San Giorgio del Velay
APOSTOLO E PRIMO VESCOVO DEL VELAY
Discepolo di Nostro Signore, Apostolo e primo Vescovo del Velay
Discepolo dei settantadue, San Giorgio fu inviato da San Pietro a evangelizzare il Velay. Risuscitato miracolosamente a Bolsena dal bastone dell'Apostolo, divenne il primo vescovo di Ruessium (Saint-Paulien). Impiantò durevolmente la fede cristiana e il culto mariano nella regione prima di morire nell'84.
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SAN GIORGIO, DISCEPOLO DI NOSTRO SIGNORE,
APOSTOLO E PRIMO VESCOVO DEL VELAY
Contesto e origini apostoliche
La storia di san Giorgio si colloca nel I secolo sotto il regno di Domiziano, legando le origini della Chiesa del Velay a quelle del Périgord.
Verso l'84. — Papa: Sant'Anacleto. — Imperatore romano: Domiziano.
Felix, plaude tibi, plaude Georgii, Tolius magnanimis culta laboribus : Dom sincera stabit, quam domit, fides. Te facunda monet solus.
Rallegrati, bella terra del Velay, teatro delle fatiche del grande san Giorgio; finché conserverai intatto il deposito della fede che ti ha affidato, il cielo ti prodigherà le sue migliori benedizioni.
Inno di san Giorgio.
Apostoliche le une e le altre, le origini della Chiesa del Velay si confondono con quelle della Chiesa del Périgord. Discepoli dello stesso mae stro, Front Primo vescovo di Périgueux, oggetto della devozione di Astier. Frontone e Giorgio sono contemporanei e i loro lavori simultanei. Abbiamo dedicato lunghe pagine a ridire le glorie del primo: accordiamo almeno un ricordo all'astro brillante che ha dissipato le tenebre del Velay.
La risurrezione a Bolsena
Inviato da san Pietro, Giorgio muore lungo il cammino ma risuscita grazie al bastone dell'apostolo portato da san Frontone.
Dopo l'Ascensione del Salvatore, il beato Giorgio, u bienheureux Georges Primo vescovo del Velay e discepolo degli apostoli. no dei settantadue discepoli di Gesù Cristo, si unì a Roma all'apostolo san Pietro che, dopo averlo battezzato, lo inviò nel Velay in qualità di missionario: era l'anno 46 di Gesù Cristo. Mentre si recava verso quella regione, con san Frontone, vescovo di Périgueux, e alcuni altri missionari, morì di morte improvvisa a Bolsena (Vulcini, città dello Stato della Chiesa, sulle rive del lago omonimo). Il beato Frontone, molto afflitto da questo evento, t bienheureux Front Primo vescovo di Périgueux, oggetto della devozione di Astier. ornò a Roma e raccontò, piangendo, all'apostolo Pietro ciò che era accaduto a Giorgio. Pietro consolò Frontone e gli consegnò il suo bastone, che gli ordinò di de porre bâton Strumento della risurrezione di Giorgio, diviso tra il Velay e il Périgord. sulla tomba di Giorgio. Appena Frontone lo ebbe fatto, Giorgio fu risuscitato, sebbene fosse sepolto da sei giorni. Un così grande miracolo, compiuto davanti a molte persone, ne indusse parecchie ad abbracciare la fede di Cristo e a chiedere con umiltà e sollecitudine le acque della rigenerazione. Di più, nello stesso luogo in cui san Giorgio era tornato alla vita, fu costruita una chiesa in memoria di questo prodigio e in onore del santo discepolo di Gesù.
L'evangelizzazione del Velay
Arrivato a Ruessium, Giorgio convertì migliaia di persone, scacciò i demoni e consacrò un tempio alla Vergine Maria.
Di là, dopo aver varcato le Alpi, Giorgio e Frontone arrivarono nel Velay, entrarono nella sua capit ale (Rue Ruessium Antica capitale del Velay e luogo di ministero di Giorgio. ssium, oggi Saint-Paulien), annunciarono Gesù Cristo con zelo e minacciarono risolutamente di pene eterne coloro che adoravano gli idoli. Il signore del luogo, indignato per la novità di questa dottrina, aizzò contro Giorgio i pagani che cacciarono il santo apostolo, dopo averlo colpito con verghe e preso a sassate. Ma egli si sforzava coraggiosamente di placare quei barbari con la dolcezza delle sue parole. Presto, munito del segno della croce, entrò nel tempio degli idoli e, poiché i demoni lanciavano alte grida, ordinò loro di tacere e di uscire, cosa che fecero immediatamente.
Dopo aver riportato questa vittoria sull'inferno, Giorgio annoverò tra i suoi amici più devoti coloro che in precedenza gli erano stati più ostili, tanto che, essendosi molti fatti battezzare, distrussero gli idoli e rovesciarono i loro altari. Il dono soprannaturale di guarire i malati che possedeva quest'uomo di Dio contribuì molto ad aumentare il numero delle conversioni e, prima di rientrare in città, aveva guadagnato a Gesù Cristo quindicimila persone. Scacciò gli idoli dal tempio dei demoni che si trovava in città e consacrò quel tempio alla beata Maria, di cui aveva cura, nei suoi discorsi, di celebrare frequentemente le lodi. In questa nuova chiesa, dedicata alla santissima Madre di Dio, depose una parte del bastone il cui tocco lo aveva resuscitato, essendo l'altra metà stata portata da Frontone a Périgueux. Sopraggiunta una violenta persecuzione, Giorgio e Frontone si riunirono e si recarono a Marsiglia, presso la beata Marta. Dopo alcuni giorni trascorsi in preghiera, la Santa persuase entrambi a recarsi alla loro rispettiva Chiesa, affermando loro che presto vi avrebbero goduto della tranquillità.
Episcopato e visioni mistiche
Consacrato vescovo, assiste misticamente alle esequie di san Frontone e riceve una rivelazione dalla Vergine riguardante il futuro santuario di Le Puy.
Giorgio fu allora consacrato vescovo da san Frontone. Qualche tempo dopo, mentre celebrava la messa nella sua chiesa di Ruessium, vide arrivare vicino all'altare san Frontone, splendente come un sole, coperto di ricchi ornamenti, la fronte cinta da una doppia corona, accompagnato da tre diaconi, da due fanciulli che portavano un cero in mano e da una legione di angeli: il vescovo di Périgueux veniva a ricordare a Giorgio la promessa che questi gli aveva fatto di assistere alle sue esequie se gli fosse sopravvissuto. (74 dopo Gesù Cristo.)
Ritornando dal Périgord, questo santo prelato si allontanò attraverso varie province dove convertì e battezzò un gran numero di persone.
Verso quell'epoca, la Regina del cielo gli fece conoscere il desiderio che aveva di essere onorata, nei secoli a venire, nel luogo dove ora si vede il suo santuario, ai piedi della rocc ia di Cornei ville du Puy Città natale della santa in Francia. lle, vicino alla città di Le Puy.
Predicazione in Savoia
Secondo la tradizione, Giorgio evangelizza le rive del lago Lemano e fonda la prima cappella di Annecy sulle rovine di un tempio di Apollo.
Se si deve credere a un'antica tradizione raccolta da Abelly, vescovo di Rodez, Giorgio venne anche a predicare il Vange lo ad Annecy Città centrale del suo ministero episcopale. Annecy, e la prima cappella di Nostra Signora di Liesse fu il frutto delle sue predicazioni. «Il beato Giorgio», dice Abelly, «venne a istruire i popoli che abitano lungo il lago Lemano, oggi chiamato lago di Ginevra. Predicò in vari luoghi, principalmente nella città di Annecy, con tanto successo, che non solo persuase gli abitanti di questa città ad abbracciare la nostra religione, ma, oltre a ciò, ispirò loro una devozione particolare verso la Madre di Gesù Cristo; di tal modo che questo buon popolo, avendo demolito e abbattuto con grande zelo un idolo di Apollo, che era adorato in quel luogo, vi edificò una chiesa in onore della santissima Vergine, dove, per sua intercessione, Dio fece allora e continua ancora oggi a compiere numerosi miracoli.»
Fine della vita e prima sepoltura
Giorgio muore nell'84 a Saint-Paulien, lasciando un'eredità spirituale duratura e antiche rappresentazioni iconografiche.
Tuttavia il nost ro venerabile pr vénérable prélat Primo vescovo del Velay e discepolo degli apostoli. elato soccombeva sotto il peso degli anni; aveva evangelizzato il Velay e seminato la parola di Dio fino nelle province vicine; vi aveva stabilito su basi incrollabili il culto di Gesù e quello della sua santa Madre. Sai nt-Paulien er Saint-Paulien Antica capitale del Velay e luogo di ministero di Giorgio. a stato il teatro principale dei suoi lavori apostolici: vi finì felicemente i suoi giorni tra il rimpianto del suo gregge. Era il 10 novembre dell'anno 84, secondo il martirologio di Le Puy.
Nell'istituto diretto dalle Dame dell'Istruzio ne a Saint-Paulien, si Dames de l'Instruction Congregazione che conserva la reliquia del bastone a Le Puy. notano tre quadri molto antichi (del XV o del XVI secolo) che possono misurare un metro di altezza per un metro e mezzo di larghezza e che un tempo appartenevano alla collegiata di San Giorgio. Vi si vedono rappresentate le principali epoche della vita di san Giorgio. In uno ci viene mostrato mentre riceve da san Pietro la sua missione insieme a san Front; in un altro, lo si vede uscire pieno di vita dalla tomba, al solo tocco del bastone che l'apostolo del Périgord tiene tra le mani; infine, nel terzo, annuncia ai Vellavi la nuova religione.
[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]
Secondo il resoconto di Bernard Goldonis, scrittore del XIV secolo, san Giorgio fu inumato in una chiesa che egli stesso aveva dedicato alla santissima Vergine nella città capitale del Velay (di conseguenza a Saint-Paulien, come abbiamo detto). Vi rimase fino al IX secolo.
Traslazioni e scoperte delle reliquie
I suoi resti furono trasferiti a Le Puy nel IX secolo, poi riscoperti a più riprese, in particolare accanto a sant'Ilario di Poitiers.
Verso l'880, Norberto, fratello del conte di Poitiers, era vescovo di Le Puy Le Puy Città natale della santa in Francia. . Egli aveva avuto come competitore alla sede episcopale l'abate Vitale, fratello del visconte di Polignac. Si vide dunque perseguitato dal visconte. Per il bene della pace, Norberto cedette a Polignac la città di Saint-Paulien, a condizione tuttavia che vi si ritirassero prima i corpi di san Giorgio e di san Marcellino, che sarebbero stati trasferiti a Le Puy. L'antico martirologio di Le Puy segna infatti questa traslazione all'undicesimo giorno prima delle calende di gennaio.
Fu apparentem ente questo stesso Norber saint Hilaire de Poitiers Vescovo di Poitiers e Dottore della Chiesa, protettore di Triaise. to a ricevere a Le Puy il corpo di sant'Ilario di Poitiers e a collocare le sue ossa con quelle di san Giorgio nella chiesa omonima; almeno le si trovò nello stesso sepolcro, nel 1162, quando Pietro IV, vescovo di Le Puy, su parere del suo clero e su preghiera dei chierici della chiesa di San Giorgio, aprì questo sepolcro posto allora dietro l'altare.
Con le reliquie di questi due Santi, furono trovate due tavolette di marmo, di cui una recava questa iscrizione: *Hic requiescunt membra sancti ac gloriosissimi Georgii episcopi*; e l'altra quest'altra: *Hic requiescunt membra sancti ac gloriosissimi Hilarii Pictussensis episcopi*.
Il vescovo ripose queste stesse reliquie, insieme a un atto su pergamena munito del suo sigillo che esponeva le circostanze principali di questo riconoscimento, in una cassa di legno guarnita di ferro, che depositò nel sepolcro di pietra. Depositò anche una copia di questo atto negli archivi della chiesa di San Giorgio, per servire da documento ai posteri. Il vescovo di Le Puy, su preghiera dei Canonici di San Giorgio, aprì di nuovo il sepolcro del loro santo patrono, nel 1428, e redasse un atto di questa apertura.
Da quel momento, non si vedono più elevazioni di queste sante r eliquie, M. Olier Fondatore del seminario di Saint-Sulpice. fino a quella che ebbe luogo nel 1655, su richiesta di M. Olier, fondatore del seminario di Saint-Sulpice, e allora parroco della chiesa di San Giorgio di Le Puy.
«Nell'altare di San Giorgio, si trovò una grande cassa divisa in tre parti», riferisce M. de Bretonvilliers, successore di M. Olier, che era presente; «in una vi era il corpo di san Giorgio tutto intero, cioè tutte le ossa, con una piccola tavola di marmo dove era questa iscrizione: “Qui riposano le ossa del glorioso san Giorgio, primo vescovo del Velay”. Nella seconda parte, si trovò il corpo di sant'Ilario, vescovo di Poitiers, che era stato inviato a Le Puy durante le guerre del Medioevo da un conte di Poitiers, fratello del vescovo di Le Puy, affinché vi fosse in maggiore sicurezza. Si trovò il corpo, a riserva di diverse ossa che mancavano. Le ossa erano tutte nere; il che conferma ancora di più l'autenticità di questa santa reliquia, poiché la tradizione di Poitiers è che questo corpo fu bruciato. Nella terza parte della cassa si trovavano le tele nelle quali questi corpi erano avvolti, quando il vescovo di Le Puy, cinquecento anni fa, fece l'apertura dell'altare. Vi lasciò queste tele con una scatola contenente un verbale su pergamena delle circostanze di questa apertura, e dello stato in cui aveva trovato i corpi di questi due grandi Santi. Aveva depositato nel tesoro della sua Chiesa una pergamena del tutto simile, che faceva menzione della prima rinchiusa nella cassa. Quest'ultima vi fu trovata, come io stesso ho visto, bianca come se vi fosse stata messa da poco, sebbene vi fosse da cinquecento anni».
La grande devozione di M. Olier per san Giorgio e sant'Ilario rianimò in tutto il Velay la pietà verso questi Santi, soprattutto verso san Giorgio, l'apostolo di questa contrada. «Se il seminario di Le Puy non fosse servito ad altro», scriveva pochi anni dopo M. de Bretonvilliers, «che a far rendere a san Giorgio e a sant'Ilario, le cui reliquie riposano in questa chiesa, l'onore che è stato loro reso fin dal suo stabilimento, non avrebbe poco contribuito alla gloria di Dio».
Il bastone di san Pietro e le fonti storiche
Il bastone miracoloso, diviso tra il Velay e il Périgord, rimane una reliquia centrale nonostante le distruzioni rivoluzionarie.
Il corpo di san Giorgio e quello di sant'Ilario, conservati per così tanto tempo in questa chiesa, sono stati purtroppo dispersi durante la Rivoluzione. Si conservano tuttavia ancora a Poitiers due ossa di sant'Ilario e una di san Giorgio, che furono donate, nel 1657, ai deputati del Capitolo di Saint-Hilaire, ed è persino da notare che l'osso di san Giorgio, che fu unito per generosità alle reliquie di sant'Ilario, è la reliquia più considerevole che si possieda oggi di questo apostolo del Velay.
La diocesi di Le Puy celebra la festa di san Giorgio la domenica successiva all'ottava di Ognissanti.
Secondo le tradizioni locali, il bastone stesso di san Pie tro, consegnato a san Fron bâton même de saint Pierre Strumento della risurrezione di Giorgio, diviso tra il Velay e il Périgord. t per essere lo strumento della risurrezione di san Giorgio, era di un legno poco conosciuto, noto con il nome di legno ferro, o legno delle isole; questo bastone fu diviso tra san Front, che prese la parte superiore, e san Giorgio, che ricevette la metà inferiore, quella che poggiava sulla terra. Dopo essere stata conservata nella chiesa di Saint-Paulien, dall'epoca in cui san Giorgio ve la depositò fino alla Rivoluzione del 1793, quest'ultima metà del bastone si trova oggi nelle mani delle religiose dell'Istruzione di Le Puy.
A Périgueux, la tradizione della risurrezione di san Giorgio per mano di san Front, per mezzo del bastone di san Pietro, è ancora viva nel ricordo dei fedeli. La parte portata in questa città da san Front è scomparsa nella tempesta rivoluzionaria. Non se ne ritrova più, ai nostri giorni, alcuna traccia. In questi ultimi tempi, eminenti sacerdoti della diocesi di Périgueux, che hanno fatto il viaggio a Le Puy per venerarvi la metà del bastone di san Pietro che possiede questa diocesi, hanno manifestato il pio desiderio di vederlo condividere con loro il prezioso deposito rimasto nelle mani delle Dame dell'Istruzione.
L'abate Pergot, sull'autenticità di questa metà del bastone di san Pietro, ancora conservata a Le Puy, ha pubblicato, nella sua Vita di san Front, un'interessante nota dovuta alla penna di un dotto e modesto sulpiziano che era, pochi anni fa, direttore al seminario di Le Puy. L'autore di questo scritto dimostra: 1° che la chiesa di Saint-Paulien ha sempre, da san Giorgio fino alla Rivoluzione del '93, posseduto veramente la metà del bastone di san Pietro lasciata da san Front nelle mani di san Giorgio; 2° che la metà del bastone, posseduta oggi dalle religiose dell'Istruzione di Le Puy, è proprio la metà custodita un tempo nella collegiata di Saint-Paulien.
Abbiamo dato quasi testualmente la leggenda di san Giorgio così come è stata inserita nel Breviario di Le Puy nel 1661, e così come è stata recitata dai sacerdoti della diocesi fino al 1793. — L'apostolicità della Chiesa del Velay è stata vittoriosamente dimostrata, contro i sostenitori della scuola anti-tradizionale, dall'abate Fragère, membro della società accademica di Le Puy, in un opuscolo che ha pubblicato a Le Puy nel 1869, sotto questo titolo: Apostolicità della Chiesa del Velay. Quest'opera è molto apprezzata dal mondo dotto. Le abbiamo fatto numerosi prestiti; ma, non avendo voluto toccare la questione di polemica che non rientra precisamente nel nostro quadro, rimandiamo i nostri lettori a questa preziosa opera.
Quanto ai fatti che abbiamo riportato sotto il titolo di Culto e Reliquie, li abbiamo attinti a fonti autentiche, come i Monumenti inediti, pubblicati dall'abate Faillon, la Vita di san Front, dell'abate Pergot, ecc., ecc.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Battesimo a Roma da parte di san Pietro
- Invio in missione nell'anno 46
- Morte improvvisa a Bolsena e resurrezione tramite il bastone di san Pietro dopo sei giorni
- Evangelizzazione del Velay e di Ruessium
- Vittoria sugli idoli e conversione di quindicimila persone
- Consacrazione a vescovo da parte di san Frontone
- Visione della morte di san Frontone nel 74
- Predicazione ad Annecy e fondazione di Notre-Dame de Liesse
Miracoli
- Resurrezione dopo sei giorni al contatto con il bastone di san Pietro
- Espulsione dei demoni dal tempio degli idoli
- Guarigioni multiple di malati
Citazioni
-
Felix, plaude tibi, plaude Georgii, Tolius magnanimis culta laboribus
Inno di san Giorgio