Romano di nascita, Eugenio servì dapprima come vicario di papa Martino I in esilio prima di succedergli sulla cattedra di Pietro nel 654. Riconosciuto per la sua dolcezza, la sua santità e la sua immensa carità verso gli indigenti, morì piamente nel 657. Il suo corpo riposa nella basilica di San Pietro a Roma.
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SANT'EUGENIO, PAPA (657).
Vicariato e interim
Durante l'esilio di san Martino I, Eugenio, chierico romano, assicura la continuità del governo della Chiesa in qualità di vicario con modestia.
Dopo che san Martino I fu, per ordine di un imperatore eretico, relegato nel Chersoneso, Eugenio, che er a roma Eugène Sommo Pontefice romano succeduto a Martino I. no di nascit a e ch romain Città natale di Massimiano. e era entrato fin dall'infanzia nell'Ordine dei Chieric i, adempì alle f Ordre des Clercs Corpo ecclesiastico nel quale Eugenio è entrato fin dall'infanzia. unzioni del sovrano Pontefice assente, affinché non vi fosse alcuna interruzione nel governo della Chiesa. Egli usò molta modestia nell'esercizio del potere, sapendo bene che, vivente Martino, egli non era il Pontefice legittimo, ma soltanto il suo vicario e il suo legato.
Ascensione al pontificato
Dopo la morte di Martino I in esilio, Eugenio viene eletto legittimamente e si distingue per la sua dolcezza e la sua santità personale.
Ma quando il martire di Gesù Cristo, Martino, ebbe soccombuto alle miserie e ai bisogni di ogni genere che lo assediavano nel suo esilio, e fu passato da questa valle di lacrime alla vita beata, Eugenio, con il Eugène Sommo Pontefice romano succeduto a Martino I. consenso del clero, sedette sulla cattedra di Pietro come legittimo successore di Martino, e, su questo vertice del ministero apostolico, si mostrò tale come la dignità della sua funzione suprema, così come la salvezza e l'utilità dei fedeli affidati alle sue cure richiedevano: fu dolce, buono, indulgente, e ciò che è principale, illustre per la santità della sua vita.
Carità e fine vita
Riconosciuto per la sua grande generosità verso i poveri e il clero, morì nel 657 e fu sepolto nella basilica di San Pietro.
Il clero era oggetto della sua tenerezza e della sua sollecitudine paterna ed era colmato dei suoi benefici. La sua carità verso gli indigenti era ammirevole; durante la sua vita e al momento della sua morte, distribuì loro le rendite della Chiesa con mano liberale; pensava che le ricchezze della Chiesa non potessero essere destinate a un uso migliore, e che, dalle mani dei poveri, passassero direttamente al tesoro dell'eternità, per fruttificarvi mirabilmente attraverso l'usura spirituale. Il suo pontificato si concluse con una santa morte il 2 giugno dell'anno di Nostro Signore 657; il suo corpo fu deposto nella ba basilique de Saint-Pierre Luogo di sepoltura del santo a Roma. silica di San Pietro. La chiesa Mont-Saint-Quentin Monastero vicino a Péronne dove Goffredo fu educato. del Mont-Saint-Quentin possiede una reliquia del Santo.
Contesto liturgico
Menzione dell'origine del testo tratta dal Proprio di Roma.
Proprio di Roma.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nell'Ordine dei Chierici fin dall'infanzia
- Vicario e legato di Papa Martino I durante il suo esilio
- Elezione come successore legittimo dopo la morte di Martino I
- Governo della Chiesa segnato dalla carità verso i poveri
- Morte e sepoltura nella basilica di San Pietro