Nostra Signora degli Angeli
Porziuncola
Regina degli angeli, Signora e Sovrana degli Angeli
La dedicazione di Nostra Signora degli Angeli, o Porziuncola, commemora il restauro di questa chiesa da parte di san Francesco d'Assisi e l'istituzione dell'indulgenza plenaria. Questo santuario, considerato la culla dell'ordine francescano, è il luogo di miracoli celebri come quello delle rose nate dal sangue del santo.
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DEDICAZIONE DI NOSTRA SIGNORA DEGLI ANGELI,
O DELLA PORZIUNCOLA, AD ASSISI, NEGLI STATI DELLA CHIESA
Origine e restauro della Porziuncola
San Francesco d'Assisi restaura tre chiese in rovina, tra cui quella di Nostra Signora della Porziuncola, che diviene la culla del suo Ordine.
Nostra Signora degli Angeli, situata alle porte della città di Assisi, in Umbria, è la prima chiesa che fu loro donata e la prima eredità che abbiano posseduto nel mondo; in secondo luogo, in ringraziamento del loro stesso stabilimento: poiché è in questo stesso tempio che hanno avuto origine e che sono stati fondati dal glorioso patriarca san Francesco; in terzo luogo, i saint François Fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. n riconoscimento della celebre indulgenza plenaria che Gesù Cristo, nostro Salvatore, e, dopo di lui, il sommo pontefice Onorio III, suo vicario sulla terra, hanno concesso a tutti coloro che avessero visitato in questo giorno tale luogo di devozione. Ma i fedeli vi onorano anche la santa Vergine sotto l'augusta qualità di Regina degli Angeli, che le è attribuita non solo da san Bernardo, san Bonaventura, san Bernardino da Siena e molti altri santi Dottori, ma anche dalla Chiesa universale, che la saluta così spesso in questo modo: Ave, Regina cœlorum; Ave, Domina Angelorum: «Ti saluto, Regina dei cieli; ti riverisco, Signora e Sovrana degli Angeli».
Per una maggiore comprensione di queste ragioni, bisogna sapere che, avendo Nostro Signore toccato con una grazia straordinaria il cuore di san Francesco d'Assisi e avendogli det to tre volte per bocca saint François d'Assise Fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. del crocifisso: «Va', Francesco, e ripara la mia casa che cade interamente in rovina», questo grande Santo, che non comprese appieno il mistero di questa voce, si applicò dapprima a riparare tre chiese materiali che trovò quasi in rovina e demolite nel paese della sua nascita. La prima fu quella di San Damiano, nella stessa Assisi, per la cui riparazione non ebbe vergogna di chiedere l'elemosina in una città dove prima passava per uno dei più ricchi, e di portare pietre e cemento al posto delle ricche stoffe che era solito maneggiare nel suo lavoro di mercante. La seconda fu quella di San Pietro, a una certa distanza dalla stessa città, che restaurò con tanto più affetto quanto maggiore era la sua devozione per il grande apostolo san Pietro. La terza, infine, fu quella di Nostra Signora, nel sobborgo, che la sua venerazione per la santa Vergine gli faceva rispettare singolarmente. San Bonaventura ci insegna che questa si chiamava fin d'allora Nostra Signora degli Angeli e Nostra Signora della Porziuncola, perché era situata in un piccolo campo c he i religiosi Benedettini d Notre-Dame de la Portioncule Piccola chiesa presso Assisi, culla dell'ordine francescano. el Monte Subasio consideravano come la minima eredità del loro monastero. Alcuni autori hanno creduto che questi nomi le fossero stati dati dopo lo stabilimento dell'Ordine dei Minimi, perché san Francesco vi fu spesso visitato dagli angeli , in compagnia di Ordre des Minimes Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. Nostra Signora, loro sovrana e loro maestra, e che essa fosse al principio l'unica possessione che i suoi figli avessero sulla terra; ma è più opportuno attenersi alla testimonianza di san Bonaventura, che ritiene questi nomi più antichi, sebbene sia assai verosimile che questi stessi nomi furono in seguito confermati a questa chiesa per le ragioni che tali autori adducono.
La culla spirituale dei Francescani
La Porziuncola è il luogo in cui Francesco inizia la sua vita evangelica e riceve numerose grazie divine, attirando una folla di fedeli.
Dopo che il Santo ebbe restaurato questa terza chiesa, la amò e la predilesse più di ogni altro luogo al mondo. Fu lì, dice lo stesso santo dottore, che egli iniziò con umiltà la vita evangelica che ha ispirato a tutto il suo Ordine; fu lì che fece quel grande progresso nella virtù che lo ha fatto considerare la meraviglia del suo secolo; fu lì che portò felicemente a compimento la grande opera della sua perfezione e che trovò la fine delle sue fatiche. Dio fece vedere a un santo personaggio, in una rivelazione, l'abbondanza delle benedizioni che sarebbero scaturite da questa chiesa per la consolazione del popolo cristiano. Egli scorse davanti alle sue porte e attorno alle sue mura un numero infinito di persone cieche che, in ginocchio e con le mani levate al cielo, imploravano con grandi grida e con molte lacrime gli effetti della divina misericordia; e, nello stesso istante, una luce discese dall'alto, che rese loro la vista e li riempì di consolazione e di gioia.
Spiegheremo più in dettaglio, nella vita dello stesso san Francesco, le cose che sono accadute in questa chiesa e nella piccola casa che fece costruire accanto per alloggiare i suoi frati. Essendo la prima dell'Ordine e la più cara al santo patriarca, divenne un santuario di meraviglie e un luogo tutto celeste, dove quest'uomo serafico ricevette consolazioni e grazie inesprimibili. Inoltre, non si può credere quanto fosse frequentata dalla devozione dei popoli. Vi si recavano da ogni parte, e il soggiorno abituale che vi faceva il beato patriarca vi attirava non solo i suoi figli, che non credevano di partecipare sufficientemente al suo spirito se non fossero stati a Nostra Signora degli Angeli, ma anche molte persone secolari di ogni stato e condizione. Non si poteva vedere nulla di più povero, sia per la sua struttura, sia per la qualità dei suoi ornamenti, che non erano né d'oro, né d'argento, né di seta, né di alcun altro metallo o stoffa preziosa; ma la virtù di Dio la riempiva e vi si respirava un'aria di devozione che rapiva il cuore di coloro che vi entravano e li arricchiva dello spirito di penitenza e di un desiderio ardente di servire Dio.
L'istituzione dell'Indulgenza plenaria
Durante una visione di Cristo e della Vergine, Francesco ottiene la promessa di un'indulgenza plenaria per i pellegrini, confermata in seguito da papa Onorio III.
Il nostro Santo, facendo un giorno orazione nella sua cella, un angelo gli ordinò, da parte di Dio, di recarsi al più presto in questo santuario, perché Nostro Signore e la sua santissima Madre, con una moltitudine innumerevole di spiriti beati, lo attendevano lì. Egli vi si recò al più presto e vi trovò effettivamente questa adorabile compagnia, che gli diede mille testimonianze di amicizia e di benevolenza. Nostro Signore gli disse che gradiva il suo zelo per la salvezza delle anime e le lacrime che versava per la loro conversione e santificazione; e che, per fargli vedere quanto i suoi voti e le sue preghiere avessero incantato il suo cuore, gli dava il permesso di chiedere per i peccatori ciò che desiderava. San Francesco, sotto l'impressione di una tale maestà e di una dolcezza così ammirevole, fu rapito fuori di sé; ma, tornato in sé, disse al Salvatore: «Poiché volete bene, mio amabile Padre, esaudire i miei desideri per i peccatori penitenti, vi supplico che tutti coloro che verranno in questa chiesa dopo aver sufficientemente confessato i loro peccati ai sacerdoti, ne ottengano in perpetuo l'indulgenza plenaria, senza che resti loro nulla da pagare al severo tribunale della vostra giustizia; e prego allo stesso tempo la santa Vergine, vostra Madre e avvocata del genere umano, di servirmi da mediatrice per ottenere da voi questo favore». Nostro Signore gli disse: «Ciò che chiedete, Francesco, è qualcosa di molto grande; ma ve lo concedo, e vi prometto persino di concedervi cose ancora più considerevoli. Tuttavia desidero che andiate a trovare il Papa, mio vicario, a cui ho dato il potere di legare e di sciogliere, e che gli chiediate per mio ordine questo favore». I religiosi, che erano nelle loro celle attorno alla chiesa, udirono tutto questo colloquio e videro persino lo splendore che riempiva questo santuario e gli angeli in forma umana; ma nessuno osò uscire dalla sua stanza, né entrare nella chiesa, dove queste grandi meraviglie accadevano.
Il giorno seguente, il Santo, avendo preso frate Masseo da Marignano come co mpagno, partì per Roma frère Massé de Marignan Compagno di san Francesco durante il suo viaggio a Roma. e andò a trovare il Papa per chiedergli la grazia di questa stessa indulgenza. Il Papa rifiutò dapprima un'indulgenza così ampia e così facile da guadagnare; ma quando san Francesco ebbe dichiarato che era venuto da parte di Dio e che l'indulgenza era concessa da Nostro Signore, che è infinito nelle sue misericordie, il sovrano Pontefice si arrese alla sua preghiera. Il Santo, ben gioioso, se ne tornò ad Assisi, ma senza portare con sé la bolla, né facendosi indicare il giorno in cui si sarebbe potuta guadagnare questa indulgenza così considerevole, rimettendosi per questo alla Provvidenza e volendo lasciarle compiere ciò che aveva iniziato.
Il miracolo delle rose e la conferma
Dopo aver trionfato su una tentazione tra i rovi, Francesco riceve il segno delle rose miracolose per ottenere dal Papa la pubblicazione ufficiale dell'indulgenza.
Due anni dopo, sentendosi una notte tentato dal demonio a un rilassamento, col pretesto di conservare la propria vita e di non essere omicida di se stesso, questo grande Santo si rotolò così a lungo, col corpo nudo fino alla cintura, in mezzo a rovi e spine, che si procurò infinite ferite e si coprì il corpo di sangue. In quello stesso istante, si vide circondato da una grande luce; e sebbene fosse il mese di gennaio e facesse un freddo molto pungente, le gocce del suo sangue cadute sui rovi si mutarono in bellissime rose bianche e vermiglie; una schiera di angeli venne nello stesso tempo a congratularsi con lui per la vittoria e gli ordinò di recarsi prontamente in chiesa, perché Gesù Cristo e la sua santa Madre lo attendevano. Egli colse dodici rose bianche e dodici rose vermiglie e, sentendosi miracolosamente rivestito di un abito celeste di ammirevole bianchezza, entrò nella chiesa di Nostra Signora degli Angeli, dove trovò il suo sovrano Signore con la sua amabile Signora, che gli fecero grandi carezze. Il Santo, dopo aver adorato Gesù Cristo e averlo ringraziato delle inestimabili grazie di cui aveva la bontà di colmarlo, lo pregò umilmente di dichiarargli il giorno dell'indulgenza che gli aveva concesso e il modo in cui voleva che fosse pubblicata. Nostro Signore gli rispose che, per il giorno, voleva che fosse quello in cui il suo Apostolo san Pietro era stato liberato dalla prigione di Erode e sciolto dai suoi legami; che, per il modo della pubblicazione, doveva tornare dal Papa e portargli alcune delle rose che aveva colto in mezzo alla foresta, e che indubbiamente avrebbe fatto pubblicare l'indulgenza che gli concedeva.
San Francesco, su questa assicurazione, tornò a Roma, accompagnato da tre dei suoi discepoli, e avendo esposto al Papa le volontà del Figlio di Dio, e avendogli mostrato, a testimonianza della verità di ciò che diceva, le rose che aveva portato, la cui bellezza e il cui profumo erano ammirevoli e superiori alle più dolci rose di primavera, ottenne ciò che chiedeva, vale a dire: che vi sarebbe stata a perpetuità l'indulgenza plenaria nella sua chiesa della Porziuncola, dai primi Vespri del giorno indulgence plénière dans son église de la Portioncule Grazia spirituale concessa ai pellegrini che visitano la chiesa il 2 agosto. di san Pietro in Vincoli fino al tramonto del giorno seguente, per tutti coloro che, essendo contriti e avendo confessato i propri peccati al sacerdote, vi entrassero devotamente e vi facessero le loro preghiere. Il Papa scrisse a sette vescovi dell'Umbria e dei dintorni di riunirsi tutti ad Assisi il primo giorno di agosto seguente e di pubblicare tale indulgenza. Essi si riunirono effettivamente e, nonostante il mandato di Sua Santità, vollero limitare l'indulgenza a dieci anni; ma non poterono mai pronunciare altro che ciò che Nostro Signore aveva ordinato, cosa che essi stessi presero per un grande miracolo. Così l'indulgenza della Porziuncola fu pubblicata.
Estensione e pratica dell'indulgenza
I successivi pontefici estesero questo privilegio a tutte le chiese francescane e le modalità per ricevere questa grazia furono precisate nel corso dei secoli.
Da quel tempo, i sommi pontefici Sisto IV, Leone X, Paolo V e Gregorio XV, non solo l'hanno approvata e confermata, ma l'hanno anche estesa a tutte le chiese del Primo e del Terz 'Ordine di San Francesco, e hanno concesso Premier et du Tiers Ordre de Saint-François Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. alle religiose del medesimo istituto di poterla guadagnare nelle loro case. Il papa Urbano VIII, con una bolla del 31 luglio dell'anno 1624, dichiarò che l'indulgenza di Nostra Signora degli Angeli o della Porziuncola non era affatto sospesa nell'anno del giubileo. Santa Brigid a, essendovi an Sainte Brigitte Santa che ebbe una visione che confermava l'indulgenza. data per guadagnarla, Nostro Signore le apparve e le assicurò la verità di questa indulgenza, come ella riferisce nelle sue rivelazioni; il concorso dei pellegrini, fin dalla concessione di questa indulgenza, è immenso; si dice che vi giungano talvolta fino a centomila persone.
Questa indulgenza plenaria della Porziuncola è uno dei più preziosi favori scaturiti dalla misericordia divina. Quando ci si è confessati e comunicati, si può guadagnare questa indulgenza tante volte quante si visitano le chiese alle quali è annessa, pregando secondo le intenzioni dei sommi Pontefici, dall'ora dei primi Vespri fino alla sera del 2 agosto (decreto del 22 febbraio 1847); questa indulgenza è applicabile alle anime del purgatorio (breve del 22 gennaio 1867). Salvo un indulto particolare, essa esiste solo per le chiese francescane pubbliche, non per le cappelle interne dei conventi (decreto del 16 giugno 1819). Quando una chiesa è stata abbandonata dai Francescani, perde questo privilegio (1856). Ma vi è un'eccezione per la Francia, dove Pio VII ha confermato o concesso di nuov Pie VII Papa che ha autorizzato il culto del beato Ranieri. o questo privilegio a tutte le chiese appartenute ai Francescani o alle Francescane (20 giugno 1817). In Francia, questa indulgenza può essere guadagnata anche la domenica successiva al 1° agosto (4 maggio 1819).
Difesa della tradizione e fonti
L'indulgenza è difesa contro le critiche protestanti come prova dei dogmi della confessione e dell'autorità papale, basandosi su autori come Bellarmino.
Gli eretici, e, tra gli altri, l'empio Chemnitz, si sono stranamente scagliati contro questa grazia, e hanno tentato di farla passare per una favola; ma non c'è da stupirsene. È che, attraverso la storia di questa stessa grazia, tre verità della nostra fede sono confermate: la prima è quella delle indulgenze; la seconda, quella della confessione dei peccati che si deve fare al sacerdote; la terza quella del sommo Pontefice, a cui Gesù Cristo ha dato il potere di legare e di sciogliere. Poiché queste tre verità sono comprese nella rivelazione che Nostro Signore fece a san Francesco. Anche il c ardinale Bellarmin cardinal Bellarmin Teologo e cardinale che ha analizzato gli scritti attribuiti a san Lino. o, che ha così sapientemente confutato le menzogne di questi impostori, ha dimostrato contro di loro che questa indulgenza della Porziuncola era molto solidamente stabilita. Lo si può vedere nel secondo libro delle Indulgenze, ultimo capitolo. Baluze ne riporta anche due testimonianze autentiche nel libro IV dei suoi Mélanges.
Cfr. Ribadeneira e Notre-Dame de France; tra i panegiristi: La Serve, de Sanctis; Lejeune; Masson; Fromentières; Damasceno; Bourdaloue; Houdry; Ballet; La Tour; l'abate Villy; l'abate C. Martin, Mois de Marie des prédicateurs.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Riparazione della chiesa da parte di san Francesco d'Assisi
- Apparizione di Cristo e della Vergine a san Francesco
- Concessione dell'indulgenza plenaria da parte di Onorio III
- Miracolo delle rose in pieno mese di gennaio
- Pubblicazione ufficiale dell'indulgenza da parte di sette vescovi dell'Umbria
Miracoli
- Guarigione di ciechi davanti alle porte della chiesa
- Trasformazione di gocce di sangue in rose bianche e vermiglie in gennaio
- Impossibilità per i vescovi di limitare l'indulgenza durante la proclamazione
Citazioni
-
Ave, Regina cœlorum ; Ave, Domina Angelorum
Liturgia della Chiesa -
Va', Francesco, e ripara la mia casa che cade interamente in rovina
Voce del Crocifisso