Soldato cristiano a Damasco sotto l'imperatore Antonino, Vittore subì numerosi supplizi dai quali uscì miracolosamente illeso prima di essere decapitato. La sua costanza ispirò santa Corona a confessare la propria fede. Le loro reliquie erano un tempo venerate a Digione per scongiurare il maltempo.
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SAN VITTORE E SANTA CORONA (II secolo).
Rifiuto dell'apostasia
Vittore, soldato cristiano a Damasco sotto l'imperatore Antonino, rifiuta di abiurare la sua fede nonostante le minacce del suo comandante Sebastiano.
Vittore di Dama Victor de Damas Soldato romano e martire cristiano del II secolo. sco, in Siria, seguiva la carriera delle armi sotto l'impe ratore Antonin Imperatore romano sotto il cui regno sarebbe avvenuto il martirio. Antonino. Poiché si comportava apertamente da cristiano, fu intimat o da Seba Sébastien Governatore romano che ordinò l'esecuzione di san Firmino. stiano, suo comandante, in conformità agli editti degli imperatori, di abiurare Cristo e di bruciare incenso agli dei, con la minaccia, se non lo avesse fatto, di essere severamente punito. A ciò, Vittore rispose che non solo era deciso ad affrontare ogni tormento piuttosto che rinunciare alla sua religione, ma che avrebbe considerato come una grazia soffrire tutto ciò che si volesse per il nome di Gesù Cristo.
Resistenza ai supplizi
Vittore sopravvive miracolosamente a una fornace ardente, al veleno e a molteplici torture fisiche estreme senza rinnegare Cristo.
Irritato da questa risposta, Sebastiano ordinò che gli venissero spezzate le dita e che le articolazioni, dapprima messe a nudo, venissero poi strappate dalla pelle; infine lo fece gettare in una fornace ardente, dalla quale Vittore, dopo esservi rimasto tre giorni, uscì senza il minimo danno.
In seguito, essendo stato costretto, a più riprese, a mangiare cibi avvelenati, li prese impunemente e convertì persino alla fede di Cristo colui che aveva preparato il veleno. Ma il furore dei carnefici non si fermò qui. Con un nuovo genere di crudeltà, gli strappano i nervi dal corpo, gli cospargono le membra di olio bollente; avvicinano torce infuocate al suo corpo sospeso; gli versano in bocca una miscela di aceto e calce; gli cavano gli occhi; lo lasciano sospeso per i piedi e a testa in giù per tre giorni: e, poiché lungi dall'essere scosso da tanti supplizi, il Martire non sembrava nemmeno sentirli, viene scorticato vivo e abbandonato così tutto sanguinante, veramente Vittore, vale a dire vincitore, poiché aveva t rionfa Victor Soldato romano e martire cristiano del II secolo. to, per la virtù di Dio, sia sulla debolezza della natura, sia sulla rabbia dei demoni, sia sulla crudeltà degli empi.
La testimonianza di santa Corona
Una giovane donna di nome Corona confessa la sua fede vedendo le corone celesti; viene giustiziata mediante squartamento mentre Vittore viene decapitato.
Una giovane donna di sedici anni, di nome Cor Couronne Giovane donna martirizzata al fianco di san Vittore. ona, sposata a un soldato, avendo ammirato la costanza di Vittore, non poté fare a meno di lodarlo ad alta voce, spinta dallo spirito di Dio: allo stesso tempo, dichiarò pubblicamente di essere cristiana, affermando di vedere due corone scendere dal cielo, una per Vittore e l'altra per se stessa, e di essere pronta a meritarla con una bella morte. Per questo motivo, essendo stata arrestata e intimata di sacrificare agli dei, poiché non volle acconsentire, fu legata con delle corde ai rami di due alberi piegati l'uno verso l'altro con sforzo, e questi alberi, essendo stati rilasciati all'improvviso e tornando alla loro posizione originaria, il corpo della giovane donna fu diviso in due parti. Quanto a Vittore, fu infine colpito con la scure, dopo aver fatto diverse predizioni che si avverarono. I capi di questi due illustri Martiri erano piamente conservati nella cattedrale di Digione prima del la Ri Dijon Città dove le reliquie furono temporaneamente nascoste e contese. voluzione. L'anno 1286, una domenica, il giorno dopo la festa di san Matteo apostolo, Guglielmo, vescovo Guillaume Vescovo di Chalon-sur-Saône nel XIII secolo. di Chalon-su r-Saône, nella s Châlon-sur-Saône Luogo del martirio del santo. uddetta chiesa, effettuò la ricognizione del capo di santa Corona e di molte altre reliquie.
Culto e reliquie a Digione
Le reliquie dei martiri sono conservate a Digione e sono oggetto di processioni storiche, in particolare per la protezione contro il maltempo.
I capi dei nostri due Martiri venivano portati l'uno dopo l'altro nelle processioni delle Rog Rogations Preghiere e processioni pubbliche istituite per allontanare le calamità. azioni, il martedì e il mercoledì, per scongiurare il maltempo. Antico proprio di Digione.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.