12 ottobre 15° secolo

Beato Giacomo da Ulma

il Tedesco

Religioso domenicano

Festa
12 ottobre
Morte
11 octobre 1491 (naturelle)
Epoca
15° secolo
Luoghi associati
Ulm (DE) , Roma (IT)

Nato a Ulma, Giacomo fu dapprima soldato al servizio del re d'Aragona prima di diventare frate laico domenicano a Bologna. Artista di genio, rivoluzionò la pittura su vetro scoprendo il procedimento dell'ossido d'argento per ottenere una tinta gialla diafana. Visse cinquant'anni in religione, unendo perfezione tecnica e alte virtù.

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Sezioni di lettura: 6

IL BEATO GIACOMO DA ULMA O IL TEDESCO,

RELIGIOSO DOMENICANO A BOLOGNA (1491).

Vita 01 / 06

Giovinezza e formazione artistica

Nato a Ulma in una famiglia di mercanti, Giacomo si forma nelle arti meccaniche e nella pittura su vetro.

Fra Giacomo, o il beato Giacomo da Ulma, na Fra Giacomo ou le bienheureux Jacques d'Ulm Frate laico domenicano e maestro vetraio di origine tedesca. cque in quest'ultima città, nell'anno 1467, da un'onorevole famiglia di mercanti. Nella sua giovinezza, ci dice Fra Ambregin Fra Ambregino Allievo e primo biografo di Giacomo da Ulma. o, suo allievo e il più antico biografo della sua vita, il nostro Beato si dedicò alle arti meccaniche per le quali aveva un'attitudine straordinaria, e anche alla pittura su vetro, nella quale i suoi compatrioti avevano acquisito una grande reputazione.

Vita 02 / 06

Peregrinazioni e carriera militare

Dopo un pellegrinaggio a Roma, si arruolò come soldato al servizio del re d'Aragona a Napoli prima di lavorare a Capua.

All'età di venticinque anni, preso dal santo desiderio di venerare la tomba del Principe degli Apostoli, pa rtì Rome Città natale di Massimiano. per Roma; e lì, su quella terra bagnata dal sangue di tanti martiri, provò, a quanto pare, consolazioni così dolci e grandi che decise di passarvi l'intera vita. Ma, venutogli a mancare il denaro, andò a Napoli ad arruolarsi negli eserciti di Alfonso, re d'Aragona, e qualche m Alphonse, roi d'Aragon Sovrano al cui servizio Giacomo si arruolò come soldato. ese più tardi combatté valorosamente nella battaglia in cui quel disgraziato principe perse la corona e la libertà. Dopo quattro anni di servizio, durante i quali seppe guadagnarsi la fiducia dei suoi capi e la stima dei suoi commilitoni per il suo coraggio e la sua buona condotta, disgustato dalla vita licenziosa degli accampamenti, lasciò l'esercito e, per guadagnarsi onorevolmente da vivere, mise la sua intelligenza e le sue braccia a disposizione di un borghese di Capua.

Conversione 03 / 06

Conversione ed entrata in religione

In viaggio verso la Germania, riceve una chiamata mistica a Bologna davanti alla tomba di san Domenico e si unisce all'ordine come fratello laico.

Nell'anno 1440, sentendosi violentemente tormentato dal desiderio così legittimo di riabbracciare il suo vecchio padre e di rivedere la sua cara patria, dalla quale era assente da sette anni, riprese la strada per la Germani Bologne Città natale e di ritorno dopo la conversione del beato. a; era già giunto a Bologna e pensava di proseguire il suo cammino, quando all'improvviso, un giorno in cui prega va con fervore saint Dominique Fondatore dell'ordine di cui Benvenuta segue la regola e intercessore per la sua guarigione. davanti alla tomba di san Domenico e poneva il suo lungo e pericoloso viaggio sotto la protezione di quel grande patriarca, udì nel profondo del suo cuore una voce misteriosa che lo esortava a sacrificare la patria terrena e a votarsi interamente alla conquista della patria celeste. Subito il nostro Beato, comprendendo da dove ve nisse quella voce, bussò a couvent de Saint-Dominique Ordine religioso mendicante fondato da san Domenico. lla porta del convento di San Domenico, chiese umilmente di rivestire l'abito dei fratelli laici, e lo ottenne; aveva allora trentaquattro anni.

Vita 04 / 06

Vita religiosa e beatificazione

Conduce una vita esemplare per cinquant'anni all'interno dell'ordine e muore nel 1491; viene beatificato da Leone XII nel 1825.

Durante i cinquant'anni che visse ancora nell'Ordine, si dis l'Ordre Ordine religioso mendicante fondato da san Domenico. tinse per la pratica delle più alte virtù e si mostrò sempre un religioso tanto buono quanto era stato un buon soldato. Morì l'11 ottobre 1491, all'età di ottantaquattro anni. Leone XII, nell'ann o 1825, Léon XII Papa che ha proceduto alla beatificazione di Giuliano. lo iscrisse nel numero dei Beati e la Chiesa ne onora la memoria il 12 ottobre.

Eredità 05 / 06

L'arte della vetrata e le innovazioni tecniche

Riconosciuto per le sue vetrate a Bologna, inventò un procedimento per tingere il vetro di giallo grazie all'ossido d'argento.

Diciamo una parola sulle sue opere artistiche. — Vestendo l'abito di san Domenico, il nostro Beato dovette rimettersi alla pittura su vetro, pratica che aveva abbandonato da una decina d'anni, ovvero da quando aveva lasciato la sua città natale. Fu incaricato dai suoi superiori di ornare di vetrate la chiesa e il convento; e in questa circostanza, dice la cronaca, si guadagnò una grande reputazione; ma sfortunatamente quasi tutti i suoi lavori, tanto lodati dai contemporanei, sono scomparsi, e non resta di lui che un piccolo medaglione all'ingresso di uno dei dormitori del convento; esso rappresenta Gesù sulla croce tra Maria sua madre e Giovanni suo discepolo prediletto. Tuttavia, le belle vetrate che eseguì per la grande basilica di Sa n Petronio e per l'oratorio basilique de Sainte-Pétrone Edificio di Bologna che ospita vetrate dedicate al santo. della beata Elena, nel palazzo Bentivoglio, a Bologna, sussistono ancora palais Beutivoglio Palazzo a Bologna che ospita un oratorio decorato dal santo. . Basta esaminarle per giudicare il talento prodigioso del loro autore, e comprendere il posto onorevole al quale ha diritto, accanto ai più grandi maestri in questo ramo dell'arte. Il beato Giacomo trovò inoltre, per primo, il mezzo di dare al vetro una tinta gialla diafana impiegando l'ossido d'argento; se dunque oggi i pittori su vetro conoscono questo procedimento così a lungo cercato e lo hanno adottato, è al nostro beato che ne sono debitori.

Culto 06 / 06

Posterità e rappresentazioni

Lasciò dietro di sé discepoli di talento ed è tradizionalmente raffigurato vicino a una fornace per vetrate o con una croce.

Morendo, il bea to Giacomo da Ulma lasciò bienheureux Jacques d'Ulm Frate laico domenicano e maestro vetraio di origine tedesca. nel chiostro due allievi: Fra Ambrogi no, lo storic Fra Ambrogino Allievo e primo biografo di Giacomo da Ulma. o della sua vita, e Fra Anas tasio, i qual Fra Anastasio Allievo di Giacomo da Ulma a Bologna. i ereditarono non solo i suoi talenti e i suoi procedimenti, ma anche le sue virtù, e gettarono un nuovo splendore sul convento di San Domenico di Bologna.

Lo si rappresenta vicino a una fornace per vetrate, per indicare l'arte che esercitò nel suo Ordine. Lo si dipinge anche talvolta con una croce in mano, a causa della sua devozione per la passione di Nostro Signore.

Estratto dall'Année Dominicaine.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita a Ulma nel 1467
  2. Pellegrinaggio a Roma all'età di 25 anni
  3. Arruolamento negli eserciti di Alfonso, re d'Aragona a Napoli
  4. Servizio presso un borghese di Capua
  5. Ingresso nel convento di San Domenico a Bologna nel 1440 all'età di 34 anni
  6. Cinquanta anni di vita religiosa e artistica
  7. Beatificazione da parte di Leone XII nel 1825

Miracoli

  1. Invenzione del procedimento all'ossido d'argento per il vetro giallo
  2. Voce misteriosa udita presso la tomba di san Domenico

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo