Soldato e carceriere romano convertito da san Lorenzo, Ippolito fu martirizzato sotto l'imperatore Valeriano per aver sepolto il suo maestro. Dopo aver rifiutato di rinnegare la sua fede nonostante i supplizi e le offerte di grazia, fu trascinato da cavalli indomiti fino alla morte. Le sue reliquie, trasferite a Saint-Denis sotto Carlo Magno, furono oggetto di una grande devozione reale.
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SANT'IPPOLITO IL CARCERIERE,
Conversione e primo atto di fede
Testimone del martirio di san Lorenzo, Ippolito chiede di condividere la sua sorte e seppellisce segretamente il corpo del martire nel campo Verano, rivelando così la sua fede all'imperatore.
Vedere questo caro maestro nelle mani dei carnefici, che lo lacerarono con gli scorpioni, lo spezzarono con colpi di bastone e gli applicarono lame ardenti sui fianchi. La notte seguente, sapendo che gli preparavano tormenti ancora più acuti, si mise a piangere amaramente e chiese al martire il permesso di gridare ad alta voce di essere egli stesso cristiano, per partecipare alle sue pene e al suo trionfo. San Lorenzo g li disse che Saint Laurent Diacono martire spesso associato a santo Stefano. non era ancora giunto il momento, ma che presto avrebbe avuto la soddisfazione che desiderava. In effetti, Ippolito, avendo rimosso il corpo di questo illustre martire dal luogo del suo supplizio, lo seppellì con onore nel campo Vera champ Véran Luogo di sepoltura iniziale di san Lorenzo e sant'Ippolito. no, nel cimitero di Ciriaca. L'imperatore vide da ciò che era diventato cristiano, lo fece arrestare e volle interrogarlo personalmente.
Il processo davanti a Valeriano
Davanti all'imperatore Valeriano, Ippolito rifiuta di rinnegare la sua fede nonostante le torture e respinge gli onori della cavalleria romana per restare fedele a Cristo.
Quando fu davanti al suo tribunale, gli disse: «Sei dunque diventato un mago come quel miserabile che abbiamo fatto bruciare, e al quale hai dato sepoltura?» — «Io non sono affatto un mago», rispose Ippolito, «né lo era lui; ma sono diventato cristiano, e mi vanto di questa qualità più che di tutti i titoli più belli del mondo».
Valeriano, a questa risposta, gli fece percuot Valérien Imperatore romano sotto il cui regno avvenne il martirio. ere la bocca con delle pietre; in seguito lo spogliarono dei suoi abiti, che erano quelli di cui era stato rivestito al battesimo; lo percossero con diversi colpi di bastone e lo fustigarono crudelmente con dei cardi. Questo supplizio, che lo ridusse tutto in sangue, non poté scuotere la sua costanza né trarre alcuna lamentela dalla sua bocca; disse coraggiosamente al tiranno che non avrebbe ottenuto nulla da lui con tutti quei tormenti, e che avrebbe dato fino all'ultima goccia del suo sangue per Gesù Cristo, che Lorenzo gli aveva fatto conoscere. Valeriano, cambiando allora metodo, volle vincerlo con la dolcezza. Gli fece dunque dare gli abiti da cavaliere romano e, vedendolo splendidamente rivestito, gli disse: «Sii ora nostro amico, continua l'ufficio che avevi presso di noi, godi in pace dei beni che la fortuna ti ha dato, e non perderti più in questa vana superstizione che ti ha ingannato».
Ippolito rispose che non riconosceva più altro padrone che Gesù Cristo, né altra cavalleria che combattere per il sovrano Signore del cielo e della terra.
Il supplizio finale
Dopo il massacro della sua nutrice Concordia e dei suoi servitori, Ippolito muore trascinato da cavalli indomiti il 13 agosto.
L'imperatore, irritato più che mai, lo consegnò a un prevosto per concludere il suo processo e farlo morire. Questi si recò dapprima nella sua casa per impadronirsi di tutti i suoi beni per diritto di confisca; ma, trovando tutta la sua gente cristiana e interamente risoluta a seguire il suo esempio fino alla morte, cominciò a sfogare su di loro tutta la sua furia. Fece dunque sp ogliare Concorde Nutrice e governante di Ippolito, martirizzata sotto le frustate. Concordia, quella pia donna che era stata nutrice e governante di Ippolito, e la fece frustare con tale barbarie che spirò sotto le frustate tra le mani dei carnefici. In seguito condusse egli stesso gli altri diciotto fuori dalla porta di Tivoli, dove li fece decapitare. Infine, non essendo servite a nulla tutte queste esecuzioni per cambiare la risoluzione di Ippolito, che vi fu sempre presente, lo fece legare per i piedi al collo di diversi cavalli indomiti, che lo trascinarono con furia per sentieri coperti di ciottoli, rovi e spine, il che gli lacerò tutta la carne e gli ammaccò tutto il corpo con dolori inesplicabili. Così questo generoso soldato di Gesù Cristo rese la sua anima purissima, e ancora ornata della veste dell'innocenza che aveva ricevuto nel sacramento della rigenerazione, per andare a ricevere in cielo le dolcezze dell'immortalità; ciò che accadde il 13 agosto, tre giorni dopo l'esecuzione di san Lorenzo.
Traslazione delle reliquie e devozione reale
I suoi resti, trasferiti da Roma a Saint-Denis sotto Carlo Magno, sono oggetto di una grande devozione da parte del re Roberto il Pio, segnata da miracoli militari.
Il suo corpo, per quanto straziato, fu prelevato dal sacerdote Giustino, che lo aveva precedentemente aiutato a inumare quello di san Lorenzo, e fu sepolto abbastanza vicino a lui, nello stesso campo, chiamato Véran. Ma, più di cinquecento anni dopo, papa Leone III lo donò come un ricco presente a Carlo Magno, imperatore e re di Francia, che lo pose nel monastero di Lièvre, da dove fu in seguito t rasferito nell'abbazi abbaye de Saint-Denis Luogo in cui furono conservate le reliquie del santo fino alla Rivoluzione. a di Saint-Denis, in Francia, in una cappella a lui dedicata dove Dio ha compiuto diversi miracoli per sua intercessione. S i dice che roi Robert Re di Francia che ordinò la ricostruzione della chiesa di Sant'Aignan e la traslazione delle reliquie. il piissimo re Roberto, figlio di Ugo Capeto, gli fosse estremamente devoto. Quando assediava château d'Avallon Fortezza assediata da Roberto il Pio, teatro di un miracolo. il castello di Avallon, in Borgogna, vedendo avvicinarsi la festa di sant'Ippolito, si allontanò segretamente dal suo accampamento per venire a solennizzarla a Saint-Denis. La sua devozione non fu senza ricompensa, poiché durante questo viaggio le mura di quella fortezza, che resisteva ostinatamente alle sue armi, caddero miracolosamente da sole, e la notizia fu portata al re mentre terminava di ascoltare la messa nella cappella del Santo, nel giorno di questa festa. Diversi storici del XVIII secolo non approvano questo miracolo e pretendono che questo principe prese Avallon per fame e vi entrò attraverso una breccia fatta dalle sue macchine. È un fatto da cui la gloria di sant'Ippolito non dipende affatto, e che è molto minore di ciò che egli può fare per la virtù onnipotente di Dio. Noi lo riportiamo solo sulla fede di coloro che hanno scritto gli atti di re Roberto, i quali ne devono essere garanti. Du Saussay, nel suo Martirologio, ha messo l'assedio di Melun al posto di quello di Avallon. Aggi unge nel suo suppl pape Alexandre III Papa che ha proceduto alla canonizzazione di Bertrando a Tolosa. emento che papa Alessandro III, essendo entrato nella cappella di sant'Ippolito, a Saint-Denis, non voleva credere che le sue ossa vi fossero state portate da Roma; ma che alla stessa ora si sentirono muoversi e fare rumore nel loro reliquiario, come per lamentarsi di questa incredulità, il che fece sì che Sua Santità esclamasse: Credo, Domine Hippolyte, credo; jam quiesce: «Io credo, Monsignor Ippolito, io credo; riposate in pace». Gli abitanti di Colonia pretendono anch'essi di avere il suo corpo nella chiesa di Sant'Orsola: ma se si tratta del nostro Beato cavaliere romano, e non di qualche altro martire dello stesso nome, non possono averne che delle parti. Si dedicò a Parigi, nel sobborgo Saint-Marcel, una parrocchia sotto il patrocinio di questo glorioso Martire. Diverse altre chiese e cappelle, in Francia, sono state erette in suo onore. Vi sono nella chiesa di Bay (diocesi di Langres) delle reliquie di questo Santo. Esse provengono senza dubbio dall'antica abbazia di Auberive, che è vicina. Vi si va in pellegrinaggio per essere guariti dalla debolezza degli arti.
Rappresentazioni e origini testuali
Il santo è tradizionalmente raffigurato con cavalli o in armatura da soldato, poiché i suoi atti derivano dalla tradizione di san Lorenzo.
San Ippolito viene rappresentato: 1° trascinato da cavalli focosi che gli fanno a brandelli la carne; 2° con l'abito e l'armatura dei soldati romani; 3° in compagnia di san Lorenzo, suo padre spirituale.
La sua vita è tratta dagli atti di san Lorenzo.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Conversione al cristianesimo per opera di san Lorenzo
- Sepoltura del corpo di san Lorenzo nel campo Verano
- Arresto da parte dell'imperatore Valeriano
- Rifiuto di riprendere le sue funzioni di cavaliere romano
- Martirio mediante squartamento tramite cavalli indomiti
Miracoli
- Crollo miracoloso delle mura del castello di Avallon mentre il re Roberto pregava il santo
- Rumore delle ossa nel reliquiario davanti all'incredulità di papa Alessandro III
Citazioni
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Credo, Domine Hippolyte, credo ; jam quiesce
Papa Alessandro III