Diacono romano sotto Diocleziano, Ciriaco fu condannato ai lavori forzati per aver soccorso i cristiani che costruivano le Terme. Dopo aver liberato le figlie dell'imperatore Diocleziano e del re di Persia da possessioni demoniache, fu martirizzato a Roma da Massimiano. Morì decapitato sulla via Salaria con i suoi compagni Largo e Smaragdo.
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SAN CIRIACO, DIACONO, E COMPAGNI,
MARTIRI A ROMA.
La persecuzione sotto Diocleziano e Massimiano
L'imperatore Massimiano costringe i cristiani di ogni rango ai lavori forzati per la costruzione delle terme di Diocleziano a Roma.
Quando l 'imperatore Dioclezia l'empereur Dioclétien Imperatore romano sotto il quale sarebbe avvenuto il martirio. no ebbe assoc iato Massimiano Maximien Hercule Imperatore romano coreggente, istigatore della persecuzione. Erculeo all'impero, quest'ultimo, per compiacere il suo benefattore, intraprese la costruzione di un bel palazzo con magnifiche terme. Decise di far lavorare a questa costruzione tutti i cristiani. Si videro dunque presto lavorare come schiavi uomini del più alto rango, persone deboli e delicate, anziani consumati dagli anni, ecclesiastici e sacerdoti; proprio come al tempo del Faraone, i figli d'Israele erano costretti a lavorare alle opere pubbliche d'Egitto. Alcuni scavavano le fondamenta, altri trasportavano sabbia e pietre, questi preparavano la malta e quelli servivano da manovali per i carri, senza che, nonostante l'ardore del sole, la debolezza della loro età o della loro costituzione, venisse concesso loro alcun sollievo. Si vedeva bene, dal modo in cui i persecutori li nutrivano, che il loro intento era quello di disfarsene. Questo palazzo, chiamato le Terme, frutto del sud ore di ques les Thermes Luogo di lavori forzati per i cristiani. ti gloriosi confessori, è stato in seguito trasformato in una chiesa sotto il nome di Santa Maria degli Angeli.
L'impegno caritatevole di Ciriaco e i suoi compagni
Ciriaco, Sisinnio, Largo e Smaragdo assistono i lavoratori cristiani prima di essere essi stessi condannati ai lavori forzati.
Tuttavia Trasone, signore romano, a cui Dio aveva concesso grandi beni, venuto a conoscenza delle crudeltà esercitate contro i Santi e della penuria di ogni cosa in cui versavano, inviava loro di tanto in tanto di che sollevarsi nella loro miseria; si serviva per questo di san Sisinnio, di san Ciriaco, di s saint Cyriaque Diacono romano e martire principale del racconto. an La rgo e di sa saint Large Compagno di martirio di san Ciriaco. n Smara gdo, i quali p saint Smaragde Compagno di martirio di san Ciriaco. ortavano loro le elemosine a rischio della vita, e approfittavano anche di questa occasione per esortarli alla perseveranza e fortificarli contro gli scoraggiamenti della natura e le tentazioni del demonio. Il Papa che, secondo Baronio, era san Ma rcellino, sebbe saint Marcellin Papa contemporaneo all'inizio dell'episcopato di Nettario. ne gli Atti dicano san Marcello, informato di quanto accadeva, riconobbe il merito dei primi due elevandoli all'ordine di diacono. Poco tempo dopo, furono tutti e quattro sorpresi mentre portavano sulle spalle viveri ai beati confessori, e furono essi stessi condannati a lavorare alle Terme insieme a coloro che avevano tentato di sollevare. Questi eccellenti cristiani non ne provarono alcun dolore; presero volentieri la gerla per trasportare la sabbia, trascinarono con gioia il carro per trasportare le pietre, e il loro zelo era così grande che, non accontentandosi del loro compito, se vedevano un altro cristiano sopraffatto dal peso del suo fardello, correvano ad aiutarlo e svolgevano una parte del suo lavoro. È ciò che fecero nei confronti di un anziano di nome Saturnino, che soccombeva sotto il peso dei lavori che gli venivano ordinati. Gli ufficiali, che presiedevano alla costruzione, ammirando questa azione e vedendo che questi Santi, nei loro più grandi tormenti, non smettevano di cantare con allegrezza cantici e inni in onore di Dio, ne diedero avviso a Massimiano. Ma questo principe barbaro, ben lungi dall'essere toccato da alcuna compassione per loro, ordinò che fossero messi in un sotterraneo e che si facesse al più presto il loro processo. Non è questo il luogo per parlare di san Sisinnio, che fu poco dopo decapitato insieme all'anziano Saturnino, che aveva sollevato nel rigore del lavoro di quel superbo edificio.
Il miracolo della figlia di Diocleziano
Dalla sua prigione, Ciriaco guarisce Artemia, la figlia di Diocleziano, posseduta da un demone, il che gli vale una libertà temporanea.
Quanto a san Ciriaco, egli rimase più a lungo in prigione: vi guarì dei ciechi e molti altri malati che ricorsero a lui per ottenere la salute tramite le sue preghiere. Tuttavia Dio, volendo glorificarlo sulla terra prima di consacrarlo con la spada del martirio, permise che Artemia, figlia dell'imperatore Diocleziano, fosse colta da un demone furioso che la tormentava crudelissimamente. Lanciando grandi grida, ella disse che non poteva essere liberata se non per mezzo di C iriaco, diacono della Chiesa cristiana. Cyriaque, diacre de l'Église chrétienne Diacono romano e martire principale del racconto. Diocleziano, che l'amava teneramente, dimenticò allora la sua ferocia naturale e la sua rabbia contro i cristiani, e mandò a trarre san Ciriaco di prigione, insieme a Largo e Smaragdo, i suoi compagni, che erano rinchiusi con lui. Essendo giunto presso la principessa, egli comandò al demone di uscire dal suo corpo. Esso ne uscì, e Artemia credette nella santissima Trinità, seguendo le pie esortazioni di santa Serena, sua madre, che era una fedele discepola di Gesù Cristo. Diocleziano, per testimoniare la sua riconoscenza a san Ciriaco, gli d onò Rome Città natale di Massimiano. una casa a Roma, dove gli permise di dimorare in tutta sicurezza.
Missione e conversioni in Persia
Ciriaco si reca in Persia per liberare la figlia del re da un demone, portando alla conversione del sovrano e della sua corte.
Qualche tempo dopo, la f iglia del re di Persia, di nome Job fille du roi de Perse, nommée Jobie Figlia del re di Persia guarita da Ciriaco. ie, essendo anch'ella posseduta da un demone, esclamò come Artemia che non poteva essere liberata da nessun altro se non dal diacono Ciriaco che si trovava a Roma. Questo re inviò un ambasciatore a Roma presso lo stesso Diocleziano, per pregarlo di inviargli Ciriaco. Diocleziano pregò sua moglie Serena di persuadere il diacono a intraprendere questo viaggio. Ciriaco lo intraprese gioiosamente con Largo e Smaragdo, i suoi beati compagni. Fece una parte del cammino per mare, il resto a piedi e con il bastone in mano, cantando continuamente le lodi di Dio e implorando il suo soccorso e la sua benedizione. Quando fu arrivato, il re si gettò ai suoi piedi e lo supplicò di avere pietà di sua figlia. Ciriaco gli promise di liberarla; e, in effetti, avendo scongiurato il demone nel nome temibile di Gesù Cristo, lo costrinse a uscire dal suo corpo e a lasciarla in libertà; ciò fu causa della sua conversione, di quella del re, suo padre, e di quattrocento infedeli, che ricevettero il battesimo dalle mani del beato Diacono. Questo principe volle riconoscere un così grande beneficio con ricchi doni; ma nessuno di questi tre Santi volle accettare nulla, e gli dissero che era una massima dei cristiani dare gratuitamente ciò che avevano ricevuto gratuitamente, e non vendere mai i doni di Dio. Le loro spese erano anche molto minime, poiché mangiavano solo pane e bevevano solo acqua.
Supplicio ed esecuzione a Roma
Di ritorno a Roma, Ciriaco e i suoi compagni vengono torturati dal vicario Carpase e decapitati per ordine di Massimiano.
Quarantacinque giorni dopo, si imbarcarono nuovamente e tornarono a Roma, con lettere di ringraziamento che il Persiano scriveva all'imperatore. L'imperatore li lasciò ancora vivere in pace. Ma quando fu uscito da Roma per visitare le province del suo impero, Massimi Maximien Imperatore romano coreggente, istigatore della persecuzione. ano, non dimenticando che avevano soccorso i cristiani durante la costruzione delle Terme, li fece nuovamente arrestare. Carpase, vic ario di Roma, fu incaric Carpase, vicaire de Rome Vicario di Roma che presiedette al processo e alle torture. ato di interrogarli, di indurli all'adorazione degli dei e, in caso di rifiuto, di concludere il loro processo e di farli morire. Mai rifiuto fu più costante e più generoso. Tutti e tre protestarono di non conoscere altra divinità che quella di Gesù Cristo e che sarebbero morti per una confessione così santa e gloriosa. Carpase ordinò ai carnefici di gettare pece fusa e bollente sulla testa di Ciriaco. Il Santo sopportò questo tormento con eroica pazienza: fu anche steso sul cavalletto e percosso con bastonate; nel mezzo di questi supplizi, diceva: «Gloria a voi, Gesù, mio sovrano Signore; abbiate pietà di me, che non sono che un peccatore indegnissimo». Infine, per ordine di Massimiano, fu decapitato insieme ai suoi compagni Largo e Smaragdo, e ad altri venti confessori che divennero con questo supplizio illustrissimi Martiri. Questa esecuzione avvenne fuori dalle mura della città, sulla via Salaria, in un luogo chiamato le Terme di Sallustio. I santi corpi furono trasferiti da san Marcellino, papa, nel campo di Lucina sulla via Ostiense: ciò accadde l'8 agosto; per questo la festa dei nostri tre santi si celebra in questo giorno.
Traslazione dei corpi e posterità
I corpi dei martiri vengono trasferiti più volte a Roma, e una reliquia insigne viene inviata in Alsazia nell'XI secolo.
Il martirologio romano ne fa una memoria molto onorevole, e nota che i loro corpi sono stati, in seguito, trasferiti in città e deposti con onore nella diaconia della beata Vergine Maria, in via Lata.
Nel 1049, papa Leone IX concesse il braccio di san Ciriaco all'abbazia di A ltorf in Alsazia. È da qui l'abbaye d'Altorf en Alsace Abbazia alsaziana che ricevette una reliquia di Ciriaco nell'XI secolo. che questa abbazia porta negli antichi titoli il nome di San Ciriaco. Si onora ancora oggi il braccio del santo martire nella chiesa abbaziale.
Fonti documentarie
Il racconto si basa sugli Acta Sanctorum e sulle opere di Godescard.
Acta Sanctorum e Godescard.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Sostegno ai cristiani condannati ai lavori forzati nelle Terme di Diocleziano
- Elevazione al diaconato da parte del Papa
- Condanna ai lavori forzati per aver portato viveri ai prigionieri
- Esorcismo di Artemia, figlia dell'imperatore Diocleziano
- Viaggio in Persia per liberare Jobie, figlia del re di Persia
- Martirio per decapitazione dopo aver subito la pece bollente e il cavalletto
Miracoli
- Guarigione di ciechi in prigione
- Esorcismo di Artemia a Roma
- Esorcismo di Jobie in Persia
Citazioni
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Gloria a te, Gesù, mio sovrano Signore; abbi pietà di me, che non sono che un peccatore indegnissimo
Parole del santo durante il supplizio