12 ottobre 17° secolo

San Serafino da Montegranaro

FRATE LAICO DELL'ORDINE DEI CAPPUCCINI (1604).

Frate laico dell'Ordine dei Cappuccini

Festa
12 ottobre
Morte
12 octobre 1604 (naturelle)
Epoca
17° secolo

Nato nel 1540 in Italia, Felice divenne frate laico cappuccino con il nome di Serafino dopo una giovinezza di lavoro e di pazienza di fronte ai maltrattamenti di suo fratello. Riconosciuto per la sua profonda umiltà, la sua carità verso i poveri e i suoi doni di profezia, visse quarantasei anni nell'ordine prima di morire nel 1604.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 7

SAN SERAFINO DA MONTEGRANARO,

FRATE LAICO DELL'ORDINE DEI CAPPUCCINI (1604).

Vita 01 / 07

Giovinezza e virtù iniziali

Nato Felice nel 1540, crebbe in una famiglia povera ma pia, manifestando molto presto un gusto pronunciato per la preghiera e il lavoro fedele.

L'anno 1540 vide nascere a Monte Granaro, nella Marca d'Ancona, sa n Serafino. I saint Séraphin Religioso cappuccino italiano noto per la sua umiltà e i suoi miracoli. suoi genitori erano privi dei beni di fortuna, ma ricchi di virtù. Sua madre soprattutto era così pia che tutti l'ammiravano e le donne se la proponevano come modello. Ella depose nel cuore del figlio i germi di tutte le virtù, e Felice, come era stato chiama to al Félix Religioso cappuccino italiano noto per la sua umiltà e i suoi miracoli. Battesimo, rispose alle cure che si prendeva sua madre per formarlo alla virtù. Non si vedeva nel suo aspetto e nella sua condotta nulla di puerile. Amava la preghiera e, conoscendo già il valore del tempo, non ne lasciava perdere alcuna particella. Il padre, povero muratore, mise presto il figlio presso un contadino per custodire il bestiame. Il giovane servo di Dio ebbe da allora tutto il tempo di dedicarsi alla preghiera. Aveva inciso una croce su una quercia, e davanti a questa croce passava ore in adorazione; ciò che non gli impediva di adempiere al suo impiego con la massima fedeltà. La sera, quando rientrava, prendeva poco cibo e, dopo aver dedicato qualche ora al sonno, si alzava e passava il resto della notte a conversare con il suo Salvatore.

Vita 02 / 07

Il tempo delle prove

Dopo la morte del padre, Felice subì la violenza e la durezza del fratello muratore, sopportando i maltrattamenti con una pazienza esemplare.

Il tempo delle prove era giunto. La morte gli aveva appena rapito il padre. Obbligato a tornare alla casa paterna, dovette obbedire al fratello, il cui carattere era violento e irascibile. Questo fratello era muratore: volle insegnare il mestiere a Felice e, senza pietà per la sua età, lo trattò come una bestia da soma, senza che mai una lamentela uscisse dalla bocca di colui che era oggetto di tanta durezza. Questa situazione si protrasse per diversi anni.

Conversione 03 / 07

Vocazione religiosa

Ispirato dalla lettura di Dionigi il Certosino, entra tra i Cappuccini a Tolentino con il nome di Serafino e si dedica alla ricerca della perfezione.

A sedici anni, avendo ascoltato la lettura del libro di Dionigi il Certosino sui fini ultimi, Serafino prese la risoluzione, per salvare la sua anima e sfuggire ai pericoli che si corrono nel mondo, di entrar e tra i Capucins Ordine religioso mendicante a cui apparteneva il santo. Cappuccini. Si recò al conven to di Tol Tolentino Luogo del convento dove Serafino iniziò la sua vita religiosa. entino dove prese il nome di Serafino, con il quale è conosciuto. Aveva diciotto anni e comprese di non essere entrato in un Ordine religioso per praticare la virtù, ma per raggiungere la perfezione. Fece progressi così rapidi che i suoi confratelli ne erano stupiti. Dopo un anno fu ammesso a pronunciare i voti. Fu per lui l'occasione di una tale gioia che quel giorno baciava i piedi di tutti i Padri.

Teologia 04 / 07

Vita spirituale e carità

Riconosciuto per il suo fervore e il suo desiderio di martirio, si distinse per una carità eroica verso i poveri, specialmente durante una carestia.

Da quel momento si applicò a stabilire in sé una perfetta purezza di coscienza e a evitare tutto ciò che avrebbe potuto offuscarla; temeva i peccati più lievi e li aveva in orrore. Come ricompensa ottenne in abbondanza le luci del cielo e divenne presto molto abile nella scienza dei Santi. Aveva il cuore infiammato dalle fiamme dell'amore divino, e, un giorno in cui durante una ricreazione fu obbligato a salire sul pulpito per rivolgere la parola ai suoi confratelli, seppe trovare accenti tali che i religiosi, toccati e meravigliati, benedissero Dio per aver donato una fede così viva e tanto fervore a quel povero fratello. L'amore di Dio era la sua vita; avrebbe voluto dare il suo sangue per provare a Dio il suo amore; sollecitò il favore di andare nei paesi infedeli per soffrirvi il martirio, ma i suoi superiori non ritennero di dovergli accordare questo favore e privare la loro comunità di quel modello di virtù.

Una carità sincera per il prossimo accompagnava l'amore che nutriva per Dio. Era affabile, benevolo verso tutti e sempre disposto a rendere servizio. Ma erano soprattutto i poveri ad avere la parte maggiore nel suo affetto. Metteva in atto tutti i mezzi in suo potere per alleviarli, e per questo si privava spesso del necessario. Essendo sopravvenuta una carestia, si accontentò di quattro once di pane al giorno, per poter dare di più a coloro che avevano fame.

Miracolo 05 / 07

Doni soprannaturali e umiltà

Dotato di doni di profezia e di miracoli, cerca di rimanere umile nonostante una reputazione di santità che attira le folle.

Dio, in ricompensa delle sue virtù, gli concesse il dono dei miracoli; conosceva il futuro e leggeva nel segreto dei cuori; ma, poiché la sua umiltà era grande, faceva di tutto per nascondere i prodigi che operava. La sua reputazione di santità divenne tale che i suoi superiori furono costretti a togliergli l'incarico di questuante, perché, quando usciva, la folla si accalcava sui suoi passi e tagliava pezzi del suo mantello.

Culto 06 / 07

Morte e riconoscimento ecclesiale

Deceduto nel 1604, fu beatificato da Paolo V nel 1610 e successivamente canonizzato da Clemente XIII nel 1767 dopo numerosi miracoli avvenuti sulla sua tomba.

Fu avvertito della sua morte e la annunciò ai suoi confratelli. Aveva sessantaquattro anni quando spirò, il 12 ottobre 1604, dopo aver edificato per quarantasei anni l'Ordine dei Capp Ordre des Capucins Ordine religioso mendicante a cui apparteneva il santo. uccini. Si verificarono numerosi prodigi sulla sua tomba. Nel 1610, papa pape Paul V Papa che approvò la bolla di erezione dell'Oratorio. Paolo V permise agli abitanti di Ascoli di rendergli un culto pu bblico, e Cl Clément XIII Papa che concesse indulgenze per il culto di san Gregorio. emente XIII lo canonizzò il 16 luglio 1767.

Fonte 07 / 07

Fonti

I resoconti si basano sugli Acta Sanctorum e sulla biografia redatta da Padre Pietro Benedetto Giovanni.

Cfr. Conferenza di Grésecourt: Acta Sanctorum, tomo VI di ottobre; Vita di san Serafino, del P. Pietro Benedetto Giovann P. Pierre-Benoît Giovanni Cappuccino e biografo di san Serafino. i, cappuccino.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita a Monte Granaro nel 1540
  2. Lavoro come pastore e poi apprendista muratore sotto la tutela del fratello
  3. Ingresso nel convento dei Cappuccini di Tolentino a 18 anni
  4. Professione dei voti religiosi dopo un anno di noviziato
  5. Desiderio del martirio in terre infedeli (rifiutato dai suoi superiori)
  6. Canonizzazione da parte di Clemente XIII il 16 luglio 1767

Miracoli

  1. Dono di profezia (conoscenza del futuro)
  2. Lettura dei cuori
  3. Prodigi operati presso la sua tomba

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo