Nata a Lodi nel 1481, Cristina Ligarelli si distinse fin dall'infanzia per la sua pietà e il rifiuto degli ornamenti. A venticinque anni entrò tra le Agostiniane all'Aquila dove divenne priora, distinguendosi per la sua carità verso i poveri e le sue estasi mistiche. Morì nel 1543 e il suo culto fu ufficialmente riconosciuto nel XIX secolo.
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LA BEATA CRISTINA LIGARELLI (1543).
Giovinezza e pietà precoce
Nata a Lodi nel 1481 con il nome di Methiase, Cristina manifesta fin dall'infanzia un disprezzo per la vanità e una profonda devozione verso la Vergine Maria.
Tra le vergini degne di nota per le loro virtù che il XVI secolo produsse, bisogna annoverare la beata Cristin a Licarelli, nata a Christine Licarelli Vergine e priora agostiniana del XVI secolo. Lodi ne l 14 Lodi Città natale della santa. 81, conosciuta dapprima con il nome di Methiase. Mostrò fin dall'infanzia una pietà non comune e un così grande distacco dai vani ornamenti, che solitamente lusingano tanto la vanità delle giovani persone, che non si poté mai ottenere da lei che mettesse qualche ricercatezza nei suoi abiti. Tutta occupata dal digiuno e dalla preghiera, trascurava il suo aspetto esteriore e non desiderava che le cose del cielo. La si vedeva raccolta in Dio, che era l'oggetto più ordinario dei suoi pensieri; e tutto il suo piacere era o parlare di Lui o soffrire per Lui. Non appena il tempo glielo permetteva, andava ogni giorno a visitare un'immagine della Santa Vergine che si trovava in una cappella poco distante dalla sua dimora, e lì metteva la sua innocenza sotto la protezione speciale della Madre di misericordia.
Vita religiosa all'Aquila
Sotto la guida di Vincenzo dell'Aquila, a 25 anni entra nel monastero delle Agostiniane di Santa Lucia, dove diviene priora nonostante la sua umiltà.
Per seguire i consigli del b eato Vincenzo dell'Aquila, c bienheureux Vincent d'Aquila Religioso francescano e direttore spirituale di Cristina. elebre religioso dell'Ord ine di San Francesco, c Ordre de Saint-François Ordine globale nel quale è onorato Raniero. he era stato suo direttore, e anche per rispondere all'ispirazione celeste, Cristina, all'età di venticinque anni, si recò all'Aquila e si presentò al monast ero di Santa Lucia, abit monastère de Sainte-Luce Monastero a Napoli dove il santo si ritirò e morì. ato da religiose dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino. Vi fu Ordre des Ermites-de-Saint-Augustin Ordine religioso mendicante a cui appartenevano i due santi. accolta e ben presto si mostrò una fervente novizia. Si notavano soprattutto la sua grande modestia, la sua estrema dolcezza, la sua povertà perfetta e la sua obbedienza senza limiti. Sebbene malata, non volle mai dispensarsi dall'astinenza praticata nel monastero. Il suo sonno, preso su un letto molto duro, era di poche ore. Dopo la sua professione, ispirò tanta fiducia alle sue sorelle che la scelsero come priora della comunità. Cristina cercò invano di opporsi a questa scelta, dovette sottomettersi; ma usò la sua autorità solo per caricarsi dei compiti più umili della casa e per rendere a ciascuna delle religiose tutti i servizi che dipendevano da lei.
Carità e vita mistica
Si distinse per il suo zelo per la salvezza delle anime, la sua carità verso i poveri e per i doni mistici come la contemplazione e l'estasi.
La sua carità non si limitava a essere utile alle sue compagne: ricolma dello spirito di Gesù Cristo e cercando solo di piacergli, la virtuosa priora coglieva con premura ogni occasione che trovava per alleviare la miseria dei poveri. L'elemosina corporale non era l'unica che faceva al prossimo; il suo zelo per la salvezza delle anime la portava a rivolgere pie esortazioni a coloro che avevano rapporti con lei, e i suoi discorsi salutari rafforzavano così il bene che operava con i suoi edificanti esempi. Le sue parole non erano che l'espressione dei sentimenti del suo cuore, poiché Cristina viveva solo per Dio. Favorita dal dono della contemplazione, era abbastanza spesso rapita in estasi. Frequenti mali di denti e di fianco vennero anche a esercitare la sua pazienza, senza però riuscire a vincerla. Giunta all'età di sessantadue anni, andò a ricongiungersi al suo divino Sposo nell'anno 1543. Nell'istante stesso del suo decesso, dei fanciulli lo annunciarono con grida e canti che fecero udire per le strade. I miracoli operati sulla sua tomba spinsero i fedeli a renderle un culto pubblico, che il papa Gregorio XVI ha approvato con pape Grégoire XVI Papa che ha fissato la festa liturgica del beato. il suo decreto del 13 gennaio 1840.
Transito e riconoscimento
Deceduta nel 1543, la sua morte fu annunciata miracolosamente da alcuni fanciulli; il suo culto fu ufficialmente approvato da papa Gregorio XVI nel XIX secolo.
Si veda la vita della beata scritta da Cornelius Cur Cornelius Curtius Agiografo e autore di una vita della beata. tius e le lezioni del suo ufficio. Abbiamo tratto questo compend io da God Godescard Agiografo e traduttore, autore principale della fonte. escard (ed. di Lilla).
Fonti
Il racconto si basa sui lavori di Cornelius Curtius e di Godescard.
Vedere la vita della beata scritta da Cornelius Curtius e le lezioni del suo ufficio. Abbiamo tratto questo compendio da Godescard (ed. di Lilla).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Lodi nel 1481
- Ingresso nel monastero di Santa Luce a L'Aquila all'età di 25 anni
- Professione religiosa presso gli Eremitani di Sant'Agostino
- Elezione a priora della sua comunità
- Deceduta all'età di 62 anni nel 1543
- Approvazione del culto da parte di Gregorio XVI il 13 gennaio 1840
Miracoli
- Dono della contemplazione ed estasi frequenti
- Annuncio della sua morte tramite grida e canti di bambini per le strade
- Miracoli operati presso la sua tomba