Otto giorni dopo la sua nascita a Betlemme, il Figlio di Dio si sottomette alla legge della Circoncisione e riceve il nome di Gesù, che significa Salvatore. Con questo atto di umiltà, inizia a versare il suo sangue per la redenzione degli uomini. Il nome di Gesù, rivelato dall'angelo, è celebrato come fonte di luce, nutrimento e guarigione spirituale.
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DELLA CIRCONCISIONE DI N.S. GESÙ CRISTO
Introduzione ai due misteri
Presentazione della Circoncisione e del Nome di Gesù come primizie della salvezza e del sacrificio cruento di Cristo.
E DEL NOME ADORABILE DI GESÙ CHE GLI FU DATO
Anno I. — Cesare Augus César-Auguste Imperatore romano che ordinò il censimento universale. to, imperatore.
Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra.
Lettera ai Filippesi, II.
Non è stato dato sotto il cielo altro nome che abbia la virtù di salvare gli uomini.
Atti degli Apostoli, III.
I. Non potevamo, mi sembra, iniziare meglio il mese di gennaio e l'anno civile che con la Circoncisione di Nostro Signore e il santissimo Nome di Gesù che gli fu dato in tale circostanza. Con la Circoncisione, egli sparse per noi le prime gocce del suo sangue; con il nome di Gesù, che significa Salvatore, fu impegnato a versare tutto il resto sull'albero della croce per la nostra redenzione: troviamo dunque in questi due misteri le più ricche strenne, i doni più vantaggiosi che possiamo desiderare. San Luca, il solo degli Evangelisti ad aver parlato di questo tratto della vita del Salvatore, ne ha detto solo poche parole: Quando furono compiuti gli otto giorni dalla nascita del Bambino, egli fu circonciso e fu chiamato Gesù, come l'angelo lo aveva chiamato ancor prima che fosse concepito nel seno di sua Madre. Ma occorre trattarne un po' più ampiamente.
Origine storica della Circoncisione
Richiamo dell'alleanza tra Dio e Abramo che istituisce la circoncisione come segno distintivo del popolo eletto.
Diciamo innanzitutto cosa fosse la Circoncisione. Quattrocentosei anni circa prima della promulgazione della legge di Mosè, Dio, volendo prepararsi un popolo che gli fosse proprio e che, nel mezzo della corruzione generale di tutte le nazioni immerse nell'idolatria, facesse professione pubblica di conoscerlo, di adorarlo, di amarlo e di obbedire ai suoi comandamenti, scelse Abramo, figlio di Tare, per esserne il capostipite. Abramo era allora nel suo centesimo anno, e Sarai, sua moglie, nel suo novantesimo. Dio assicurò loro tuttavia che avrebbero avuto un figlio la cui posterità sarebbe stata numerosa come le stelle del cielo e come i granelli di sabbia che sono in riva al mare. In testimonianza di ciò non lo chiamò più Abram, Abraham Padre di Isacco e primo dei patriarchi. ma Abramo, che significa padre di una grande moltitudine; non chiamò più sua moglie Sarai, ma Sara, che significa sovrana. E affinché questo popolo, che gli prometteva, fosse distinto da tutti gli altri popoli del mondo, e che avesse sul suo corpo il segno e il carattere della sua elezione, fece questo accordo con quel santo patriarca, che tutti i figli maschi, che sarebbero nati da lui nel seguito dei tempi, sarebbero stati circoncisi l'ottavo giorno dopo la loro nascita: Ecco, gli disse, l'alleanza che faccio con voi e con i vostri discendenti, e il patto che dovete inviolabilmente osservare: ogni figlio maschio sarà circonciso l'ottavo giorno. Colui che non sarà stato circonciso sarà sterminato, perché avrà violato la mia alleanza. Da allora, Dio, dando la sua Legge sul monte Sinai ai discendenti di Abramo, al popolo d'Israele, vi inserì questo stesso comandamento: Il figlio maschio di otto giorni sarà circonciso. Anche questo popolo è sempre stato molto religioso osservatore di questa pratica, tenendo persino per una cosa ignominiosa non essere circoncisi; perché significava non aver parte a questa santa e gloriosa alleanza con Dio. Come i Greci chiamavano, per disprezzo, barbari gli uomini di tutte le altre nazioni, allo stesso modo i Giudei li chiamavano incirconcisi, e non volevano avere con loro alcuna specie di relazione.
La circoncisione come sacramento
Analisi della circoncisione come rimedio al peccato originale prima dell'istituzione del battesimo cristiano.
Dio non si accontentò di ordinare la Circoncisione come segno della sua alleanza; la istituì al contempo come Sacramento, per cancellare il peccato originale, che i bambini contraggono con la loro generazione e di cui sono macchiati quando vengono al mondo. È vero che esisteva già un rimedio a questo male: era un'altra cerimonia sacra, mediante la quale i genitori, attestando la loro fede nel Messia e nella redenzione che attendevano, procuravano ai loro figli il beneficio della giustificazione e della grazia: e questo rimedio è durato fino all'istituzione del nostro Battesimo, per le figlie e anche per i figli maschi che erano in pericolo di morte prima di poter essere circoncisi. Ma non ebbe più luogo riguardo agli altri figli maschi, non appena Dio ebbe ordinato la Circoncisione, alla quale sola fu allora legata la remissione del peccato d'origine. Perciò i santi Dottori, e tra loro san Gregorio, p apa, dicono che essa saint Grégoire, pape Papa citato nell'introduzione. produceva all'incirca lo stesso effetto che produce ora il sacramento del Battesimo; vi era tuttavia tra l'una e l'altra una differenza: il Battesimo rigenera e produce la grazia per la sua propria virtù, vale a dire per una virtù che Nostro Signore gli ha comunicato come al suo proprio strumento; al contrario, la Circoncisione non era che una cerimonia in virtù della quale Dio, avendo riguardo alla futura passione di suo Figlio che vedeva rappresentata in anticipo in quella professione di fede, operava da se stesso e senza alcuno strumento il beneficio della rigenerazione; dunque essa era semplicemente il segno della grazia e non la causa efficiente della grazia. Dio si servì di questa cerimonia della Circoncisione preferibilmente a ogni altra: innanzitutto per avvertire continuamente il suo popolo che doveva lavorare senza sosta alla sua circoncisione spirituale, vale a dire a reprimere le sue affezioni disordinate, la sua concupiscenza, e a recidere i suoi vizi, e soprattutto quello dell'impurità, il cui dominio è più violento e il fuoco più difficile da estinguere di quello degli altri; poi, per prefigurare che, nella nuova alleanza, si sarebbe fatta professione di una circoncisione perfetta, mediante la quale ci si sarebbe distaccati da tutte le cose della terra, per non aspirare più che alle cose del cielo; mediante la quale anche si sarebbe morti interamente a se stessi, per non vivere più che in Dio e per Dio.
La sottomissione volontaria di Cristo
Spiegazione delle ragioni per cui Gesù, sebbene impeccabile e al di sopra della legge, scelse di sottomettervisi.
È certo che Nostro Signore non era affatto soggetto a questa legge della Circoncisione, e che né la santa Vergine né san Giuseppe erano obbligati a circonciderlo. Egli era senza dubbio, in quanto uomo, capace di ricevere ordini; poiché egli stesso assicura nel Vangelo che il Padre suo gli ha dato dei comandamenti, e che egli è molto esatto e molto puntuale nell'osservarli, e tutta la teologia riconosce, dopo il Dottore Angelico, che egli aveva, tra l'altro, ricevuto il comandamento di riscattare gli uomini e di sacrificarsi per la loro liberazio ne; san Pa saint Paul Autore delle Epistole che sottolineano l'obbedienza di Cristo e la circoncisione spirituale. olo dice che si è reso obbediente fino alla morte, e anche fino alla morte di croce. Ma per la legge della Circoncisione, così come per tutta la legge di Mosè, essa non lo obbligava a nulla, poiché, essendo stata fatta solo per preparare gli uomini criminali e prigionieri al beneficio della loro redenzione, essa non poteva raggiungere il loro stesso Salvatore e Redentore, Colui che non aveva parte alla loro prigionia né ai loro crimini. E, certamente, nessuna delle ragioni della Circoncisione esisteva nella sua persona. Non ne aveva bisogno come di un segno e di un carattere che lo distinguesse dagli infedeli e dai Gentili, poiché l'unzione della sua divinità e la sua filiazione naturale con Dio lo distinguevano assolutamente da tutti gli uomini, e lo ponevano in un ordine infinitamente elevato al di sopra di tutte le creature. Non ne aveva bisogno come di un sacramento per la remissione del peccato originale; poiché, non solo non aveva contratto questo peccato, ma era impeccabile, ed era venuto al mondo per distruggere ed estirpare il peccato. Non ne aveva bisogno come di un avvertimento continuo a lavorare alla circoncisione spirituale; non avendo nulla in se stesso che di santissimo, di perfettissimo e di compiutissimo, non aveva nulla che dovesse essere reciso o circonciso. Infine, non ne aveva bisogno per prefigurare la Circoncisione perfetta della legge nuova, poiché doveva mostrare questa circoncisione in tutta la sua realtà, e darne un modello nella sua vita povera, umile, sofferente, nella sua morte crudele e ignominiosa.
Tuttavia è stato molto conveniente che egli si assoggettasse a questa legge della Circoncisione per diverse ragion saint Épiphane Vescovo di Cipro che ispira Paola con i suoi racconti sui monaci. i che sant'Epifanio ha segnalato nel suo libro I delle Eresie: 1° per mostrare che egli era veramente uomo, e che il suo corpo era della stessa sostanza e della stessa natura delle nostre; poiché dovevano nascere degli eretici che avrebbero combattuto questa verità: i Manichei, che gli hanno dato solo un corpo fantastico; gli Apollinaristi, che gli hanno attribuito un corpo di sostanza divina; e i Valentiniani, che gliene hanno attribuito uno di materia celeste; era opportuno che egli munisse contro di loro la sua Chiesa, dandole segni evidenti della sensibilità del suo corpo: 2° Per far vedere che egli non disapprovava la Circoncisione, che era il grande Sacramento dei Giudei e l'ingresso nella loro religione, così come il Battesimo è l'ingresso nella Chiesa cristiana; ma che al contrario la approvava come una cerimonia molto religiosa e che era di istituzione divina: poiché gli stessi Manichei e altri eretici dovevano un giorno condannare questa osservanza e tutte le altre cerimonie della legge, e dire che non era Dio, ma il demonio ad esserne l'autore. Non poteva distruggere meglio questi errori che con il suo assoggettamento volontario a queste cerimonie; poiché il Figlio di Dio non avrebbe osservato una legge che non avesse avuto Dio per principio; 3° Per testimoniare che egli era della stirpe di Abramo, e un vero Israelita; la Circoncisione ne era il segno e il sigillo perpetuo. In effetti, era molto importante, e persino necessario, che egli fosse riconosciuto come tale. I Giudei sapevano che il loro Messia doveva discendere da Abramo, e che egli era quel Figlio in cui Dio aveva promesso la benedizione di tutte le nazioni; se non avessero riconosciuto il Salvatore come uno dei suoi discendenti, avrebbero preteso di essere legittimamente dispensati dal riceverlo come Messia; il che avrebbe posto un grande ostacolo alla propagazione del Vangelo; 4° Per portarci, con questo esempio, ad obbedire prontamente e con gioia ai comandamenti di Dio e agli ordini dei nostri superiori, per quanto difficili ci possano sembrare. Nulla ci predica meglio l'obbedienza che la vista di questo sovrano Signore che non fa difficoltà a sottomettersi, sebbene non vi fosse affatto obbligato, alla Circoncisione, cerimonia così rigorosa e così infamante? 5° Per umiliarsi e annientarsi per noi fino all'ultima estremità. Era già una grande umiliazione che, essendo Dio, si fosse fatto uomo; che, Sapienza eterna e infinita, fosse ridotto allo stato di bambino; che, Padrone di tutte le ricchezze, si fosse reso povero e indigente; e che, impassibile e immortale, fosse esposto a soffrire e a morire. Ma questa umiliazione è andata ben oltre nel mistero della Circoncisione, poiché essendo il Santo dei Santi, si è fatto, non peccatore e criminale, perché ciò gli era impossibile; ma, come peccatore e come criminale, prendendo il segno di peccatore e il rimedio che era stato ordinato per la guarigione del peccato. Per questo ci ha insegnato ad essere umili, e ha confuso l'orgoglio dei figli di Adamo, che commettono facilmente il peccato, ma non ne vogliono portare la vergogna e l'ignominia né apparire ed essere chiamati peccatori; 6° Per cominciare, fin da questa età così tenera, a spargere il suo sangue per noi, ed a esercitare in nostro favore il suo divino ufficio di Salvatore e di Redentore, era stabilito nei segreti consigli della divina Provvidenza che egli non si sarebbe esposto alla crudeltà dei flagelli, delle spine, dei chiodi e della lancia, che dovevano esaurire le sue vene e togliergli tutto il suo sangue, prima di aver raggiunto l'età di 33 anni, e prima di aver predicato a viva voce il suo Vangelo. Ma il suo amore verso di noi era troppo grande per attendere un termine così lungo; egli ha voluto subito darci pegni sicuri di ciò che ci preparava, e, con una prima e leggera effusione del suo sangue prezioso, farci conoscere l'eccellenza del prezzo che destinava al nostro riscatto, al fine di eccitarci più potentemente ad amarlo, e affinché noi gli possiamo dire: *O santo Bambino, se fate tanto per noi in un'età così tenera, che cosa farete quando sarete in un'età perfetta e compiuta?*
Dalla carne allo spirito
Transizione verso la circoncisione spirituale del cuore sostenuta da san Paolo e dai Padri della Chiesa.
Infine, doveva essere circonciso per smussare nella sua carne il coltello della Circoncisione e, dando a questa osservanza carnale un onorevole fine per la bontà che ebbe di assoggettarvi il suo corpo, trasformarla in una Circoncisione spirituale. È anche ciò che ha felicemente eseguito; poiché la Circoncisione della carne è morta in Gesù Cristo, e la Circoncisione dello spirito è iniziata per mezzo di Gesù Cristo. Quella era per i Giudei che erano uomini carnali; e questa per i cristiani, figli di Abramo secondo lo Spirito. Per questo l'apostolo san Paolo dice: *Siamo noi i veri circoncisi, noi che serviamo Dio nello spirito, che ci gloriamo in Gesù Cristo e non mettiamo la nostra fiducia nella carne*. E altrove: *In lui siete stati anche circoncisi con una circoncisione non fatta da mano d'uomo, mediante la circoncisione di Cristo, essendo stati sepolti con lui nel battesimo, nel quale siete anche risorti con lui mediante la fede*. Mosè e Geremia avevano raccomandato agli Israeliti questo tipo di Circoncisione come a dei Cristiani per anticipazione, dicendo loro: *Non accontentatevi della Circoncisione della vostra carne, ma lavorate per circoncidere il vostro cuore*; vale a dire, per reciderne tutte le superfluità e tutti i disordini. Questa Circoncisione deve estendersi su tutto il nostro interiore e sul nostro esteriore; in modo che non tolleriamo nulla né nel nostro spirito, né nella nostra volontà, né nel nostro appetito, né nei nostri sensi e nelle nostre facoltà corporee, che sia capace di profanarli e di renderli criminali. Anche san Bernardo diceva che «la Circoncisione carnale riguardava solo un unico membro», ma che la Circoncisione spirituale che Gesù Cristo ci ha insegnato «deve riguardare tutto l'uomo».
Il rito a Betlemme
Dettagli tradizionali sul luogo, gli strumenti e i ministri (Maria e Giuseppe) della circoncisione del Bambino.
Ecco le grandi ragioni per le quali piacque a Nostro Signore di farsi circoncidere, e di ispirare alla santa Vergine e a san Giuseppe la volontà di non esimerlo dal rigore di questa cerimonia. Non si sa se essa fu compiuta con un coltello d'acciaio o con un coltello di pietra. Leggiamo, è vero, che Sefora, moglie di Mosè, e Giosuè, condottiero del popolo di Dio, si servirono, in un'occasione, di coltelli di pietra per la Circoncisione: tuttavia non sembra che esistesse un comandamento generale di servirsi solo di questo tipo di strumento; al contrario, è più probabile che ciò fosse a scelta di coloro che compivano la cerimonia, e anche che fosse più ordinario servirsi di coltelli di ferro e d'acciaio che di coltelli di pietra. Tuttavia, l'opinione di san Bernardo è che Nostro Signore fu circonciso con un coltello di pietra: il che non poté praticarsi senza fargli una ferita molto sanguinante e causargli molto dolore. Era ciò che desiderava di più; e non chiedeva che gli si addolcisse la legge, ma che gli si applicasse nella sua massima severità. Il luogo dove si compì questa cerimonia fu la stalla di Betlemme dove era nato, come ci insegnano sant'Epif anio nel libro I del l'étable de Bethléem Luogo di nascita e di unzione di Davide. le Eresie, e molti altri santi Padri; poiché essi dicono che egli era ancora in quella stalla quando i Magi vennero ad adorarlo. La Sacra Scrittura non dice affatto da chi fu circonciso; ma è molto credibile che fu dalla sua santissima Madre e da san Giuseppe, che il R. P. Luigi di Granada chiama, per questo motivo, i ministri della Circoncisione di Gesù. In effetti, era conveniente che la carne innocente di questo Agnello senza macchia non fosse scoperta che a occhi vergini, e non fosse toccata che da mani vergini e sovranamente pure, quali erano quelle di questi due serafini della terra. Fu dunque allora che questa sposa incomparabile poté dire con verità che la mirra, cioè il sangue prezioso del suo Figlio, era colato e stillato dalle sue mani. Fu per lei un ornamento più bello degli zaffiri e dei diamanti.
Eccellenza del Nome di Gesù
Studio dell'origine divina del nome di Gesù, del suo significato di Salvatore e della sua superiorità sulle figure antiche.
II. È tempo di parlare dell'adorabile nome di Gesù che fu dato al fanciullo nella sua Circoncisione. L'alleanza del santo nome di Gesù con la Circoncisione non avvenne che per un grande mistero. Fu, innanzitutto, per mostrare che questo Fanciullo non veniva a salvarci se non per mezzo del suo sangue, di cui dava le primizie nella sua Circoncisione; secondariamente, per insegnarci che la nostra salvezza consisteva nel circonciderci spiritualmente, vale a dire nello spogliarci del vecchio Adamo e delle inclinazioni viziose della carne per rivestirci del nuovo Adamo e delle sante inclinazioni della grazia; terzamente, per cancellare, con la gloria di un nome così augusto, l'ignominia apparente della Circoncisione, così come l'obbrobrio della croce fu, in qualche modo, cancellato da quell'iscrizione magnifica che vi fu apposta: Gesù Nazareno, re dei Giudei. In effetti, se vi riflettiamo, troveremo che la Sapienza divina ha quasi sempre unito, nei misteri della nostra Redenzione, le grandezze con gli abbassamenti e l'esaltazione con l'umiliazione. Se il Figlio di Dio prende una Madre sulla terra, è una Madre vergine e incomparabilmente più pura dei cherubini e dei serafini. Se nasce in una stalla, la sua nascita è annunciata dagli angeli, riconosciuta dai pastori, circondata dalle adorazioni e dalle prostrazioni dei Magi, temuta dal più superbo dei re. Se è costretto a fuggire in Egitto, i miracoli lo fanno rispettare mentre il sangue degli innocenti rende la sua nascita celebre in tutta la Giudea. Infine, la sua morte stessa, per quanto infame possa apparire, è resa gloriosissima da un'eclissi di sole e dallo sconvolgimento di tutta la natura. È dunque per la stessa ragione che viene chiamato Gesù alla sua Circoncisione; voglio dire, affinché questo nome ce lo faccia considerare, non come un peccatore, ma come colui che toglie i peccati del mondo.
Si possono raccogliere nei santi Dottori diverse eccellenze di questo nome di Gesù. La prima è che è il Padre eterno ad esserne l'autore; poiché, come dice san Cirillo d'Alessandria, quando l'Angelo lo annunciò alla santa Vergine e a san Giuseppe, non lo annunciò da se stesso, ma da parte di Dio che lo aveva incaricato di questa missione. E, certamente, per dare il nome a una cosa, bisogna avere qualche potere su di essa, come Adamo ne aveva su tutte le creature, e come i padri ne hanno naturalmente sui loro figli. Ora, non vi era certamente che Dio ad avere potere su Gesù Cristo, anche a considerarlo solo come uomo. Spettava dunque a Dio dargli un nome. Inoltre, per imporre a qualcuno un nome che gli sia conveniente, bisogna conoscerlo perfettamente e penetrarne il merito. Ora, Nostro Signore assicura egli stesso che nessuno lo conosce, se non il suo Padre eterno, come non vi è che lui a conoscere naturalmente suo Padre. Era dunque da suo Padre che doveva ricevere un nome. Infine, vediamo nella Sacra Scrittura che coloro per i quali Dio ha un affetto particolare, e che ha destinato a compiti più eminenti, sono stati nominati da lui, sia prima della loro nascita, sia immediatamente dopo, sia nel corso della loro vita, come fu fatto per Abramo, per Isacco, per san Giovanni Battista e per san Pietro. Era dunque ben giusto che fosse lui a dare un nome a questo Figlio beneamato che era il caro oggetto delle sue compiacenze e che aveva destinato ad essere il Redentore del mondo. Ciò, tuttavia, non privò Maria e Giuseppe dell'onore di imporgli questo nome; poiché l'Angelo aveva detto all'uno e all'altra: Lo chiamerete Gesù. Maria aveva questo diritto, perché racchiudeva nella sua maternità tutta l'autorità paterna e materna, e per Giuseppe, sebbene non avesse alcuna parte nella sua concezione né nella sua nascita, tuttavia non doveva, dice san Giovanni Crisostomo, essere escluso da questa funzione, poiché partecipandovi, non derogava in nulla alla sovrana dignità della sua sposa. Ma l'uno e l'altra non fecero altro che dare il nome che avevano appreso per rivelazione, e che il Padre eterno aveva loro designato.
La seconda eccellenza è che questo nome di Gesù è il nome proprio del Verbo incarnato. Dico il nome proprio, non solo per opposizione ai suoi nomi metaforici, quali sono quelli di leone, di agnello, di pietra, di vite, di via, di luce e molti altri, che san Girolamo riporta sul capitolo XLVII di Ezechiele, ma anche per opposizione ai suoi nomi appellativi, tale è quello di Cristo, e a quelli che gli sono comuni con le altre persone divine, o con i più qualificati tra gli uomini, di modo che, come il nome del primo uomo è Adamo, e quello della santa Vergine è Maria, e quello dell'Apostolo delle genti è Paolo, così il nome proprio del Salvatore è Gesù. Vi sono persino degli autori che hanno scritto che questo nome gli è così proprio, che non è mai stato dato ad altri che a lui, e che quello che la Sacra Scrittura attribuisce a Gesù o Giosuè, figlio di Nun, e a Gesù, figlio di Iosedec, e a Gesù, figlio di Sirach, si scriveva e si pronunciava diversamente in ebraico da quello di Nostro Signore. Tuttavia, è più vero che questi tre grandi personaggi, che erano le figure di Gesù Cristo, come anche l'antico Giuseppe, Otniel, Aod, Gedeone, Iefte e Sansone, che sono stati anch'essi chiamati Gesù e Salvatori, avevano lo stesso nome quanto alle lettere e alla pronuncia; ma vi era una differenza infinita per quanto riguardava il significato: poiché essi hanno avuto questo nome solo in ragione della salvezza temporale che hanno apportato al popolo di cui Dio aveva loro affidato la guida; laddove Nostro Signore ha questo nome, perché la salvezza che procura si estende sui corpi e sulle anime, sui Giudei e sui Gentili, sui vivi e sui morti, sul tempo e sull'eternità; perché salva per la sua propria virtù e non per una virtù straniera. Anche l'Angelo, spiegando a san Giuseppe la forza di questo nome, gli dice: Lo chiamerete Gesù, perché è lui che libererà il suo popolo dai suoi peccati; il suo popolo, vale a dire tutte le nazioni del mondo, secondo quanto è scritto: Chiedimi, e ti darò le nazioni per tua eredità, i confini della terra per luogo del tuo dominio. È in questo senso che il nome di Gesù è un nome nuovo. Non lo è in quanto significa semplicemente Salvatore; ma lo è in quanto significa colui che libera dai peccati e dalla morte, e che dona una salvezza perfetta e compiuta.
La terza eccellenza è che questo nome comprende tutti gli altri nomi che la santa Scrittura dà al Messia, tanto secondo la sua natura divina quanto secondo la sua natura umana, e secondo l'unione dell'una e dell'altra in una stessa persona; di modo che abbiamo, in questo nome, il compimento di queste belle profezie di Isaia, di Geremia e di Zaccaria: Sarà chiamato Emmanuele, vale a dire Dio con noi. Chiamatelo, Colui che si affretta a togliere le spoglie. Sarà chiamato Ammirabile, Consigliere, Dio, Forte, Padre del secolo a venire, Principe della Pace. Ecco il nome che gli si darà: Il Signore nostra Giustizia; il suo nome sarà l'Oriente. Questi nomi sono tratti dalla causa della salvezza, che è l'alleanza di Dio con la natura dell'uomo; poiché Dio solo non poteva soddisfare, e l'uomo non poteva soddisfare infinitamente. Occorreva ai nostri mali un divino rimedio dove si trovassero al tempo stesso la divinità e l'umanità, vale a dire la materia della salvezza, che è il peccato con tutte le sue conseguenze; la via della salvezza, che è illuminarci, giustificarci e riempirci di forza e di costanza; infine, il termine della salvezza, che è la pace eterna e la felicità immutabile di questo secolo che non finirà mai. Ora, il nome di Gesù significando un Salvatore perfetto, si estende generalmente a tutte queste cose: ci esprime e ci rappresenta colui che è Dio e Uomo, che distrugge il peccato, che vince la morte, che spoglia l'inferno, che incatena il demonio, che ci riempie di luce, che ci ristabilisce nella grazia e nella dignità di figli di Dio, che ci fortifica contro le tentazioni, che ci dona la perseveranza, che ci apre la porta del regno dei cieli, e che vi ci conduce felicemente, per regnare con lui nell'eternità. Così, esso racchiude tutti questi nomi del Messia annunciati dai profeti, e ne è come il sunto e l'abbreviato. Aggiungete che racchiude ancora le qualità auguste di Capo, di Pastore, di Dottore, di Legislatore, di Sommo Sacerdote, di Vittima, di Consolatore e di Sposo, che significano quasi la stessa cosa di questi altri nomi, e che sono anch'essi appannaggi di un vero Salvatore.
La quarta eccellenza, che ha molto rapporto e legame con la precedente, è che questo stesso nome ci rimette davanti agli occhi tutte le azioni e tutte le sofferenze di Nostro Signore, con quel gran numero di frutti meravigliosi che procedono dalla sua incarnazione, dalla sua passione e dalla sua risurrezione. In effetti, non ha mai fatto né sofferto nulla se non per adempiere il suo nome e il suo ufficio di Gesù e di Salvatore. Se è nato in una stalla, se ha sofferto il rigore della Circoncisione, se è fuggito in Egitto, se ha passato trent'anni in una vita sconosciuta e disprezzata, se si è esposto a mille fatiche e a mille stenti nel tempo della sua predicazione, se si è consegnato egli stesso all'infamia e alla crudeltà del supplizio della croce, se è uscito gloriosamente dal sepolcro, se è salito alla destra di suo Padre, non è stato che per essere perfettamente Gesù e Salvatore, e per non omettere nulla di ciò che poteva contribuire alla nostra salvezza. Così, quando lo chiamiamo Gesù, diciamo in una parola un Dio-Uomo, un Dio povero, umiliato, disprezzato, sofferente e morente; diciamo un avvocato onnipotente, che intercede continuamente per noi nel cielo. Allo stesso modo, tutti i beni che sono scaturiti da questa fonte, e che si sono diffusi nel cielo, sulla terra e fino agli inferi, non sono altro che grazie di questo Salvatore. L'allegrezza resa ai cori angelici, di cui il peccato dei demoni aveva turbato i celesti concerti, la liberazione dei Santi che erano nel limbo, la vocazione dei Gentili, la fede delle nazioni, la giustificazione dei peccatori, il rinnovamento del mondo, la costanza dei Martiri, la luce dei Dottori, la devozione dei Confessori, l'austerità dei Religiosi, la purezza delle Vergini, la fermezza della Chiesa, la morte preziosa dei Giusti, l'incoronazione dei Santi e il compimento di tutte le cose, sono i frutti della salvezza che questo divino Liberatore è venuto ad operare nel mondo: essi sono espressi nel nome di Gesù, e non possiamo pronunciarlo senza darne l'idea, senza rappresentarli alla memoria.
Effetti spirituali e devozione
Descrizione delle virtù curative e protettive del Nome di Gesù secondo san Bernardo e altri santi.
La quinta e ultima eccellenza è che questo divino nome ha effetti ammirevoli nell'anima di coloro che vi pensano attentamente e che lo pronunciano con devozione. Ascoltate ciò che ne scrive san Bernardo, nel quindicesimo sermone sul Cantico dei cantici; egli applica al nome di Gesù queste parole della Sposa allo Sposo: Il tuo nome è un olio versato; e dice: «Perché questo nome è un olio? Non so se ne conosciate una ragione migliore; ma, per quanto mi riguarda, credo che sia perché l'olio ha tre qualità, che sono illuminare, nutrire e ungere: esso mantiene la fiamma, nutre la carne, placa il dolore. È una luce, un nutrimento e un rimedio. Ora, queste stesse cose convengono al nome dello Sposo; esso illumina quando lo si pubblica, nutre quando lo si medita, unge e addolcisce i mali quando lo si invoca. Esaminiamo ciascuna di queste qualità in particolare. — Come pensate che una così grande e improvvisa luce della fede sia scoppiata nel mondo, se non per la predicazione di Gesù Cristo? Non è forse per lo splendore di questo nome che Dio ci ha chiamati alla sua ammirabile luce? Ecco perché san Paolo dice: Un tempo eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Quanto questa luce è stata risplendente, e quanto ha abbagliato gli occhi di tutti coloro che la guardavano, quando, uscendo come un fulmine dalla bocca di Pietro, essa rinvigorì le gambe e i piedi di uno storpio, e rese la vista a molti ciechi spirituali! Non scagliò forse fiamme di fuoco, quando disse: Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina? — Ma il nome di Gesù non è solo una luce, è un nutrimento. Non vi sentite rincuorati tutte le volte che ve ne ricordate? Che cosa c'è che nutra tanto lo spirito di chi vi pensa, che ripari così bene le forze esaurite, che renda le virtù così virili, che faccia con tanto successo perseverare nelle buone e lodevoli abitudini, e che mantenga così costantemente le inclinazioni caste e oneste? Ogni nutrimento dell'anima è secco, se non è intinto in quest'olio; è insipido, se non è condito con questo sale. Un libro non ha alcun gusto per me, se non vi trovo il nome di Gesù. Una conferenza o un colloquio non mi piacciono, se non si parla di Gesù. Gesù è un miele alla bocca, una melodia agli orecchi, un canto di allegrezza al cuore. — Ma è anche un rimedio. Qualcuno di noi è triste? Che Gesù venga nel suo cuore, che di lì passi alla sua bocca; questo nome sacro non è appena pronunciato che produce un bel giorno che scaccia la noia e riporta la calma e la serenità. Qualcuno cade in un crimine? Corre forse alla morte per disperazione? Nel momento in cui invoca questo nome di vita, comincia a respirare e a rivivere. Davanti a questo nome salutare, chi è mai persistito nel suo indurimento, o nella sua pigrizia, o nella sua animosità, o nella sua languidezza? Chi è colui che, avendo perduto il dono delle lacrime, non le abbia sentite scorrere dai suoi occhi con più abbondanza e dolcezza, non appena ha invocato Gesù? Chi, essendo colto da spavento nell'apprensione di un pericolo imminente, non è stato liberato da ogni timore e non ha ricevuto molta sicurezza dall'istante in cui ha invocato questo nome onnipotente? Chi è colui il cui spirito fluttuante e irrisoluto non è stato rinvigorito non appena ne ha implorato il soccorso? Infine chi, essendo nella diffidenza, e persino vicino a soccombere sotto il peso di qualche grande avversità, non ha ripreso un nuovo vigore al solo suono di questo nome soccorrevole? Queste sono le languidezze e le malattie dell'anima, ed esso ne è il rimedio. Nulla è più adatto di questo nome ad arrestare l'impetuosità dell'ira, ad abbassare il gonfiore dell'orgoglio, a guarire le piaghe dell'invidia, a trattenere gli straripamenti dell'impurità, a spegnere il fuoco della concupiscenza, a placare la sete dell'avarizia e a bandire tutti i desideri vergognosi e disordinati». Tali sono le parole di san Bernardo, che ci indicano così distintamente gli effetti del nome di Gesù, che non ci resta nulla da aggiungere. Vediamo, per questo, che questo nome è un olio versato che ci illumina nelle nostre tenebre, ci fortifica nei nostri combattimenti, e ci rende il giogo del Vangelo dolce e facile; un profumo ravvivante che rallegra il nostro spirito e il nostro cuore, e ci fa essere in ogni luogo il buon odore di Gesù Cristo; e una manna celeste che racchiude tutti i gusti e tutte le dolcezze immaginabili, e dona all'anima un appagamento perfetto.
Non bisogna stupirsi se il grande Apostolo vuole che alla pronuncia di questo nome ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra. Egli lo portava così profondamente inciso nella s le grand Apôtre Autore delle Epistole che sottolineano l'obbedienza di Cristo e la circoncisione spirituale. ua anima che non fa altro che ripeterlo nelle sue Epistole, senza preoccuparsi se questa ripetizione sia contro le regole dell'eleganza. E quando gli fu tagliata la testa, la sua lingua lo pronunciò ancora tre volte. Fu forse anche la dolcezza dello stesso nome che cambiò in latte il sangue che doveva uscire dal suo collo quando la testa gli fu tolta. Sant'Ignazio, vescovo di Antiochia e martire, l'aveva così bene impresso sul suo cuore che, quando lo si aprì dopo la sua morte, vi si trovò Gesù scritto in lettere d' oro. Per la virtù di questo nom Saint Ignace, évêque d'Antioche Discepolo degli Apostoli che scrisse ai cristiani di Tralle. e, molti Santi hanno fatto grandissimi miracoli, per esempio, gli Apostoli, come leggiamo nel Vangelo e nel libro dei loro Atti. San Bernardino diceva che dobbiamo portare a questo santo nome lo stesso rispetto che al Salvatore stesso, non per le lettere di cui è composto, né per la voce e il suono che ne fanno la pronuncia, ma per la dignità incomparabile del Figlio di Dio fatto uomo che esso ci rappresenta. Abbiamo dunque spesso questo nome adorabile sulle labbra; abbiamo sempre nel cuore, e che mai un così santo pensiero e un ricordo così salutare escano dal nostro spirito; usiamone nei nostri pericoli, nelle nostre afflizioni, nelle nostre tentazioni, nei nostri dubbi e nelle nostre irresolutezze, dicendo con sant'Anselmo: Gesù, sii per me Gesù; o: Gesù, mostra che tu sei Gesù; o come quei poveri del Vangelo: Gesù, figlio di Davide, Gesù nostro maestro, abbi pietà di noi. Soprattutto pronunciamolo spesso al momento della morte, come un nome che è temibile ai demoni e che dissiperà facilmente i loro disegni perniciosi contro di noi.
Evoluzione della festa liturgica
Storico della celebrazione del 1° gennaio, che passa dalla penitenza contro il paganesimo alla gioia cristiana.
Quanto alla festa della Circoncisione e del santissimo Nome di Gesù, essa è antichissima nella Chiesa, come provano le omelie e i sermoni dei santi Padri. Ma vi è stata differenza nel modo di solennizzarla; poiché, al principio, per opporsi alle empietà dei pagani, che passavano questo giorno in dissolutezze e in cerimonie superstiziose, i cristiani vi digiunavano molto rigorosamente e vi recitavano le litanie come segno di penitenza; ne abbiamo illustri testimonianze in san Giovanni Crisostomo, sant'Ambrogio, sant'Agostino, san Massimo di Torino e san Pietro Crisologo, citati dal cardinale Baronio nei suoi Commentari sul Martirologio. Il quarto concilio di Toledo, tenutosi nell'ann o 636, proibì persino di ca quatrième concile de Tolède Concilio tenutosi nel 636 che ha legiferato sulla liturgia del 1° gennaio. ntare l'Alleluia; e, prima di esso, il secondo Concilio di Tours e quello di Auxerre ne avevano condannato le strenne diaboliche e gli altri resti del paganesimo. Ma da quando queste superstizioni sono state abolite, la Chiesa ha cambiato volto e ha assunto in questo giorno i suoi abiti e i suoi canti di gioia, non a causa di Giano, a due volti, che gli idolatri adoravano, ma a causa di Gesù Cristo, Dio e Uomo, umiliato dalla Circoncisione ed esaltato dal nome sacro di Gesù, che è l'oggetto della sua venerazione e del suo amore.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Betlemme
- Circoncisione l'ottavo giorno dopo la nascita
- Imposizione del nome di Gesù
- Adorazione dei Magi
- Fuga in Egitto
- Predicazione del Vangelo
- Morte sulla croce
- Risurrezione e Ascensione
Miracoli
- Guarigione di uno storpio da parte di San Pietro nel nome di Gesù
- Nome di Gesù trovato scritto in lettere d'oro nel cuore di Sant'Ignazio d'Antiochia
- Trasformazione del sangue in latte durante il martirio di San Paolo
Citazioni
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Otto giorni dopo la nascita del Bambino, egli fu circonciso e fu chiamato Gesù
San Luca -
Il tuo nome è un olio profumato
San Bernardo (Cantico dei cantici)