Santa Giustina di Padova
PATRONA DELLA CITTÀ DI PADOVA
Vergine e Martire, Patrona della città di Padova
Nata a Padova nel I secolo, Giustina è figlia del prefetto Vitaliano convertito da San Prosdocimo. Consacrata a Dio con un voto di verginità, viene arrestata a sedici anni durante la persecuzione di Nerone. Dopo aver rifiutato le avances del prefetto Massimiano, muore martire colpita da un colpo di spada al cuore nell'anno 63.
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SANTA GIUSTINA DI PADOVA, VERGINE E MARTIRE,
PATRONA DELLA CITTÀ DI PADOVA
Origini e conversione della famiglia
Giustina nasce a Padova nel I secolo in seno a una nobile famiglia pagana convertita al cristianesimo da san Prosdocimo.
I secolo.
L'anima che ama Dio veramente disprezza tutto, eccetto Dio. Giovanni Tritemio.
Sa nta Giustina n Sainte Justine Vergine e prima martire della Chiesa nascente in Italia nel I secolo. acque in Italia, nella città di Pado va, ve Padoue Luogo dei suoi studi di medicina. rso la metà del I secolo. Suo padre, di nome Vitaliano, era così ragguardevole per la nobiltà del suo sangue, per l'abbondanza delle sue ricchezze e per la gloria del suo nome, che l'imperatore lo creò prefetto di Padova. Sua madre, chiamata Prepedigna, era anch'essa molto raccomandabile per la sua estrazione e per le sue virtù. Entrambi vissero nelle superstizioni del paganesimo, finché, illuminati dalle luci del Vangelo, dalla predicazione e dai mir acoli di san Pro saint Prosdocime Primo vescovo di Padova, inviato da san Pietro, che convertì la famiglia di Giustina. sdocimo, che il Principe de Prince des Apôtres Apostolo menzionato per la fissazione della data della processione. gli Apostoli inviò a Padova, rinunciarono all'idolatria e ricevettero il sacramento della fede, che li sottomise interamente a Gesù Cristo. Ottennero in seguito, nella loro sterilità, la santa Giustina che è stata la prima martire della Chiesa nascente in Italia.
Giovinezza e consacrazione
Educata alla pietà da san Prosdocimo, Giustina fa voto di verginità perpetua fin dall'adolescenza.
Non aveva dell'infanzia che la semplicità e l'innocenza. Le sue inclinazioni erano animate da una grazia così straordinaria, che la portavano solo agli esercizi della pietà cristiana. Si allontanava da tutti i piccoli divertimenti che occupano quell'età. Pregava Dio con un'attenzione e una modestia che superavano tutto ciò che si vede negli altri bambini. I suoi genitori applicarono ogni loro cura nell'educarla nel timore del Signore e nel farla istruire nelle più pure massime della nostra religione. San Prosdocimo fu il suo maestro, e le ispirò un così perfetto disprezzo del mondo che, non appena fu padrona di se stessa, si donò interamente a Gesù Cristo con il voto di una perpetua verginità. Fu fedele alle sue promesse; poiché né i tormenti che la natura teme, né gli onori che la lusingano poterono mai farle cambiare risoluzione.
La persecuzione di Nerone
Sotto la persecuzione di Nerone, il prefetto Massimiano intensifica i supplizi contro i cristiani e ordina l'arresto di Giustina per la sua attiva carità.
Nerone scatenò allora la prima persecuzione contro la Chiesa nascente, «ed è nostra gloria», dice Tertulliano, «che egli sia a capo dei nostri persecutori». Quel crudele, attribuendo ai cristiani l'incendio di Roma di cui egli stesso era l'autore, li fece tormentare con supplizi vergognosi e inumani, senza alcuna distinzione di età o di rango. Dopo aver riempito Roma di omicidi, volle spingere la sua crudeltà oltre. A tal fine, inviò l'ordine ai governatori delle province di catturare tutti coloro che credevano nel Crocifisso, di impiegare ogni sorta di mezzo per attirarli al culto degli dei e, in caso di rifiuto, di procedere contro di loro con spietato rigore. Massimiano, che e ra succe Maximien Imperatore romano associato alle persecuzioni. duto a Vitaliano nel governo di Padova, non ebbe appena ricevuto questo mandato dall'imperatore, che esercitò sui cristiani crudeltà che i Busiride e i Mezenzio avevano ignorato. Gli uni furono straziati con pettini di ferro, gli altri gettati in caldaie di olio bollente; questi furono schiacciati sotto dei torchi come l'uva della vendemmia, e quelli si rinchiusero volontariamente in caverne e fosse per non essere esposti a tormenti così insopportabili. Giustina si trovò coinvolta in questa sanguinosa persecuzione; poiché si dedicava continuamente agli esercizi della carità cristiana, entrando nelle prigioni per alleviare con le sue elemosine le necessità di coloro che vi gemevano e per incoraggiarli a soffrire i supplizi che venivano loro preparati, Massimiano diede ordine di arrestarla, risoluto a sottrarle i beni e a corrompere, se avesse potuto, la sua purezza e la sua fede.
Il miracolo del marmo e il martirio
Arrestata al Ponte Marino, lascia l'impronta delle sue ginocchia nel marmo prima di essere giustiziata con un colpo di spada per aver rifiutato le avances del prefetto.
Quest'ordine non tardò ad essere eseguito, poiché, pochi giorni dopo, ella ritornava da una casa di campagna dove aveva soggiornato per la consolazione dei fedeli che vi si erano ritirati; e mentre passava per lo stretto del Ponte Marino, costru détroit du Pont-Marin Luogo dell'arresto di Giustina dove avvenne il miracolo del marmo. ito in marmo, vicino a Padova, cadde nelle mani dei soldati che la cercavano. Le concessero alcuni momenti per implorare il soccorso del cielo nelle battaglie che le venivano preparate, ed ella lo fece con tale fervore e successo che il marmo su cui si era inginocchiata spogliò la durezza che gli è naturale e si ammorbidì come cera sotto le sue ginocchia, tanto che vi si formarono due incavi che si vedono a Venezia nella chiesa chiamata Santa Giustina. Questo miracolo non impedì che fosse condotta davanti a Massimiano per essere punita in quanto cristiana; ma questo tiranno non appena la vide ne rimase incantato dalla bellezza. Dapprima la lusingò, le promise onori, le offrì doni e, sperando di farne la sua conquista, impiegò contro di lei tutti gli artifici atti a scuotere la sua costanza. Ma Giustina, animata da quello spirito che rende forti, non soccombette affatto; respinse i doni di quel seduttore e non fu toccata né dalle sue lusinghe né dalle sue promesse. Gli disse generosamente che, avendo votato la sua verginità al Figlio di Dio, il più compiuto di tutti gli sposi, solo lui poteva possedere le sue inclinazioni e che nessun uomo mortale avrebbe mai diviso il suo cuore con lui. Una risposta così inattesa cambiò l'amore di Massimiano in furore. Si scagliò contro Giustina, la trattò da empia, ribelle e ostinata, e la minacciò dei più crudeli supplizi; ma né i suoi insulti né le sue minacce fecero alcuna impressione sul suo spirito. Era una giovane ragazza di sedici anni, il cui coraggio era al di sopra della sua età e del suo sesso. Confessò Gesù Cristo senza timore e testimoniò con una forza incredibile di essere pronta ad essere la vittima di Colui di cui aveva l'onore di essere sposa. Il tiranno, irritato dai suoi discorsi, la condannò seduta stante a morte, ed ella la ricevette con gioia con un colpo di spada che, trafiggendole il cuore, la trasse dal suo esilio e la fece salire al cielo per regnarvi eternamente con il suo Beneamato. Si rappresenta con una spada nel petto, tenendo una palma e un libro.
Culto, reliquie e vittorie
Le sue reliquie furono ritrovate nel 1177; divenne patrona di Padova e di Venezia, associata alla vittoria di Lepanto.
## CULTO E RELIQUIE. I cristiani rimossero il suo corpo sacro e san Prosdocimo lo inumò onorevolmente vicino ai suoi genitori, in una cappella che aveva eretto in onore della santa Vergine; questo tesoro vi rimase nascosto fino all'anno 1177. In quell'epoca, Gerardo, vescovo di Padova, accompagnato dal suo clero e da tutto il popolo, dopo una lunga ricerca, lo trovò fortunatamente e lo fece trasportare con molta pompa in una chiesa che porta oggi il suo nome e che è una delle più magnifiche d'Europa. Le creature più insensibili contribuirono alla gloria di questa traslazione, poiché le campane della città suonarono contemporaneamente da sole per onorare, con questo concerto miracoloso, le reliquie di una così illustre martire. La Santa stessa fece conoscere il suo merito attraverso i miracoli che operò; infatti restituì la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, il movimento ai paralitici, la salute a ogni sorta di malati, e continuò a concedere le stesse grazie e altre ancora più grandi a coloro che imploravano il suo soccorso con fede. Mantenne nella stretta osservanza i religiosi della congregazione di Montecassino, che militavano sotto il suo nome e furono i custodi delle sue ceneri; conservò la città di Padova che aveva bagnato con il suo sangue; estese la sua protezione su tutto il territorio di Venezia, che l'aveva s celta Venise Luogo finale del trasferimento delle reliquie nel 1200. come patrona e che, attribuendole tutte le vittorie riportate sul nemico dei cristiani, fece incidere sulla sua moneta queste parole che sono i segni della sua riconoscenza: *Memor ero tui, Justina virgo*: «Illustre vergine Giustina, non ti dimenticherò mai»; così come queste: *Pax tibi, Marce, Evangelista meus*: «Pace a te, Marco, mio evangelista», unendo così in un unico culto la prima delle martiri d'Italia con questo santo Evangelista che si crede abbia scritto il suo Vangelo in latino. Giustina morì nell'anno di Nostro Signore 63, sotto l'impero di Nerone, il 7 del mese di ottobre, giorno celebre negli Annali della Chiesa per la gloriosa vittoria che le armi della Repubblica di Venezia riportarono sui Turchi, sotto la guida del loro generale Sebastiano Venier, victoire que les armes de la République de Venise remportèrent sur les Turcs Vittoria navale del 1571 attribuita all'intercessione della santa. alle isole Curzolari, vicino a Lepanto, nell'anno 1571. Il martirologio romano fa memoria del suo martirio in questo stesso giorno.
Fonti della vita di santa Giustina
Il testo si basa sugli scritti di Montbettino, Pietro de Natalibus e sui lavori di Padre Alexis de Rue.
La sua vita è stata scritta da Montbettino e da Pietro de Natalibus. Se ne parla anche negli Atti di san Prosdocimo. Infine, il R. P. Dom Alexis de Rue, religioso teatino, la cui pietà ed erudizione brillano nelle sue sapienti *Controversie*, l'ha tratta dall'ufficio dei patroni della città di Padova e ce l'ha comunicata per farne un compendio.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Padova da genitori pagani convertiti
- Battesimo e istruzione da parte di san Prosdocimo
- Voto di verginità perpetua
- Arresto al Ponte Marino durante la persecuzione di Nerone
- Miracolo delle ginocchia impresse nel marmo
- Martirio per un colpo di spada al cuore all'età di sedici anni
- Ritrovamento delle reliquie nel 1177 da parte del vescovo Gerardo
Miracoli
- Il marmo del Ponte Marino si ammorbidì come cera sotto le sue ginocchia durante la preghiera
- Suono miracoloso delle campane della città durante la traslazione delle sue reliquie nel 1177
- Guarigioni multiple (ciechi, sordi, paralitici) presso le sue reliquie
Citazioni
-
L'anima che ama Dio veramente disprezza tutto, eccetto Dio.
Giovanni Tritemio (citato in epigrafe) -
Memor ero tui, Justina virgo
Iscrizione sulla moneta di Venezia