San Martino di Porres
RELIGIOSO DEL TERZ'ORDINE DI SAN DOMENICO
Religioso del Terz'Ordine di San Domenico
Nato a Lima nel 1569, Martino di Porres fu un frate laico domenicano rinomato per la sua profonda umiltà e carità verso i poveri, i malati e gli animali. Chirurgo di formazione, consacrò la sua vita al servizio degli emarginati e fondò un collegio per orfani. È celebre per i suoi miracoli, in particolare la sua autorità sui topi, e fu canonizzato nel 1962.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 8
SAN MARTINO DI PORRES,
RELIGIOSO DEL TERZ'ORDINE DI SAN DOMENICO
Introduzione spirituale
Citazione di san Giovanni Crisostomo sulla carità e la virtù come fondamento della vita cristiana.
La carità rende leggero ciò che è più duro; essa insegna che la virtù è facile e il vizio pieno di amarezza.
San Giovanni Crisostomo.
Giovinezza e vocazione religiosa
Nascita a Lima nel 1569, studi di chirurgia per curare i poveri e ingresso tra i Domenicani come fratello laico.
Il beato Martino nacq Le bienheureux Martin Religioso domenicano peruviano, celebre per la sua carità e i suoi miracoli. ue a Lima, nel Lima Capitale del Perù e luogo principale di vita del santo. l'America meridionale, da un'onorevole famiglia, nel 1569. Ebbe per padre Giovanni de Porres e per madre Anna Velasquez. Fin dai suoi primi anni, l'ammirevole purezza dei suoi costumi fu il presagio della folgorante santità alla quale doveva elevarsi. La modestia, l'umiltà, la carità verso i poveri furono le virtù che caratterizzarono la sua infanzia e gli attirarono già la venerazione universale. Divenuto giovane, la sua misericordia per il prossimo e soprattutto per i malati crebbe in lui con un progresso continuo, e si consacrò allo studio della chirurgia affinché potesse rendere gratuitamente la salute agli infelici, riuscendovi molto spesso. Al fine di estendere sempre più nel suo cuore il regno dell'amore di Dio, pieno di disprezzo per gli onori e i divertimenti del mondo, disse addio alla casa paterna e chiese con insistenza di abbracciare il Terz'Ordine di San Domenico e di essere ammesso Tiers Ordre de Saint-Dominique Ordine religioso mendicante fondato da san Domenico. tra i fratelli laici di un convento; questa grazia gli fu accordata. Terminato il suo noviziato, con grande edificazione di tutti, pronunciò i suoi voti solenni: e chi potrebbe dire con quale fervore, con quale cura si sforzò di praticare e di identificare in sé le virtù che costituiscono il religioso perfetto? Amava talmente l'umiltà che faceva le sue delizie nel compiere sempre gli uffici più vili e più abbietti del convento; si chiamava il più grande di tutti i peccatori e baciava in ginocchio i piedi di coloro che osavano caricarlo di ingiurie.
Mortificazioni e vita mistica
Pratica di una rigorosa ascesi ed esperienze di estasi mistiche davanti al crocifisso.
Nonostante la sua avversione per le colpe, anche le più lievi, non cessò mai tuttavia di castigare la sua carne con digiuni continui e di insanguinarla con cilici e catene di ferro, al punto che si poteva veramente dire di lui che portava nel suo corpo la mortificazione di Gesù. Tale era l'amore di cui era infiammato per il divino Redentore che un giorno, mentre era in preghiera davanti a un crocifisso, lo si vide sollevarsi da terra, volare verso la santa immagine, premere avidamente con le labbra la piaga del costato, come se ne scorresse ancora sangue e come se avesse voluto abbeverarsene. Non c'è dunque da stupirsi che, inebriato a questa fonte sempre zampillante del divino amore, non parlasse mai che di cose celesti e che avesse un così grande desiderio di infiammarne il suo cuore e quello degli altri. Geloso della palma del martirio, avrebbe voluto andare in Cina e in Giappone per cadere nelle mani crudeli dei pagani e meritare, con l'effusione del suo sangue, di diventare l'ostia di Cristo. Di questo insaziabile amore di Dio ne infiammava anche gli uomini di ogni condizione, soprattutto i malati e i morenti ai quali si sforzava con tutto il cuore di procurare ogni sollievo. Mentre dava alla sua patria tante prove della sua ammirevole carità, lo si vide allo stesso tempo infiammato di compassione per gli infelici prigionieri detenuti in Africa, visitarli sp esso ne Afrique Regione di origine di papa Gelasio. lle loro catene per incoraggiarli, provvedere ai loro bisogni e spezzare le catene della loro prigionia. Accadde un giorno che uno di questi prigionieri, spagnolo di nascita, che aveva con l'aiuto di Martino recuperato la libertà ad Algeri , ave Alger Città associata alla fonte liturgica del testo. ndolo incontrato a Lima dove si era poi recato, penetrato dalla riconoscenza, lo salutò come suo liberatore e, nonostante le sue proteste, non cessò di proclamare l'insigne beneficio che ne aveva ricevuto.
Carità universale e bilocazione
Desiderio di martirio in Asia e manifestazioni miracolose di carità, in particolare verso i prigionieri in Africa mentre risiedeva a Lima.
Soffriva molto nel vedere i trovatelli e gli orfani in tenera età esposti a ogni sorta di sventura; per ovviare a questa disgrazia, fece costruire a Lima un c Lima Capitale del Perù e luogo principale di vita del santo. elebre collegio dove potessero essere formati alla pietà e a una vita onesta. La sua bontà era così grande che non escludeva nemmeno gli animali, ai quali offriva spesso le cure e il soccorso della sua arte. Dio si compiacque di onorare con favori celesti l'eccellente carità del suo servo. Illuminato dalla luce divina, predisse il futuro, conobbe i segreti dei cuori, svelò le astuzie dei demoni e respinse gli assalti della loro furia. Sebbene non avesse compiuto studi, risolveva le più gravi questioni di teologia con tale sicurezza che gli uomini più dotti ne rimanevano meravigliati e proclamavano che la sua scienza non poteva venirgli che dal cielo. Tante virtù gli meritarono da Dio di godere della conversazione degli Spiriti celesti, di compiere un gran numero di miracoli eclatanti e di conoscere in anticipo il giorno della sua morte, che indicò infatti in diverse circostanze e con precisione. Infine, quando cadde malato, chiese con insistenza che tutti i religiosi del convento fossero presenti ai suoi ultimi momenti, e chiese loro perdono per tutte le offese che avessero potuto ricevere da lui. Poi fissò gli occhi sul crocifisso che teneva tra le mani, e quando gli astanti, che recitavano il Simbolo degli Apostoli, giunsero a queste parole: «Il Verbo si è fatto carne», posò il crocifisso sul petto e, con la fronte serena e il volto gioioso, rese a Dio la sua anima innocente, il terzo giorno delle None di novembre dell'anno 1639, al sessantesimo anno della sua età. Numerosi miracoli illustrarono la sua vita e la sua morte; dopo che furono esaminati e approvati, Gregorio XVI lo annoverò tra i Beati (19 marzo 1836) e permise a tutto l'Ordine dei Frati Predicatori e alla diocesi di Lima di celeb rarne la festa con ufficio Ordre des Frères Prêcheurs Ordine religioso mendicante fondato da san Domenico. e messa.
Opere sociali e doni soprannaturali
Fondazione di un collegio per orfani a Lima e manifestazione di doni di profezia e di scienza infusa.
Quasi tutta l'America spagnola lo chiama il Santo dei topi; poiché si dice che la sua immagine, deposta nei luoghi infestati da topi e ratti, faccia scomparire prontamente questi animali. Nel suo convento in Perù, poiché il sacrestano si lamentava di vedere le sue stoffe rosicchiate dai topi e si proponeva di distruggere con il veleno ospiti così sgradevoli, fra Martino lo dissuase da tale crudeltà. Chiamò dunque tutte queste piccole creature, deponendo a terra un foglio di carta che aveva in mano; e quando tutte furono salite nel suo cestino, le portò in giardino, promettendo di prendersi cura di loro ogni giorno, se avessero smesso di devastare le provviste del monastero. È per questo che lo si rappresenta con un cestino in mano e circondato da topi, sia perché distribuisce loro da mangiare, sia perché si appresta a trasportarli fuori dalla sacrestia per riunirli nel giardino dove si incaricherà di approvvigionarli con gli avanzi che vanno perduti per la casa.
Morte e riconoscimento della Chiesa
Decesso nel 1639 circondato dalla sua comunità e beatificazione da parte di papa Gregorio XVI nel 1836.
Il beato Martino di Porres è pa Le bienheureux Martin de Porrès Religioso domenicano peruviano, celebre per la sua carità e i suoi miracoli. trono dei mulatti; lo si invoca contro i ratti.
Il Santo dei topi
Leggenda popolare che spiega il suo legame con gli animali e il suo patronato contro gli animali nocivi.
Estratto dall'Année dominicaine e dalle Caractéristiques des Saints.
Fonti agiografiche
Riferimenti ai testi dell'Année dominicaine e delle Caractéristiques des Saints.
Estratto dall'Année dominicaine e dalle Caractéristiques des Saints.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Lima nel 1569
- Studi di chirurgia per curare i poveri
- Ingresso nel Terz'Ordine di San Domenico come fratello laico
- Professione dei voti solenni dopo il noviziato
- Fondazione di un collegio per orfani a Lima
- Beatificazione da parte di Gregorio XVI il 19 marzo 1836
Miracoli
- Levitazione davanti a un crocifisso
- Bilocazione o visite mistiche ai prigionieri in Africa
- Dono di profezia e conoscenza dei segreti dei cuori
- Risoluzione di complesse questioni teologiche senza studi
- Comando a ratti e topi di lasciare la sacrestia
Citazioni
-
La carità rende leggero ciò che è più duro; essa insegna che la virtù è facile e il vizio pieno di amarezza.
San Giovanni Crisostomo (in epigrafe)