21 luglio 6° secolo

Sant'Antimondo

VESCOVO DELL'ANTICA SEDE DI THÉROUANNE

Apostolo dei Morini, Vescovo di Thérouanne

Festa
21 luglio
Morte
VIe siècle (naturelle)
Epoca
6° secolo

Solitario vicino a Reims, Antimondo fu scelto da san Remigio per restaurare la fede in Morinia nel VI secolo. Nonostante un'accoglienza ostile e le persecuzioni del principe Cararico, la sua pazienza invincibile e la sua dolcezza gli permisero di convertire il popolo e di governare la Chiesa di Thérouanne per diciannove anni.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 6

SANT'ANTIMONDO, APOSTOLO DEI MORINI,

VESCOVO DELL'ANTICA SEDE DI THÉROUANNE

Contesto 01 / 06

Il declino spirituale della Morinia

Nel VI secolo, dopo il battesimo di Clodoveo, san Remigio si preoccupa della ricaduta nel paganesimo delle regioni di Thérouanne e Boulogne, un tempo cristianizzate da san Vittricio.

VI secolo.

Cajus patientia vires non potest, ille perfectus esse probatur.

Colui la cui pazienza è invincibile prova di essere perfetto.

Sant'Anselmo.

Clodoveo aveva ricevuto il battesimo, e san Rem saint Remi Vescovo di Reims che battezzò Clodoveo. igio, l'apostolo dei Franchi, l'arcivescovo della vasta provincia ecclesiastica di Reims, desiderava ardentemente vedere estendersi sempre più il regno di Dio nei vasti paesi affidati alla sua sollecitudine pastorale. Allora volse lo sguardo s Thérouanne Sede episcopale di San Folchino. u Thérouanne e Boulogne, le due capitali della parte della sua provincia bagnata dal mare, e vide in quale desolazione spirituale si trovasse quella contrada, che un tempo Vittricio aveva reso fiorente. Ovunque, rovine deplorevoli avevano sostituito le belle proporzioni dell'edificio cristiano; piante selvatiche e sterili crescevano in tutta libertà là dove si ergeva maestoso e fecondo l'albero della fede: la Mori nia qua Morinie Regione storica corrispondente all'antica diocesi di Thérouanne. si interamente era tornata pagana; poiché, se gli esempi di san Massimo avevano brillato di vivo splendore come una stella risplendente nel mezzo di quella notte tenebrosa, la sua parola non aveva potuto ricondurre alla luce del Vangelo quei popoli sfortunati seduti all'ombra della morte.

Vita 02 / 06

La scelta del solitario e l'origine del nome

San Remigio sceglie un eremita di Reims per la sua santità esemplare. Lo nomina Antimondo, che significa 'opposto al mondo', per segnare il suo futuro combattimento spirituale.

Non lontano dalla città di Reims viveva un solitario di grande santità. Il suo zelo per la gloria di Dio lo aveva dapprima fatto uscire dalle sollecitudini di questa vita per elevarlo alle sublimi funzioni del sacerdozio. Poi, desideroso di elevarsi ancora a una perfezione più alta, aveva rinunciato all'esercizio del suo ministero per vivere una vita di contemplazione e di unione con Dio, e non occuparsi più che della cura della propria salvezza. Fu su di lui che san Remigio posò lo sguardo; pensava infatti, e a ragione, che un popolo da lungo tempo indurito e ribelle, come erano i Morini, avesse ben più bisogno di un modello perfetto di ogni santità che dei brillanti discorsi e delle sapienti controversie di un uomo versato nelle scienze umane.

Fece dunque venire il pio solitario e lo rese partecipe del suo disegno. Pieno di timore nell'apprendere una notizia che si aspettava così poco, il santo anacoreta respinse dapprima la proposta dell'arcivescovo, il quale insistette e gli parlò con tanta forza dell'eccellenza della carità, della sua preminenza su tutte le altre virtù, che la risoluzione iniziale del solitario vacillò, senza che tuttavia il suo consenso fosse ancora ottenuto. Infine, san Remigio gli fece un quadro così vivido e commovente delle miserie spaventose nelle quali si trovavano immersi i popoli della Morinia, e lo Spirito Santo diede alla sua parola tanta forza persuasiva, che le viscere della carità del beato servo di Dio si commossero profondamente, ed egli acconsentì a ricevere sulle sue spalle il giogo dell'episcopato. Acconsentì da quel momento a farsi tutto a tutti, a diventare il servitore dei suoi fratelli, a compiere l'opera buona per eccellenza, a dare al Signore la più grande prova possibile di carità e di devozione, elevandosi alla perfezione dell'imitazione del Salvatore; poiché tale è l'idea che i santi Padri ci hanno dato del sacerdozio nella sua pienezza.

Fu allora che, trasportato da un santo entusiasmo, Remigio esclamò: «Fino ad ora avete fuggito il mondo, ora, o uomo di Dio, dovrete lottare contro il mondo. Incontrerete cuori duri, teste di roccia; ma il gladio di Dio è più forte della spada meglio temprata. Combattete valorosamente contro il mondo, rovesciate il mondo, siate il nemico dichiarato del mondo, e che questo titolo vi serva allo stesso tempo di nome per designarvi d'ora in poi: *Esto et vocare Anti-mundus*». Da allora, infatti, è sotto il nome di Antimondo (opposto al mon do) che Antimond Vescovo di Thérouanne e apostolo dei Morini nel VI secolo. si è sempre designato il santo personaggio, a tal punto che il nome che portava in precedenza si è del tutto perduto.

Missione 03 / 06

Il difficile arrivo in Morinia

Dopo tre anni di attesa dovuti all'opposizione del principe Cararico, Antimondo entra nella sua diocesi nell'anno 500, affrontando l'ostilità e gli insulti della popolazione pagana.

Tuttavia un ostacolo imprevisto, di cui si ignora la causa, gli impedì per tre anni interi di recarsi nella diocesi affidata alle sue cure. Si crede che l'opposizione venisse da Carari co, non Chararic Principe locale che si oppose inizialmente all'influenza di Clodoveo e di Antimondo. potendo quel principe tollerare nulla che venisse o partisse da Clodoveo. Antimondo approfittò di questi tre anni per rendersi sempre più degno della missione che Dio gli aveva affidato. Raddoppiò l'ardore nelle sue preghiere, il rigore nei suoi digiuni, e ebbe la felicità di godere molto spesso dei colloqui di san Remigio e di san Vedasto. I saint Vaast Vescovo di Arras contemporaneo di Vulgis. nfine, l'ora della grazia e della misericordia suonò per la Morinia e, nell'anno 500 dell'Incarnazione di Nostro Signore, Antimondo poté mettersi in cammino e fare il suo ingresso nella sua diocesi. Questo ingresso non fu affatto brillante né gioioso; somigliava molto più al cammino penoso del Signore che sale al Calvario che al solenne trionfo del giorno delle palme. I bambini, gli uomini e le donne andavano ovunque incontro a lui; le piazze pubbliche, gli incroci, tutti i luoghi dove passava l'uomo venerabile erano subito pieni di gente; ma queste donne, questi bambini, questi uomini non erano venuti per offrirgli doni simbolici o parole affettuose. Sarcasmi, scherzi, imprecazioni, ingiurie grossolane e parole di rabbia, minacce: ecco quali furono i tributi di benvenuto che i nostri ciechi antenati portarono a sant'Antimondo. Furono sul punto di passare alle vie di fatto e alle percosse; ma l'ammirevole riflesso della calma e dell'armonia di tutte le potenze della sua anima, che si manifestava su tutto il suo aspetto, e la pazienza incrollabile che opponeva a tutti i loro attacchi senza che il suo volto tradisse la minima emozione, li conteneva, loro malgrado, nella loro furia.

Infine, i più audaci e i più provocatori della folla insensata gli chiesero con derisione che cosa fosse venuto ad annunciare di così raro e di così bello questo Cristo che predicava, e quali prodigi sapesse fare per chiedere loro di credere in lui. Antimondo si accontentò di rispondere loro: «Non sono venuto per fare prodigi; ne farò uno solo tuttavia, e quello sarà decisivo. Copritemi di obbrobrio, sommergetemi di ingiurie, continuate a trattarmi come avete fatto finora, vi sfido a farmi perdere mai la calma e la pace che traggo da Gesù Cristo: ecco il più grande dei prodigi, aver saputo per mezzo di Gesù Cristo riportare la vittoria sulle passioni».

Conversione 04 / 06

La vittoria attraverso la pazienza

Colpito dall'ascetismo e dalla pazienza di Antimondo, il principe Cararico autorizza l'evangelizzazione, portando a numerose conversioni a Thérouanne e Boulogne.

Questa invincibile pazienza scosse Cararico e lo condusse a sentimenti più moderati. Vide bene che Antimondo non era venuto per fare gli affari di Clodoveo, ma piuttosto per occuparsi esclusivamente delle cose del cielo. Vide che non cercava di accumulare, che si accontentava di poco cibo, di poco sonno, che era di un'umiltà e di una sottomissione perfette in ciò che riguardava il dominio temporale. Vide che era senza sosta occupato, e che lavorava immensamente la notte e il giorno a Thérouanne e a Boulogne. L'esempio del santo vescovo fece una profonda impressione sul suo spirito e, grazie alla libertà che gli lasciò il principe, molti si lasciarono istruire da Antimondo e furono abbastanza fortunati da ricevere il dono della fede e del battesimo, ed essere iscritti nel numero dei figli della Chiesa.

Sembra che il santo vescovo non si sia limitato ai confini della sua diocesi, e che abbia predicato il Vangelo anche in diversi luoghi delle Fiandre e presso i Menapi.

Fondazione 05 / 06

Fondazioni ecclesiali e fine vita

Antimondo fonda la chiesa di Clarques e governa la sua diocesi per diciannove anni, lasciando l'immagine di un pastore di una dolcezza eccezionale.

Si ritiene che sia stato san Antimondo, o il suo successore Athalbert, a costruire una chiesa sulla collina di Clarque Clarques Luogo di costruzione di un'antica chiesa da parte di Antimond. s, presso Thérouanne. Questa tradizione è, del resto, confermata dall'usanza che fu esattamente osservata fino alla distruzione di Thérouanne. Ciascuno dei nuovi vescovi di questa città, prima di fare il suo ingresso a Thérouanne, si recava dapprima nella chiesa di Clarques, dove prendeva le vesti pontificali e dove tutto il clero veniva a prenderlo per condurlo alla chiesa di Nostra Signora, che era la cattedrale. La chiesa di Clarques può dunque essere considerata la chiesa più antica edificata dai cristiani in questo paese; poiché la chiesa di San Martino, situata in un'isola del Lys, era stata primitivamente consacrata al dio Marte e costruita dai pagani.

Si leggeva su una pietra antichissima posta nella chiesa di Thérouanne prima della sua distruzione, che san Antimondo governò per diciannove anni la chiesa dei Morini. Vi mostrò una dolcezza così grande e costante che, al suo nome già ben significativo di Antimondo, gli abitanti di quelle contrade ne aggiunsero un altro non meno glorioso. Sempre, infatti, è stato chiamato il pastore dolce e bonario.

Fonte 06 / 06

Fonti della vita del santo

La biografia si basa sui lavori dell'abate Van Drival, di Malbrancq e sui breviari di Saint-Omer e di Arras.

L'abate Van Drival, *Vies des Saints de l'ancien diocèse de Thérouanne*. — Cfr. P. Malbrancq e i *Breviari* di Saint-Omer e Arras.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Vita da solitario vicino a Reims
  2. Appello di san Remigio per evangelizzare la Morinia
  3. Consacrazione episcopale nonostante le sue reticenze
  4. Attesa di tre anni prima di raggiungere la sua diocesi
  5. Ingresso a Thérouanne nell'anno 500
  6. Evangelizzazione dei Morini, delle Fiandre e dei Menapi
  7. Governo della diocesi per diciannove anni

Miracoli

  1. Prodigio della pazienza invincibile di fronte agli insulti e alle passioni

Citazioni

  • Esto et vocare Anti-mundus (Sii e sii chiamato Opposto-al-mondo) San Remigio
  • Vi sfido a farmi mai perdere la calma e la pace che ricevo da Gesù Cristo: ecco il più grande dei prodigi. Sant'Antimo

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo