Diacono della Chiesa di Le Mans, nato da genitori nobili dopo le preghiere del vescovo Innocenzo, Gervasio si distinse per la sua carità prima di partire in pellegrinaggio a Roma. Al suo ritorno, fu assassinato da briganti in una foresta vicino a Chalon-sur-Saône. Il suo martirio, annunciato fin dal suo battesimo da un segno miracoloso, fu oggetto di un culto importante segnato dalla costruzione di una basilica nel VII secolo.
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SAN GERVASIO, DIACONO DELLA CHIESA DI LE MANS,
MARTIRE NEL CHALONNAIS
Origini e segno profetico
Gervasio nasce a Le Mans in una famiglia nobile e pia; durante il suo battesimo amministrato dal vescovo Innocenzo, un segno miracoloso annuncia il suo futuro martirio.
Gervasi Gervais Diacono di Le Mans e martire in Borgogna. o nacque nella città dei Cenomani, l'odierna Le Mans, dove i suoi genitori occupavano un rango assai distinto; ma essi erano ancora più ragguardevoli per le virtù che praticavano che per la loro nascita e la loro fortuna. Privi di figli e vedendosi ormai in età avanzata, volsero tutte le loro speranze verso il cielo e pregarono il vescovo di Le Mans, Innocenz o, di in Innocent Vescovo di Le Mans nel VI secolo, successore di Severiano. tercedere per loro e di ottenere una discendenza. Egli lo fece e fu esaudito. Il santo vescovo conferì egli stesso il battesimo al figlio delle sue preghiere e gli impose il nome di Gervasio, per onorare ancora in tal modo il nuovo patrono della Chiesa di Le Mans. Si racconta che nel momento in cui, secondo un'usanza assai antica, propria di un piccolo numero di Chiese durante i primi secoli, il pontefice stava per deporre l'Eucaristia nella bocca del bambino, scorse sulle sue labbra una goccia di sangue. Riconobbe da quel segno, e annunciò subito, che colui al quale aveva appena conferito la grazia che rende cristiani, avrebbe avuto un giorno la felicità di spargere il proprio sangue per Gesù Cristo.
Diaconato e viaggio a Roma
Ordinato diacono, Gervasio distribuisce i suoi beni ai poveri ed effettua un pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli a Roma prima di ritornare in Gallia per obbedienza.
Il resto della vita di san Gervasio fu degno di un inizio così meraviglioso; le sue virtù lo fecero ammirare da tutta la comunità dei fedeli, e vi fu un'unica voce nell'applaudire quando fu chiamato dal vescovo di Le Mans al ministero dell'altare e ordinato diacono.
Si vide presto Gervasio distribuire ai poveri tutte le ricchezze che aveva ereditato dai suoi genitori, e partire con un gran numero di pellegrini di Le Mans per andare a visitare le tombe dei santi Apostoli a Roma. I l su Rome Città natale di Massimiano. o desiderio era di restare in quella città, lontano dal suo paese e dai suoi cari, unicamente occupato al servizio di Dio; ma fedele osservatore delle regole della disciplina, non poté obbedire a questo pio pensiero, poiché era legato dalla sua ordinazione alla Chiesa di Le Mans, e non aveva potuto ottenere dal vescovo che la governava allora l'autorizzazione a separarsene interamente.
Il martirio nella foresta di Corinna
Attraversando il paese degli Edui, Gervasio viene assassinato da briganti che lo scambiano per una spia; uno di loro si converte davanti alla sua santità.
Dopo aver soddisfatto la sua devozione presso le tombe dei santi Apostoli, ritornò con i suoi compagni di viaggio nelle Gallie. Ma mentre attraversava il paese degli antichi Edui, di cui i Burgundi si erano già resi padroni, dopo aver varcato la Saona, in una foresta situata sulle rive di questo fiume e chiamata Corinna o Coriana, a una certa distanza da Chalon, essendo si allo Châlons Luogo del martirio del santo. ntanato un istante dal suo cammino, cadde solo nelle mani di una banda di briganti. Lo scambiarono per una spia e, credendo la loro sicurezza compromessa, si gettarono su di lui con furia, lo trafissero con diversi colpi e lo lasciarono in fin di vita. Dopo aver commesso questo crimine, presero la fuga, ma uno di loro, colto improvvisamente dal pentimento, rimase accanto al corpo di Gervasio per vegliarlo e si prostrò davanti alla sua vittima, implorandone il perdono. I fedeli della contrada, avvertiti dell'accaduto, accorsero per onorare il corpo del santo Martire e dargli sepoltura con tutto il rispetto possibile. Presto la devozione dei popoli fu stimolata dai miracoli che si operarono presso quella tomba; si conserva con cura e con amore il racconto degli ultimi momenti del santo diacono. Egli aveva cercato di far udire ai suoi assassini parole di salvezza, aveva pregato il cielo per loro fino alla morte. Queste circostanze furono trasmesse da colui tra i briganti che si era convertito, e si constatò persino che tutti gli altri perirono miseramente.
Invenzione e prima sepoltura
Il corpo del martire viene trasportato da cavalli senza guida verso il luogo della sua sepoltura, dove viene edificato un primo oratorio in legno.
I resti del martire furono dapprima posti su un carro condotto da due cavalli ai quali non fu data alcuna direzione, nella speranza che Dio indicasse il luogo in cui voleva che il suo servitore fosse sepolto. Fu proprio ciò che accadde. Si costruì un piccolo oratorio in legno sulla tomba di Gervasio, e il popolo fedele si affrettò a recarvisi per portare il tributo dei propri omaggi.
Questa promozione ebbe luogo, non per opera di sant'Innocenzo, ma di uno dei suoi successori.
Fondazione della basilica e posterità
Nel VII secolo, san Lupo di Chalon fece erigere una basilica sul luogo del martirio, divenuto Saint-Gervais-en-Vallière, dove le reliquie sono ancora venerate.
[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]
All'inizio del VII secolo, san Lupo, ves saint Loup Vescovo di Chalon-sur-Saône nel VII secolo. covo di Chalon-sur-Saône, fu avvertito dal santo diacono, che gli apparve in sogno, di far erigere una chiesa in suo onore. Il santo prelato si affrettò a obbedire, fece costruire una basilica sul luogo dove riposava il martire, la dotò di beni considerevoli e la unì al monastero di San Pietro, il più importante della sua città episcopale. Questo luogo, e il villaggio che è stato costruito attorno alla basilica, portano ancora oggi il nome di Saint-Gervais-en-Vallière.
Le reliquie del santo martire sono scampate ai disordini religiosi del XVI e del XVIII secolo; sono conservate e venerate nella chiesa di cui abbiamo appena raccontato l'origine, e la loro autenticità è stata riconosciuta con atto canonico il 19 giugno 1808. La diocesi di Chalon-sur-Saône, fino alla sua unione con quella di Autun, tramite il concordato del 1801, celebrava la festa di san Gervasio, di rito semidoppio, il 6 luglio.
Fonti della vita di san Gervasio
Il racconto si basa sui lavori di Dom Piolin riguardanti la Chiesa di Le Mans e sul leggendario di Autun dell'abate Fequignot.
Abbiamo tratto questa biografia dalla Storia della Chiesa di Le Mans, del R. P. Dom Piolin. — Dom Piolin Autore della Storia della Chiesa di Le Mans. Cfr. Leggendario di Autun, dell'abate Fequignot.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Le Mans in seguito alle preghiere del vescovo Innocenzo
- Battesimo e segno miracoloso di una goccia di sangue sulle labbra
- Ordinazione diaconale
- Distribuzione dei suoi beni ai poveri
- Pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli Apostoli
- Aggressione da parte di briganti nella foresta di Corinna
- Martirio nel Chalonnais
Miracoli
- Apparizione di una goccia di sangue sulle sue labbra durante la sua prima comunione da bambino
- Conversione istantanea di uno dei suoi assassini
- Carro funebre guidato da cavalli senza conducente verso il suo luogo di sepoltura
- Apparizione postuma a san Lupo per richiedere la costruzione di una chiesa
Citazioni
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S. Joan. Chrys., Homil. XXI (in epigrafe)