Nato ad Ascoli nel 1234, Corrado da Ascoli fu un frate francescano rinomato per il suo zelo missionario in Africa e la sua scienza teologica a Parigi. Amico intimo di papa Niccolò IV, visse una vita di austerità segnata da una profonda devozione alla Passione e alla Trinità. Morì nel 1289 nella sua città natale, dove il suo culto fu confermato da Pio IV.
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IL BEATO CORRADO DA ASCOLI, CONFESSORE (1289).
Giovinezza e profezia
Nato ad Ascoli nel 1234, Corrado manifestò presto doni profetici, in particolare predicendo l'ascesa al pontificato del suo amico Girolamo.
Corrado era della Marca d'Ancona, vide la luce nella città di Ascol i nel Ascoli Sede episcopale e luogo del martirio del santo. 1234. Annunciò fin da giovane, con le sue felici disposizioni, quale sarebbe stata la sua futura santità. Sembrò persino dotato fin dall'infanzia del dono di profezia; poiché era solito prostrarsi ai piedi di un giovane della sua età e del suo paese, chiamato Girolamo, il quale, entrato in seguito tra i Francescani, governò quest'Ordine in qualità di generale e divenne poi papa con il nome d i Niccolò Nicolas IV Amico d'infanzia di Corrado, generale dei Francescani e poi papa. IV.
Missione in Africa
Entrato tra i Francescani, partì per evangelizzare l'Africa dove operò numerose conversioni prima di rientrare in Italia per motivi di salute.
Dio ispirò anche a lui il desiderio di entrare nell'Ordine di San Francesco. Quando ebbe emesso i voti, i suoi superiori lo inviarono in Africa. Lì compì miracoli di conversione e migliaia di infedeli gli dovettero la conversione al cristianesimo. Si prodigò talmente in quest'opera di salvezza delle anime che la sua salute, presto esaurita, tradì il suo zelo e non gli permise più di continuare i suoi lavori apostolici. Ritornò in Italia. Il clima lo ristabilì un poco e, dopo aver compiuto un viaggio in Francia con il generale del suo Ordine, il P. Girolamo, poté a Roma, dove si recò, lavorare di nuovo alla santificazione delle anime. La sua santità aiutò potentemente la sua eloquenza e anche lì compì meraviglie. Lasciando Roma per obbedire all'ordine dei suoi superiori, andò a insegnare teologia a Parigi. Svolse questo incarico in modo da meritare il plauso pubblico; ma non si limitava a insegnare nelle scuole; annunciava spesso la parola di Dio al popolo e visitava assiduamente gli ospedali, nei quali produsse grandi frutti. Il suo stile di vita era molto austero e la sua attenzione continua era rivolta a lavorare per giungere, attraverso la pratica delle virtù, alla perfezione del cristianesimo. Nutriva per Gesù sofferente una devozione così tenera che provava talvolta i dolori della sua passione; e la sua fede nel mistero della Trinità era così viva che la usava per combattere il demonio e per guarire le malattie. Ma il suo antico generale, divenuto papa con il nome di Niccolò IV, lo richiamò presso di sé; stava dunque tornando a Roma quando la morte lo colse ad Ascoli nel 1289. Un se polcro Ascoli Sede episcopale e luogo del martirio del santo. gli fu eretto per cura del popolo e Dio vi operò numerosi miracoli. Pio IV ne ha autorizzato il culto.
Insegnamento e apostolato europeo
Viaggia in Francia e a Roma, poi insegna teologia a Parigi dedicandosi al contempo ai poveri e ai malati.
Dio ispirò anche a lui il desiderio di entrare nell'Ordine di San Francesco. Quando ebbe realizzato i suoi voti, i suoi superiori lo inviarono in Africa. Lì compì miracoli di conversione e migliaia di infedeli gli dovettero la conversione al cristianesimo. Si prodigò talmente in quest'opera di salvezza delle anime che la sua salute, presto esaurita, tradì il suo zelo e non gli permise più di continuare i suoi lavori apostolici. Ritornò in Italia. Il clima lo ristabilì un poco e, dopo aver fatto un viaggio in Francia con il generale del suo Ordine, il P. Girolamo, poté a Roma, dove si recò, lavorare di nuovo alla santificazione delle anime. La sua santità aiutò potentemente la sua eloquenza e anche lì compì meraviglie. Lasciando Roma per obbedire all'ordine dei suoi superiori, andò a insegnare teologia a Parigi. Si adempì a questo incarico in modo da meritare il plauso pubblico; ma non si limitava a insegnare nelle scuole; annunciava spesso la parola di Dio al popolo e visitava assiduamente gli ospedali, nei quali produsse grandi frutti. Il suo stile di vita era molto austero e la sua attenzione continua era rivolta a lavorare per giungere, attraverso la pratica delle virtù, alla perfezione del cristianesimo. Nutriva per Gesù sofferente una devozione così tenera che provava talvolta i dolori della sua passione; e la sua fede nel mistero della Trinità era così viva che la usava per combattere il demonio e per guarire le malattie. Ma il suo antico generale, divenuto papa con il nome di Niccolò IV, lo richiamò presso di sé; stava dunque tornando a Roma quando la morte lo colse ad Ascoli nel 1289. Una tomba gli fu eretta per cura del popolo e Dio vi operò numerosi miracoli. Pio IV ne ha autorizzato il culto.
Morte e culto
Richiamato a Roma da papa Niccolò IV, morì ad Ascoli nel 1289. Il suo culto fu ufficialmente autorizzato da Pio IV.
Dio ispirò anche a lui il desiderio di entrare nell'Ordine di San Francesco. Quando ebbe realizzato i suoi voti, i suoi superiori lo inviarono in Africa. Lì compì miracoli di conversione e migliaia di infedeli gli dovettero la conversione al cristianesimo. Si prodigò talmente in quest'opera di salvezza delle anime che la sua salute, presto esaurita, tradì il suo zelo e non gli permise più di continuare i suoi lavori apostolici. Ritornò in Italia. Il clima lo ristabilì un poco e, dopo aver fatto un viaggio in Francia con il generale del suo Ordine, il P. Girolamo, poté a Roma, dove si recò, lavorare di nuovo alla santificazione delle anime. La sua santità aiutò potentemente la sua eloquenza e anche lì compì meraviglie. Lasciando Roma per obbedire all'ordine dei suoi superiori, andò a insegnare teologia a Parigi. Si adempì a questo compito in modo da meritare il plauso pubblico; ma non si limitava a insegnare nelle scuole; annunciava spesso la parola di Dio al popolo e visitava assiduamente gli ospedali, nei quali produsse grandi frutti. Il suo genere di vita era molto austero e la sua attenzione continua era rivolta a lavorare per giungere, attraverso la pratica delle virtù, alla perfezione del cristianesimo. Aveva per Gesù sofferente una devozione così tenera che provava talvolta i dolori della sua passione; e la sua fede nel mistero della Trinità era così viva che la usava per combattere il demonio e per guarire le malattie. Ma il suo antico generale, divenuto papa con il nome di Niccolò IV, lo richiamò presso di sé; stava dunque tornando a Roma quando la morte lo colse ad Ascoli nel 1289. Una tomba gli fu eretta per cura del popolo e Dio vi operò numerosi miracoli. Pio IV ha autorizzato il suo culto.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita ad Ascoli nel 1234
- Ingresso nell'Ordine di San Francesco
- Missione in Africa e conversioni di massa
- Viaggio in Francia con P. Girolamo
- Professore di teologia a Parigi
- Richiamato a Roma da papa Niccolò IV
- Morto ad Ascoli nel 1289
Miracoli
- Dono di profezia fin dall'infanzia
- Conversioni di massa in Africa
- Guarigioni per fede nel mistero della Trinità
- Stimmate parziali (dolori della Passione)
- Miracoli postumi sulla sua tomba