11 maggio 5° secolo

Sant'Udaut

Ubaut

Sacerdote e martire, apostolo degli Unni e dei Pirenei

Festa
11 maggio
Morte
11 mai 452
Epoca
5° secolo

Sacerdote di origine italiana convertito dall'eremita Pancrazio, Udaut evangelizzò gli Unni sul Danubio prima di tornare nei Pirenei. Dopo essere sopravvissuto miracolosamente ai supplizi del knut e del piombo fuso, fu martirizzato ad Ax nel 452 dagli Ostrogoti. Il suo corpo, inizialmente onorato nell'Ariège, fu trasferito a Ripoll in Catalogna nel X secolo.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 8

S. ADELPHE, S. PHILADELPHE ET S. CYRIN, MARTYRS,

Vita 01 / 08

Origini e virtù di Tecla e Giustina

Tecla e Giustina, cugine nobili di Lentini in Sicilia, vengono educate da santa Isidora nell'amore per la verginità e si dedicano al sollievo dei cristiani perseguitati.

Santa TECLA, Santa GIUSTINA, Vergini, e Santa ISIDORA (circa 255-260).

La città di Lentini, in Sicilia (Leontium), vide nascere Tecla Thècle Santa invocata da Brienne durante la sua preghiera. e Gi ustina: Justine Sorella di sant'Aurea e vergine consacrata, martirizzata insieme a lei. erano cugine prime e appartenevano a famiglie tanto nobili quanto pie. La madre di Tecla, Isidora, che meritò pe r la su Isidora Madre di santa Tecla, venerata per la sua vita pura. a vita pura di essere onorata come Santa, le educò entrambe insieme nel timore e nell'amore di Dio. Questa donna, superiore alle debolezze troppo comuni delle madri anche cristiane, seppe ispirare a queste due giovani un amore sincero per la verginità. Tecla perse precocemente questa tenera madre; ma le due cugine erano pronte al grande combattimento della vita. Rimaste eredi di grandi beni, vissero in un rigoroso spirito di povertà, usarono le loro rendite per il sollievo dei poveri e in particolare dei cristiani perseguitati per la fede, curandoli nelle prigioni, riscattando i loro corpi dopo il supplizio e procurando loro una sepoltura degna dei membri di Gesù Cristo.

Miracolo 02 / 08

Guarigioni e intervento dei martiri

Colpite da infermità fisiche, Tecla e Giustina vengono miracolosamente guarite attraverso la preghiera e il segno della croce dei martiri Adelfo, Filadelfo e Cirino.

Il Signore, che misura le prove al grado di santità a cui vuole elevare le anime scelte dalla sua destra, permise che Tecla cadesse in una paralisi durata sei anni e che Giustina perdesse un occhio per un incidente; ma Dio, che castiga solo per ricompensare, doveva, fin da questo mondo, manifestare la sua potenza in loro favore. — Gli intrepidi confessori della fede, Adelfo, Filadelfo e Cirino, essendo venuti, in un momento in cui la persecuzione si era attenuata, a visitare e consolare le due vergini, si misero in preghiera per loro e, armati della fiducia in Dio, le segnarono con il segno della croce. Per una di quelle meraviglie alle quali la preghiera dei martiri aveva abituato i cristiani, gli occhi di Giustina si aprirono e le membra di Tecla tornarono alla vita.

Vita 03 / 08

Opere pie e fine della vita a Lentini

Dopo aver sostenuto i martiri ed essere sfuggita alla persecuzione del governatore Tertullo, Tecla fonda la diocesi di Lentini prima di morire serenamente con Giustina.

Le due vergini ripresero da quel momento, con rinnovato ardore, il corso delle loro buone opere: dovettero in particolare soccorrere i loro benefattori che trascorsero due anni interi in prigione prima di subire il glorioso supplizio che doveva inviarli al cielo. Uno morì di spada e gli altri due col fuoco. Giustina e Tecla raccolsero piamente i loro corpi che erano stati gettati in acqua e li seppellirono con venerazione. Denunciata per questo stesso fatto a Tertullo, quel feroce governatore che fece tante vittime in Sicilia, Tecla comparve davanti a lui: ma Dio non voleva ancora privare la terra di questo sostegno dei cristiani e dei poveri. Tertullo morì e Tecla fu rimessa in libertà. Sempre partecipe nelle sue buone opere con la sua santa cooperatrice Giustina, lavorò all'opera di Dio con tutti i mezzi di cui può disporre una donna; provvedeva al sostentamento dei ministri dell'altare, erigeva chiese e oratori, propagava il culto della Madre di Dio; ottenne persino l'erezione di una diocesi a Lentini e provvide alla sua dotazione. Giustina e Tecla, giunte entrambe al termine della loro carriera e dei loro benefici, ricevettero, da parte dei tre fratelli martiri, l'avvertimento di prepararsi: un mese dopo, erano nel cielo tra le spose dell'Agnello senza macchia.

Culto 04 / 08

Patrocinio e culto locale

I tre fratelli martiri divennero i patroni di Lentini, mentre le tracce del culto specifico di Isidora, Giustina e Tecla rimangono rare.

I santi Adelfio, Filadelfo e Cirino sono, dopo la Madonna, i patroni di Lentini. Gli italiani chiamano sant'Adelfio sant'Albo. Non abbiamo trovato da nessuna parte tracce del culto di santa Isidora, di santa Giustina e di santa Tecla.

Martirio 05 / 08

Conversione e supplizio di Gordiano

Sotto Giuliano l'Apostata, il giudice Gordiano si converte al contatto con il sacerdote Gennaro. Viene denunciato, torturato e decapitato a Roma per la sua fede.

S. GORDIANO, S. EPIMACO, Santa MARINA, S. GENNARO, MARTIRI

(362).

Giuliano, soprannominato l'Apostata, non volendo, al suo avvento all'impero, privarsi interamente della reputazione di principe bonario, dissimulò per qualche tempo l'odio che nutriva contro i cristiani. Ma, sebbene non si dichiarasse apertamente loro nemico, faceva tuttavia eseguire contro di loro ogni sorta di crudeltà dai suoi luogotenenti, inviando per questo, nelle province, coloro che sapeva essere i più grandi nemici della fede, affinché gli eccessi che avrebbero commesso fossero piuttosto imputati al loro odio particolare che agli ordini che avrebbe potuto dare lor o. Gord Gordien Giudice romano convertitosi al cristianesimo e martire sotto Giuliano l'Apostata. iano fu uno di questi giudici, e Giuliano gli diede il vicariato della città di Roma, sotto il prefetto Aproniano, affinché potesse soddisfare l'odio che nutriva contro i fedeli. Vi era allora nelle prigioni un venerabile sacer dote, c Janvier Il primogenito dei sette figli di santa Felicita. hiamato Gennaro, con il quale questo giudice intrattenne spesso dei colloqui. Dio gli toccò infine il cuore per mezzo del suo ministero: egli aprì gli occhi ai raggi della luce divina e risolse di farsi cristiano; fu battezzato da Gennaro, insieme a Marina, sua moglie, e cinquantadue persone della sua famiglia. Clementiano, tribuno del popolo, avendolo saputo, ne informò subito l'imperatore, che destituì Gordiano e diede la sua carica al denunciatore. Questi, essendo divenuto giudice di Gordiano, lo fece condurre davanti a sé, gli rimproverò la sua ingratitudine verso l'imperatore e gli fece grandi minacce se non avesse acconsentito a sacrificare agli idoli. Gordiano rimase fermo e incrollabile nella sua fede, facendosi beffe di Giuliano e dei suoi falsi dei. Clementiano lo fece frustare con una crudeltà indegna, non solo di un cittadino romano, ma persino di un barbaro e di uno scita; gli fece rompere le ossa con corde piombate e, fattogli tagliare la testa, ordinò che il suo corpo fosse esposto sulle grandi strade, con il divieto di rendergli i doveri della sepoltura. Tuttavia la Provvidenza divina permise che fosse custodito dai cani. Rimase cinque giorni in questo stato, al termine dei quali un domestico di Gordiano, assistito da alcuni cristiani, lo rimosse di notte e lo seppellì nella stessa tomba dove era stato deposto quello di sant'Epimaco.

Eredità 06 / 08

San Epimaco e la traslazione delle reliquie

Martirizzato ad Alessandria, le reliquie di Epimaco furono trasferite a Roma e poi in Baviera, dove riposano insieme a quelle di san Gordiano.

San Epimaco av Saint Épimaque Martire di Alessandria le cui reliquie sono associate a quelle di san Gordiano. eva subito il martirio ad Ale ssandria, Alexandrie Luogo di rifugio e di studio durante la persecuzione. verso il 250, insieme a un altro cristiano di nome Alessandro. Entrambi furono dapprima gettati in un'orribile prigione; in seguito furono tratti fuori per essere fustigati e per vedersi lacerare i fianchi. Infine furono bruciati nella calce viva. Le reliquie di san Epimaco furono portate da Alessandria a Roma. Oggi si trovano insieme a quelle di san Gordiano, nella diocesi di Augusta, nell' abbaye de Kempten Luogo di conservazione delle reliquie di Gordiano ed Epimaco in Baviera. abbazia di Kempten, che fa parte del regno di Baviera.

Poiché la Chiesa unisce nel suo ufficio questo altro Beato a san Gordiano, crediamo di dover aggiungere una parola di passaggio. Molti martirologi lo indicano attivo a Roma e collocano il suo supplizio in questa capitale del mondo, così come quello di san Gordiano. Tuttavia, il Breviario e il martirologio romano riportano che egli subì la morte ad Alessandria, come abbiamo appena detto, e che, essendovi stato consumato dal fuoco, le sue ceneri furono portate a Roma dai cristiani e depositate nella grotta dove fu in seguito sepolto il corpo di san Gordiano.

Fonte 07 / 08

Sorti di Marina e Gennaro e note critiche

Marina finisce i suoi giorni in esilio alle fontane di san Paolo. Il cardinale Baronio apporta precisazioni storiche sulla cronologia del martirio di Gordiano.

Per quanto riguarda Marin Marine Vergine di Bitinia vissuta sotto mentite spoglie maschili in un monastero. a, moglie di san Gordiano, fu condannata per ignominia a lavorare la terra in un luogo chiamato un tempo Aquæ Salviæ, e oggi le fontane di san Paolo, dove finì i suoi giorni nella confessione di Gesù Cristo. Quanto a san Gennaro, fu marchiato al volto per infamia; il resto dei suoi supplizi e il genere della sua morte ci sono ignoti.

Ecco tutto ciò che si sa del martirio di san Gordiano, di cui si fa memoria in tutti i martirologi, con sant'Epimaco, il 10 maggio. Il cardinale Baronio ne parla in questo luogo e cardinal Baronius Storico della Chiesa che inserì il santo nel martirologio romano. nel quarto tomo dei suoi Annali, dove non manca di notare l'errore di diversi autori che descrivono questo martirio come se fosse avvenuto alla presenza di Giuliano, sebbene questo imperatore non sia mai stato a Roma durante il suo regno.

Culto 08 / 08

Culto di san Maturino a Montchaude

Informazioni sul pellegrinaggio immemorabile dedicato a san Maturino nella diocesi di Angoulême, celebrato ogni 10 maggio.

Il 21 febbraio 1872, il signor Gayraud, parroco di Montchaude, cantone di Barbézieux (diocesi di Angoulême), ha avuto la gentilezza di inviarci l saint Mathurin Santo venerato a Montchaude, oggetto di un pellegrinaggio. e informazioni che seguono su san Maturino:

«San Maturino, venerato a Montchaude, è oggetto di un pellegrinaggio immemorabile. Ogni anno, il 10 maggio, si vedono arrivare, fin dalle prime ore del giorno, numerosi forestieri, tra cui molti

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.