16 marzo 13° secolo

Beato Torello da Poppi

Eremita dell'Ordine di Vallombrosa

Festa
16 marzo
Morte
16 mars 1282 (naturelle)
Epoca
13° secolo

Nato a Poppi nel 1202, Torello condusse una giovinezza pia prima di cadere nella dissolutezza. La sua conversione improvvisa, provocata dal canto di un gallo, lo condusse all'abbazia di San Fedele e poi a una vita da eremita austero. È celebre per aver salvato un bambino da un lupo ed è morto in odore di santità nel 1282.

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Sezioni di lettura: 5

IL B. TORELLO, EREMITA DELL'ORDINE DI VALLOMBROSA (1282).

Vita 01 / 05

Giovinezza e caduta morale

Nato a Poppi nel 1202, Torello riceve un'educazione pia ma cade nella dissolutezza dopo la morte del padre, influenzato da cattive frequentazioni.

Uno dei più grandi benefici che possiamo ricevere dalla bontà di Dio è quello di un'educazione cristiana. Senza dubbio non tutti coloro che hanno avuto questo inestimabile vantaggio ne approfittano; ve ne sono persino alcuni che se ne rendono del tutto indegni; ma essa è almeno nella loro anima un prezioso seme che, essendo sviluppato dalla grazia, può produrre frutti di salvezza; e mentre il linguaggio della religione è spesso inintelligibile per coloro che non l'hanno concepita nella loro giovinezza, la sua voce amica si fa facilmente ascoltare da coloro che l'avevano ascoltata prima dei loro traviamenti. La vita del beato Torello ci offre una nuova prova di questa verità.

Egl i nac Poppi Città natale e luogo di sepoltura del beato. que a Poppi, in Toscana, il 16 marzo 1202, ed ebbe la fortuna di avere per padre un uomo pieno del timore di Dio, che pose grande sollecitudine nell'ispirarglielo fin dalla sua più tenera infanzia e che era coadiuvato da una sposa molto virtuosa. Torello rispose perfettamente alle buone cure dei suoi genitori, e divenne crescendo un modello di pietà; fuggiva i giochi e tutti gli altri divertimenti profani, e viveva in un'innocenza di costumi che faceva la gioia degli autori dei suoi giorni. Sfortunatamente per lui, perse il suo eccellente padre in un'epoca in cui aveva ancora grande bisogno del suo appoggio per sostenersi nella pratica del bene. Tuttavia questa morte non lo scosse inizialmente. Prese la risoluzione di attaccarsi più strettamente a Dio; e per ottenerne benedizioni più abbondanti, elargì numerose elemosine nel seno dei poveri del paese. Ma abbandonandosi a queste buone opere, non si guardò abbastanza dalla sua fragilità e dalla sua debolezza; dimenticò che il Signore fa a tutti noi un dovere della vigilanza cristiana. Il legame che formò con due giovani di Poppi, i cui costumi erano depravati, divenne per lui la causa della caduta più deplorevole; abbandonò le società rispettabili che frequentava, le sue buone abitudini, i suoi esercizi di pietà; e dopo essere stato oggetto di edificazione per i suoi compatrioti, ne divenne lo scandalo, tanto la sua vita era dissoluta. Una giovane persona dei dintorni, più gradevole che virtuosa, fissò la sua attenzione e catturò talmente il suo cuore da farlo piegare a tutte le sue volontà. Così questo infelice giovane dimenticava tutti i saggi consigli di suo padre, e quell'albero che aveva mostrato fiori così belli non produceva più alcun frutto. Disprezzava persino tutti gli avvertimenti che i personaggi più rispettabili potevano dargli. Ma Dio, che aveva disegni particolari di misericordia su quest'anima infedele, lo illuminò e gli fece conoscere la sua miseria. Un giorno che Torello giocava a bocce, in presenza della sua amante, con i suoi perfidi amici, un gallo appollaiato nel luogo in cui si trovava, vola improvvisamente sulla sua spalla e si mette a cantare tre volte; gli sembrò che quel gallo gli dicesse: «È tempo di uscire dal mortale sonno dei vizi». Sia che questo evento fosse del tutto naturale, sia che il Signore volesse servirsi di un tale mezzo per richiamare a sé quel peccatore, come aveva fatto per san Pietro, è certo che Torello ne provò un'impressione così viva e profonda che, lasciando il gioco all'istante stesso, corre all'abbazia di San Fedele, dell'Ordine di Vallomb abbaye de Saint-Fidèle Monastero vallombrosano dove Torello si convertì e fu sepolto. rosa, c he non era lontana, v Ordre de Vallombreuse Affiliazione monastica del convento fondato dalla santa. a a gettarsi ai piedi del superiore, e, con le lacrime agli occhi, lo prega di aiutarlo a rientrare in grazia con Dio. L'abate, che era un santo uomo, l'accoglie con bontà, e dopo aver ascoltato la sua confessione, l'ammette a tempo debito alla mensa santa. Interamente disgustato da un mondo che gli era stato così funesto, il nuovo penitente supplica l'abate di volerlo rivestire dell'abito dei fratelli conversi secolari, considerandosi indegno di vivere nel monastero. Il venerabile abate, vedendo che Torello, che voleva praticare la vita eremitica, era condotto dallo spirito di Dio, accondiscende al suo desiderio, e prima che egli lasci l'abbazia, vuole dargli un sacco di pani di frumento; ma questi li rifiuta e ne accetta solo tre piccoli d'orzo. Parte quindi e lascia con gioia il paese di Poppi, senza che alcuno dei suoi parenti e dei suoi amici se ne accorga. Torello passò otto giorni a cercare una solitudine nella quale potersi stabilire. Avendo trovato una grotta che gli conveniva, ritornò a Poppi, distribuì tutti i suoi beni ai poveri, e nonostante tutte le insistenze della sua famiglia, che gli diceva che non doveva diventare omicida di se stesso, si affrettò a recarsi nel suo eremitaggio. Lì iniziò una vita penitente e mortificata di cui i mondani non possono comprendere l'utilità, perché non hanno mai ben meditato queste parole terribili di Gesù Cristo: «Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo». Non mangiava che una volta al giorno, verso le tre del pomeriggio, non beveva che acqua e in piccola quantità, dormiva su dei sarmenti e si alzava ogni notte per recitare il Mattutino. Affliggeva il suo corpo in mille modi, al fine di riparare i suoi disordini passati e di trionfare sulle sue passioni. Il Padre abate di San Fedele, che lo aveva riconciliato con Dio e che era il suo direttore nelle vie della salvezza, lo visitava spesso al fine di procurargli i soccorsi spirituali di cui aveva bisogno. Informato e sorpreso della penitenza austera di Torello, gli espresse un giorno il timore che essa mancasse di discrezione; ma il fervente penitente gli diede ragioni così buone per giustificare il suo modo di agire, che l'abate, che riconobbe che lo Spirito Santo lo illuminava, gli disse: «Figlio mio, che Dio vi confermi nella vostra buona risoluzione e nel suo servizio fino alla morte». Poi gli diede la sua benedizione. Il voto del pio abate si realizzò completamente. Torello restò fedele alla sua vocazione, per quanto penosa essa fosse per la natura. Accasciato da malattie e infermità, si rallegrava di soffrire, al fine di soddisfare la giustizia divina. Il ricordo della Passione del Salvatore, della quale si occupava frequentemente, gli faceva versare lacrime abbondanti. Una vita così santa lo rese venerabile a coloro che lo conobbero e che ricorrevano con fiducia alle sue luci; essa gli meritò i favori celesti. Arrestò con le sue preghiere un lupo che, avendo portato via un bambino, era pronto a divorarlo; guarì improvvisamente le piaghe che avevano fatto a quel bambino i morsi del lupo, e lo rese sano a sua madre. Si dice persino che da quell'epoca nessun lupo abbia attaccato nessuno nel paese che egli abitava.

Conversione 02 / 05

Conversione e ritiro nel deserto

Interpellato dal canto di un gallo, si pente presso l'abbazia di San Fedele e sceglie una vita da eremita segnata da estreme austerità.

Avvertito dell'ora della sua morte, ne informò l'abate di San Fedele, si confessò e ricevette la santa comunione. Annunciò inoltre la sua morte a un discepolo che aveva con sé nel suo eremo; gli diede i consigli più saggi; poi, abbracciandolo teneramente, gli disse: «Sento che Dio mi chiama; vi raccomando al nostro Creatore». Allora, postosi in ginocchio per pregare, levò le mani al cielo e rese tranquillamente lo spirito, il 16 marzo 1282, all'età di ottant'anni. Fu sepolto nella chiesa dell'abbazia di San Fedele di Poppi, dove le sue reliquie sono se mpre Poppi Città natale e luogo di sepoltura del beato. state conservate con grande rispetto.

Miracolo 03 / 05

Miracoli e fine vita

Rinomato per aver domato un lupo, morì nel 1282 dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti e fu sepolto a Poppi.

Viene rappresentato con un lupo al suo fianco. Ecco il motivo: nel nome di Dio, fece lasciare la presa a un lupo che stava portando via un bambino, deposto dalla madre sul Arno Fiume deviato dal santo per evitare le inondazioni. la riva dell'Arno mentre vi lavava i panni. Inoltre, il santo uomo proibì a quell'animale di attaccare mai nessuno di Poppi: da qui la devozione degli abitanti di Poppi, che invocano il beato Torello contro i lupi. È inoltre onorato a Forlì da te mpo i Forlì Città in cui il santo è venerato da tempo immemorabile. mmemorabile.

Culto 04 / 05

Culto e rappresentazioni

Il santo è tradizionalmente raffigurato con un lupo ed è oggetto di una particolare devozione a Poppi e Forlì.

La sua vita, scritta diversi secoli fa, è stata riprodotta da vari autori e si trova nel secondo tomo di marzo della raccolta dei Bollandisti. Dom Soldani, compatriota del Beato e religioso di Vallombrosa, ne pubblicò una nuova imitazione, sotto il titolo di *Trattato apologetico*, per provare che il servo di Dio apparteneva all'Ordine di Vallo mbrosa, e non a quell Ordre de Vallombreuse Affiliazione monastica del convento fondato dalla santa. o di San Francesco. I vol. in-4°, Lucca, 1731. (Godescard, ed. di Lille.)

Fonte 05 / 05

Fonti agiografiche

La sua biografia è documentata dai Bollandisti e da Dom Soldani, quest'ultimo difende la sua appartenenza all'ordine di Vallombrosa contro le pretese francescane.

La sua vita, scritta diversi secoli fa, è stata riprodotta da vari autori e si trova nel secondo tomo di marzo della raccolta dei Bollandisti. Dom Soldani, compatriota del Beato e religioso di Vallombrosa, ne pubblicò una nuova imitazione, sotto il titolo di *Trattato apologetico*, per provare che il servo di Dio apparteneva all'Ordine di Vallombrosa, e non a quello di San Francesco. I vol. in-4°, Lucca, 1731. (Godescard, ed. di Lilla.)

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nascita a Poppi nel 1202
  2. Periodo di vita dissoluta dopo la morte del padre
  3. Conversione in seguito al canto di un gallo durante una partita a bocce
  4. Ingresso nell'abbazia di San Fedele come fratello converso secolare
  5. Ritiro eremitico in una grotta per molti anni
  6. Salvataggio di un bambino dalle fauci di un lupo
  7. Morto all'età di 80 anni

Miracoli

  1. Canto profetico di un gallo che ne provocò la conversione
  2. Salvataggio di un bambino rapito da un lupo sulle rive dell'Arno
  3. Guarigione istantanea dai morsi del bambino
  4. Protezione permanente del paese contro gli attacchi dei lupi

Citazioni

  • È tempo di uscire dal mortale sonno dei vizi Parole attribuite al canto del gallo nel testo
  • Sento che Dio mi chiama; vi raccomando al nostro Creatore Ultime parole al suo discepolo

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo