Vescovo di Lodève nel X secolo, Fulcrano si distinse per la sua grande purezza e fermezza apostolica, in particolare nei confronti del conte di Tolosa. Ricostruì la basilica di San Genesio e servì i poveri con umiltà durante i suoi 57 anni di episcopato. Le sue reliquie, rimaste a lungo intatte, furono parzialmente salvate dalle distruzioni ugonotte e rivoluzionarie.
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SAN FULCRANO, VESCOVO DI LODÈVE (1006).
Origini e formazione
Fulcrano, proveniente dalla nobiltà di Soustancion, si distingue fin dall'infanzia per la sua pietà, lo studio delle Scritture e una castità esemplare.
Fulcran Fulcran Vescovo di Lodève nel X secolo, noto per il suo rigore morale e la sua carità. o, nato nel territorio di Lo Lodève Prima sede episcopale occupata da Sant'Amante. dève, nella Gallia Narbonense, e discendente per parte di madre dall'illustre stirpe dei conti di Soustancion, iniziò fin dall'infanzia a costruire l'edificio della sua futura santità, facendosi notare per la gravità della sua condotta e per lo studio assiduo delle sacre Scritture, nelle quali divenne molto dotto.
Molto dedito ai digiuni, alle veglie e all'orazione, fece grandi progressi nel bene e divenne il modello compiuto di tutte le virtù. In particolare, fu così fedele nel praticare la castità che, in punto di morte e alla presenza del santissimo corpo di Nostro Signore che gli veniva offerto come viatico, dichiarò, rendendo grazie a Dio, che mai la minima macchia aveva intaccato la purezza della sua anima. Tante virtù lo condussero all'ordine del sacerdozio, e divenne così gradito a Teodorico o Thierry, suo vescovo, c he questi desiderò v Théodoric ou Thierri Principe bretone responsabile del massacro di Guigner e dei suoi compagni. ivamente di averlo come successore.
Elezione e consacrazione
Succedendo a Teodorico, Fulcrano viene eletto vescovo di Lodève e consacrato a Narbona nel 949 dall'arcivescovo Aimerico.
Per questo motivo, essendo morto Teodorico, in conformità al suo desiderio e a quello di tutta la città, i canonici della chiesa cattedrale elessero come vescovo il venerabile Fulcrano e, conducendolo suo malgrado a Narbona, metropoli della provincia, lo fecero c onsacrare dall'arc archevêque Aimeric Arcivescovo di Narbona che consacrò Fulcrano. ivescovo Aimerico, nella basilica di San Paolo, primo vescovo di quella città, il 4 febbraio dell'anno della nostra salvezza 949. Ritornato a Lodève, fu accolto con grande pompa e tra gli applausi del popolo.
Fermezza di fronte al potere temporale
Il vescovo rimprovera pubblicamente il conte Guglielmo Tagliaferro per il suo adulterio, manifestando una grande autorità morale.
Si racconta del santo vescovo un episodio che rende onore alla sua fermezza. Guglielmo Guillaume Taillefer Conte di Tolosa rimproverato da Fulcrano per la sua condotta scandalosa. Tagliaferro, conte di Tolosa, aveva sposat o, nel 975, Ars Arsinde d’Anjou Contessa di Tolosa, sposa ripudiata di Guglielmo Tagliaferro. inda d'Angiò, sorella di Folco Nerra, conte di quest'ultima provincia. Questa dama non gli diede figli nei primi anni del suo matrimonio; fu questo che determinò Guglielmo, contro tutte le leggi della natura e della religione, ad abbandonarla per prenderne un'altra che era in quel momento sposata. San Fulcrano, vescovo di Lodève, la cui santità brillava allora del più vivo splendore, conosceva particolarmente il conte di Tolosa; non appena ebbe appreso la sua condotta, ne fu profondamente afflitto. Un giorno, Guglielmo, avendo incontrato il santo vescovo, si affrettò ad andare ad abbracciarlo. Fulcrano lo respinse e gli rimproverò persino pubblicamente la sua vita scandalosa. Quanto alla contessa Arsinda o Arsens, essa ebbe nella sua sventura ricorso alla preghiera, e si recò in pellegrinaggio al monastero di Conques nel Rouergue, dove ripos avano le reliquie sainte Foi d’Agen Giovane vergine martire di Agen, giustiziata su una graticola. di santa Fede di Agen. Un autore anonimo ci ha conservato la storia di questo pellegrinaggio, scritta in versi guasconi.
Il pellegrinaggio di Arsinde
Abbandonata, la contessa Arsinde ottiene la nascita dei suoi figli dopo un pellegrinaggio e una promessa a santa Fede di Conques.
Si racconta che una sera, mentre la contessa era a letto, santa Fede le apparve in sogno e le disse: «Voglio che mi consacriate sull'altare di San Salvatore, nel mio monastero di Conques, le ricche maniche che indossate». — «Lo farò», disse la contessa, «ma ottenetemi un figlio». — «Pregherò il Signore», disse la santa martire; «ma voi, adempite alla vostra promessa». Santa Fede scomparve e la contessa si riaddormentò. Il giorno seguente, dopo aver ascoltato la messa, si mise in cammino. Santa Fede le indicò i sentieri, poiché le vie che conducevano allora a Conques erano difficili da percorrere. Ella compì questo viaggio con grande onore e numerosa compagnia; i signori del paese e tutti i notabili del luogo la ricevettero con estrema gioia. Appena entrata nel monastero, chiese di essere condotta all'altare di San Salvatore. Accompagnata dal signore del luogo, si presentò a quell'altare e vi depose le maniche che aveva promesso. Queste maniche a bracciale erano tessute d'oro, lavorate artisticamente e arricchite di pietre preziose; furono fissate alla tavola dell'altare. In seguito fu condotta davanti al reliquiario della Santa. Rimase a Conques il giorno di Pasqua e ripartì poi per Tolosa. Poco tempo dopo, diede alla luce un figlio che al battesimo fu chiamato Raimondo, e poi un secondo che fu chiamato Enrico.
Episcopato e carità
Fulcrano si dedica ai poveri, ricostruisce la chiesa di Saint-Geniez e compie miracoli, tra cui la guarigione di un cieco.
Fulcrano aveva preso l'abitudine, durante le feste di Nostro Signore e degli Apostoli e nel tempo di Quaresima, di servire personalmente dodici poveri a tavola, di lavare loro i piedi e di donare loro vestiti. Questa grande santità del suo servo, Dio la manifestò attraverso dei miracoli; e in particolare l'acqua, con la quale si era lavato le mani, aprì gli occhi a un cieco di Albi. Ricostruì dalle fondamenta la basilica di Saint-Geniez e, avendo convocato Aimerico di Narbona, Ricoino di Maguelonne e Deus-Dedit di Rodez, la consacrò con questi vescovi secondo l'antico rito. Tenne la sede per cinquantasette anni. Colto dalla febbre, fece venire Manfredo, vescovo di Béziers, suo devoto amico, e i canonici della sua chiesa, e rese l'anima a Dio. Il suo corpo fu trovato intatto cento anni dopo la sua morte. Riceveva i pii omaggi dei fedeli quando gli eretici, verso la fine del XVI secolo, lo fecero a pezzi e lo dispersero. Dio aveva confermato con miracoli operati alla sua tomba l'opinione che si aveva della sua santità. Il suo corpo fu esumato nel 1427. Alcune particelle delle sue reliquie sfuggirono agli Ugonotti. Son o conserv Huguenots Gruppo che saccheggiò Die e distrusse le reliquie del santo nel 1567. ate a Lodève, di cui è il secondo patrono. Alla Rivoluzione, questi preziosi resti erano racchiusi in una magnifica teca d'argento. Salvati dalla furia rivoluzionaria, furono riconosciuti nell'ottobre 1805 da Monsignor Rollot, vescovo di Montpellier, e ricollocati nell'antica cattedrale, oggi parrocchia.
Trapasso e destino delle reliquie
Dopo 57 anni di episcopato, egli muore; il suo corpo, preservato e poi profanato dagli Ugonotti, è parzialmente salvato e onorato a Lodève.
San Fulcran viene rappresentato mentre fa crollare con le sue preghiere le mura della fortezza di G forteresse de Gibret Fortezza distrutta dalle preghiere del santo. ibret, nella sua diocesi, la quale era occupata da briganti che da lì infestavano tutta la contrada.
Rappresentazione iconografica
Il santo è tradizionalmente raffigurato mentre fa crollare la fortezza di Gibret per scacciarne dei briganti.
Propre de Rodez e Hist. de l'Église de Toulouse, di M. Salvan.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Consacrato vescovo dall'arcivescovo Aimeric il 4 febbraio 949
- Opposizione al matrimonio illegittimo del conte Guglielmo Tagliaferro nel 975
- Ricostruzione della basilica di Saint-Geniez
- Episodio della fortezza di Gibret
- Decesso dopo 57 anni di episcopato
- Ritrovamento del corpo intatto cento anni dopo la sua morte
- Elevazione del corpo nel 1427
- Dispersione delle reliquie da parte degli ugonotti nel XVI secolo
Miracoli
- Guarigione di un cieco di Albi con l'acqua delle sue abluzioni
- Crollo delle mura della fortezza di Gibret per intercessione
- Incorruttibilità del corpo constatata cento anni dopo la sua morte
Citazioni
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Mai la minima macchia aveva intaccato la purezza della sua anima.
Dichiarazione al viatico