San Giovanni Colombini da Siena
FONDATORE DELL'ORDINE DEI GESUATI, IN ITALIA
Confessore e Fondatore dell'Ordine dei Gesuati
Nobile senese e gonfaloniere, Giovanni Colombini si convertì radicalmente dopo la lettura fortuita della vita di santa Maria Egiziaca. Fondò la congregazione dei Gesuati, caratterizzata da una povertà estrema e dalla cura dei malati, prima di morire nel 1367 durante un viaggio.
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Sezioni di lettura: 7
SAN GIOVANNI COLOMBINI DA SIENA, CONFESSORE,
FONDATORE DELL'ORDINE DEI GESUATI, IN ITALIA
Origini e vita secolare
Giovanni Colombini, proveniente da un'illustre famiglia di Siena, conduce una brillante carriera politica come gonfaloniere della Repubblica, fondando al contempo una famiglia.
Vedremo in questa biografia una nuova prova dell'utilità della lettura della Vita dei Santi, poiché san Giovanni Col ombini, così come sa saint Jean Colombini Fondatore della congregazione dei Gesuati nel XIV secolo. nt'Ignazio di Loyola, deve a questa lettura la sua intera conversione e gli inizi della sua vita interiore e perfetta. Egli era della città di Siena (Sena Julia), ca poluog Sienne Città italiana che delimita l'area di attività del beato. o di provincia in Toscana, che ha dato tanti grandi prelati e santi personaggi alla Chiesa, e traeva la sua origine dall'illustre casa dei Colombini, che era una delle principali famiglie di quella città. Quando fu in età da marito, sposò una giovane di qualità, chiamata Biagia Bandinelli, dalla quale ebbe un figlio e un a figlia, Pietro Blaise Bandinelli Moglie di Giovanni Colombini, lo incoraggiò nella sua conversione. e Angela. Grazie alla sua nascita, al suo spirito e alla sua condotta, passò facilmente attraverso le prime cariche della Repubblica, della quale divenne persino gonfaloniere. In questo impiego, era oberato da molti affari che lo occupavano senza sosta dal mattino alla sera, e non aveva quasi il tempo di consumare i suoi pasti; essendo un giorno tornato a casa e non trovando il pranzo pronto, entrò in una grande collera e apostrofò duramente sua moglie. Biagia Bandinelli, che aveva molta pietà, si scusò dolcemente, lo pregò di avere un momento di pazienza e gli mise la Vita dei Santi tra le mani, per leggerne qualcosa nell'attesa che il pranzo fosse servito. Il signor Colombini, che la fame, e forse qualche spiacevole affare, aveva reso dei più sgarbati, la respinse e gettò bruscamente il libro a terra. Ma, pentendosi subito di questa azione, lo raccolse e, avendolo aperto nel punto di santa Maria Egiziaca che, dopo essere stata una peccatrice celebre, era diven uta una penitente eroica, sainte Marie l'Égyptienne Santa penitente la cui lettura della vita provocò la conversione di Giovanni. ne lesse la vita, non solo con ammirazione, ma anche con piacere e soddisfazione.
La conversione attraverso la lettura
Un'ira domestica conduce Giovanni a leggere la vita di santa Maria Egiziaca, provocando un cambiamento radicale di vita e un impegno verso la santità.
La grazia gli toccò allo stesso tempo il cuore. Fu improvvisamente cambiato in un altro uomo e, crescendo il suo fervore di giorno in giorno, cominciò a fare grandi elemosine, a frequentare le chiese e ad applicarsi agli esercizi della lettura, dell'orazione e del digiuno. In seguito, poiché desiderava sempre più piacere a Dio, propose alla sua sposa di conservare la castità e di vivere insieme come fratello e sorella. Sua moglie, che faceva continuamente preghiere molto ferventi per la santificazione del marito, non ebbe difficoltà ad acconsentire a questa proposta. Da allora Giovanni condusse una vita molto austera. Il suo letto non era che una tavola sulla quale si coricava solo per una piccolissima parte della notte, impiegando il resto nella preghiera. Inoltre portava il cilicio e mortificava il suo corpo fino a insanguinarlo con durissime discipline. Il suo abito rispondeva a questo stato di penitenza: abbandonò l'oro, l'argento, la seta e tutto ciò che poteva distinguerlo tra gli abitanti di Siena, usando ormai solo stoffa vile e povera, per rendersi più conforme allo spirito di povertà di Gesù Cristo.
Ascetismo e carità
Giovanni adotta una vita di estrema penitenza, pratica la castità con la propria sposa e si dedica totalmente al servizio dei poveri e dei malati.
A tutte queste virtù unì quella dell'ospitalità. Accogliendo nella sua casa i poveri, i pellegrini e i malati, lavava loro i piedi, li trattava con delicatezza, li faceva coricare comodamente e offriva loro tutti i sollievi che una carità industriosa poteva ispirargli. Un giorno, avendo scorto all'ingresso della grande chiesa un lebbroso coperto di piaghe, se lo caricò sulle spalle e non ebbe alcuna difficoltà a portarlo pubblicamente lui stesso attraverso le vie principali fino alla sua dimora. Sua moglie ne ebbe orrore; non poteva sopportarlo a causa del fetore, della sporcizia delle sue piaghe e del pus che ne colava; ma il nostro Santo, assistito da don Francesco-Vince nzo Mini, nobile senese, dom François-Vincent Mini Nobile senese, compagno e successore di Giovanni Colombini. che si era unito a lui in tutte le sue opere di carità, lo lavò, lo medicò, baciò teneramente le sue ulcere e lo adagiò su un buon letto, in attesa che giungesse l'ora di dargli da mangiare. In questo intervallo, egli si recò in chiesa, raccomandando alla moglie di visitarlo per vedere se avesse bisogno di qualcosa. La donna ne provava ripugnanza; tuttavia, essendo molto virtuosa, la superò generosamente e si recò nella stanza dove si trovava il malato. Ma, avendo sentito alla porta un odore sovranamente dolce e gradevole, fu colta da un tale rispetto che non osò andare oltre. Si accusò di devozione mancata e di viltà, e si rimproverò, tra molte lacrime, il disgusto che aveva provato per quel membro sofferente di Gesù Cristo quando suo marito glielo aveva portato. Poco tempo dopo, Giovanni e Francesco tornarono dal servizio divino con alcune leccornie che erano state date loro per il malato. Biagia raccontò loro ciò che aveva sentito, ed essi stessi respirarono quell'odore che superava tutti i profumi della terra. Entrati nella stanza per conoscerne la causa, non vi trovarono più nessuno, poiché il lebbroso era scomparso.
Il miracolo del lebbroso
Dopo aver curato un lebbroso che si rivela essere Cristo stesso, Giovanni decide di distribuire tutti i suoi beni e di dedicarsi alla predicazione.
Il beato Giovanni comprese bene che si trattava di una visione celeste: qualche tempo dopo, Nostro Signore, in un'estasi del nostro Santo, gli dichiarò che non era né un angelo né un'altra creatura, ma Lui stesso ad aver preso le sembianze di quel lebbroso, per testimoniargli quanto la sua carità Gli fosse gradita. Questo favore gli fece concepire più alti disegni di perfezione. Per questo motivo, essendo morto suo figlio e sua figlia essendosi consacrata nel monastero di Sant'Abbondio, egli distribuì, col consenso della moglie, tutti i suoi beni ai poveri. In seguito, sentendosi infiammato di uno zelo straordinario per la salvezza delle anime, e desiderando ardentemente estendere il regno di Gesù Cristo, si applicò con fervore alla predicazione del Vangelo, percorrendo borghi e villaggi per condurre i peccatori alla penitenza. Molti uomini virtuosi si unirono a lui nel medesimo intento, e produssero frutti meravigliosi con la santità dei loro esempi e con la forza invincibile delle loro parole. Tali felici successi portarono san Giovanni Colombini a istituire una nuova famiglia di religiosi. Quando nel 1367 papa Ur pape Urbain V Papa riformatore di origine francese, 200º papa della Chiesa cattolica. bano V si recò da Avignone a Roma, il Colombini andò incontro a lui con i suoi discepoli, fino a Corneto, per ottenerne l'approvazione della sua società. Lungo la strada, a Viterbo, i viaggiatori r icevette Jésuates Congregazione pia fondata da Giovanni Colombini, soppressa nel 1668. ro il nome di Gesuati, perché, conformemente alla loro abitudine, dicevano continuamente: Viva Gesù! Lode a Gesù Cristo! Si dice che furono i bambini lattanti i primi a gridare: Ecco i Gesuati! Ottennero l'approvazione pontificia solo qualche mese più tardi, dopo essersi pienamente giustificati dal sospetto di essere in relazione con la setta fanatica dei Fraticelli. P apa Urbano Fraticelles Setta fanatica con la quale i Gesuati furono inizialmente confusi. fissò il loro costume, consistente in una tonaca bianca e un mantello bruno; li esortò a non percorrere più le contrade in grandi masse, ma a fondare residenze fisse nelle città o nelle campagne.
Fondazione dei Gesuati
Giovanni fonda una nuova società religiosa, i Gesuati, che riceve l'approvazione di Papa Urbano V nel 1367 nonostante i sospetti di eresia.
La regola di San Benedetto, modificata, divenne la base dei loro statuti. Più tardi adottarono la regola di Sant'Agostino. Tuttavia, non costituivano un Ordine propriamente detto; formavano solo una pia congregazione e, per questo motivo, non emettevano voti solenni. Lo stesso anno del loro riconoscimento da parte della Santa Sede, Colombini morì durante un viaggio ad A cquapendente Aquapendente Luogo di morte di Giovanni Colombini. , il 31 luglio 1367, dopo aver designato, per succedergli, il suo amico Francesco Mini. I Gesuati, grazie alla loro vita edificante, si diffusero rapidamente in tutta l'Italia e oltre i suoi confini, fino a Tolosa. Inizialmente erano tutti laici; nel 1606, il Papa permise loro di accogliere sacerdoti tra i propri ranghi. Oltre alla preghiera e alle pratiche di mortificazione, i Gesuati si occupavano soprattutto della cura dei malati, della preparazione di rimedi e di liquori benefici, il che valse loro il nome di Padri dell'acquavite. A poco a poco la congregazione si indebolì, degenerò e, nel 1668, Papa Clement e IX la soppres pape Clément IX Papa in carica al momento della morte del santo. se, poiché non era più di grande utilità per la Chiesa.
Morte ed evoluzione dell'ordine
Giovanni muore ad Acquapendente nel 1367. Il suo ordine si sviluppa prima di essere soppresso da papa Clemente IX nel 1668 per mancanza di utilità.
Le religiose gesuate si mantennero più a lungo; erano state fondate da Caterina, cugina di Colom Catherine Cugina di Giovanni Colombini e fondatrice delle religiose gesuate. bini, con uno scopo del tutto ascetico.
Si potrebbe rappresentare san Giovanni Colombini mentre cura i malati nel proprio palazzo, e calpesta con i piedi le ricchezze della terra, che ha disprezzato per amore di Gesù Cristo.
Fonti agiografiche
La biografia si basa sui lavori di Paul Maries, Louis Bourrier, i Bollandisti e il dizionario di Geschier.
La sua vita si trova scritta tra quelle dei Santi di Toscana. Anche Paul Maries l'ha composta, e il Padre Louis Bourrier, Celestino, ce ne ha data una nel suo compendio dei Fondatori delle Congregazioni. Abbiamo completato il racconto del Padre Giry con il Dizionario enciclopedico di teologia cattolica, di Geschier. — Cfr. Acta Sanctorum, t. VII julii; Hélyot, Hist. des Ordres relig., t. III; Vie de saint Jean Colombini de Sienne, fondateur des Jésuates, scritta, secondo i Bollandisti, da D. Frédéric Paul, sacerdote della Società del Santissimo Salvatore. Ratisbonæ, 1546.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Conversione in seguito alla lettura della vita di santa Maria Egiziaca
- Voto di castità con la moglie
- Distribuzione dei suoi beni ai poveri dopo la morte del figlio
- Incontro con papa Urbano V a Corneto nel 1367
- Approvazione della congregazione dei Gesuati
- Morto ad Acquapendente
Miracoli
- Visione di un lebbroso che era in realtà Nostro Signore
- Soave profumo emanato da un malato di lebbra
Citazioni
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Viva Gesù! Lode a Gesù Cristo!
Grido abituale dei Gesuati