Monaco e poi abate di Moissac, Leotado divenne vescovo di Auch nell'VIII secolo, succedendo alla stirpe di Taurino e Orenzio. Governò la sua diocesi con saggezza per ventisette anni prima di morire in Borgogna. Le sue reliquie, ritrovate intatte in un sarcofago ad Auch, sono oggetto di una venerazione particolare contro l'epilessia.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 6
SAN LEOTADO, VESCOVO DI AUCH E CONFESSORE (verso il 718).
Origini e vocazione monastica
Leotado, proveniente da una stirpe nobile (Carlo Martello o Oddone di Guascogna), abbraccia molto presto la vita monastica per consacrarsi alla propria santificazione.
Leotado Léothade Vescovo di Auch nell'VIII secolo ed ex abate di Moissac. apparteneva, secondo alcuni, alla famiglia di Carlo Martell Charles-Martel Maestro di palazzo, possibile antenato del santo. o, e secondo altri, era stretto parente di Oddone, duca di Guascogna. Ri Eudes, duc de Gascogne Duca di Guascogna, potenziale parente del santo. nunciò al mondo fin dai suoi anni più teneri e si votò alla vita monastica. Il giovane e pio cenobita si occupava solo della propria santificazione, quando il cielo lo chiamò a lavorare alla santificazione degli altri, e quasi fin dal suo ingresso in religione, apparve degno di comandare persino a una comunità nascent e. San Ansber Saint Ansbert Fondatore dell'abbazia di Moissac. to, il fondatore del l'abbazia di Mois abbaye de Moissac Monastero di cui Leotado fu superiore. sac, era appena morto. I voti di tutti i religiosi gli diedero subito san Leotado come successore; e nonostante la sua profonda umiltà e la sua lunga resistenza, si costrinse il nuovo eletto ad accettare l'onorevole fardello che gli era imposto. Ma tanta saggezza e virtù dovevano brillare altrove che in un chiostro. La sede d i Auch non t siège d'Auch Città episcopale di cui Leotado fu pastore. ardò a diventare vacante. Il clero e il popolo si affrettarono a chiamarvi Leotado. Colui che aveva a lungo declinato il titolo di superiore di una comunità di pii cenobiti, dovette indietreggiare ancora di più davanti al carico di pastore supremo di un popolo numeroso. Fortunatamente il cielo seppe far piegare i Santi alla sua volontà. Leotado si sottomise e venne a sedersi sulla ca ttedra Taurin Antico vescovo di Auch. di Taur ino e Orens Antico vescovo di Auch. di Orenzio che doveva far rivivere.
Superiore a Moissac
Alla morte di sant'Ansberto, Leotado viene eletto suo malgrado a dirigere l'abbazia di Moissac, manifestando una grande umiltà.
Il suo episcopato fu notevole, poiché, attraverso tanti secoli, il ricordo ne è giunto con onore fino a noi. Tuttavia, non ne conosciamo alcun tratto particolare. La sua vita, se mai fu scritta, andò perduta precocemente. Una prosa in rima, inserita nel primo messale di Auch, ci insegna soltanto che governò questa chiesa per ventisette anni. L'antico martirologio della metropoli e quello di Lectoure dicono che morì santamente in Borgogna. Il Cartulario di Cluny p arla di u Bourgogne Regione in cui il santo è deceduto. na cappella costruita a Dondelle (diocesi di Autun), n ella qua Dondelle Presunto luogo di sepoltura iniziale in Borgogna. le riposava il co diocèse d'Autun Diocesi borgognona legata alla sepoltura del santo. rpo del beato Leotado. Era il nostro Santo? Gli autori della Gallia Christiana non osano affermarlo. Comunque sia, le ossa di san Leotado furono in seguito riportate nella sua diocesi e depositate nella chiesa di San Giovanni, allora sotto il titolo di Sant'Orenzio. Nel XV secolo, furono trasferite nella chiesa cattedrale, dopo la costruzione delle cappelle crip tali. Il suo sarc église cathédrale Luogo finale di deposizione delle reliquie del santo. ofago vi si vede ancora ai nostri giorni. Aperto nel 1857, ha presentato le seguenti reliquie: la mascella inferiore con tredici denti; — ventiquattro costole e lo sterno; — l'osso ioide; — la parte superiore della laringe; — due clavicole; — due scapole; — ventiquattro vertebre; — l'omero destro, l'ulna e il radio destri; — l'omero sinistro; — le due ossa iliache e il sacro; — i due femori con le due rotule; — la tibia e il perone destri; — la tibia e il perone sinistri; — i due calcagni e diverse ossa del tarso, del metatarso e delle dita dei piedi; — un piccolo numero di ossa del carpo, del metacarpo e delle dita delle mani; — ceneri che sono state quello stesso anno racchiuse in tre vasi; — tessuti: 1° specie di antichi tappeti (forse ornamenti); 2° grande resto di camice antichissimo, ma mal conservato; 3° un pezzo di seta più recente (verosimilmente del 1610, visita di Monsignor Léonard de Truppe).
Vescovo di Auch
Chiamato dal clero e dal popolo, accetta con riluttanza la sede episcopale di Auch, inserendosi nella linea dei suoi predecessori Taurino e Orenzio.
Si celebra la festa di san Leotadio il 23 ottobre; ma si ritiene che questo giorno sia piuttosto quello della sua traslazione che quello della sua morte. Ci si raccomanda al nostro Santo contro le malattie popolari e specia lmente co épilepsie Malattia contro la quale il santo viene invocato. ntro l'epilessia.
Governo e fine vita
Dirige la chiesa di Auch per ventisette anni prima di morire santamente in Borgogna, probabilmente a Dondelle.
Estratto dalle Vite dei Santi vescovi di Auch, a cura di M. J.-J. Moulesan, canonico.
Traslazione e inventario delle reliquie
I suoi resti, trasferiti ad Auch, furono oggetto di una ricognizione solenne nel 1857, che rivelò uno scheletro quasi completo e tessuti antichi.
Il suo episcopato fu notevole, poiché, attraverso tanti secoli, il ricordo ne è giunto fino a noi con onore. Tuttavia, non ne conosciamo alcun tratto particolare. La sua vita, se mai fu scritta, andò perduta precocemente. Una prosa in rima, inserita nel primo messale di Auch, ci informa soltanto che governò quella chiesa per ventisette anni. L'antico martirologio della metropoli e quello di Lectoure dicono che morì santamente in Borgogna. Il Cartulario di Cluny parla di una cappella costruita a Dondelle (diocesi di Autun), nella quale riposava il corpo del beato Leotade. Era il nostro Santo? Gli autori della Gallia Christiana non osano affermarlo. Comunque sia, le ossa di san Leotade furono in seguito riportate nella sua diocesi e depositate nella chiesa di San Giovanni, allora sotto il titolo di Sant'Orenzio. Nel XV secolo, furono trasferite nella chiesa cattedrale, dopo la costruzione delle cappelle criptali. Il suo sarcofago vi si vede ancora oggi. Aperto nel 1857, ha presentato le seguenti reliquie: la mascella inferiore con tredici denti; — ventiquattro costole e lo sterno; — l'osso ioide; — la parte superiore della laringe; — due clavicole; — due scapole; — ventiquattro vertebre; — l'omero destro, l'ulna e il radio destri; — l'omero sinistro; — le due ossa iliache e il sacro; — i due femori con le due rotule; — la tibia e il perone destri; — la tibia e il perone sinistri; — i due calcagni e diverse ossa del tarso, del metatarso e delle dita dei piedi; — un piccolo numero di ossa del carpo, del metacarpo e delle dita delle mani; — ceneri che furono quello stesso anno racchiuse in tre vasi; — stoffe: 1° specie di antichi tappeti (forse ornamenti); 2° grande resto di camice antichissimo, ma mal conservato; 3° un pezzo di seta più recente (verosimilmente del 1610, visita di monsignor Léonard de Truppe).
Devozione popolare
Festeggiato il 23 ottobre, san Leotado è invocato contro le epidemie e più particolarmente contro l'epilessia.
Si celebra la festa di san Leotado il 23 ottobre; ma si crede che questo giorno sia piuttosto quello della sua traslazione che quello della sua morte. Ci si raccomanda al nostro Santo contro le malattie popolari e specialmente contro l'epilessia.
Estratto dalle Vite dei Santi vescovi di Auch, di M. J.-J. Moulesan, canonico.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Entrato in religione fin dalla tenera età
- Elezione a successore di Sant'Ansberto nell'abbazia di Moissac
- Elezione alla sede episcopale di Auch
- Episcopato della durata di ventisette anni
- Morto in Borgogna
- Traslazione delle reliquie ad Auch nel XV secolo
- Apertura del sarcofago nel 1857