Papa dell'inizio del V secolo originario di Albano, Innocenzo I governò la Chiesa durante le ore buie del sacco di Roma da parte di Alarico. Grande difensore del primato romano e di san Giovanni Crisostomo, lottò contro lo scisma di Antiochia e l'eresia pelagiana. Lasciò importanti scritti dottrinali sui sacramenti prima di morire nel 417.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 5
SAN INNOCENZO I, PAPA E CONFESSORE,
DELL'ORDINE DI SAN BASILIO.
Origini e prime azioni
Originario di Albano, Innocenzo I accede al pontificato e si distingue per la sua difesa di san Giovanni Crisostomo e la risoluzione dello scisma di Antiochia.
*Exclusio omnium credentium mater est, quæ natos a morte regenerat ad salutem.*
La Chiesa è la madre di tutti i credenti: essa strappa i suoi figli alla morte per metterli sulla via della salvezza. *Sant'Agostino.*
S an Innocenzo I, papa, no Saint Innocent Ier, pape Papa che ricevette Vittricio a Roma e autore di una decretale. n terminò, in verità, la sua vita con una morte violenta; ma le calamità della Chiesa romana, avvenute ai suoi tempi, lo fecero vivere in un lungo e continuo martirio. Era di Albano, vicino a Roma, e figlio di Innocenzo. Le sue grandi ed eminenti virtù lo fecero salire per gradi sulla cattedra pontificale, da dove diffuse la sua luce in tutto il mondo cristiano. Si fece dapprima protettore di san Giovanni Crisostomo, ingiustame saint Jean Chrysostome Patriarca di Costantinopoli il cui sostegno causò l'esilio di Anatolio. nte perseguitato dall'imperatrice Eudossia e dalla fazione di Teofilo, patriarca di Alessandria, poiché non si accontentò di annullare tutto ciò che era stato fatto contro di lui in un conciliabolo tenutosi nel sobborgo di Calcedonia, e di ordinare che fosse reintegrato nella sua sede; ma colpì anche con l'anatema coloro che avevano preso parte alla sua persecuzione, soprattutto dopo aver appreso che era morto in esilio a causa della crudeltà dei trattamenti che gli erano stati inflitti durante tutto il suo viaggio. Lavorò anche con vigore all'estinzione dello scisma della chiesa di Antiochia, la quale, dalla morte di sant'Eustazio, nel 440, aveva sempre avuto due vescovi, ed ebbe la consolazione di vederla riunita in una sola comunione, sotto il patriarca Alessandro.
La prova di Alarico e il sacco di Roma
Mentre Innocenzo negozia la pace a Ravenna, Alarico e i Goti saccheggiano Roma; il Papa viene risparmiato da una protezione divina paragonabile a quella di Lot.
Ma questa gioia fu presto attraversata da una grande afflizione. Alarico, re dei Goti, devastava tutta l’Italia; pose l’assedio davanti a Roma Rome Città natale di Massimiano. , che non sapeva ancora cosa significasse essere assediata, dopo la sua presa da parte dei Galli, nell’anno 364 dalla sua fondazione. Quando, dopo la revoca di questo primo assedio, il nostro Santo, essendosi rec ato a Ravenna press l’empereur Honorius Imperatore romano d'Occidente che abolì i giochi gladiatori dopo la morte di Telemaco. o l’imperatore Onorio per lavorare alla pace pubblica, apprese che quel re barbaro e ariano non solo aveva ricominciato l’assedio, ma era anche trionfante nella città, e che l’aveva saccheggiata e riempita di omicidi e di sangue; questo buon Pastore ebbe senza dubbio molto dolore per essere stato in quel tempo separato dalle sue care pecorelle; ma Dio non volle che l’innocente fosse punito con i colpevoli e, come dice molto bene lo storico Orosio, lo ritirò da quella città, che aveva deciso di castigare, come un tempo il giusto Lot da Sodoma, affinché non fosse coinvolto nelle sue rovine.
Dopo la partenza dei barbari, il santo Papa tornò a Roma e con la sua sola presenza consolò il suo popolo afflitto. Insegnò ai fedeli a trarre profitto, per la loro salvezza, dalle calamità che erano appena piombate su di loro. La pazienza con cui soffrirono la perdita dei loro beni e di tutto ciò che avevano di più caro edificò singolarmente i pagani. Questi non si limitarono a una sterile ammirazione delle virtù di cui erano testimoni, ma si presentarono in folla per farsi istruire e per chiedere il battesimo. Il Papa li confermò nelle loro sante disposizioni e formò da loro un popolo nuovo che non si occupò più che della pratica delle buone opere.
Lettere dottrinali e disciplina
Il Papa indirizza direttive fondamentali ai vescovi di Tolosa e Gubbio riguardanti l'assoluzione, la confermazione e l'estrema unzione.
Innocenzo non si limitò alla cura della Chiesa romana; scrisse diverse lettere che rimarranno monumenti eterni della sua dottrina e del suo zelo. In particolare, quelle che indiri zzò a sant'Esuperio, vescovo di T saint Exupère, évêque de Toulouse Vescovo di Tolosa destinatario di una lettera dottrinale di Innocenzo I. olosa, e a Decenzio, vescovo di Gubbio, in risposta a diversi quesiti che gli avevano posto, contengono regole utili e decisioni assai sagge. Nella prima afferma che non si deve mai rifiutare l'assoluzione ai penitenti in punto di morte, per non imitare la durezza dei novaziani; nella seconda, che spetta solo ai vescovi conferire lo Spirito Santo nella confermazione, ungendo con l'olio la fronte dei battezzati, poiché essi soli possiedono la pienezza del sacerdoce, e aggiunge di non poter recitare le parole usate nel conferire tale sacramento, per timore di svelare i misteri agli infedeli. Usa la medesima riserva parlando del santo sacrificio, tanto era inviolabile il segreto con cui i primi cristiani trattavano tutto ciò che riguardava i sacramenti. In questa stessa lettera, Innocenzo parla anche dell'estrema unzione data agli infermi, la quale non deve essere fatta, dice, se non nei confronti dei penitenti che sono stati riconciliati, poiché l'estrema unzione è un sacramento e i sacramenti non possono essere amministrati a coloro che sono ancora in penitenza. Questo passo notevole prova che, nei primi secoli, l'estrema unzione era considerata un sacramento tanto quanto l'Eucaristia. Innocenzo non condanna affatto i laici che, per una devozione in uso a quel tempo, si servivano degli oli santi, ma senza impiegare le parole sacramentali. Alla richiesta se i vescovi potessero amministrare l'estrema unzione, che era comunemente amministrata dai semplici sacerdoti, risponde che certamente possono, poiché i sacerdoti lo fanno. Egli suppone dunque come cosa indubitabile che spetti ai sacerdoti, e non ai laici, amministrare questo sacramento.
Primato romano e lotta contro l'eresia
Innocenzo I conferma le condanne del pelagianesimo da parte dei concili africani, affermando il primato della Sede apostolica sulle questioni di fede.
I Concili di Cartagine e di Milevi, avendo condannato nel 416 gli errori dei pelagiani, scrissero al santo Papa per informarlo di quanto era stato fatto. Le due lettere sinodali furono redatte da sant'Ag ostino. Innoce saint Augustin Citato per la sua definizione di carità fraterna. nzo, nella sua risposta ai Padri di Milevi, afferma «che tutte le questioni ecclesiastiche del mondo cristiano devono essere portate per diritto divino alla Sede apostolica, vale a dire a san Pietro, autore di questo nome e di questo onore». Egli raccomanda agli stessi vescovi di agire in tal modo. «In tal modo», dice, «seguirete l'antica consuetudine che sapete bene quanto me essere sempre stata osservata da tutto il mondo». Quando l'atto di conferma dato dal Papa ai Concili di Cartagine e di Milevi giunse in Africa, sant'Agostino disse in uno dei suoi discorsi: «Le decisioni dei due Concili sono state inviate alla Sede apostolica; i rescritti di questa Sede sono giunti, la causa è ormai finita; voglia il cielo che anche l'errore possa finire!»
Morte e testimonianze storiche
Dopo quindici anni di regno, il papa morì nel 417; viene salutato da san Girolamo come un custode vigile della fede.
Tenne la sede per quindici anni, due mesi e venti giorni; conferì gli Ordini quattro volte nel mese di dicembre, consacrando trenta sacerdoti, dodici diaconi e cinquantaquattro vescovi. Dedicò a Roma la basilica dei santi Gervasio e Protasio, che arricchì egli stesso con le sue offerte personali. Morì pieno di anni e di meriti, il 28 luglio dell'anno 417, e fu sepolto nel cimitero di Priscilla. San Gi rolamo ne pa Saint Jérôme Padre della Chiesa e fonte biografica per Amando. rla con grande onore
Nella sua lettera a Demetriade, dicendole: «Tenete costantemente la fede di sant'Innocenzo, che è figlio spirituale e successore di Anastasio, di felice memoria, nella cattedra apostolica, e, per quanta fiducia abbiate nelle vostre proprie luci, guardatevi dall'abbracciare una dottrina diversa dalla sua».
Acta Sanctorum. — Cfr. Histoire de l'Église, dell'abate Darras; Godescard.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Elezione al pontificato
- Protezione di san Giovanni Crisostomo contro l'imperatrice Eudossia
- Estinzione dello scisma della chiesa di Antiochia
- Assedio e sacco di Roma da parte di Alarico e dei Goti
- Mediazione presso l'imperatore Onorio a Ravenna
- Condanna degli errori dei pelagiani
- Conferma dei concili di Cartagine e di Milevi
Citazioni
-
Tutte le questioni ecclesiastiche del mondo cristiano devono essere portate per diritto divino alla Sede apostolica.
Risposta ai Padri di Milevi -
Le decisioni dei due Concili sono state inviate alla Sede apostolica; i rescritti di questa Sede sono giunti, la causa è ormai conclusa.
Sant'Agostino