Vescovo di Spoleto nel IV secolo, Sabino fu arrestato ad Assisi per la sua fede. Dopo aver infranto un idolo di Giove, gli furono tagliate le mani e vide i suoi diaconi morire martiri. In prigione, ridiede la vista a un cieco e convertì il governatore Venustiano prima di soccombere egli stesso sotto i colpi di flagelli piombati.
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SAN SABINO, VESCOVO DI SPOLETO E MARTIRE (303).
Contesto della persecuzione
Sotto l'imperatore Massimiano Erculeo, una feroce persecuzione impose l'idolatria per gli atti della vita quotidiana, spingendo Sabino, vescovo di Spoleto, a sostenere i fedeli in Umbria.
All'epoca della grande persecuzione religiosa accesa dall'imperatore Massimiano Erculeo (286-305), la crudeltà esercitata contro i fedeli giunse a tale eccesso che, per scoprirli e per rovinarli, non si permetteva a nessuno né di comprare, né di vendere, né persino di macinare del grano, o di attingere acqua, se prima non avessero incensato dei piccoli idoli esposti a tale scopo nei mercati e agli angoli delle strade. Poiché queste orribili violenze erano capaci di scuotere anche i più fermi, occorrevano uomini veramente apostolici per rafforzarli nella loro religione. Sabino, vesco vo di Spoleto, di cui no Sabin, évêque de Spolète Vescovo di Spoleto e martire sotto Massimiano. n conosciamo né il paese né i gloriosi inizi, assolse mirabilmente a questa funzione, non solo nella sua città episcopale, ma anche in molte altre dell'Umbria.
Arresto e primo supplizio
Arrestato ad Assisi dal governatore Venustiano, Sabino rifiuta di adorare un idolo di Giove e lo distrugge, il che gli costa il taglio delle mani.
Venustiano, governatore della To Vénustien, gouverneur de Toscane Governatore della Toscana, inizialmente persecutore e poi convertito. scana, essendone stato informato, arrestò presto questo felice progresso; poiché, avendo in contra Assise Luogo dell'arresto di San Sabino. to il nostro Santo ad Assisi dove predicava il Vangelo, lo f ece me Marcel Diacono di Sabino, martire. tter e in prigi Exupérance Diacono di Sabino, martire. one con Marcello ed Esuperanzio, i suoi diaconi, e molti altri membri del suo clero. Qualche tempo dopo li fece comparire davanti a sé e volle obbligarli ad adorare una piccola statua di Giove, fatta di corallo e rivestita di tela d'oro, che aveva nel suo appartamento. Ma Sabino, prendendola tra le mani, la gettò generosamente a terra e la ridusse in pezzi.
Questa azione irritò così tanto Venustiano che fece tagliare le mani al santo prelato e stendere i suoi diaconi sul cavalletto, dove furono rotti dai colpi di bastone, lacerati con unghie di ferro e bruciati con torce ardenti, finché non ebbero reso l'anima per il rigore di tali supplizi.
Miracoli e carità in prigione
Assistito dalla vedova Serena, Sabino guarisce il giovane Priscilliano dalla cecità, portando alla conversione di quindici compagni di prigionia.
Sabino, che li incoraggiò sempre durante il loro martirio, fu ricondotto in prigione, dove, dopo sei giorni, una vedova di alto lignaggio , chia Sérène Vedova caritatevole che assistette Sabino e lo seppellì. mata Serena, che impiegava i suoi beni in opere di carità, venne a trovarlo per offrirgli i suoi servizi. Da allora, si prese grande cura di assisterlo e di fornirgli le cose necessarie alla vita; e la sua pietà non fu senza ricompensa; poiché, avendo un nipote cieco, chiamato Priscillia Priscillien Nipote di Sereno, guarito dalla cecità da Sabino. no, san Sabino, a cui ella lo condusse, gli restituì la vista; ciò che fu causa della conversione di quindici prigionieri testimoni di questo grande miracolo.
Conversione del governatore
Soffrendo agli occhi, Venustiano chiede la guarigione a Sabino; si converte con la sua famiglia prima di essere giustiziato per ordine di Lucio.
Venustiano aveva lasciato il Santo in pace, a causa di un crudele dolore agli occhi da cui fu tormentato per trentadue giorni; ma, avendo appreso il prodigio della guarigione di Priscilliano, venne a trovare il taumaturgo in prigione, con sua moglie e i suoi due figli, per supplicarlo di dargli anche qualche sollievo nel tormento insopportabile che sopportava. Sabino gli rispose che, se avesse voluto credere in Gesù Cristo e farsi battezzare con la sua famiglia, avrebbe ottenuto subito ciò che chiedeva. Egli acconsentì, gettò nel fiume i pezzi della statua di corallo di cui abbiamo parlato, si fece istruire sui misteri della nostra religione e ricevette il sacramento della rigenerazione spirituale. Sua moglie e i suoi figli parteciparono a questa felicità; e poco tempo dopo persero tutti la testa per la confessione del Vangelo, per sentenza di Lucio, che Mas simian Lucius Giudice inviato da Massimiano per condannare Venustiano e Sabino. o inviò appositamente per giudicarli.
Martirio finale e posterità
Sabino viene battuto a morte a Spoleto. Il suo corpo viene raccolto da Serena e le sue reliquie sono in seguito trasferite a Faenza.
Per san Sabino, questo nuovo presidente lo fece condurre a Spoleto, dove fu condannato ad essere frustato con corde piombate: i carnefici eseguirono questa sentenza con tanta violenza e crudeltà che egli spirò tra le loro mani. Fu il 7 dicembre 303; ma poiché il Martirologio Romano lo segna solo al 30, abbiamo differito fino a quel giorno lo scrivere gli Atti. Serena, che fu anch'ella in seguito coronata da un glorioso martirio, ne rimosse il corpo e lo seppellì onorevolmente a un miglio dalla città, insieme alle sue mani che aveva riscattato e imbalsamato e che conservava preziosamente in un vaso di cristallo. Da allora, in suo onore sono state costruite un'insigne basilica e una chiesa sotterranea. Le sue reliquie sono state t raspor Faenza Città natale della santa in Romagna. tate a Faenza (Bomagne), il che ha fatto dire ad alcuni autori che ne fosse stato vescovo. Diverse altre città d'Italia ne possiedono ossa e la sua memoria vi è sempre stata così celebre che vi si vedono diversi monasteri costruiti sotto il suo nome.
Fonte
Il racconto è attribuito a Padre Giry.
Questo racconto è di Padr Père Giry Agiografo francese, autore della versione del racconto presentata. e Giry.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Predicazione in Umbria durante la persecuzione di Massimiano Erculeo
- Arresto ad Assisi da parte del governatore Venustiano
- Distruzione di una statua di Giove in corallo
- Mutilazione delle mani da parte del carnefice
- Guarigione miracolosa del cieco Priscilliano in prigione
- Conversione e battesimo del governatore Venustiano e della sua famiglia
- Morto sotto i colpi di flagelli piombati a Spoleto
Miracoli
- Guarigione della vista del giovane Priscilliano
- Guarigione degli occhi del governatore Venustiano