Santa Olimpiade (Olimpia) di Costantinopoli
Vedova
Nobile dama di Costantinopoli nata verso il 368, Olimpiade divenne vedova dopo due anni di matrimonio e consacrò la sua fortuna e la sua vita ai poveri e alla Chiesa. Fedele sostegno di san Giovanni Crisostomo, subì l'esilio e la spoliazione dei suoi beni da parte del potere imperiale. Morì verso il 410, lasciando l'immagine di una carità inesauribile.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 6
SANTA OLIMPIADE O OLIMPIA DI COSTANTINOPOLI, VEDOVA
Origini e matrimonio
Nata a Costantinopoli in una famiglia illustre, Olimpiade viene affidata a Teodosio prima di sposare brevemente il prefetto Nebridio.
Olimpiade Olympiade Vedova pia e compagna di persecuzione di Nicarète. , una delle glorie della Chiesa d'Oriente, nata da un'illustre famiglia verso l'anno 36 8 a Costantino Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. poli, rimasta orfana in tenera età, fu affidata alle cure di Teo dosio, c Théodose Imperatore romano che ordinò la chiusura dei templi pagani. he era un perfetto modello di pietà e che fece della sua pupilla un'altra se stessa. Quando ella crebbe, poiché era di rara bellezza, possedeva tutte le qualità dello spirito e del cuore e disponeva di grandi beni, fu richiesta dai partiti più illustri dell'Impero; la fecero sposare con Nebridio, prefetto di Costantinopoli, allora intende Nébride Prefetto di Costantinopoli e sposo di Olimpiade. nte dei beni di Teodosio il Grande; ma divenne vedova dopo due anni.
Consacrazione e ascesi
Divenuta vedova, rifiuta di risposarsi per consacrarsi a Dio attraverso la preghiera, il digiuno e un'immensa carità lodata da san Crisostomo.
Olimpiade decise da quel momento di consacrarsi interamente al Signore. Invano si tentò con ogni mezzo, persino con minacce e persecuzioni, di indurla a un secondo matrimonio; la giovane vedova rimase incrollabile. Decisa a praticare le virtù raccomandate alle vedove dall'Apostolo, si dedicò agli esercizi della preghiera e della penitenza, non mangiando mai carne e domando la sua carne con digiuni rigorosi e continui. La modestia, il candore, la semplicità, la dolcezza, risplendevano in tutta la sua condotta, e la sua carità divenne senza confini. «Le sue elemosine», dice san Crisosto saint Chrysostome Predecessore di Trifone citato come esempio di vescovo santo e perseguitato. mo, «erano come un fiume aperto a tutti, che scorreva fino alle estremità della terra, e la cui abbondanza arricchiva persino l'Oceano».
Prove e sostegno spirituale
Nonostante le malattie e le calunnie, riceve il sostegno epistolare di san Crisostomo che la incoraggia nelle sue sofferenze.
Questa virtù così pura fu tuttavia, come tutte le grandi virtù, sottoposta a dure prove. In preda a malattie dolorose, fu anche bersaglio di oscure calunnie e di infami persecuzioni. «Voi conoscete», le scriveva san Crisostomo, «il vantaggio delle sofferenze; avete dunque motivo di rallegrarvi di aver vissuto, fin dalla vostra giovinezza, nelle afflizioni e di aver così camminato in un sentiero di allori e di corone: una sola delle vostre numerose afflizioni sarebbe bastata a colmare un'anima di ricchezze spirituali».
La virtù di Olimpiade suscitava l'ammirazione di tutta la Chiesa; i vescovi più santi l'avevano in singolare venerazione, e molti intrattenevano con lei una corrispondenza epistolare.
L'esilio di san Crisostomo
Fedele discepola, visse dolorosamente la partenza in esilio del suo vescovo e direttore spirituale.
Una delle tribolazioni più atroci per quest'anima nobile e santa fu l'esilio del suo ammirevole direttore, del suo incomparabile vescovo, san Crisostomo. Fu un saint Chrysostome Predecessore di Trifone citato come esempio di vescovo santo e perseguitato. a delle ultime a separarsi dal grande dottore indegnamente perseguitato; si fu costretti a strapparla dai suoi piedi, che bagnava con le sue lacrime, al momento della sua partenza.
Persecuzioni ed esilio
Perseguitata dall'imperatrice, rifiuta di riconoscere il successore del suo vescovo, subisce multe, la confisca dei suoi beni e l'esilio.
Olimpiade fu, dopo ciò, crudelmente perseguitata dagli agenti dell'i mperatrice, o l'impératrice Nemica di san Crisostomo che perseguitò Olimpiade (storicamente Eudossia). diosa nemica del coraggioso arcivescovo. Nulla poté determinarla a comunicare con il successore intruso del suo pastore esiliato. Citata davanti al prefetto di Costantinopoli, condannata a una multa, bandita dalla città i cui poveri vivevano delle sue elemosine, vide confiscare e vendere pubblicamente gran parte dei suoi beni, e disperdere una c omunità di donne, ve communauté de femmes Gruppo di vergini e vedove che vivevano sotto la guida della santa. rgini o vedove, che vivevano sotto la sua direzione.
Morte e iconografia
Muore verso il 410 dopo aver accettato le sue sofferenze con dolcezza. È tradizionalmente rappresentata mentre distribuisce elemosine.
Intrepida sotto i colpi di cui era stata accablata, Olimpiade si sottomise con incomparabile dolcezza a tutte le sofferenze dello spirito, del cuore e del corpo, benedicendo, sull'esempio di Giobbe e di Lazzaro, la mano che, dal cielo, purificava così la sua anima e le preparava un diadema immortale. Ne fu incoronata verso l'anno 410. Si rappresenta santa Olimpiade mentre d istribuisce elem M. l'abbé Chapin Autore della fonte biografica. osine. M. l'abbé Chapin : La Vie d'une Sainte pour chaque jour de l'année.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Costantinopoli verso il 368
- Matrimonio con Nebridio, prefetto di Costantinopoli
- Vedovanza dopo due anni di matrimonio
- Rifiuto di un secondo matrimonio nonostante le pressioni imperiali
- Consacrazione alla preghiera, alla penitenza e alle elemosine
- Sostegno incrollabile a san Giovanni Crisostomo durante il suo esilio
- Persecuzione da parte degli agenti dell'imperatrice ed esilio da Costantinopoli
- Confisca dei suoi beni e scioglimento della sua comunità
Citazioni
-
Le sue elemosine erano come un fiume aperto a tutti, che scorreva fino alle estremità della terra e la cui abbondanza arricchiva persino l'Oceano
San Giovanni Crisostomo