San Maurilio di Rouen
ARCIVESCOVO DI ROUEN E CONFESSORE.
Arcivescovo di Rouen e Confessore
Monaco a Fécamp e poi abate a Firenze, Maurilio scampò a un tentativo di avvelenamento prima di diventare arcivescovo di Rouen nel 1055. Grande riformatore, lottò contro il matrimonio dei preti e l'eresia eucaristica di Berengario di Tours. Completò la cattedrale di Rouen e fu un vicino consigliere del duca Guglielmo il Conquistatore.
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SAN MAURILIO, ABATE DI SANTA MARIA DI FIRENZE
ARCIVESCOVO DI ROUEN E CONFESSORE.
Abbazia a Firenze e ritorno in Normandia
Maurilio dirige l'abbazia di Santa Maria a Firenze, ma deve fuggire dopo un tentativo di avvelenamento da parte dei suoi monaci prima di raggiungere Fécamp.
merito, gli diede l'abbazia di Santa Maria, proprio a Firenze, vacante per la morte del suo abate, ma non fu senza difficoltà che il pio cenobita, spinto dal consiglio di tutte le persone dabbene, accettò questo incarico. Mabillon, è vero, ha qualche difficoltà a trovargli posto tra gli abati che, in quel tempo, governarono questo monastero; ma la ragione che ne allega non saprebbe controbilanciare l'autorità di diversi scrittori contemporanei che lo attestano, in particolare Guglielmo di Poitiers e Orderico Vitale. Maurilio Maurille Arcivescovo di Rouen nell'XI secolo, riformatore e studioso. vi fece osservare la regola con la massima esattezza possibile e vi brillò per la sua virtù al di sopra di tutti gli altri abati. Ma i monaci, abituati ai più gravi disordini sotto il suo predecessore, paralizzarono tutti i suoi generosi sforzi e tentarono persino di avvelenarlo per sbarazzarsene. In questa estrema situazione, il prudente abate imitò l'esempio di san Benedetto, suo padre spirituale e suo maestro, che si era trovato in un caso simile. Lasciò Firenze con Gerberto, il compagno della sua penitenza, e tornò a vivere a Fécamp nella più esemplare pietà, fino a l momento in duc Guillaume Duca di Normandia e successore di Edoardo sul trono d'Inghilterra. cui il duca Guglielmo lo propose al concilio di Lisieux per sostituire Mauger sulla sede metropolitana di Rouen. La sua consacrazione ebbe luogo nel mese di settembre del 1055.
Ascesa alla sede di Rouen e riforma morale
Nominato arcivescovo di Rouen nel 1055, Maurilio intraprende il restauro della disciplina ecclesiastica e l'imposizione del celibato sacerdotale.
La Chiesa di Roue L'Église de Rouen Città normanna dove Simeone soggiornò e fondò un monastero. n gemeva da lungo tempo sotto tre arcivescovi consecutivi che ne portavano il titolo, senza adempierne i doveri. Aveva bisogno di un pastore che la consolasse e riparasse le sue perdite, e trovò in Maurilio tutto ciò che poteva desiderare. Egli riuniva in sé la nascita, la santità dei costumi, la scienza, l'amore per la disciplina ecclesiastica. L'episcopato non cambiò nulla nel suo stile di vita, che continuò per il resto dei suoi giorni, e servì solo a dare un nuovo rilievo ai suoi digiuni, alle sue preghiere, alle sue elemosine e a mostrare che a tante eminenti qualità, seppe ancora aggiungere lo zelo, la vigilanza, la sollecitudine pastorale. Maurilio riunì a Rouen un concilio provinciale, fin dal primo anno del suo pontificato. Tutti i suoi suffraganei e il duca Guglielmo assistettero a questo concilio. Vi si fecero bei regolamenti su diversi punti di disciplina, che la negligenza dei suoi predecessori aveva lasciato abolire, e di cui il loro esempio aveva autorizzato l'infrazione. Il celibato dei preti era il più importante di questi articoli e quello che soffriva allora di maggiori contraddizioni, particolarmente in Normandia, dove un gran numero di preti, sull'esempio degli ultimi arcivescovi di Rouen, erano sposati pubblicamente. Non sembra che i regolamenti che Maurilio fece per obbligare il suo clero al celibato abbiano arrestato il male; ma servirono almeno a impedirne la prescrizione.
Lotta contro l'eresia di Berengario
Il prelato combatte l'eresia sacramentaria di Berengario di Tours redigendo un rigoroso formulario di fede sulla presenza reale.
Questo prelato, che vegliava anche con molta cura sulla conservazione della fede, volle ancora, in questo concilio, preservare il suo gregge dalla nuova eresia di Berengario, arcidiacono di An Bérenger, archidiacre d'Angers Arcidiacono di Angers, autore di un'eresia sull'Eucaristia. gers. Questa eresia, detta dei Sacramentari, faceva tristi devastazioni. Per porvi fine e assicurarsi della fede delle persone sospette, fece redigere un formulario concepito in termini capaci di parare a ogni equivoco, di cui ecco la traduzione: «Crediamo di cuore e confessiamo di bocca che il pane offerto sull'altare non è che pane prima della consacrazione, ma che in virtù della consacrazione, la natura e la sostanza del pane sono cambiate per l'ineffabile potenza di Dio nella natura e nella sostanza della carne, non di una qualche altra carne, ma di quella carne che è stata concepita per virtù dello Spirito Santo, che è nata dalla Vergine Maria, che ha sofferto per noi e per la nostra salvezza il supplizio della flagellazione, è stata attaccata a una croce, è stata posta nel sepolcro, è risorta il terzo giorno, è assisa alla destra di Dio Padre. Crediamo parimenti che il vino mescolato con acqua, che è messo nel calice per essere santificato, è cambiato veracemente e sostanzialmente in quel medesimo sangue che è colato felicemente per la redenzione del mondo, dalla ferita che fece al fianco di Nostro Signore la lancia del soldato, e pronunciamo anatema contro coloro che, per uno spirito di orgoglio e un'ostinazione eretica, seguono sentimenti contrari a questa santa e apostolica credenza, e hanno l'audacia di attaccarla con discorsi empi e temerari».
Questo formulario del concilio non fu il solo rimedio che si oppose, in quell'epoca, all'eresia di Berengario, il quale, dopo aver solennemente riconosciuto il suo errore nel sinodo tenutosi a Tours nel 1055, lo sostenne in seguito con ancora maggiore ostinazione e dogmatizzò di nuovo. L 'illustre Lanfranco L'illustre Lanfranc Religioso del Bec, futuro arcivescovo di Canterbury, difensore dell'ortodossia. , religioso dell' abbazia di Be abbaye du Bec Monastero normanno celebre per i suoi dotti. c e più tardi arcivescovo di Canterbury, confutò le bestemmie dell'arcidiacono di Angers in diversi concili e segnatamente nella sua famosa opera che ha per titolo: *Trattato del corpo e del sangue di Nostro Signore contro Berengario*. La provincia di Rouen fornì ancora in questo secolo diversi dotti religiosi, dell'Ordine di San Benedetto, come Lanfranco, che consacrarono la loro dottrina, la loro eloquenza e la loro penna a sostenere la fede ortodossa, come Guitmondo, monaco di Saint-Leufroi e più tardi arcivescovo di Aversa in Italia, così come Durando, abate di Troarn.
Mediazione e fondazioni monastiche
Maurilio interviene per pacificare l'abbazia di Saint-Évroul e sostiene la fondazione di diversi monasteri normanni.
Attento a tutto ciò che accadeva nell'estensione della sua metropoli, Maurilio si recò, l'anno seguente, all'abbazia di Saint-Évroul, accompagnato da Ugo di Lisieux, vescovo diocesano, da Ansfroi, abate di Préaux, da Lanfranco, priore del Bec, e da diversi altri personaggi di profonda saggezza, al fine di ristabilirvi la pace tra l'abate Teodorico e il priore Roberto di Grand-Mesnil, cosa in cui riuscirono almeno per qualche mese. Il tempo del suo episcopato fu una serie ininterrotta di cure e attenzioni, per far osservare le regole del Vangelo e quelle della disciplina ecclesiastica. Nel 1056 o 1057, celebrò, a tal fine, un altro concilio; vi è grande probabilità che ogni anno facesse lo stesso. Il 9 dicembre di quest'ultimo anno 1057, presiedette alla solenne dedicazione della cattedrale di Coutances. Nel 1059, Roberto, conte d'Eu, fondò, su suo consiglio, l'abbazia di Saint-Michel du Tréport. L'anno seguente, Maurilio sottoscrisse la fondazione dell'abbazia di Saint-Sauveur d'Évreux da parte di Riccardo, conte di quella città.
Concilio di Caen e pace pubblica
Nel 1061, presiede il concilio di Caen che impone la Tregua di Dio e la legge del coprifuoco per limitare le guerre private.
Nel 1061, presiedette a Caen un concilio provinciale, convocato per porre fine all'anarchia delle guerre private che desolavano allora la Normandia. La tregua di Di La trêve de Dieu Sospensione delle ostilità imposta dalla Chiesa. o vi fu imposta sotto pena di scomunica a tutti i signori della provincia. La legge del coprifuoco, proclamata dallo stesso concilio, aveva anche lo scopo di reprimere i disordini e i crimini che insanguinavano quell'epoca.
Completamento della cattedrale e ultimi atti
Termina la cattedrale di Rouen, partecipa all'assemblea di Lillebonne che prepara la conquista dell'Inghilterra e muore nel 1067.
I lavori della cattedrale furono terminati sotto l'episcopato di Maurilio. Questo pio prelato elevò la piramide in pietra che portava il suo nome, e che il fulmine abbatté nel 1117. Fece la dedicazione del tempio sotto l'invocazione della Vergine il 1° ottobre 1063, alla presenza del duca Guglielmo, dei vescovi suoi suffraganei, di diversi abati della provincia e di un gran numero di signori e di popolo. Poco tempo prima, aveva trasferito nella chiesa i corpi dei duchi Rollo Rollon Primo duca di Normandia. ne e Guglielmo, e inumato il primo, presso la porta meridionale, e il secondo, accanto alla porta settentrionale, come ci apprende Orderico Vitale. Nel 1066, Maurilio assistette alla famosa assemblea di Lillebonne dove fu decisa la spedizione di Guglielmo in Inghilterra, e, il 18 giugno dello stesso anno, presiedette alla dedicazione dell'abbazia della Santissima Trinità di Caen. Sottoscrisse allora le lettere di esenzione concesse a questo monastero dal duca Guglielmo e dalla duchessa Matilde. Il 1° maggio 1067, consacrò la chiesa abbaziale di Saint-Pierre-sur-Dives; il 1° luglio seguente, quella di Jumièges, e giunto all'età di 68 anni, morì pieno di meriti e di virtù il 9 agosto dello stesso anno.
Culto, posterità e scritti
Sebbene venerato localmente e autore di testi liturgici e storici, Maurilio non gode di un culto pubblico ufficiale.
## CULTO E RELIQUIE. — SCRITTI.
Fu inumato nel mezzo della navata della sua chiesa metropolitana, e un antico cronista ci informa che la sua tomba si elevava di tre piedi sopra il suolo. Una lastra di rame recava il suo epitaffio, composto da un certo Riccardo, figlio di Herbain e canonico di Rouen. La tomba di Maurilio era in grande venerazione in quella città. «Il diacono, in certi giorni, va, dopo l'offertorio, a incensare la tomba di questo santo prelato», dice Lebrun des Marettes, autore dei Voyages liturgiques de France, che scriveva nel 1718.
Il nome di questo pio arcivescovo è stato inserito nel martirologio di Francia e in quello dei Benedettini. Diversi autori antichi e moderni gli conferiscono persino, indifferentemente, i titoli di santo e di beato. Tuttavia, né la sua chiesa cattedrale, né l'abbazia di Fécamp, che sono state testimoni oculari della santità della sua vita, hanno decretato in sua memoria alcun culto pubblico. Guglielmo di Malmesbury e Alberico delle Tre Fontane riportano a suo riguardo due circostanze assai straordinarie, una che riguarda l'ora del suo decesso, l'altra il suo corpo già inanimato; gli autori contemporanei o quasi contemporanei non ne fanno tuttavia alcuna menzione.
Si deve all'erudizione dello zelante Maurilio: 1° Alcuni frammenti dei Decreti che emanò durante lo svolgimento dei Concili della sua provincia; abbiamo citato la traduzione del suo Formulario contro Berengario. Dom Bessin ha anche pubblicato di lui tredici regolamenti di penitenza per coloro che uccidono in guerra. 2° Gli Epitaffi dei duchi Rollone e Guglielmo Lungaspada; il modo in cui si esprime Orderico Vitale non permette di dubitare che Maurilio ne sia l'autore. Il primo è composto da venti versi latini; l'altro da quattordici, tutti elegiaci. Il prelato vi esprime molto bene il carattere di questi due guerrieri e vi fornisce una notizia esatta delle loro azioni più memorabili. 3° Una Lettera al vescovo di Évreux, uno dei suoi suffraganei, che porta anche il nome di Giovanni, abate di Fécamp. È breve, ma ben scritta, e offre interesse per stabilire il diritto che hanno i superiori regolari di esercitare la correzione sui propri sudditi, indipendentemente dai vescovi che, secondo i termini della Lettera di Maurilio, non devono affatto immischiarsene.
Estratto dalla France Pontificale di Fisquet.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.