Vescovo di Verona nel IV secolo, Zeno è celebre per aver liberato la figlia dell'imperatore Gallieno da un demone. In segno di riconoscenza, ottenne la libertà di culto e la costruzione di chiese. È inoltre associato a miracoli legati all'Adige, tra cui una piena che risparmiò la sua chiesa.
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SAN ZENO, VESCOVO DI VERONA
Introduzione e status
Il testo presenta san Zenone come vescovo di Verona, pur notando il dibattito storico sulla fine della sua vita, oscillante tra i titoli di confessore e di martire.
Epoca incerta. Tutti gli storici che hanno scritto su san Zenone, di cui qui riportiamo gli atti, concordano sul fatto che sia stato vesco vo di Vérone Città di nascita e di fondazione dell'ordine di Fazzio. Verona; ma sono molto divisi quando si tratta di sapere se la sua morte sia stata violenta o se sia stata solo naturale: così, alcuni lo chiamano Confessore, e altri lo nominano Martire. Ma, senza decidere questa questione, da cui non dipende assolutamente la gloria di questo degnissimo Prelato, ci accontenteremo di riportare qui ciò che vi è di più certo nella sua vita.
Vocazione ed episcopato
Originario di Verona, Zenone condusse dapprima una vita monastica prima di essere eletto vescovo, dedicandosi alla predicazione e alla conversione degli idolatri.
Era originario di Verona, in Italia, e si era ritirato in un monastero situato nel luogo più remoto della città; lì, attraverso continui digiuni e orazioni, chiedeva spesso a Dio la grazia e il talento della predicazione, affinché potesse convertire gli idolatri ed esortare tutti alla penitenza e all'amore di Gesù Cristo. Essendo stato eletto vescovo, adempì degnamente, e con successo, a questo ministero; trasse molte anime dalle tenebre dell'idolatria e del peccato, e riportò grandi vittorie sul nemico del genere umano.
Miracolo della figlia di Gallieno
Zenone libera la figlia dell'imperatore Gallieno da una possessione demoniaca, ottenendo in cambio la libertà di costruire chiese e un editto favorevole ai cristiani.
Il più eclatante di tutti fu quando liberò la figlia dell'impe ratore Gallieno; i l'empereur Gallien Imperatore romano associato al regno di Valeriano. l demonio la tormentava con tale violenza che sembrava sul punto di essere soffocata. Un giorno, mentre era tormentata più del solito, ella gridò con tutte le sue forze che non avrebbe potuto essere sollevata se non dal vescovo Zenone, e il demonio, che parlava per bocca sua, confessò anche che non l'avrebbe lasciata se non per comando del Santo. L'imperatore, sebbene fosse uno dei più insigni persecutori dei cristiani, dimenticò per allora l'odio che aveva concepito contro di loro; e, toccato dalla sventura della figlia, mandò subito a cercare Zenone, che intraprese questa cura per la maggior gloria di Dio. Appena giunto al palazzo ed entrato nella camera dell'indemoniata, il demonio cominciò a lanciare un grido spaventoso, dicendo: «Zenone, sei venuto per scacciarmi, e io non posso più sussistere qui in presenza della tua santità che mi spaventa». Il Santo, avendo udito queste parole, prese la mano della principessa e, rivolgendosi a quello spirito orgoglioso, gli disse: «Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, ti comando di lasciare questa giovane e di uscire dal suo corpo». Il demonio obbedì subito a quest'ordine; ma gli disse: «Poiché sono scacciato di qui dalla tua potenza, me ne vado a Verona, e tu mi vi troverai al tuo ritorno». L'imperatore, quando vide sua figlia liberata, non seppe come testimoniare la sua riconoscenza al santo Vescovo: tolse la corona reale dal proprio capo e la pose su quella del Santo, dicendogli queste parole: «Non posso fare un dono più degno al medico salutare che ha guarito mia figlia, che presentandogli la corona che porto». Il popolo, che era accorso in folla al palazzo, vedendo un miracolo così evidente, rinunciò al paganesimo e pregò il Santo di istruirlo nelle vie della salvezza e di dargli il santo Battesimo: cosa che egli fece, dopo aver distribuito ai poveri il prezzo della corona che aveva ricevuto da Gallieno. Chiese anche a quel principe il permesso di costruire chiese in onore del vero Dio: cosa che l'imperatore gli accordò di buon grado. Forse questo miracolo di san Zenone fu causa dell'editto che egli fece in seguito in favore dei cristiani, l'ottavo anno del suo impero; ordinava a tutti coloro che occupavano luoghi appartenenti ai cristiani di restituirli loro al più presto: il che li fece rientrare nel possesso e nel godimento dei loro cimiteri.
Ritorno e morte
Di ritorno a Verona, prosegue la sua opera pastorale fino alla morte, la cui data varia secondo le fonti tra il 260 e il 380.
In seguito Zenone ritornò alla sua diocesi e, servendosi del permesso che aveva ottenuto dall'imperatore, vi fece costruire delle chiese, convertì diversi infedeli alla religione cristiana e continuò le sue cure per il suo gregge fino alla fine della sua vita, che concluse felicemente il 12 aprile dell'anno 380, secondo i migliori critici; verso l'anno 260, secondo Baronius Cardinale e agiografo che ha fissato la festa all'8 ottobre. Baronio.
Il miracolo dell'Adige
San Gregorio riferisce che una piena dell'Adige circondò la chiesa del santo senza penetrarvi, formando un muro d'acqua protettivo per i fedeli.
La moltitudine dei miracoli che Dio operò in seguito, presso la tomba di san Zeno, spinse i veronesi a edificare una bella chiesa sotto il suo nome. Alcuni autori dicono che una principessa della famiglia di Gallieno la fece costruire a proprie spese sulle rive dell'Adige, chiamato dagli anti chi Athesis: s saint Grégoire Papa che ha riportato il miracolo dell'inondazione dell'Adige. an Gregorio, insieme agli storici che hanno scritto di san Zeno, riporta questo famoso prodigio: «Un giorno che il clero e il popolo di Verona si erano riuniti per celebrare la festa del loro santo Vescovo, nella chiesa a lui consacrata, l'Adige straripò a tal punto da portare le sue acque fino a quel tempio, e sebbene la porta fosse aperta, l'acqua tuttavia non osò entrarvi; ma, elevandosi fino alle finestre, minacciava il clero e il popolo di una morte inevitabile: poiché, elevandosi da ogni lato a forma di muraglia, impediva loro di uscirne. Tuttavia, per una meraviglia straordinaria, quest'acqua, così elevata come un muro, si rendeva liquida per placare la sete di coloro che erano rinchiusi nella chiesa, e si manteneva ferma per preservare quel luogo consacrato a san Zeno; in modo tale, aggiunge san Gregorio, che poteva essere presa come acqua, ma non poteva scorrere come acqua: poiché, fermandosi davanti alla porta, per far conoscere a tutti il merito del Santo, era acqua per sollevare i fedeli, e sembrava non essere acqua per entrare nella chiesa, per timore di danneggiarla». Questo grande Papa, ammirando tale miracolo, ne conclude la narrazione paragonandolo a quello del fuoco della fornace di Babilonia, che bruciava senza toccare i tre fanciulli che Nabucodonosor vi aveva fatto getta re, perché ado Nabuchodonosor Re di Babilonia la cui tirannia spinse gli Ebrei all'esilio. ravano il vero Dio.
Aneddoti e iconografia
Il testo riporta due aneddoti: uno in cui Zenone ride di un demone che cade da una veste, l'altro che lo presenta come un pescatore sull'Adige.
San Zenone è caratterizzato in diversi modi: ecco i principali:
1° Non lontano da lui, un demone cade in acqua. Si racconta che all'età di tredici o quattordici anni, accompagnando un giorno per strada il suo vescovo di cui era chierico, si mise improvvisamente a scoppiare a ridere. Il prelato ne fu tanto più stupito in quanto il giovane Zenone era fin da allora degno di nota per la sua serietà. Avendogli dunque chiesto cosa causasse la sua ilarità, il fanciullo rispose di aver appena visto un diavoletto che dormiva tranquillamente sulla coda della veste di una dama che camminava davanti a loro; ma che quella dama, avendo rialzato la gonna con una sveltezza tutta femminile, il diavolo era caduto nell'acqua fangosa del ruscello, facendo una faccia pietos a; 2° s l'Adige Fiume che attraversa Verona, teatro di un celebre miracolo. an Zenone pesca nell'Adige per provvedere al proprio sostentamento. Forse non è che un'applicazione della parola del Vangelo: «Vi farò pescatori di uomini».
Patrocinio
San Zeno è stabilito come secondo patrono della città di Verona, dopo la Vergine Maria.
San Zeno è il secondo patrono di Ver ona; N Vérone Città di nascita e di fondazione dell'ordine di Fazzio. ost ra Signora Notre-Dame Patrona principale della città di Verona. è la patrona principale.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ritiro in un monastero isolato di Verona
- Elezione a vescovo di Verona
- Liberazione della figlia dell'imperatore Gallieno posseduta da un demone
- Ricevimento della corona imperiale e distribuzione del premio ai poveri
- Ottenimento del permesso di costruire chiese
- Editto di Gallieno a favore dei cristiani in seguito al miracolo
Miracoli
- Esorcismo della figlia dell'imperatore Gallieno
- L'acqua dell'Adige che si alza come un muro attorno alla sua chiesa senza entrarvi
- L'acqua della piena che diventa potabile per i fedeli intrappolati
- Visione di un demone che cade da una veste nel ruscello
Citazioni
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Zenone, sei venuto per scacciarmi, e io non posso più restare qui in presenza della tua santità che mi spaventa
Parole del demonio riportate nel testo -
Non posso fare un dono più degno al medico salutare che ha guarito mia figlia, se non offrendogli la corona che porto
Imperatore Gallieno