Beato Giovanni Marinoni da Venezia
RELIGIOSO TEATINO (1562).
Religioso Teatino
Religioso teatino nato a Venezia, Giovanni Marinoni si distinse per la sua carità eroica durante la peste del 1528 prima di unirsi all'ordine di San Gaetano. Stabilitosi a Napoli, vi fondò un celebre monte di pietà, rifiutò l'arcivescovado per umiltà e fu il maestro spirituale di sant'Andrea Avellino. Morì nel 1562, lasciando l'immagine di un uomo apostolico dotato di doni di profezia e di guarigione.
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IL BEATO GIOVANNI MARINONI DA VENEZIA,
RELIGIOSO TEATINO (1562).
Giovinezza e pietà precoce
Nato a Venezia nel 1490, Francesco Marinon cambia il suo nome in Giovanni al momento della sua consacrazione e manifesta un'eccezionale devozione eucaristica fin dall'infanzia.
Il beato Marinon, nato Le bienheureux Marinon Sacerdote teatino veneziano, discepolo di san Gaetano e riformatore sociale a Napoli. a Vene zia il Venise Luogo finale del trasferimento delle reliquie nel 1200. 25 dicembre 1490, ricevette al battesimo il nome di Francesco, che cambiò in quello di Giovanni quando si consacrò a Dio. Mostrò tanta pietà fin dai suoi primi anni, che fu ammesso alla prima comunione verso l'età di sette anni. Si distingueva dagli altri bambini per la sua docilità e la sua obbedienza. Non perdeva quasi mai Dio di vista; amava frequentare le chiese, adorarvi il Santissimo Sacramento e soprattutto assistere all'augusto sacrificio della messa.
Studi e carità a Venezia
Dopo gli studi a Padova, divenne sacerdote a Venezia, dedicandosi agli incurabili durante la peste del 1528 prima di unirsi alla congregazione di San Gaetano.
Avendolo i genitori mandato all 'università di Padov université de Padoue Luogo dei suoi studi di medicina. a, egli strinse legami solo con coloro che univano una sincera pietà alla purezza dei costumi. Ebbe come condiscepolo e ami co Luigi Lippo Louis Lippoman Vescovo dotto e condiscepolo di Giovanni Marinoni. mano, uno dei più dotti vescovi del XVI secolo. La preghiera, la meditazione della legge del Signore, la lettura di buoni libri, la frequenza ai Sacramenti, la fuga dalle cattive compagnie, furono i mezzi che impiegò per conservare la sua innocenza. Abbracciò lo stato ecclesiastico e ricevette successivamente i sacri Ordini. Dedito alla preghiera, si consacrò per due anni al servizio della chiesa di San Pantalon a Venezia. Il suo amore per i poveri lo portò ad accettare l'incarico d i superiore dell'ospedale dove venivano accolti gli in supérieur de l'hôpital où l'on recevait les incurables Istituzione di cui fu superiore durante la peste. curabili e gli orfani. Vi diede le prove più luminose della sua carità durante la peste che devastò la città di Venezia nel 1528. Essendo stato nominato canonico della chiesa di San Marco, adempì ai suoi doveri con la massima edificazione. Ma lasciò presto questo beneficio per entrare nella Congregaz ione di San Gaetano, appena Congrégation de Saint-Gaétan Ordine religioso fondato da san Gaetano di Thiene. stabilita a Venezia. Vi fu accolto il 9 dicembre 1528 e pronunciò i voti il 29 maggio 1530.
Vita ascetica e direzione spirituale
Riconosciuto per la sua umiltà e il suo rigore, divenne il maestro spirituale di figure di spicco come sant'Andrea Avellino e il beato Paolo d'Arezzo.
Il suo fervore cresceva ogni giorno di più. Il suo amore per la purezza lo portava a evitare la conversazione con le donne, e si intratteneva con esse solo quanto la carità lo richiedeva. Le più rigorose austerità della penitenza non lo spaventavano affatto; amava la povertà e coglieva ogni occasione per praticare questa virtù. Il suo amore per i poveri era straordinario. La sua umiltà, la sua pazienza nelle prove, la sua rassegnazione alla volontà di Dio, la sua obbedienza, la sua dolcezza avevano qualcosa di ammirevole. Per attirare le benedizioni celesti sul suo zelo, pregava con tanta assiduità quanto fervore. Nutriva una tenera devozione per la Santa Vergine, per il suo angelo custode e per gli altri Santi. Infine, le sue virtù suscitavano l'ammirazione di tutti coloro che lo conoscevano; e sant'Andrea Avellino diceva, parlando di lui , che era con le su saint André Avellin Santo teatino, discepolo e amico di Giovanni Marinoni. e parole e con le sue azioni un'immagine della santità.
Il beato Giovanni Marinoni fu nominato più volte superiore. Accolse nella Congregazione sant'Andrea Avellino e il beato Paolo d'Arezzo, che si fecero sempre un vanto di averlo come maestro e bienheureux Paul d'Arezzo Discepolo di Giovanni Marinoni e membro della congregazione. direttore nelle vie della pietà. Possedeva in grado eminente il dono di discernere gli spiriti e di dare a ciascuno consigli adeguati alla sua situazione.
Predicazione e fondazioni a Napoli
A Napoli, combatte gli errori dottrinali con la sua predicazione e fonda un monte di pietà celebre per lottare contro l'indigenza delle famiglie.
Quando annunciava la parola di Dio, lo faceva con quell'unzione che caratterizza gli uomini apostolici. Vi era un concorso prodigioso ai suoi sermoni. Non contento di spiegare i grandi principi della morale cristiana, premuniva inoltre i fedeli contro gli errori che attaccavano la fede, ai suoi tempi, soprattutto a Napoli. Duran Naples Luogo di morte della santa. te il suo soggiorno in questa città, gli fu affidata la direzione di un convento di religiose, e si applicò con successo a condurre queste spose di Gesù Cristo alla perfezione del loro stato. Stabilì nella stessa città un mo nte di pietà, mont-de-piété Istituzione caritatevole creata per aiutare le famiglie povere. per soccorrere le famiglie pronte a cadere nell'indigenza; ma prese allo stesso tempo tutte le misure atte a evitare gli abusi che la cupidigia avrebbe potuto causare. Questo monte di pietà è divenuto in seguito uno dei più celebri stabilimenti della città di Napoli.
Rifiuto dell'episcopato e doni soprannaturali
Rifiuta l'arcivescovado di Napoli proposto dal Papa, preferendo il ministero presso i malati e i peccatori, manifestando al contempo doni di guarigione e di profezia.
Il beato Giovanni Marinoni rifiutò l'arcivescovado di Napoli, al quale il Papa voleva nominarlo. Continuò ad esercitare in quella città le funzioni del santo ministero. Accoglieva con la più grande carità tutti coloro che si rivolgevano a lui nel tribunale della penitenza, e si recava con premura presso i malati che lo chiamavano: per questo aveva una particolare unzione nell'ispirare fiducia ai moribondi e nel ristabilire la pace nelle coscienze turbate e agitate. Tante virtù gli meritarono da parte di Dio grazie singolari; ottenne la guarigione di diversi malati e fu favorito dal dono della profezia.
Transito e riconoscimento della Chiesa
Muore nel 1562 assistito dai suoi discepoli; il suo culto è ufficialmente autorizzato da papa Clemente XIII nel 1762.
Le sue fatiche e le sue infermità facevano temere alla sua Congregazione di perderlo presto: ma il momento era giunto. Fu colpito da una malattia di cui si previdero le funeste conseguenze. Chiese gli ultimi Sacramenti, che ricevette con i più vivi sentimenti di pietà. Sant'Andrea Avellino e il beato Paolo d'Arezzo lo assistettero durante la sua malattia. Morì il 13 dicembre 1562. Clemente XIII pubblicò, l'11 settembre 1762, un decreto per autorizzare il culto del beato Giovanni Marinoni. I Teat ini ne celeb Les Théatins Ordine religioso fondato da san Gaetano di Thiene. rano l'ufficio di rito doppio maggiore.
Godescard Godescard Agiografo e fonte del testo. .
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Venezia il 25 dicembre 1490
- Studi all'Università di Padova
- Servizio presso la chiesa di San Pantalon a Venezia
- Dedizione durante la peste del 1528
- Ingresso nella Congregazione di San Gaetano (Teatini) il 9 dicembre 1528
- Professione dei voti il 29 maggio 1530
- Rifiuto dell'arcivescovado di Napoli
- Fondazione di un monte di pietà a Napoli
- Beatificazione con decreto di Clemente XIII l'11 settembre 1762
Miracoli
- Guarigione di diversi malati
- Dono di profezia
- Dono del discernimento degli spiriti
Citazioni
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Era con le sue parole e con le sue azioni un'immagine della santità.
Sant'Andrea Avellino