Nativo della Sicilia nel XV secolo, Matteo d'Agrigento si unì ai Frati Minori e divenne compagno di san Bernardino da Siena. Predicatore rinomato e restauratore della disciplina francescana, fu nominato vescovo di Agrigento prima di ritirarsi in solitudine. Morì nel 1451, illustre per numerosi miracoli e per la diffusione della devozione al Nome di Gesù.
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SAN MATTEO D'AGRIGENTO (1451).
Giovinezza e ingresso nella vita religiosa
Nato ad Agrigento, Matteo rinuncia al suo patrimonio per unirsi ai Frati Minori Conventuali prima di partire per studiare in Spagna.
Matteo, nativo di Agrigent Agrigente Città siciliana dove Benedetto si recò per un capitolo del suo ordine. o, in Sicilia, da una pia e onesta famiglia, essendo prevenuto dall'amore divino, e avendo trascorso la sua infanzia e la sua adolescenza in una sovrana integrità di costumi, disse addio al suo ricco patrimonio e alle seduzioni del mondo, per unirsi più intimamente a Dio che lo chiamava a una destinazione più alta, e si arruolò tra i Frati Minori Conventuali.
Dopo la professione solenne dei voti, si recò in virtù della santa obbedienza in Spa Espagne Luogo di missione di Giuda Barsaba. gna per istruirvisi nelle lettere divine e umane. Le opere di pietà e la pratica delle virtù cristiane lo occuparono interamente.
L'Osservanza e la predicazione
Attratto dalla riforma di san Bernardino da Siena, entra nell'Osservanza, percorre l'Italia e diffonde la devozione al Nome di Gesù.
In seguito, mosso dal desiderio di una più alta perfezione e dalla fama di san Bernardino da Siena, abbracciò l'istituto più rigido dei Frati Minori dell'Osservanza; ammes Frères Mineurs de l'Observance Ramo riformato dell'ordine francescano che Matteo raggiunge e diffonde. so tra i compagni dello stesso Bernardino, percorse quasi tutta l'Italia, nel nome di Gesù, che era continuamente sulle sue labbra, e risollevò con le opere e la predicazione la pietà ovunque languente. Il Signore fortificava inoltre la sua parola con miracoli.
Restaurò in Spagna l'Osservanza regolare, o pera alla quale fece Observance régulière Ramo riformato dell'ordine francescano che Matteo raggiunge e diffonde. anche fare grandi progressi in Sicilia. Bruciava per la Vergine, Madre di Dio, di un estremo amore. Propagò talmente tra i siciliani la devozione al dolcissimo nome di Gesù, che lo si leggeva ovunque sul frontespizio delle case. Per sua cura, molti monasteri furono costruiti, soprattutto in Sicilia, con l'assenso dei sommi pontefici Martino V ed Eugenio IV, sotto il nome di Gesù e in ono re della Eugène IV Papa che inviò Niccolò Albergati al concilio di Basilea. sua santa Madre.
Vescovo di Agrigento e calunnie
Nominato vescovo di Agrigento, affronta la calunnia, si giustifica a Roma davanti al Papa, quindi si dimette per ritrovare la vita monastica.
Morto il ve scovo di Agrigento ( Agrigente (Girgenti) Città siciliana dove Benedetto si recò per un capitolo del suo ordine. Girgenti), egli fu, sebbene suo malgrado, posto a capo di quella chiesa tra gli applausi unanimi del popolo, con il consenso di Alfonso, re d'Aragona, e l'approvazione di papa Eug enio IV. Ordin pape Eugène IV Papa che inviò Niccolò Albergati al concilio di Basilea. ato vescovo, brillante, come la fiaccola elevata sul candelabro, dello splendore di tutte le virtù, si dedicò interamente al ripristino della disciplina ecclesiastica. Dio, per provarlo come l'oro nella fornace, permise che fosse bersaglio di calunnie; fece il viaggio a Roma per giustificarsi, fu dichiarato innocente dal Sommo Pontefice e da lui restituito alla sua chiesa. Ma ne abbandonò il governo poco tempo dopo di sua spontanea volontà. Si ritirò dapprima a Palermo, dove i Conventuali di qu ella ci Palerme Città natale e luogo del miracolo principale della santa. ttà lo accolsero molto affettuosamente; dopo aver dimorato qualche tempo presso di loro, rientrò tra i suoi, chiamato dal vicario provinciale dell'Osservanza.
Morte, miracoli e riconoscimento
Muore nel 1451 dopo una vita di lavoro; il suo culto è ufficialmente ratificato dai papi Clemente XIII e Pio VII in seguito a numerosi miracoli.
Dopo aver trascorso colà alcuni anni piamente e santamente, fiaccato dalle fatiche ed esausto per la cattiva salute, fu ricondotto presso i Conventuali per ordine dei superiori; infine, consumato dalla vecchiaia e dalla malattia, volò al cielo il 7 febbraio 1451. Le sue spoglie, reclamate dai confratelli, furono trasportate non senza prodigi al monastero di Santa Maria di Gesù.
Quando il feretro fu portato nella chiesa del monastero, il defunto, sollevandosi improvvisamente a sedere, giunse le mani, adorò l'Eucaristia e si coricò nuovamente, con stupore di tutti i presenti. La gloria dei miracoli, dopo aver illustrato la sua vita, coronò anche la sua tomba; dotato dello spirito di profezia, portando l'aureola della santità, cominciò, non appena morto, a godere degli omaggi de gli uomini. Clément XIII Papa che concesse indulgenze per il culto di san Gregorio. Clemente XIII ratificò il suo culto e permise di celebrare la sua festa con un ufficio ecclesiastico; infine il papa Pio VII approvò in tale ufficio la recitazione di lezioni particolari.
Lezioni del Breviario francescano.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali
- Studi in Spagna
- Adesione all'Osservanza presso san Bernardino da Siena
- Predicazione attraverso l'Italia
- Restaurazione dell'Osservanza in Spagna e in Sicilia
- Nomina a vescovo di Agrigento
- Viaggio a Roma per giustificarsi da una calunnia
- Rinuncia al suo vescovado e ritiro a Palermo
Miracoli
- Il defunto si alza nella bara per adorare l'Eucaristia durante i suoi funerali
- Prodigi durante il trasporto delle sue spoglie
- Spirito di profezia