Missionario cappuccino a Costantinopoli, Giuseppe da Leonessa si dedicò ai galeotti prima di essere torturato dai turchi, venendo sospeso per un piede e un braccio. Sopravvissuto miracolosamente, terminò la sua vita in Italia, sopportando un tumore con una forza eroica attinta dal suo crocifisso. Morì il 4 febbraio 1612.
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SAN GIUSEPPE DA LEONESSA, MINORE CAPPUCCINO (1612).
Missione a Costantinopoli
Nel 1387, Giuseppe si reca a Pera per curare i galeotti durante un'epidemia di peste e ottiene conversioni tra i rinnegati.
Nel 1387, Giuseppe da Leone Joseph de Léonissa Missionario cappuccino celebre per il suo apostolato tra i galeotti e il suo supplizio in Oriente. ssa partì come missionario a Pera, sob Péra Quartiere di Costantinopoli abitato dai genovesi e dai greci uniti. borgo di Costa ntinopoli. I g Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. aleotti furono coloro al cui servizio si dedicò. Li curò con zelo e coraggio ammirevoli durante una peste che li decimò; ne fu colpito e fu miracolosamente salvato dalla Provvidenza: vide diversi rinnegati, tra cui un pascià, ritornare alla religione cristiana.
Supplicio e ritorno in Italia
Condannato dalle autorità locali, sopravvive al supplizio della sospensione a una croce prima di essere esiliato verso l'Italia.
I maomettani, giunti a questa notizia in una rabbia estrema, si impadronirono del missionario e lo appesero a una croce per un piede e per un braccio. A lungo lo lasciarono così sospeso, dopodiché il sultano commutò la sua condanna a morte in esilio perpetuo. Ritornò in I talia Italie Paese d'origine del santo. e continuò a dedicarsi ivi ai lavori apostolici.
Ultima prova e trapasso
Colpito da un cancro, rifiuta di essere legato per l'operazione, appoggiandosi al suo crocifisso, prima di spegnersi nel 1612.
Colpito verso la fine della sua vita da un orribile cancro, si giudicò opportuno operarlo e si volle legarlo, ma egli, prendendo il suo crocifisso: «Ecco», disse, «il più forte di tutti i legami, mi terrà immobile molto meglio di tutte le corde».
Rese l'anima a Dio, il 4 febbraio 1612.
Posterità e riferimenti
L'iconografia del santo conserva il ricordo del suo supplizio presso i Turchi, e la sua vita è documentata nel Palmier séraphique.
Sebbene sia morto solo dopo il suo ritorno in Italia, nelle immagini che sono state fatte di lui si colloca il patibolo dove fu appeso per un piede e una mano, a causa del suo proselitismo in mezzo ai Turchi.
Vedere il nostro Palmier séraphique, 12 volumi in-8°: la vita di san Giuseppe da saint Joseph de Léonissa Missionario cappuccino celebre per il suo apostolato tra i galeotti e il suo supplizio in Oriente. Leonessa vi è raccontata per intero.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Missionario a Pera (Costantinopoli) nel 1387
- Dedizione ai galeotti durante la peste
- Conversione di rinnegati, tra cui un pascià
- Supplizio della sospensione per un piede e un braccio da parte dei maomettani
- Esilio perpetuo e ritorno in Italia
- Operazione di un tumore senza anestesia, sostenuto dal suo crocifisso
Miracoli
- Guarigione miracolosa dalla peste per intercessione della Provvidenza
Citazioni
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Ecco il più forte di tutti i legami, mi terrà immobile molto meglio di tutte le corde
San Giuseppe da Leonessa (durante la sua operazione)