Monaco irlandese divenuto recluso a Soissons nell'VIII secolo, San Vodoalo visse una vita di ascesi e carità vicino all'abbazia di Notre-Dame. Dopo un esilio di nove anni causato da una calunnia, tornò a compiere numerosi miracoli, in particolare contro i demoni e gli incendi. È tradizionalmente invocato per proteggere gli edifici dal fuoco grazie al suo bastone sacro.
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SAN VODOALO O VOUÉ
Origini e arrivo a Soissons
Originario dell'Irlanda, Voué giunge in Gallia con il suo compagno Magnebert e si unisce alla comunità di Saint-Pierre a Soissons sotto l'autorità dell'abbadessa Ildegarda.
Il recluso Vou Voué Recluso irlandese stabilitosi a Soissons nell'VIII secolo. é, originario d ell'Irl Irlande Luogo di formazione intellettuale e spirituale dei santi. anda, è uno degli eroi più noti delle tradizioni di Soissons.
Egli giunse in Gallia in quell'epoca in cui le migrazioni dalla Scozia e dall'Irlanda erano così frequenti e fornirono tante pie colonie di solitari, esercitando al contempo, lungo il cammino, le funzioni di missionari. Aveva solo un compagno di viaggio di nome Magnebert. Essendosi fermato a Notre-Dame di S oissons Soissons Luogo di nascita e di morte di Goffredo. in qualità di pellegrino, fu così edificato dalla vita santa della comunità di Saint-Pierre, che chiese e ottenne dall'abbadessa Ild egarda di Hildegarde Regina dei Franchi e sposa di Carlo Magno. esservi ammesso. Fu forse per sottrarsi agli sguardi dei suoi numerosi compatrioti che passavano per Soissons per compiere il pellegrinaggio a Roma e in Palestina, che lasciò il chiostro di Saint-Pierre e andò a vivere da recluso in una cella ricavata in una torre chiamata torre di S an Benedetto, e più tour de Saint-Benoît Luogo di reclusione del santo a Soissons. tardi torre di San Voué. Essa era situata vicino alle mura della città e di fronte alla porta dell'abbazia. In seguito, vicino a questa torre, fu aperta una porta che prese anch'essa il nome di San Voué. Condusse in questo ritiro oscuro una vita angelica. Povero egli stesso, amava i poveri di cui era il sostegno e il consiglio. Un incidente assai semplice, ma che diede luogo alla calunnia, venne a turbare questa esistenza così pura e dimenticata. La potente abbadessa, di cui aveva saputo guadagnare la stima e l'amicizia, avendogli inviato il suo pasto quotidiano in un piatto d'argento, Voué lo diede a un disgraziato che abitava vicino alla sua cella e al quale offriva spesso la parte migliore di ciò che gli veniva portato; ma costui, non contento del pranzo, prese il piatto e fuggì. Ildegarda, adirata per questa perdita, rivolse parole aspre a Voué il quale, senza rispondere, si prostrò ai suoi piedi e, non potendo sopportare questi ingiusti rimproveri, riprese il suo pellegrinaggio per nove anni interi.
Vita da recluso ed esilio
Voué sceglie di vivere da recluso in una torre vicino alle mura della città, ma si esilia per nove anni dopo essere stato ingiustamente accusato dall'abbadessa in seguito al dono di un piatto d'argento a un povero.
Dopo molte avventure, Voué ritornò a Soissons e, mentre si avvicinava al monastero di Notre-Dame, il demone che era stato l'autore segreto della sua partenza si vide costretto a pubblicare il suo ritorno per bocca di un servitore dell'abbazia che teneva in suo possesso e che si mise a gridare: «Alzatevi, andate incontro a Voué che ritorna nell'abbazia per scacciarmi». L'abbadessa e le religiose, accorse a quel rumore, ricevettero il recluso con viva allegrezza. Quanto a lui, seguendo l'esempio di san Benedetto, che aveva dato uno schiaffo a un monaco posseduto per liberarlo, colpì allo stesso modo il servitore dell'abbazia, che fu immediatamente abbandonato dal demone. Per vendicarsene, lo spirito maligno diede fuoco alla cella che il santo uomo aveva ritrovato con tanta gioia. Poiché la porta era chiusa dall'esterno, come si usava fare nei confronti dei reclusi, il diavolo si mise a gridare che Voué sarebbe perito tra le fiamme prima che si potesse portargli soccorso. Ma il suo angelo custode lo liberò, l o tra Aisne Fiume che attraversa Soissons. sportò su un'isola dell'Aisne e spense quell'incendio infernale.
Ritorno e lotta contro il demone
Al suo ritorno, esorcizza un servitore e sopravvive a un incendio doloso provocato dal demone, salvato da un angelo che lo trasporta su un'isola dell'Aisne.
Questo racconto leggendario si arricchì nel corso dei secoli. Si narra che al tempo di san Voué, il demone avesse un grandissimo potere nella città di Soissons e che portasse via il tredicesimo di coloro che passavano per la ru e du Mont-Revers. rue du Mont-Revers Strada di Soissons associata a una leggenda di possessione diabolica. Il servo di Dio, per porre fine a questo potere diabolico, fece osservare un digiuno e preghiere straordinarie, seguiti da una solenne processione. Fece poi passare davanti a sé nella via magica dodici persone ben disposte e passò lui stesso come tredicesimo. Satana apparve subito per rapirlo, ma il Santo gli ordinò con autorità di sgomberare il campo e di ritirarsi agli inferi. Costretto a obbedire a questo potere straordinario, il diavolo lo pregò di non rimandarlo in quell'abisso e di concedergli un rifugio meno infelice. Allora Voué lo mandò nel fiume Aisne, sotto la torre Lardier. Da allora, un sacerdote andava ogni anno a scongiurare il demone in quella torre, dove si riteneva avesse stabilito la sua dimora, per soddisfare i desideri del popolo. Tutto ciò che si può dire di questi racconti romanzeschi è che il nome di san Voué, dato alla porta della rue du Mont-Revers, era un monumento che ricordava qualche evento importante della vita del santo recluso.
Leggende urbane di Soissons
Il santo libera la rue du Mont-Revers dall'influenza del diavolo, che esigeva il sacrificio di un passante su tredici, e lo confina nel fiume Aisne.
Il monastero di Notre-Dame era anch'esso colmo di memorie di fatti non meno straordinari attribuiti a san Voué. Un giorno, essendo scoppiato un incendio nell'abbazia, una religiosa che egli aveva guarito dalla febbre e dal mal di denti corse ad avvertirlo. Egli, senza scomporsi, le diede il suo mantello per opporlo all'incendio, che si spense non appena vi si ebbe accostato quel vestito. Il bastone da viaggio che egli aveva ricevuto dall'angelo e che si conserva va nel convento sotto la crossillon de saint Voué Bastone da viaggio del santo utilizzato contro gli incendi. denominazione di *crossillon de saint Voué*, godeva ugualmente, si credeva, della virtù di spegnere il fuoco. Perciò, quando qualche incendio scoppiava in città, lo si portava in processione ed esso lo spegneva immediatamente. Se ne fece spesso uso per spegnere il fuoco nelle officine del monastero Mme d'Harcourt Badessa di Soissons che testimoniò un miracolo del crossillon. , anche in tempi recenti. Un'abbadessa, Madame d'Harcourt, racconta che, essendo scoppiato un incendio nel camino del riscaldatoio comune con estrema violenza, si fece il segno della croce con il suddetto bastone contro il camino, e che il fuoco cadde grosso come un moggio, tanto che coloro che erano presenti ebbero difficoltà a mettersi in salvo. Era inoltre consuetudine che ogni anno, il 5 febbraio, giorno della festa di san Voué, dopo la messa solenne, la prima sacrestana prendesse con rispetto il meraviglioso bastone e, seguita dalla seconda sacrestana, con una lanterna e un cero in mano, e da diverse religiose che recitavano salmi e preghiere, percorresse il monastero, facendo ovunque, e particolarmente sui camini, il segno della croce con quello strumento di devozione. I miracoli si moltiplicavano a Notre-Dame di Soissons, per intercessione di san Voué. Entrando una volta nel chiostro per celebrare la messa, incontrò due religiose molto tristi, perché avevano sbagliato il taglio di una veste di gran pregio che un signore di corte aveva pregato l'abbadessa di far confezionare nel convento. Il Santo fece il segno della croce sulla stoffa, che riprese la sua forma originale e poté essere tagliata di nuovo con maggiore precisione.
Miracoli e reliquie
Gli vengono attribuiti diversi miracoli, in particolare il controllo degli incendi grazie al suo mantello o al suo bastone (il crossillon), così come la miracolosa restaurazione di una stoffa preziosa.
San Voué morì verso il 700, il 5 febbraio. Le religiose di Notre-Dame accompagnarono con le loro lacrime le spoglie mortali del pio recluso, che furono deposte nella chiesa d i Sainte-Cro Sainte-Croix Luogo di sepoltura iniziale del santo. ix.
Morte e posterità
Voué muore verso l'anno 700 e viene sepolto nella chiesa di Santa Croce; rimane invocato come protettore contro gli incendi.
Si invoca particolarmente san Voué contro gli incendi.
Cfr. Annales du diocèse de Soissons, a cura dell'ab ate Pêcheur. abbé Pêcheur Autore degli Annales du diocèse de Soissons.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Migrazione dall'Irlanda verso la Gallia
- Ammissione all'abbazia di Notre-Dame di Soissons da parte dell'abbadessa Ildegarda
- Ritiro in reclusione nella torre di San Benedetto
- Esilio di nove anni in seguito a una calunnia legata a un piatto d'argento
- Ritorno a Soissons ed esorcismo di un servitore dell'abbazia
- Liberazione miracolosa da un incendio doloso provocato dal demonio
- Espulsione del demonio dalla rue du Mont-Revers
Miracoli
- Esorcismo di un servitore posseduto da uno schiaffo
- Trasporto miracoloso per mezzo di un angelo su un'isola dell'Aisne per sfuggire alle fiamme
- Espulsione del demonio dalla rue du Mont-Revers verso il fiume Aisne
- Estinzione di incendi tramite il contatto del suo mantello o del suo bastone (crossillon)
- Riparazione miracolosa di un pezzo di stoffa tagliato male
Citazioni
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Alzatevi, andate incontro a Voué che ritorna nell'abbazia per scacciarmi
Parole dell'indemoniato citate nel testo