Nobili di Berea in Siria, Marana e Cira vissero quarantadue anni come recluse a cielo aperto, cariche di pesanti catene di ferro per penitenza. Lasciarono il loro recinto solo una volta per un pellegrinaggio a Gerusalemme effettuato a piedi e a digiuno. Morirono verso il 443 dopo una vita di austerità estreme.
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SANTA MARANA E SANTA CIRA, VERGINI,
Origini e scelta della vita reclusa
Marana e Cira, nobili di Berea in Siria, rinunciano al mondo per votarsi all'ascetismo e si ritirano con le loro ancelle in un luogo solitario vicino alla loro città natale.
Marana Marane Vergine reclusa del V secolo originaria di Berea. e C ira Cyre Vergine reclusa del V secolo, compagna di santa Marana. erano nate entrambe a Berea, in S Bérée Città natale e luogo del primo ritiro delle sante. iria; appa Syrie Regione di origine delle sante. rtenevano a nobili genitori ed erano state educate molto bene. Il mondo offriva ai loro occhi un avvenire seducente: ma esse disprezzarono i suoi agi e i suoi piaceri per votarsi interamente all'amore di Gesù Cristo. Si legarono di un'amicizia intima che non cessò che con la morte. Risolute a salvarsi dai pericoli del mondo, unite tra loro dallo stesso pensiero e dallo stesso desiderio, si ritirarono in un luogo solitario, poco fuori dalla città in cui erano nate. Condussero con sé le proprie ancelle, che non vollero affatto abbandonare le loro sante padrone né vivere separate da esse.
Una vita di estrema austerità
Le due sante vivono senza riparo, esposte alle intemperie, e si impongono il porto di pesanti catene di ferro comunicando con il mondo attraverso una semplice finestra.
Le due sante fanciulle, con l'aiuto delle loro compagne, chiusero con pietre e sabbia le vie del luogo dove volevano vivere lontano da ogni distrazione, e vi dimorarono, senza casa né riparo di alcun genere, esposte ai rigori del sole, delle piogge, degli inverni e a tutte le variazioni del tempo e delle stagioni. Avevano praticato nel loro muro di cinta una sorta di finestra, attraverso la quale ricevevano i loro viveri e le cose di assoluta necessità, e attraverso la quale Marana pa rlava Marane Vergine reclusa del V secolo originaria di Berea. alle donne che venivano a consultarle e a edificarsi della loro santa conversazione. Le due austere recluse erano rivestite di un lungo velo o mantello, che copriva loro non solo tutto il corpo, ma anche il volto, i piedi e le mani. Si erano caricate di ferri che le schiacciavano: un collare, una cintura, dei braccialetti e dei ceppi. Cira, che era la più Cyre Vergine reclusa del V secolo, compagna di santa Marana. debole, ne era oppressa al punto da non poter quasi raddrizzare il suo povero corpo gravato dal peso. Erano quarantadue anni che conducevano questa vita austera, quando il pio Teodoreto, vescovo di Cirro, ve nne a vis Théodoret Vescovo e storico ecclesiastico che ha visitato i luoghi santi. itarle nelle sue peregrinazioni ascetiche; le pregò di scaricarsi per un istante dal loro fardello di ferro, durante la conversazione che ebbe con loro: cosa che fecero per deferenza; ma, alla sua partenza, ne ripresero subito il carico, dolce all'amore che le bruciava per il loro Sposo celeste.
L'incontro con Teodoreto di Cirro
Dopo quarantadue anni di reclusione, il vescovo Teodoreto fa loro visita e le convince temporaneamente a togliere le catene per deferenza verso la sua autorità.
Una gaiezza incantevole, un'allegrezza tutta divina, animavano queste povere fanciulle, così recluse, esposte a tutte le ingiurie dell'aria, vivendo di qualche scarso e raro alimento e di un po' d'acqua chiara. Per tre volte, passarono un'intera quaresima senza mangiare nulla, a imitazione del Salvatore, che le nutriva della sua ardente carità. Uscirono una sola volta dal loro asilo; fu per recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa; fecero a piedi, senza prendere alcun nutrimento, il cammino da Berea a Ge rusal Bérée Città natale e luogo del primo ritiro delle sante. emm e; ritorn Jérusalem Città santa dove la Croce fu perduta e poi riportata. arono allo stesso modo, dopo aver confessato la loro devozione, e si rinchiusero, per non uscirne più, nel recinto delle loro mura. Morirono santamente il 3 agosto, verso l'anno 443.
Digiuni miracolosi e pellegrinaggio
Le sante compiono digiuni di quaranta giorni ed effettuano un pellegrinaggio a piedi fino a Gerusalemme senza assumere cibo prima di fare ritorno alla loro clausura.
Estratto da La Vie d'une Sainte pour chaque jour de l'année, a c ura del parroco di M. le curé de Vitel Autore dell'opera fonte della biografia. Vitel.
Trapasso e riferimenti
Le due vergini muoiono nel 443. Il racconto è tratto dalla compilazione agiografica del parroco di Vitel.
Una gaiezza incantevole, un'allegrezza tutta divina, animavano queste povere fanciulle, così recluse, esposte a tutte le ingiurie dell'aria, vivendo di pochi e rari alimenti scadenti e di un po' d'acqua chiara. Per tre volte, trascorsero un'intera quaresima senza mangiare nulla, a imitazione del Salvatore, che le nutriva della sua ardente carità. Uscirono una sola volta dal loro asilo; fu per recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa; fecero a piedi, senza prendere alcun nutrimento, il cammino da Berea a Gerusalemme; tornarono indietro allo stesso modo, dopo aver confessato la loro devozione, e si rinchiusero, per non uscirne più, nel recinto delle loro mura. Morirono santamente il 3 agosto, verso l'anno 443.
Estratto da La Vie d'une Sainte pour chaque jour de l'année, a cura del parroco di Vitel.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ritiro in un luogo solitario vicino a Berea
- Vita da recluse senza tetto per quarantadue anni
- Porto di pesanti catene di ferro (collare, cintura, braccialetti)
- Visita del vescovo Teodoreto di Cirro
- Pellegrinaggio a piedi a Gerusalemme senza cibo
Miracoli
- Sopravvivenza a tre intere quaresime senza alcun nutrimento
- Viaggio di andata e ritorno da Berea a Gerusalemme a piedi senza mangiare