoi sospiri che la violenza dei suoi desideri strappava alla sua anima verginale e che cercava invano di soffocare, testimoniavano il suo ardente amore per Gesù Cristo e il desiderio che aveva di riceverlo. La sua giovane età non le permetteva di partecipare con le sue compagne al banchetto sacro, e ne soffriva molto, poiché sentiva il suo cuore infiammarsi e sciogliersi sotto l'ardore del fuoco divino che la divorava interiormente. Ma Dio non resiste a lungo alle preghiere di coloro che lo amano di un amore profondo; poiché ha dichiarato per bocca del Sapiente: «Coloro che mi amano sono amati da me; e coloro che mi cercano fin dal mattino mi troveranno infallibilmente».
Sapendo che le virtù in Imelda riscattavano abbondantemente la sua giovinezza, la equiparò alle altre religiose, e mostrò con un prodigio eclatante che era più degna delle sue compagne di ricevere Gesù Cristo nel santissimo Sacramento dell'altare.
Il miracolo dell'ostia
Il giorno dell'Ascensione del 1333, un'ostia sfugge miracolosamente dal tabernacolo per venire a fluttuare sopra Imelda in preghiera.
Era il giorno dell'Ascensione, 12 maggio 1333; Imeld Imelda Giovane vergine domenicana celebre per la sua morte miracolosa durante la prima comunione. a aveva allora dodici anni. Mentre le sue compagne, felici e raccolte, andavano, ciascuna a suo turno, a prendere posto alla mensa degli angeli, lei sola rimase inginocchiata davanti al suo piccolo stallo, piangendo di desiderio pensando alla loro felicità. Con gli occhi rivolti al cielo, le due piccole mani incrociate sul petto, come per moderare la violenza dei battiti del suo cuore, che sembrava vicino a spezzarsi, e stringendo tra le dita l'immagine di Gesù crocifisso che non la lasciava mai, diceva con la Sposa del Cantico dei Cantici: «Vieni, o Diletto dell'anima mia! Scendi in questo giardino che è tutto tuo, e cogline i frutti. O smetti di abbassare verso di me i tuoi sguardi, o lascia che la mia anima voli sulle tue tracce. Attirami dietro a te: che io corra al profumo dei tuoi aromi. Tu mi sei, o mio Diletto, come un mazzetto di mirra: la tua benedetta immagine non cesserà di riposare sul mio seno; ma perché non posso darti asilo, anch'io, e farti festa nel mio cuore! Vieni, Signore Gesù, vieni, perché languisco d'amore e muoio dal desiderio della tua adorabile presenza!...» Ma Gesù non veniva; e sapendo che tutto è possibile a una preghiera ostinata, lei non cessava di importunarlo con le sue grida; il suo cuore troppo pieno traboccava in amorosi lamenti. Mentre piangeva e pregava ancora, all'improvviso un'ostia miracolosa si st acca dal tabernaco hostie miraculeuse Sacramento centrale nella vita e nel miracolo di Imelda. lo, attraversa la grata del coro e, volteggiando nell'aria, si ferma sopra di lei. Le religiose, commosse da un tale spettacolo, non osano dapprima credere ai propri occhi, ma presto l'illusione non è più possibile: il miracolo persiste; un chiarore improvviso si diffonde nella chiesa, accompagnato da un soave profumo; e una mano invisibile, ma potente, trattiene il pane mistico sospeso davanti alla giovane fanciulla che, trionfante ma timida, rimane divisa tra la gioia di sentirsi così vicina a Colui che ama e il dolore di non potersi ancora unire a lui. Si sarebbe detto un angelo in adorazione piuttosto che una semplice mortale. Il suo confessore, avvertito di questo prodigio, accorre e, vedendo in questo fatto una manifestazione non equivoca della volontà divina, raccoglie rispettosamente su una patena la santa ostia e ne comunica la beata fanciulla.
Una morte nella gioia
Dopo aver ricevuto la sua prima comunione dalle mani del suo confessore, Imelda muore di estasi e di gioia ai piedi dell'altare.
Finalmente i suoi voti sono esauditi! E come se non avesse potuto, in un corpo mortale, sopportare una tale gioia, si accasciò su se stessa, sprofondata in una contemplazione profonda. Le mani sempre incrociate sul petto, gli occhi dolcemente chiusi, Imelda sembrava abbandonata a un delizioso sonno. A lungo le sue sorelle l'ammirarono in silenzio, non stancandosi di guardarla né di vederla. Alla fine, tuttavia, concepirono una certa inquietudine; la chiamano, la pregano; le comandano di rialzarsi; lei, sempre così pronta nell'obbedienza, questa volta rimane immobile; non ha sentito; la toccano, non ha percepito... Imelda non era più di questo mondo.
Nelle sue rappresentazioni, la si vede inginocchiata davanti a un altare: un'ostia appare sopra la bambina come per attendere che qualcuno venga a darla a questa amante dell'Eucaristia.
Culto e posterità
Le sue reliquie furono trasferite a Bologna e il suo culto fu ufficialmente approvato dai papi Benedetto XIV e Leone XII.
## CULTO E RELIQUIE.
La notizia della sua beata morte, diffusasi lontano, rese celebre il suo nome e ispirò nei fedeli venerazione per la sua tomba. Dio stesso, nel corso del tempo, concesse molte grazie ai fedeli per sua intercessione. Nel 1566, le sue reliquie furono trasportate dal convento di Valdipietra nella chiesa delle Domenicane a Bologna, dove riposan o tutto Bologne Città natale e di ritorno dopo la conversione del beato. ra. Il cardinale Lambertini, divenuto poi Papa col nome di Benedetto XIV, restaurò e abbellì la chiesa delle Domenicane di Bologna, mentre occupava la sede arcivescovile di quella città; vi fece erigere una cappella e un altare in onore della nostra Beata, sua parente; più tardi, nel 1591, fu inciso sulla pietra del suo sepolcro il miracolo della sua morte. Il papa Leone XII, dopo aver consultato la Sacra Congregazione dei Riti, ha approvato il suo culto e autorizzato l'Ordine dei Frati Pre dicatori a recitare il suo Ordre des Frères Prêcheurs Ordine religioso a cui appartiene la santa. ufficio e a celebrare la santa messa in suo onore. La sua festa è stata fissata al 16 settembre.
Fonti
La vita di Imelda è documentata dagli Acta Sanctorum e dalle cronache dell'Ordine Domenicano.
Acta Sanctorum Acta Sanctorum Monumentale raccolta agiografica dei Bollandisti. ; Année Dominicaine. — Cfr. Vita della beata Imelda Lambertini, vergine dell'Ordine di San Domenico, del R. P. M. Jean-Jose ph Lafaste, dei Fra Jean-Joseph Lafaste Religioso domenicano e biografo di Imelda. ti Predicatori.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nel convento di Santa Maria Maddalena a Valdipietra
- Vestizione dell'abito nell'Ordine di San Domenico
- Apparizione miracolosa di un'ostia sopra di lei il giorno dell'Ascensione
- Prima comunione miracolosa
- Morte per estasi subito dopo la comunione
Miracoli
- Ostia che esce dal tabernacolo e rimane sospesa in aria
- Improvvisa chiarezza e soave profumo durante il prodigio
- Morte per eccesso di amore divino durante la comunione
Citazioni
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Vieni, Signore Gesù, vieni, poiché languisco d'amore e muoio dal desiderio della tua adorabile presenza!
Testo agiografico