San Marcello il Centurione e i suoi figli
MARTIRI A TANGERI, IN MAURITANIA (298).
Centurione e Martire
Centurione romano in Galizia nel III secolo, Marcello si convertì al cristianesimo con la moglie Nona e i loro dodici figli. Durante una festa in onore di Diocleziano, rifiutò di sacrificare agli idoli e rigettò pubblicamente le sue insegne militari. Fu martirizzato per decapitazione a Tangeri nel 298, seguito dai suoi figli che subirono anch'essi il martirio a León.
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SAN MARCELLO IL CENTURIONE, E I SUOI FIGLI,
MARTIRI A TANGERI, IN MAURITANIA (298).
Origini e conversione
Marcello, centurione originario della Galizia, si convertì al cristianesimo con la moglie Nona e i dodici figli sotto l'influenza del vescovo Decenzio di León.
Si ritiene ch e san Marcel saint Marcel Centurione romano e martire in Spagna e in Nord Africa. lo sia nat o ad Arras Città in cui Federico esercita le sue funzioni di prevosto. Arras, città un tempo celebre della Galizia. Seguì l'esempio dei suoi antenati e abbracciò il mestiere delle armi nella speranza di farvi alta fortuna. Trovandosi di guarnigione nella città di cui abbiamo appena parlato, vi sposò una damigella di nobile lignag gio None Sposa di san Marcello. chiamata Nona; ne ebbe dodici figli, ovvero: Claudio, Lupercio, Vittoria, Emeterio, Celedonio, Servando, Germano, Acisclo, Fausto, Gennaro, Marziale e Vittoria. Poiché aveva dato in diverse occasioni testimonianza del suo valore, fu infine elevato al grado di centurione. Non pensava che ad avanzare sempre più nei gradi della gerarchia militare, quando, per le ferventi predicazioni di un santo vescovo di nome Decenzio, che governava la chiesa di León, f u co Léon Antica diocesi della Bretagna di cui Tenenan fu vescovo. nvertito con la moglie e i figli alla religione cristiana, per la cui verità tutti, eccetto Nona, ebbero la gloria di morire nel modo che andremo a descrivere.
L'atto di fede pubblico
Durante una festa in onore dell'imperatore Diocleziano, Marcello rifiuta di sacrificare agli idoli e getta pubblicamente le sue insegne militari.
Anastasio Fortunato, al quale Agricola, prefetto del pretorio e governatore della Mauritania e delle Spagne, aveva affidato il comando delle truppe della provincia di León, volendo offrire un sacrificio solenne agli dei per celebrare il giorno della nascita dell'imperatore Diocleziano, fece pubblicare in tutti i luoghi della sua giurisdizione l'ordine di recarsi in città per assistere a tale festa. Poiché essa doveva essere accompagnata da splendidi banchetti, vi si radunò una grande folla di popolo; ovunque non si udivano che grida sacrileghe e canti abominevoli in onore delle false divi nità. Marcel Centurione romano e martire in Spagna e in Nord Africa. Marcello fu profondamente turbato da tali profanazioni e, non potendo contenere il suo zelo né tollerare l'empietà di quegli idolatri, detestò pubblicamente i loro sacrifici e gettò a terra la sua cintura e le sue armi; poi, alla presenza delle aquile dell'impero e dei segni della sua religione, dichiarò di essere cristiano e protestò che non avrebbe mai abbandonato il servizio di Gesù Cristo per adorare quegli dei di legno e di pietra. Non occorse altro ai soldati per gettarsi su di lui e condurlo da Fortunato. Questi lo fece rinchiudere in prigione finché la cerimonia non fu conclusa; e, appena fu libero da impegni, lo fece comparire al suo tribunale. Marcello gli confessò tutto ciò che aveva fatto, dichiarò di nuovo di essere cristiano e che mai lo si sarebbe potuto obbligare a sacrificare agli idoli. Fortunato, giudicando dalla sua fermezza che non avrebbe ottenuto nulla da lu i, lo Tanger Luogo del martirio di san Marcello. inviò, carico di catene, a Tangeri, dove si trovava allora Agricola; quest'ultimo, trovandolo irremovibile nella confessione di Gesù Cristo, lo condannò seduta stante alla decapitazione: sentenza che fu eseguita il 30 ottobre 298. I cristiani ne prelevarono il corpo, lo imbalsamarono e lo seppellirono religiosamente nella stessa città; l'anno 1483, il 30 marzo, fu trasferito per cura di un sacerdote di nome Isla a León, e deposto nella prima parroc chia dedicata al suo nom roi catholique Ferdinand Re di Spagna presente durante la traslazione delle reliquie nel 1483. e, alla presenza del re cattolico Ferdinando, dei grandi della corte e dei principali signori del regno.
Giudizio e martirio a Tangeri
Inviato a Tangeri davanti al prefetto Agricola, Marcello rimane incrollabile e muore decapitato il 30 ottobre 298.
I figli imitarono la costanza del padre, poiché persero tutti la vita attraverso vari supplizi per il sostegno del Vangelo; si nota tra gli altri che Claudio, Lupercio e Vittorico furono impiccati, poi decapitati a León per ordine di Diogeniano, successore di Fortunato, che non volle esporli ad altri tormenti, per timore che i cristiani fossero fertilizzati dal loro esempio, e affinché essi stessi non avessero la gloria di aver sofferto molto per Gesù Cristo. La loro pia madre riscattò i lo ro corpi a prezz Leur pieuse mère Sposa di san Marcello. o di denaro e li seppellì in un luogo segreto, da dove furono trasferiti in una chiesa costruita in loro onore nella stessa città. Nell'anno 1173, furono posti in un luogo più onorevole, alla presenza del cardinale Giacinto, di Giovanni, vescovo di León, e di Pelagio, abate del monastero dell'Ordine di San Ben edetto che era stato Ordre de Saint-Benoît Ordine religioso che occupa il monastero di Honnecourt. fondato sul luogo stesso della loro sepoltura.
Culto e traslazione delle reliquie
Il corpo di Marcello viene trasferito da Tangeri a León nel 1483 alla presenza del re Ferdinando.
San Marcello viene rappresentato: 1° mentre indossa l'armatura dei centurioni della legione Traiana; 2° mentre getta a terra il suo balteo per rassegnare le dimissioni dal servizio, al fine di non cooperare ai riti idolatri che accompagnavano la festa dell'imperatore.
Il martirio dei figli di Marcello
I figli di Marcello, in particolare Claudio, Lupercio e Vittoria, subiscono anch'essi il martirio a León per la loro fede.
Abbiamo conservato il contenuto del racconto di Padre Giry.
Rappresentazioni iconografiche
San Marcello è tradizionalmente raffigurato in armatura da centurione, mentre getta a terra il suo balteo.
San Marcello viene rappresentato: 1° indossando l'armatura dei centurioni della legione Traiana; 2° mentre getta a terra il suo balteo per rassegnare le dimissioni dal servizio, al fine di non cooperare ai riti idolatri che accompagnavano la festa dell'imperatore.
Abbiamo conservato il contenuto del racconto di Padre Giry.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Carriera militare fino al grado di centurione
- Conversione per opera del vescovo Decenzio
- Rifiuto di sacrificare agli dei durante la festa di Diocleziano
- Rinuncia pubblica alle armi e alla cintura militare
- Imprigionamento da parte di Fortunato
- Trasferimento a Tangeri e condanna da parte di Agricola
- Decapitazione il 30 ottobre 298
- Traslazione delle reliquie a León nel 1483