Figlio naturale di Carlo Martello e fratello di Pipino il Breve, Remigio divenne vescovo di Rouen nel 754. Riformò la sua diocesi introducendovi il canto gregoriano e servì come mediatore diplomatico in Italia. Morto nel 772, è onorato come modello di pastore e di pietà.
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SAN REMIGIO, VENTINOVESIMO VESCOVO DI ROUEN
Origini ed educazione
Figlio di Carlo Martello e fratello di Pipino il Breve, Remigio fu educato nella pietà, probabilmente da san Crodegango di Metz, prima di scegliere la vita ecclesiastica.
Remi Remy Vescovo di Rouen e figlio di Carlo Martello. gio, erroneamente chiamato Egidio da alcuni storici, era figlio na turale di Carl Charles-Martel Maestro di palazzo, possibile antenato del santo. o Martello, fra tello Pépin Re dei Franchi la cui ascesa al trono fu sostenuta da Burcardo. del re Pipino e del beato Carlomanno, che si fece religioso in Italia. Fu educato alla corte da un pio vescovo di cui la storia non ci ha conservato il nome e che si crede sia san Crodegango, saint Chrodegand Vescovo di Metz, ministro carolingio e riformatore liturgico. vescovo di Metz.
Dio, per un miracolo della sua grazia, lo preservò dalla corruzione che vi regnava sotto gli ultimi re della prima stirpe. Visse nel palazzo di suo padre come avrebbe potuto fare nella scuola più regolare, e fece di tutta la sua occupazione gli esercizi della pietà cristiana che unì a quelli dello studio delle lettere. Era umile, dolce, modesto, pio, sobrio, casto, moderato in tutte le sue azioni, riservato nei suoi discorsi.
Quando si vide in grado di scegliere il genere di vita che doveva intraprendere, non deliberò affatto di entrare nella via stretta che conduce alla salvezza e, rinunciando ai vani vantaggi che il mondo gli offriva, si consacrò al servizio di Dio nello stato ecclesiastico.
Vi si condusse in un modo che rispondeva perfettamente alla santità della sua professione. Mortificava tutti i suoi sensi e macerava il suo corpo con i digiuni, le veglie e altre austerità, al fine di rendersi padrone delle sue passioni; distribuiva ai poveri tutto ciò di cui poteva disporre e tagliava dalla sua tavola, dai suoi abiti e dal suo seguito tutto ciò che non vi era assolutamente necessario, tanto per avere di che provvedere alle sue carità quanto per praticare la modestia clericale.
Impiegava la maggior parte dei giorni e delle notti nella preghiera e dedicava il resto allo studio e alla meditazione delle sacre Scritture e delle scienze ecclesiastiche; di modo che tutti, toccati dalla sua virtù, lo giudicavano degno dei primi ranghi nella casa del Signore.
Ascensione alla sede di Rouen
Nel 754, in seguito alla deposizione di Rainfroy, il clero e il popolo di Rouen ottennero dal re Pipino la nomina di Remigio come vescovo.
La sede metropolitana della chiesa di Rouen rimase vacante nell'anno 754, a causa della deposizione del vescovo Rainfroy. Il clero e il popolo della città inviarono subito dei depu roi Pépin Re dei Franchi la cui ascesa al trono fu sostenuta da Burcardo. tati presso il re Pipino per chiedergli Remigio, cercando l'interesse della loro chiesa molto più nel merito personale del soggetto che nei vantaggi della sua nascita e del suo rango. Pipino vi acconsentì; e Remigio, nonostante la risoluzione che aveva preso di trascorrere tutta la sua vita nell'oscurità di una vita privata, fu costretto a lasciarsi ordinare e a caricarsi del peso dell'episcopato, che aveva sempre temuto da quando ne aveva conosciuto gli obblighi. Dio gli fece la grazia di adempierli tutti così degnamente che divenne al tempo stesso il modello del suo popolo per tendere alla perfezione del Vangelo, e quello dei prelati della Chiesa, per il modo di ben condurre e di pascere il gregge di Gesù Cristo.
Riforme e influenza romana
Remigio riforma la sua diocesi introducendo il canto gregoriano e gli usi romani, inviando monaci a formarsi a Roma.
La diocesi di Rouen risentiva della cattiva amministrazione del suo predecessore, e vi erano molti abusi da riformare.
Desiderando rendere a Dio un culto la cui purezza potesse apparire anche nelle osservanze esteriori, sostituì il canto locale con quello gre chant grégorien Tradizione liturgica mantenuta con cura dal Papa. goriano, che non gli sembrava abbastanza regolato, né forse abbastanza solenne. Per riuscirvi, inviò a Roma dei monaci affinché venissero istruiti nelle scuole del canto ecclesiastico. A tal fine impiegò anche il credito del re Pipino; ed è da credere che questi primi successi spinsero in seguito Carlo Magno a intraprendere il cambiamento del rito e degli usi delle Gallie per introdurre quelli della Chiesa romana.
Missioni diplomatiche e reliquie
Ambasciatore presso il re Desiderio dei Longobardi per conto di papa Paolo I, fallisce tuttavia nel trasferire il corpo di san Benedetto a Montecassino.
Qualche tempo prima, il santo vescovo era stato inviato come ambasciatore in Italia, insieme al duca Autcario, per spingere Desiderio, re dei Longobardi, a restituire alla Chiesa romana i beni che lui o i suoi predecessori le avevano usurpato. Del resto, pap a Paolo I si pape Paul Ier Papa che autorizzò il trasferimento delle reliquie dei martiri in Francia. mostrò così soddisfatto dei negoziati di Remigio che, in suo favore, concesse diversi privilegi alla chiesa di Rouen. Pipino si mostrò anch'egli generoso verso suo fratello per riconoscere i suoi servizi.
Prima di inviarlo a Roma, lo aveva incaricato di portare il corpo di san Benedetto dall'abbazia di Fleury-sur-Loire a qu ella di Mon Mont-Cassin Abbazia riformata da Urbano V, che la considera come sua seconda fondazione. tecassino; ma Dio non permise che le sue preziose reliquie lasciassero la Francia, e Remigio ne ottenne solo dei frammenti che Pipino fece pervenire ai religiosi di Montecassino.
Concilio e trapasso
Dopo aver assistito al concilio di Attigny nel 763 e aver moltiplicato le fondazioni pie, morì il 19 gennaio 772.
Nel 763, assistette al concilio tenutosi al castello di Attigny-sur concile tenu au château d'Attigny-sur-l'Aisne Concilio tenutosi nel 765 al quale partecipò Madalvé. -l'Aisne, presieduto da Crodegango di Metz. Remigio compì molte pie fondazioni, dotò e ornò diverse chiese, oltre alla sua cattedrale, e dopo aver fatto sentire al suo popolo gli effetti continui della vigilanza e della carità di un vero pastore, durante diciassette anni e alcuni mesi di episcopato, morì della morte dei giusti il 19 gennaio dell'anno 772.
Culto e destino delle reliquie
Le sue reliquie viaggiano tra Rouen e Soissons prima di essere in parte distrutte dagli Ugonotti nel 1562. Il suo culto rimane vivo a Rouen e nella casa d'Austria.
Il suo corpo fu sepolto nella chiesa cattedrale di Notre-Dame, da dove fu in seguito rimosso per essere trasportato, insieme a quello di san Godardo e al capo di san Romano, nell'abbazia di Saint-Médard di Soissons, al tempo di Ludovico il Pio. Rimase in quel luogo fino al 1090; allora si riportò a Rouen la maggior parte delle sue reliquie, con il capo di san Romano e un braccio di san Godardo. Queste reliquie furono riposte nell'abbazi a di Saint Saint-Ouen Monastero fondato sul luogo di sepoltura del santo a Rouen. -Ouen, dove furono religiosamente custodite fino al sacrilego saccheggio compiuto dagli Ugonotti nell'anno 1562.
La festa del Santo si celebra a Rouen il 19 gennaio, da quando si è riconosciuto che questo giorno era quello della sua morte. In precedenza si celebrava il 14 dello stesso mese, come si vede dalla leggenda antica della sua vita distribuita in nove lezioni per il suo ufficio; si confondeva senza dubbio il giorno della sua festa con quello della morte di san Remigio di Reims, avvenuta in quello stesso giorno.
Il nome di san Remigio di Rouen non si trova nel Martirologio romano, né negli altri Martirologi moderni, nemmeno in quello di Francia, dove avrebbe meritato un posto a più giusto titolo di molti altri che non hanno culto o che sono meno conosciuti.
Nel secolo scorso, oltre alla festa principale del 19 gennaio, che, nella diocesi di Rouen, era d'ufficio semplice, si trovava quella della sua traslazione segnata al 15 maggio, che è quella avvenuta dall'abbazia di Saint-Médard di Soissons a quella di Saint-Ouen di Rouen. Si dice anche che questo Santo sia in ven maison d'Autriche Dinastia che annovera Remigio tra i propri santi familiari. erazione particolare nella casa d'Austria; almeno lo annovera tra i Santi della sua famiglia.
Questa Vita è estratta da Baillet, quasi parzialmente.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione a corte presso un pio vescovo
- Elezione alla sede di Rouen nel 754
- Introduzione del canto gregoriano nella diocesi di Rouen
- Ambasciata in Italia presso il re Desiderio
- Tentativo di traslazione del corpo di san Benedetto verso Montecassino
- Partecipazione al concilio di Attigny nel 763
Miracoli
- Preservazione dalla corruzione della corte tramite un miracolo della grazia