28 luglio 2° secolo

San Vittore I

Papa e Martire

Festa
28 luglio
Morte
28 juillet 197 (martyre)
Categorie
papa , martire
Epoca
2° secolo
Luoghi associati
Africa , Roma (IT)

Africano di nascita, San Vittore fu eletto papa nel 185. Il suo pontificato fu segnato da una lotta vigorosa contro numerose eresie (Teodoto, Montano, Taziano) e dalla controversia sulla Pasqua con le chiese d'Oriente. Morì nel 197 dopo aver governato la Chiesa per dodici anni.

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Sezioni di lettura: 5

SAN VITTORE, PAPA E MARTIRE

Vita 01 / 05

Ascesa al pontificato

Eletto nel 185, l'africano Vittore I succede a Eleuterio sotto i regni di Commodo e Pertinace, affermandosi fin da subito come un difensore dell'ortodossia.

San Vittore, Saint Victor Papa di origine africana che ha regnato alla fine del II secolo. africano di nascita, fu eletto papa dopo la morte di s ant'Eleuterio, saint Éleuthère Predecessore di Vittore I sulla sede di Roma. avvenuta nell'anno 185 di Gesù Cristo, dopo quella dell'imperatore Commodo, nel tempo in cui, secondo Eusebio, Pertinace godeva dell'impero. Si mostrò degno successore degli Apostoli, opponendosi con vigore alle eresie che sorsero al suo tempo.

Teologia 02 / 05

Lotta contro l'adozionismo

Il Papa si oppone a Teodoto di Bisanzio che nega la divinità di Cristo, così come ai Melchisedeciani che pongono Melchisedec al di sopra di Gesù.

Teodoto di Bisanzio Théodote de Byzance Eresiarca che negò la divinità di Cristo. , conciatore di professione, avendo apostatato per salvare la propria vita nell'ultima persecuzione, osò dire, per diminuire l'enormità della sua colpa, che Gesù Cristo che aveva rinnegato non era affatto Dio, che non era che un puro uomo; in ciò superava gli Ariani che consideravano anch'essi Gesù Cristo come una creatura, ma che era esistito prima del mondo. Essend o gi Rome Città natale di Massimiano. unto a Roma, vi pubblicò il suo errore e vi si fece diversi discepoli; ma san Vittore arrestò i progressi della sua eresia scomunicandolo insieme a Ebione, Artemone e un altro Teodoto che insegnava la stessa bestemmia. Questo Teodoto, chiamato Trapezita o il Banchiere, formò la setta dei Melchisedeciani, i quali pretendevano che Melchisedec fosse più grande di Gesù Cristo.

Teologia 03 / 05

La condanna del montanismo

Vittore I condanna la setta di Montano, caratterizzata da un rigorismo eccessivo, false profezie e una messa in discussione dell'autorità della Chiesa.

Verso lo stesso periodo si vide un nuovo convertito attaccare la Chiesa, dopo aver inutilmente tentato di ottenerne i primi posti. Era nato in Misia, ai confini della Frigia, e si chiamava Montano. L'amb izione Montan Fondatore dell'eresia montanista combattuta dal santo. e l'orgoglio lo condussero insensibilmente all'entusiasmo; egli contraddisse l'illuminato. Perdendo talvolta l'uso dei sensi, si serviva di espressioni del tutto straordinarie. Prisca o Priscilla e Massimilla, entrambe donne di qualità, ma di cattiva condotta, abbandonarono i loro mariti per seguire questo nuovo profeta; imitarono le sue stravaganze, pretendendo di essere succedute a coloro tra i discepoli degli Apostoli che avevano il dono della profezia. Montano si pose persino al di sopra degli Apostoli, in quanto aveva, diceva, ricevuto lo Spirito Santo promesso dal Salvatore per dare alla legge evangelica la sua ultima perfezione. Egli toglieva alla Chiesa il potere di rimettere i peccati di idolatria, omicidio e impurità; insegnava, contro la dottrina di san Paolo, che le seconde nozze erano illecite e contrarie alla castità; non voleva che i cristiani fuggissero nei tempi di persecuzione. Un aspetto austero e un preteso zelo per la purezza della morale gli attirarono molti discepoli, ai quali fu dato il nome del loro maestro. Sono anche conosciuti sotto quello di Catafrigi, a causa del loro paese, e sotto quello di Pepuziani, a causa della piccola città di Pepuza, di cui avevano fatto il loro centro principale, e che chiamavano Gerusalemme. Si vantavano dei loro martiri, sebbene ve ne fossero pochi tra loro che avessero sofferto per la religione. Ma che cos'è il martirio senza l'umiltà? Si notava nella nuova setta un grande fondo di ipocrisia e costumi molto corrotti: così Apollonio, citato da Eusebio, rimproverò pubblicamente questi vizi alle due profetesse di Montano. «Ebbene», diceva, «si vide mai un profeta tingersi i capelli e le sopracciglia, giocare ai dadi e prestare il proprio denaro a usura? Sono tuttavia in grado di dimostrare che esse sono colpevoli di questi crimini». Il dotto sacerdote Asterio Urbano confuse questi eretici in una conferenza che si tenne ad Ancira nel 188. Egli convinse della falsità delle loro profezie, in quanto non erano state verificate dagli eventi, in quanto erano proscritte dalla Chiesa, e in quanto i veri profeti non erano stati fuori di sé nel parlare come i nuovi entusiasti. Infine il montanismo fu condannato come empio, e la Chiesa rimosse dal suo seno coloro che lo professav ano. Euseb Montanisme Movimento eterodosso basato su nuove profezie e un rigoroso ascetismo. io, che riporta quanto appena detto, aggiunge che Montano e Massimilla caddero nella disperazione e che si impiccarono.

Teologia 04 / 05

Difesa della fede contro Prassea e Taziano

Il pontefice denuncia gli errori di Prassea sulla Trinità e quelli di Taziano, fondatore degli Encratiti, che predicava un ascetismo radicale rifiutando il matrimonio e il vino.

Tertulliano, che divenne montanista verso la fine della vita di san Vittore, dice che questo Papa inviò lettere di comunione ai sedicenti profeti. È facile concepire come Vittore poté essere ingannato. Si trattava di un punto di fatto; egli era lontano dai luoghi in cui vivevano le persone: i Montanisti, d'altronde, nascondevano i loro vizi e i loro dogmi sotto la maschera dell'ipocrisia; ma Prassea, che veniva dall'Oriente, non appena lo ebbe informato del vero stato delle cose, revocò le sue lettere e condannò i novatori. La fede di questo Prassea non era tuttavia affatto ortodossa. Gonfio dell'onore che aveva avuto di essere imprigionato per Gesù Cristo, divenne eresiarca a Roma stessa. Insegnava che vi era una sola persona in Dio, e che il Padre era stato crocifisso tanto quanto il Figlio, il che fece dare ai suoi seguaci il nome di Patripassiani. I suoi errori non furono appena conosciuti, che fu rimosso dal numero dei fedeli. Anche Taziano fece naufragio n ella f Tatien Autore cristiano divenuto eretico, fondatore dell'encratismo. ede, sotto il pontificato di Vittore. Era un filosofo platonico nato in Siria; aveva insegnato per qualche tempo a Roma, dopo la morte di san Giustino, martire, suo maestro. Essendo ritornato in Siria, nell'anno 171, vi pubblicò i suoi errori, che non aveva osato diffondere a Roma. Marcione, Valentino e Saturnino furono le sue guide principali. Insegnò, come loro, che vi erano due principi, uno buono e l'altro cattivo, e che il Creatore del mondo era quello cattivo. Aggiunse che Adamo era dannato, e che il matrimonio non era meno criminale dell'adulterio. È per questo che i suoi discepoli furono chiamati Encratiti o Continenti. Furono chiamati anche Idroparastati o Acquari, perché non impiegavano che acqua nella consacrazione dell'Eucaristia, conseguentemente all'orrore che avevano per il vino. Condannavano inoltre l'uso della carne. Taziano, secondo l'osservazione dei Padri, non si allontanò dai principi della fede se non per una conseguenza di quel preteso spirito filosofico che è fin troppo comune. Quando ci si immagina di avere lumi superiori a quelli degli altri, si disdegnano le strade battute, ci si crea nuovi sistemi che l'amor proprio impedisce poi di abbandonare.

Vita 05 / 05

La controversia pasquale e la fine della vita

Vittore I tenta di unificare la data della Pasqua di fronte alle chiese d'Asia, prima di morire nel 197 dopo dodici anni di regno.

San Vittore combatté tutti questi eresiarchi e cercò di soffocare gli scandali fin dalla loro nascita; mostrò anche molto zelo nella disputa sorta riguardo alla celebrazione della Pasqua. Gli asiatici celebravano questa festa con gli ebrei, il quattordicesimo giorno della luna dopo l'equinozio di primavera, in qualunque giorno della settimana cadesse; al contrario, la Chiesa romana e le altre chiese del mondo cristiano la celebravano sempre la domenica che seguiva immediatamente il quattordicesimo giorno. Il papa Aniceto permise agli asiatici di seguire il loro uso, anche a Roma; ma Sotero, suo successore, li obbligò a conformarsi a ciò che si praticava nei luoghi in cui si trovavano. Diversi Concili tenuti in Oriente e in Occidente ordinarono che la disciplina su questo punto fosse d'ora in poi uniforme e che si adottasse l'uso della Chiesa romana. Tuttavia Policrate, vescovo di Efeso, prese fortemente le difese degli asiatici. Sostenne che non si potevano inquietare e che avevano dalla loro parte l'autorità di san Filippo, morto a Gerapoli, di san Giovanni Evangelista, di san Policarpo, vescovo e martire, di Sagaris, anch'egli vescovo e martire, morto a Laodicea, e di molti altri personaggi la cui memoria era in benedizione tra i fedeli. Il papa Vittore, vedendo che non si potevano ri Le pape Victor Papa di origine africana che ha regnato alla fine del II secolo. durre gli asiatici, minacciò di scomunicarli. Alcuni moderni hanno concluso dalle espressioni di Eusebio che san Vittore scomunicò effettivamente gli asiatici, ma che revocò subito la sentenza; altri, al contrario, pensano che si limitò a una semplice minaccia, e questa opinione appare la più probabile. Lo scisma che il sacerdote Blasto aveva formato a Roma in occasione di questa disputa, e per il quale era stato degradato dal papa Eleuterio, fu senza dubbio ciò che determinò san Vittore a mostrare vigore, al fine di prevenire i mali che potevano nascere dalla diversità in questione; ma, per un motivo di carità e di prudenza, evitò di spingere troppo oltre la severità, e seguì in ciò i consigli che gli aveva dato sant'Ireneo in una lettera che gli scrisse a questo proposito a su o nome e a n saint Irénée Vescovo delle Gallie che consigliò moderazione a papa Vittore. ome dei fedeli delle Gallie. Morì il 28 luglio dell'anno 197 di Gesù Cristo, dopo aver tenuto la sede per dodici anni, due mesi e dieci giorni. Alcuni scrittori del V secolo lo chiamano *martire*, e il suo nome si trova con questo titolo in un antico pontificale scritto nel 530. In due ordinazioni fatte nel mese di dicembre, creò quattro sacerdoti, sette diaconi e dodici vescovi per diversi luoghi. Gli si attribuiscono alcune epistole, e in particolare due, a Desiderio e a Paracodio, vescovi di Vienne. Fu sepolto in Vaticano.

Acta Sanctorum; Godescard. — Cf. Histoire de l'É glise, Vatican Luogo di sepoltura di San Gelasio. par l'abbé Darras.

SANT'INNOCENZO I, PAPA E CONFESSORE.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Elezione al pontificato nel 185 dopo sant'Eleuterio
  2. Lotta contro le eresie di Teodoto di Bisanzio e dei Melchisedeciani
  3. Condanna del montanismo e scomunica dei novatori
  4. Opposizione agli errori di Prassea e Taziano (Encratiti)
  5. Disputa sulla data della celebrazione della Pasqua con le chiese d'Asia
  6. Minaccia di scomunica contro Policrate di Efeso
  7. Redazione di epistole ai vescovi di Vienne

Citazioni

  • Il regno dei cieli, o uomo, non chiede altro prezzo che te stesso; vale quanto vali tu: donati e lo avrai. Sant'Agostino (in epigrafe)

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo