Ugo des Hazards
SETTANTACINQUESIMO VESCOVO DI TOUL
Settantacinquesimo vescovo di Toul
Ugo des Hazards (1454-1517) fu il 75º vescovo di Toul. Soprannominato il 'Buon Padre', questo prelato erudito e costruttore riformò la sua diocesi, pubblicò opere liturgiche e fondò un ospizio a Blénod. Il suo corpo, scoperto intatto nel 1734, è oggetto di una persistente venerazione locale.
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UGO DES HAZARDS,
SETTANTACINQUESIMO VESCOVO DI TOUL
Gli illustri predecessori di Toul
Presentazione della stirpe dei vescovi di Toul, da san Mansueto ai prelati moderni, sottolineando le loro virtù e le loro opere caritatevoli.
La sede episcopale di Toul Toul Luogo di nascita del santo e sede episcopale. , fondata da san Mansuet saint Mansuy Primo vescovo e apostolo di Toul. o fin dai tempi apostolici, come è stato dimostrato, non è stata illustrata, nel seguito dei novantaquattro pontefici che l'hanno occupata fino alla sua empia soppressione nel 1792, solo da coloro che la Chiesa ha iscritto nel catalogo dei Santi e di cui si è data la vita o richiamata la memoria nella presente opera. Non lo è stata di meno da un buon numero di prelati le cui eminenti virtù, lo zelo ardente e saggio, le istituzioni utili hanno costituito l'edificazione e la gioia dei loro fedeli, ai cui bisogni materiali non hanno mancato di provvedere, soprattutto nei tempi difficili e nelle circostanze infelici.
Si potrebbero citare tra gli altri: Ludelmo, di cui le cedole episcopali hanno detto che se si volesse intraprendere la raccolta degli atti di santità e di utilità che compì, occorrerebbe un volume intero per contenerli. Bertoldo, che ridusse tutti i canonici alla vita regolare e canonica e che spinse così lontano la liberalità, che lo storico della sua vita non poté dare che un dettaglio inesatto dei suoi benefici. Udone, che fece ricostruire la magnifica collegiata di San Gengolfo, la chiesa e le case del borgo di Saint-Amand di Toul, incendiate dal conte di Champagne sotto l'episcopato del suo predecessore.
Più tardi, Carlo di Lorena, cardinale di Vaudémont, che riaccese nella sua diocesi il focolare della pietà, che avevano quasi spento le incursioni di soldati indisciplinati e licenziosi che, in un tempo di peste, degno imitatore di san Gerardo, uno dei suoi predecessori, nobile emulo di san Carlo Borromeo, suo contemporaneo e suo amico, non seguendo che l'impulso della sua ardente carità, si dedicò, senza riserve, al sollievo spirituale e corporeo dei suoi figli in Gesù Cristo colpiti dal flagello.
Scipione-Girolamo Bégon, che levò dal sepolcro il corpo del beato Piet ro Fourier, pa Pierre Fourier Parroco di Mattaincourt il cui corpo fu esumato dal vescovo Bégon. rroco di Mattaincourt, che iniziò il palazzo episcopale, oggi trasformato in sottoprefettura e municipio, e che meritò di essere assimilato, con l'assenso universale, ai più grandi vescovi dei primi secoli della Chiesa, in ragione della sua scrupolosa esattezza nell'adempiere ai doveri del suo ufficio, della sua vita edificante, delle sue inesauribili liberalità e di tutto il bene che aveva operato nella diocesi.
Claudio Drouas, infine, a cui la diocesi deve l'istituzione della festa del Sacro Cuore di Gesù, diversi istituti caritatevoli, la fondazione di numerose scuole nelle campagne e in particolare, nella sua città episcopale, la fondazione del collegio San Claudio, la cui celebrità si estese oltre i limiti della Lorena e della Francia, e per la quale spese dai suoi propri redditi più di 340.000 lire, a cui anche le popolazioni del Toulois dovettero la loro sussistenza durante lunghi giorni di angoscia; poiché la sua carità, senza limiti, lo riduceva a mancare per lui spesso del necessario e gli faceva scrivere al sindaco della città, in un momento di estrema carestia:
«Bisogna che i poveri abbiano il loro conto. Non risparmiatemi nel loro bisogno. Nonostante la pressione in cui mi trovo, prenderei piuttosto in prestito che lasciare mancare ai nostri cittadini il necessario».
Il Buon Padre di Toul
Presentazione di Hugues des Hazards, soprannominato il Buon Padre, che occupò la sede episcopale dal 1506 al 1517.
Ma come, in un'opera agiografica, non fare una menzione speciale di quello tra questi vescovi, canonizzato per così dire dai suoi contemporanei che lo hanno soprannominato il *Buon Padre* e dalle generazioni successive che, fino ad oggi, non hanno cessato di onorare la sua tomba e di reclamare gli effetti della sua intercessione presso Dio. Ora, questo venerabile prel ato non è altri ch Hugues des Hazards Vescovo di Toul dal 1506 al 1517, giurista e consigliere ducale. e *Hugues des Hazards* che, settantaquattresimo dopo san Mansueto, occupò la cattedra episcopale di Toul dal 1506 al 1517.
Un'educazione europea
Resoconto della sua formazione intellettuale a Toul, Metz, Digione, poi Siena e Roma dove divenne dottore in diritto e avvocato.
Nato nel 1454 a Blén Blénod Luogo di nascita e di sepoltura di Hugues des Hazards. od, nella castellania del vescovado di Toul, da genitori onorevoli, Ugo ricevette dal fratello maggiore, cantore e canonico della cattedrale, i primi insegnamenti di religione e di belle lettere. I progressi del giovane studente e le speranze che fece concepire per il futuro gli meritarono, di buon'ora, un canonicato nella collegiata di Saint-Gengoult. Continuò tuttavia i suoi studi nelle scuole episcopali di Toul, poi in quelle di Metz e, più tardi, di Digione. Seriamente versato nelle arti liberali, come si diceva allora, si recò a Siena dove, per sette anni e a spese della sua famiglia, studiò giurisprudenza con tale successo che vi ricevette, con lustro, il titolo di dottore in entrambi i diritti. Da Siena si recò a Roma dove, per un certo tempo, esercitò, in modo distinto, le funzioni di avvocato. Il rumore dei suoi successi essendo giunto fino al suo paese natale, il duca di Lorena, Renato II, lo fece tornare e risolse di lega rlo a s René II Duca di Lorena e protettore di Hugues des Hazards. é. Gli fece dare un canonicato nella chiesa di Toul e lo nominò consigliere dei suoi Stati di Lorena e capo del suo consiglio. Il capitolo di Metz lo scelse come suo decano; quello della collegiata di Saint-Georges di Nancy come suo prevosto, e Roma gli diede in commenda l'amministrazione dell'abbazia di Saint-Mansuy.
Al servizio del Duca di Lorena
Hugues divenne consigliere di Renato II di Lorena e svolse missioni diplomatiche prima di essere nominato vescovo.
Renato di Lorena impiegò il suo consigliere in delicate negoziazioni e, grazie ai successi ottenuti, Hugues giustificò la fiducia di cui questo principe lo aveva onorato. Fu, al di là dei talenti e delle eminenti virtù di Hugues, che per riconoscere i servizi ricevuti, il re di Sicilia si adoperò per farlo diventare il suo vescovo diocesano. Il nuovo prelato fece il suo ingresso solenne a Toul il 12 settembre dell'anno 1506. Il duca Antonio, volendogli rendere onore e riconoscere gli obblighi che la sua famiglia gli doveva, lo accompagnò personalmente, scortato dalla maggior parte della nobiltà di Lorena, fino alla sua città episcopale.
Riforme e pubblicazioni
Azione pastorale che include la riforma dei conventi, la pubblicazione di statuti sinodali e la stampa di libri liturgici.
Appena insediato, Hugues des Hazards si mise all'opera e lavorò con tanta prudenza, perseveranza e ardore alla prosperità morale e temporale del suo clero e di tutta la sua diocesi. Fece rientrare sotto la giurisdizione episcopale i parroci che i loro patroni avevano preteso di sottrarvi; introdusse la riforma nei conventi dei Cordiglieri di Toul e di Neuf château, r Cordeliers Ordine religioso riformato da Ugo a Toul e Neufchâteau. ichiamando al contempo i suoi chierici e i suoi sacerdoti alla pratica della scienza e delle virtù del loro stato. Per raggiungere con maggiore efficacia quest'ultimo risultato, emanò e fece stampare, nel 1515, degli statuti sinodali di cui ogni sacerdote della diocesi fu obbligato a procurarsi una copia, al fine di prenderne esatta conoscenza e di conformarvisi con puntualità. A seguito del latino di ogni articolo, pose il *romano*, allo scopo di provocare l'attenzione, stimolare e stuzzicare il gusto degli ecclesiastici, di dare loro una lezione di *romano* e di insegnare loro a parlarlo in una maniera più corretta e più conforme a quella dei *beaux esprits*. Fece anche stampare, nel 1507, un *Messale* ad uso della chi esa di Missel Il più antico messale stampato della regione, pubblicato nel 1507. Toul, che è il più antico che si possieda nel paese; un Breviario, nel 1510, e delle Ore ad uso di Toul, di cui furono fatte diverse edizioni.
Zelo per i santi
Organizzazione delle traslazioni delle reliquie di sant'Amon e di san Mansueto, per le quali commissiona preziosi reliquiari.
Questo pio vescovo si faceva obbligo di trovarsi nella sua città episcopale durante le principali festività dell'anno, per celebrarvi pontificalmente alla guida del suo clero e manifestare, al contempo, la vivacità della sua fede religiosa, il suo zelo nell'edificare i suoi diocesani e nel predicare loro, con l'esempio, l'esattezza con cui si deve prendere parte alle solennità della Chiesa. Nell'anno 1511, presiedette la cerimonia della traslazione del co rpo di san saint Amon Santo di cui Ugo organizzò la traslazione delle reliquie. t'Amon, che ebbe luogo con una magnificenza degna del prelato che ne sostenne le spese. Volle inoltre procedere alla traslazione delle reliquie del beato Mansueto. A tal fine, fece fondere e scolpire un busto ammirevole per la ricchezza del materiale e la perfezione del lavoro, e vi depose il prezioso capo di questo apostolo degli antichi Leuci.
Benefattore di Blénod
Costruzione della chiesa di Blénod-lès-Toul e fondazione di un ospizio per i malati della sua parrocchia natale.
La chiesa di Blénod-lès-Toul, monumento della pietà filiale e del patriottismo del suo fondatore, fu costruita anch'essa, nello spazio di sei anni, per cura e a spese di Hugues des Hazards che volle onorare in tal modo il luogo della sua nascita e la tomba dei suoi genitori. Preoccupato per la condizione infelice degli infermi e dei malati suoi concittadini, fondò per loro, all'interno della parrocchia, un ospizio che dotò come sapeva fare per tutto il resto. Il vandalismo rivoluzionario non ne ha annientato le ultime risorse; l'ospizio di Toul ne ha ereditato e, di conseguenza, deve tenere a disposizione del comune di Blénod tre posti letto per i poveri o gli infermi della località.
Ultime volontà e trapasso
Redazione del suo testamento a Nancy e decesso a Toul nel 1517, seguito dalla sua inumazione a Blénod.
Hugues des Hazards dettò le sue ultime volontà nel priorato di Notre-Dame di Nancy, il 6 giugno 1517, circa quattro mesi prima della sua morte. Si vede, nel suo testamento, che lasciò alla sua famiglia solo il proprio patrimonio; che i doni modesti che fece ai suoi fratelli, nipoti e servitori, le pie fondazioni che stabilì, in diverse chiese, per il riposo della sua anima e di quelle dei suoi parenti defunti, furono il risultato delle sue fatiche e della sua operosità... «Rendiamo a Dio la nostra povera anima», vi è scritto, «quando sarà suo piacere, in qualunque parte sia il nostro corpo, supplicandolo che gli piaccia riceverla come sua povera creatura nel suo santo regno del paradiso... E dopo eleggiamo la sepoltura del nostro corpo nella chiesa parrocchiale di Blénod, sul lato destro dell'altare maggiore, nella sepoltura che abbiamo fatto costruire, poiché abbiamo fatto erigere questa chiesa e i nostri progenitori vi sono inumati».
Giunto al sessantatreesimo anno della sua età, dopo una carriera colma dei più utili lavori, Hugues des Hazards lasciò la terra per andare, in cielo, a raggiungere i santi pontefici ai quali era succeduto e di cui aveva ritracciato, agli occhi dei suoi diocesani, le eroiche virtù. Morì a Toul, il 14 ottobre 1517. Il suo cuore è rimasto nella sua cattedrale; il suo corpo è stato trasportato a Blénod e deposto nella tomba che si era preparato. Duecentodiciassette anni dopo, un muratore, occupato a riparare il muro della chiesa adiacente a questa tomba, fece cadere una pietra del rivestimento che la socchiuse. Vi si scorsero le spoglie mortali del venerato defunto: le carni erano in parte conservate e gli abiti pontificali solo minimamente alterati. Presto avvertiti, gli abitanti dei comuni vicini accorsero per unirsi a quelli della località e rendere, con loro, un tributo di omaggi alle ceneri di un insigne benefattore. Si deposero questi resti preziosi in una doppia bara che, dopo un solenne ufficio, fu rinchiusa nel luogo designato. In tale occasione, fu composto, in versi esametri, una sorta di lungo cantico che le congregazioni della parrocchia cantavano in chiesa, prima o dopo i loro uffici. È intitolato: «Discorso sull'apertura della tomba di Messere Hugues des Hazards, vescovo e conte di Toul, avvenuta nella chiesa di Blénod nel mese di agosto dell'anno 1734».
Memoria e posterità
Apertura miracolosa della tomba nel 1734 e mantenimento di una commemorazione annuale da parte degli abitanti.
Se si è smesso di cantare questo cantico, forse perché se ne ritrovano solo con molta difficoltà alcuni esemplari, i parroci della parrocchia non hanno cessato di celebrare, ogni anno, il lunedì più vicino al 14 ottobre, un servizio funebre al quale la popolazione si fa un dovere di assistere in abiti da lutto.
Nota dovuta alla cortesia del signor abate Guillaume, canonico di Nancy. — Consultare, per ulteriori dettagli, l'Histoire des Diocèses de Toul et de Nancy (1866) t. II, p. 320-364, e la Notice sur Blénod-les-Toul, in-8°, preceduta da un elogio storico di questo prelato (1845).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Blénod nel 1454
- Studi di giurisprudenza a Siena per sette anni
- Avvocato a Roma
- Ingresso solenne a Toul il 12 settembre 1506
- Pubblicazione degli statuti sinodali nel 1515
- Costruzione della chiesa di Blénod-lès-Toul
- Morto a Toul il 14 ottobre 1517
- Apertura della tomba nell'agosto 1734 che ha constatato l'integrità del corpo
Miracoli
- Conservazione parziale delle carni e degli abiti pontificali constatata nel 1734
Citazioni
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Rendiamo a Dio la nostra povera anima quando sarà suo piacere, ovunque sia il nostro corpo.
Testamento del 6 giugno 1517