Giovane cristiana di Troyes votata alla verginità, Giulia fu portata prigioniera in Germania dal principe Claudio nel 247. Convertì il suo padrone con la sua pietà e tornò con lui a Troyes per subire il martirio sotto l'imperatore Aureliano nel 275. Le sue reliquie, conservate a lungo a Jouarre, sono oggetto di grande devozione contro la peste e le febbri.
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SANTA GIULIA, SAN CLAUDIO O CLAUDIANO,
E I LORO COMPAGNI, MARTIRI A TROYES
Giovinezza e vocazione
Giulia si distingue fin dall'infanzia per la sua pietà e la sua saggezza, facendo voto di verginità all'età di dieci anni per consacrarsi esclusivamente a Dio.
la religione di Gesù Cristo. Fece così rapidi progressi in tutte le virtù cristiane, che era rinomata ovunque per la sua tenera pietà, la sua grande saggezza e la sua precoce prudenza, e veniva citata come un perfetto modello tra le giovani del suo tempo.
Non aveva che dieci anni quando prese la generosa risoluzione di conservare la purezza verginale, di servire solo Dio e di non accettare alcuna alleanza, per quanto nobile e attraente potesse essere. Si ritirò fin da allora nella casa dei suoi genitori; li serviva con obbedienza e affetto, e si allontanava da tutte le compagnie mondane. Non viveva che con Dio e per Dio e camminava senza sosta nelle vie del suo timore e del suo amore.
Prigionia e influenza
Catturata a diciotto anni dal principe Claudio durante un'incursione germanica a Troyes, preserva la sua virtù e guadagna il rispetto del suo rapitore grazie alla sua fermezza cristiana.
A quell'epoca, i Germani compivano frequenti scorrerie nelle Gallie, ora per saccheggiare, ora per conquistare. In una di queste spedizioni, un principe, di nome Claudio o Claudiano, che guidava una truppa di questi predoni, diresse, verso il 247, la sua marcia su Troyes, che era allora sotto il dominio dei Romani. Vi fece diversi prigionieri, tra gli altri Giulia, di dicio Julie Vergine e martire di Troyes del III secolo. tto anni, notevole per la bellezza del suo volto, che era ancora più esaltata da un'angelica modestia. Le attrattive della giovane ragazza toccarono il cuore del principe: egli risolse di sposarla. Ma non le rivelò i suoi disegni se non quando, giunto nel proprio paese, si persuase che la mollezza e i piaceri del palazzo avrebbero fatto impressione sulla giovane vergine. Si aspettava un trionfo. Ma la serva di Gesù Cristo gli rispose con tanto coraggio quanto dolcezza: "Da molto tempo ho scelto il mio Sposo, il mio Signore e il mio Maestro; è a Lui che ho consacrato la mia vita intera, a Lui che ho affidato la mia anima. Il suo angelo è sempre con me, e, se un amore impuro vi facesse attentare alla mia persona, egli vendicherebbe presto su di voi l'offesa che mi avreste fatto". A queste parole, Claudio entrò in furore: "E chi è dunque questo sposo più nobile di me?" esclamò. "Chi è colui che ha incaricato di vendicare su di me l'offesa che potrei farti? D'altronde, quale torto posso farti prendendoti come sposa, tu che non sei che la mia schiava?" Ma l'intrepida vergine gli rispose senza scomporsi: "Il mio Sposo e il mio Maestro è Gesù Cristo, che è nei cieli, e la cui nobiltà e potenza superano quelle dei più grandi monarchi. È a Lui che ho votato la mia verginità. Non sarebbe forse fargli affronto togliergli colei che ha degnato di scegliere come sua sposa?" — "Sei dunque cristiana?" le chiese Claudio. "Avete detto bene, sono cristiana", rispose Giulia; "e, se voi stesso abbraccerete la religione di Gesù Cristo, egli vi assisterà in tutte le circostanze della vostra vita". Queste risposte, piene di una nobile indipendenza, penetrarono Claudio di rispetto e di timore. Egli cominciò da quel momento a onorare la sua prigioniera. Le fece preparare nel suo palazzo un appartamento riservato, con un oratorio, e ne vietò l'ingresso agli ufficiali della sua casa. Ebbe attenzioni ancora più delicate, e, al fine di permettere a Giulia di attendere più liberamente alle sue pie pratiche, le diede diverse giovani fanciulle di alto lignaggio per farle compagnia e renderle i servizi di cui potesse aver bisogno. La nostra Santa divenne apostola in mezzo a queste giovani idolatre, e presto il palazzo del principe infedele fu come un tempio del vero Dio, da cui si levavano fino al cielo l'armonia dei cantici sacri e il puro incenso della preghiera. Le ombre della notte portavano alle compagne di Giulia il riposo e il sonno; ma il fervore della giovane vergine prolungava ancora il tempo e l'orazione. Era allora che ella riversava liberamente la sua anima davanti al Signore, che lo benediceva mille volte per aver degnato di guardarla fin nel suo esilio, per averla preservata dal pericolo di perdere sia la sua fede che la sua castità in mezzo a un popolo infedele, e per aver ispirato al suo padrone tanta bontà e premura per lei. Mai, infatti, il principe intraprendeva nulla senza consultare la sua prigioniera. Amava conversare con lei, e sebbene non condividesse ancora le sue credenze religiose, non mancava di raccomandarsi spesso alle sue preghiere.
Vittorie e conversione di Claudio
Grazie alle preghiere di Giulia, il principe Claudio ottiene numerose vittorie militari, il che lo conduce a una profonda venerazione e infine alla sua conversione.
Egli doveva presto sperimentare gli effetti della sua condotta nei confronti di Giulia. I suoi nemici traboccavano da ogni parte sulle sue terre; stavano per attaccarlo fin dentro il suo palazzo, se non avesse opposto loro prontamente delle armi vittoriose. Dovette partire. Ma non volle mettersi in campagna prima di essersi assicurato le preghiere di Giulia: «Voi sapete», le disse, «il riposo che vi ho dato nel mio palazzo e l'onore che vi ho reso, senza mai inquietarvi. Oggi, devo andare in guerra: dei nemici, gelosi della mia corona, vogliono rapirmela. Implorate dunque per la prosperità delle mie armi il Dio che servite; se tornerò vittorioso e senza ferite, vi onorerò più che mai al mio ritorno, ve ne do la mia parola». — «Marciate con fiducia», gli rispose Giulia; «io pregherò il mio Dio, e voi tornerete coperto dagli allori della vittoria».
Claudio si mise in campagna, incontrò i suoi audaci nemici e li fece a pezzi. Tornò trionfante al suo palazzo, proclamando ovunque che doveva alle preghiere di Giulia, più che al suo valore, l'aver vinto degli avversari la cui moltitudine avrebbe dovuto schiacciare la debolezza delle sue truppe. Da allora, la sua venerazione per Giulia crebbe ogni giorno, e la guardò, non più come sua schiava, ma come sua protettrice e sua sovrana.
Sarebbe troppo lungo riportare tutte le benedizioni che attirò su Claudio la presenza della vergine troiana; basti dire che, tutte le volte che intraprendeva qualche guerra, riportava sempre sui suoi nemici una brillante vittoria, perché Nostro Signore esaudiva sempre la sua umile e fedele serva.
Ritorno a Troyes e martirio
Seguendo una visione divina, Giulia ritorna a Troyes accompagnata da Claudio; qui viene arrestata sotto Aureliano e decapitata dopo aver resistito alle torture.
Ventotto anni passarono così. Infine il Signore apparve a Giulia: «Alzati», le disse, «non restare più a lungo in questo luogo; ma ritorna nella città di Troyes, da dove sei stata portata via prigioniera; è là che, alla corona della verginità, aggiungerai la palma del martirio». Giulia si alza subito e, piena di un nuovo coraggio dopo questa celeste visione, va a trovare il principe e gli comunica i disegni di Dio su di lei.
«Cosa!» disse Claudio con tristezza, «voi ve ne andate! A chi dunque mi lasciate in custodia? Che ne sarà di me? Non siete voi il mio angelo tutelare?... Se voi partite, i miei nemici, non temendo più la vostra preghiera, si avventeranno su di me come su una preda facile, e mi metteranno presto a morte... No! preferisco abbandonare tutto e camminare al vostro seguito». — «Lasciate dunque i vostri beni e venite con me», gli replicò Giulia; «poiché spero che il Signore mio Dio getterà su di voi e sulla vostra gente uno sguardo favorevole».
Subito Claudio abbandona la sua casa, sua moglie e i suoi figli, il suo oro e i suoi numerosi possedimenti, e si mette in cammino con la serva di Dio. Non è più un barbaro, è un cristiano fedele; non è più un lupo crudele, è una pecora docile che si mette sotto la direzione di una vergine.
Infine, arrivano a Troyes, dove la persecuzione di Aurelian o infier Aurélien Nobile gallo-romano e ambasciatore di Clodoveo. iva con estrema violenza. Nella sua città natale, lo zelo di Giulia non restò affatto inattivo. Consolava i fedeli imprigionati per la fede; addolciva per loro, con le sue parole e i suoi soccorsi, i rigori del tiranno. Il suo intrepido coraggio fu presto notato, e i satelliti dell'imperatore la presero un giorno e la condussero alla presenza del loro padrone. Il presidente Elidio fu inc Elidius Presidente incaricato di interrogare Giulia. aricato di interrogarla.
«Tu adori il Cristo, che dici essere il tuo Sposo?» le domandò. «Sì», rispose Giulia, «confesso che Gesù Cristo è il mio Signore; poiché non adoro affatto demoni impuri». — «Andate», disse il presidente ai suoi soldati, «stendetela su un cavalletto e mettete sulla sua schiena carboni ardenti». Ma appena fu posta sullo strumento del supplizio, i suoi carnefici furono colpiti da cecità ed esclamarono: «Giulia, soccorrici!». Altri vennero per percuoterla a colpi di nervi di bue; ma i loro sforzi furono inutili. L'empio Aureliano, vedendo la costanza della vergine, le disse: «Sacrifica agli dei, o, lo giuro, morirai oggi stesso di spada». — «La morte d'amore che ha sopportato l'Uomo-Dio per la mia salvezza», replicò Giulia, «esige da me la morte per il suo amore. Perciò sono pronta a tutto soffrire per il mio Signore Gesù, e spero che, dopo questi leggeri combattimenti, vorrà darmi un'imperitura corona di vita». Allora l'imperatore le fece tagliare la testa.
Il sacrificio di Claudio e dei compagni
Claudio confessa la sua fede e muore decapitato poco dopo Giulia, seguito da altri venti cristiani che ricevono anch'essi la palma del martirio.
Non appe na Cla Claude Uno dei cinque scultori martiri, particolarmente venerato nella Franca Contea. udio apprese la terribile esecuzione, andò a trovare Aureliano e gli disse: «Ordinate che io muoia con lei, poiché ella mi è servita da maestra nella sua religione». — «Chi siete?» gli disse Aureliano. «Mi chiamo Claudio», rispose, «e ho condotto Giulia in cattività, quando combattevo contro i Romani. Il suo Dio mi ha colmato di benefici per sua intercessione; adoro questo Dio unico e ho lasciato tutto per Gesù Cristo». — «Ma voi non siete cristiano», replicò Aureliano. «Come potete morire per questa religione?» — «È vero», rispose Claudio, «che non sono stato battezzato; ma credo fermamente che se spargerò il mio sangue per il nome di Gesù Cristo, sarò veramente cristiano, e che, grazie ai meriti e alle preghiere della sua gloriosa martire santa Giulia, Dio non disdegnerà di ammettermi alla presenza della sua sovrana Maestà».
Allora Aureliano pronunciò la sua sentenza e lo fece decapitare, fuori dalle mura della città, nel luogo stesso in cui santa Giulia aveva sofferto il martirio poche ore prima. Era il XII delle calende di agosto, vale a dire il 21 luglio dell'anno 275.
Tornato al pretorio, l'imperatore Aureliano trovò altri venti cristiani, compagni di santa Giulia e di san Claudio; li condannò ugualmente a morte, ed essi ricevettero la palma della gloria nel luogo stesso in cui santa Giulia fu inumata. I nomi di molti di loro ci sono stati conservati; erano: Giusto, Giocondino, Ternus, Antonio, Erenio, Teodoro, Dionigi, Apollonio, Apamia, Pionico, Custione, Papirio, Saturio e Secondino; i nomi degli altri sei sono iscritti nel libro dell'Agnello, che si è degnato di accordare loro la corona della vita eterna.
Culto e traslazione delle reliquie
I corpi dei martiri vengono inizialmente sepolti a Troyes prima che le reliquie di Giulia siano trasferite all'abbazia di Jouarre nel XIII secolo.
Non appena santa Giulia e san Claudio furono martirizzati, i cristiani di Troyes scavarono una fossa nel luogo stesso del loro supplizio e seppellirono i santi corpi, lasciando tra loro uno spazio di circa dieci passi. Più tardi, le preziose spoglie furono esumate e collocate in un sepolcro di pietra.
[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]
Nel XII secolo, si vedeva, accanto a queste tombe, un monastero le cui religiose, chiamate le Figlie di Dio, si erano votate alla custodia di queste sacre reliquie. Ma, poiché le frequenti guerre, di cui la città di Troyes era teatro, disturbavano spesso i loro pii esercizi, esse risolsero di cercare contrade più pacifiche. Posarono lo sguardo sul monastero di Jouarre, nella d iocesi di Meaux, e v monastère de Jouarre Luogo di formazione iniziale di santa Bertilla. i si ritirarono con le ossa della Martire troiana: era verso l'anno 1233.
Alise, badessa del convento, fece deporre il corpo in una cassa artisticamente lavorata, arricchita di lamine d'argento e pietre preziose. Vi si vedevano rappresentate le diverse circostanze della vita di santa Giulia. La sua testa fu incastonata a parte in un reliquiario di vermiglio che si vedeva ancora figurare, nel secolo scorso, tra le ricchezze della collegiata di Santo Stefano.
Cent'anni più tardi, i resti di san Claudio furono anch'essi trasportati nello stesso luogo: sembrava che non si dovessero separare dopo la loro morte questi due servitori di Gesù Cristo, che, dopo aver condiviso le stesse battaglie, avevano meritato lo stesso trionfo.
Miracoli e devozione moderna
Invocata contro la peste e le febbri, santa Giulia rimane onorata a Troyes e Meaux, in particolare attraverso il Pozzo di santa Giulia e diverse chiese parrocchiali.
Santa Giulia veniva invocata nelle necessità pubbliche, soprattutto nei tempi di contagio; san Claudio esaudiva particolarmente le preghiere dei guerrieri esposti ai rischi dei combattimenti. Nel 1628, due religiose del monastero di Jouarre morirono di peste, che allora faceva numerose vittime. Allarmata dai flagelli dell'epidemia, l'badessa fece portare solennemente l'urna di santa Giulia nel mezzo del chiostro, e improvvisamente la peste scomparve.
Questo miracolo e altri ancora aumentarono considerevolmente la venerazione delle religiose di Jouarre per la vergine di Troyes: per questo celebravano solennemente la sua festa con ottava.
Sebbene il corpo di santa Giulia riposasse a Jouarre, il popolo di Troyes non era interamente privato delle reliquie della sua nobile Martire: le Filles-Dieu, ritirandosi, ne avevano lasciato diversi frammenti. Nel 1590, le guerre civili dispersero questi resti venerati. Gli abitanti del sobborgo di Saint-Martin indirizzarono allora alcuni di essi all'badessa di Jouarre. Questi riportarono, il 3 settembre 1599, una porzione delle reliquie della Santa, che collocarono in una piccola cappella che sussistette fino al 1833. A quell'epoca, si trasportarono i preziosi resti nella chiesa parrocchiale di Saint-Martin, dove ricevono ogni anno dai fedeli il tributo di un'ardente e tenera devozione. Infine, molto recentemente, Monsignor Allou, vescovo di Meaux, rispondendo ai pii desideri di Monsignor Ravinet, si è affrettato a offrirgli nuovi frammenti delle reliquie di santa Giulia e del suo intrepido compagno, san Claudio; essi sono stati divisi tra la cattedrale, Saint-Martin-ès-Vignes e la cappella del liceo.
A una certa distanza dalla cappella di cui abbiamo appena parlato, si trovava la sorgente di acqua viva che era sgorgata dalla terra nel luogo stesso in cui il sangue della Marti re era colato: la chi Puits de sainte Julie Fonte miracolosa scaturita nel luogo del martirio. amavano il Pozzo di santa Giulia. Le persone colpite dalla febbre venivano con fiducia ad attingervi l'acqua, e Dio ricompensava spesso la fede ardente dei malati restituendo loro la salute. Il Pozzo di santa Giulia, questa pia testimonianza della devozione dei nostri padri, fu più volte rinnovato, e l'ultimo stato risaliva all'anno 1671; è scomparso con il modesto oratorio. È quasi sulla sua ubicazione che sorge l'attuale cappella del liceo.
L'unico monumento che ricorda oggi la vita e la morte di santa Giulia si trova nella chiesa parrocchiale di Saint-Martin-ès-Vignes: è, insieme all'altare dedicato alla vergine martire, una magnifica vetrata.
La Chiesa di Troyes celebra la sua festa il 21 luglio.
Estratto dalla Vie des Sain ts du diocès l'abbé Defer Autore dell'opera 'Les Saints de Troyes', fonte della biografia. e de Troyes, dell'abate Defer, e dagli Acta Sanctorum.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Voto di verginità all'età di dieci anni
- Catturata a Troyes dal principe Claudio nel 247
- Conversione del principe Claudio e del suo seguito
- Visione divina che le ordina di tornare a Troyes
- Martirio per decapitazione sotto l'imperatore Aureliano
Miracoli
- Cecità dei carnefici durante il supplizio del cavalletto
- Vittorie militari di Claudio grazie alle sue preghiere
- Cessazione della peste a Jouarre nel 1628
- Fonte miracolosa (Pozzo di santa Giulia) scaturita nel luogo del martirio
Citazioni
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Da molto tempo ho scelto il mio Sposo, il mio Signore e il mio Maestro; è a lui che ho consacrato la mia intera vita.
Testo fonte -
La morte d'amore che l'Uomo-Dio ha sofferto per la mia salvezza esige da me la morte per il suo amore.
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