24 luglio 12° secolo

Santa Cristina l'Ammirabile

XXIV GIORNO DI LUGLIO

Vergine

Festa
24 luglio
Morte
1182 (première mort), 1224 (mort définitive) (naturelle)
Categorie
vergine
Epoca
12° secolo

Nata a Saint-Trond nel XII secolo, Cristina morì una prima volta nel 1182 prima di resuscitare miracolosamente durante i suoi funerali. Scelse di tornare alla vita per sopportare sofferenze estreme al fine di liberare le anime del purgatorio. La sua vita fu segnata da mortificazioni prodigiose che coinvolgevano il fuoco e l'acqua ghiacciata.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 6

SUPPLEMENTO

XXIV GIORNO DI LUGLIO

Vita 01 / 06

Giovinezza e vita nascosta

Nata nel 1150 a Saint-Trond, Cristina conduce una vita da pastorella umile e pia per diciassette anni dopo la morte dei suoi genitori.

Santa Cristina, soprannominata l'Ammira Sainte Christine, surnommée l'Admirable Santa fiamminga nota per la sua risurrezione e le sue estreme mortificazioni. bile, nacque nel 11 50 a Saint- Saint-Trond Città natale e luogo del miracolo della santa. Trond, città del vescovado d évêché de Liège Giurisdizione ecclesiastica da cui dipendeva Sint-Truiden. i Liegi, da genitori onesti e laboriosi, che la educarono nel timore e nell'amore del Signore. Prevenuta fin dalla nascita da una grazia del cielo non comune, cresceva nell'innocenza e nella virtù. Difatti, dalla sua tenera infanzia fino all'adolescenza, non ebbe altra occupazione che la preghiera; a stento conosceva un'altra strada che quella della chiesa. Dopo la morte dei suoi genitori, Cristina e le sue due sorelle convennero di abitare e di sfruttare in comune l'eredità paterna. La custodia delle greggi fu l'attribuzione della nostra Santa. Questa professione, così spregevole agli occhi del mondo, la colmò di gioia; amava con tutta la sua anima questo abbassamento, questi disprezzi, questa oscurità profonda che la nascondeva agli occhi degli uomini e la rendeva solo più simile al suo Salvatore, che aveva scelto da tempo come suo unico sposo. Adempì a queste umili funzioni per diciassette anni, senza che mai una lamentela uscisse dalla sua bocca, senza che si scorgesse in tutta la sua condotta il minimo segno di opposizione o di malcontento.

Teologia 02 / 06

Vita di preghiera e carità

Vivendo in disparte dal mondo, sviluppa un'intensa devozione per la Vergine Maria e una profonda compassione per le anime del purgatorio.

In mezzo ai campi, lontano dal commercio del mondo, non tardò a essere continuamente in compagnia di Dio e degli angeli. Tutto ciò che vedeva, tutto ciò che udiva elevava la sua giovane anima verso il Creatore. Così la giovane vergine non aveva che un pensiero, il Signore; la sua anima, assorta nella contemplazione divina, ardeva della fiamma continua del più puro amore. Nutriva anche la più viva tenerezza per la san ta Vergine; m sainte Vierge Oggetto della meditazione e della devozione del beato. a poiché le sembrava poco prodigare i suoi omaggi a Maria nella solitudine, non lasciava sfuggire alcuna occasione per guadagnarle i cuori, per propagare la sua devozione e il suo culto. Questo tenero amore di Dio e di Maria produceva necessariamente il più vivo amore del prossimo. Cristina amava tutti gli uomini senza eccezione; le preghiere e i sospiri scaturivano continuamente dal suo cuore per il loro benessere presente e la loro felicità eterna; ma la parte più ricca delle sue buone opere apparteneva agli indigenti, agli sfortunati, soprattutto alle anime del purgatorio e ai peccatori infelici.

Miracolo 03 / 06

Il miracolo delle esequie

Cristina muore nel 1182, ma durante i suoi funerali, il suo corpo resuscita e si eleva miracolosamente fino alle travi della chiesa.

Lo stato di contemplazione continua in cui si trovava santa Cristina non tardò a minare la sua debole costituzione; per questo motivo si ammalò e morì nel fiore degli anni, nel 1182. Il suo corpo fu portato il giorno seguen te nella chiesa di Nostra Signora d église de Notre-Dame de Saint-Trond Luogo in cui si svolsero le esequie e il miracolo della levitazione. i Saint-Trond, per il servizio funebre, in mezzo a una folla immensa, pressata e raccolta, accorsa da ogni parte per assistere alle sue esequie. Durante la messa, nel momento in cui il sacerdote terminava l'ultimo Agnus Dei, il corpo della defunta cominciò a muoversi; poi improvvisamente si drizzò, si elevò con rapidità e andò a posarsi immobile su una delle travi trasversali dell'edificio. A questa vista, il terrore si impadronì dei presenti; tutti si precipitarono fuori dalla chiesa, eccetto il sacerdote officiante e la sorella maggiore di Cristina. Quando la messa fu terminata, il sacerdote le ordinò, nel nome del Dio vivente, di scendere; ella obbedì istantaneamente. Ecco in quali termini raccontò ai suoi parenti e amici il fatto inaudito e incomprensibile di cui erano stati testimoni:

Vita 04 / 06

Il viaggio nell'aldilà

Racconta di aver visitato il Purgatorio e il trono di Dio, scegliendo di tornare sulla terra per soffrire al fine di redimere i peccatori.

« Appena la mia anima ebbe lasciato il mio corpo, gli angeli di Dio mi presero tra le loro braccia e mi trasportarono in un luogo di tenebre e di orrore, colmo di una quantità innumerevole di anime che pativano supplizi spaventosi e inauditi: era il Purgator io... Mi t Purgatoire Stato di purificazione post-mortem centrale nella commemorazione. rasportarono poi davanti al trono del Dio eterno. Fui allora colta da una gioia indicibile, poiché pensavo che da quel momento avrei goduto per sempre della sua adorabile presenza. Ma il Signore mi disse: Per l'eternità intera, voi nuoterete in questo oceano di gloria che i vostri occhi contemplano, ma per il momento vi propongo, o di restare con me ora e di godere per sempre nel mio seno della beatitudine, o di ritornare nel vostro corpo sulla terra e di soffrirvi le pene di un'anima immortale in questo corpo mortale, che le sofferenze non potranno tuttavia distruggere. Voi libererete attraverso questi supplizi tutte le anime del purgatorio che vi hanno ispirato una compassione così dolorosa. Inoltre, attraverso lo spettacolo della vostra vita santa e sofferente, distoglierete dal male le anime ancora viventi e le ricondurrete a me. Quando avrete compiuto queste cose, riapparirete davanti a me, carica di un immenso tesoro di meriti. Così parlò il Signore; senza esitare un istante, ho scelto la sua seconda proposta. E Dio, benedicendomi per la mia scelta, ordinò ai suoi angeli di riportare all'istante la mia anima nel mio corpo... »

Vita 05 / 06

Un'esistenza di penitenza

Ritornata alla vita, pratica una povertà estrema, vive nella solitudine dei boschi e manifesta un'agilità fisica sovrumana.

La vita straordinaria e le sofferenze inaudite di santa Cristina superano ogni concezione umana. Subito dopo il suo ritorno alla vita, non volle più vivere che per l'unico scopo segnato alla sua seconda esistenza: soffrire per la conversione dei peccatori e per la liberazione delle anime sfortunate trattenute nel purgatorio. Fuggendo con estrema cura ogni commercio con gli uomini, ebbe rapporti con i suoi simili solo quando la religione e la carità lo richiesero, per aiutare gli indigenti, convertire i peccatori, soprattutto assistere i morenti. Ecco alcune particolarità sorprendenti della sua vita quotidiana: ogni mattina ascoltava la santa Messa, e tutte le domeniche e i giorni di festa si accostava alla santa mensa. A questo ardente amore per Gesù, univa la più viva tenerezza per Maria. Nutriva per i sacerdoti la più grande stima e un rispetto senza confini, guardandoli, con gli occhi della fede, come gli inviati e i sostituti del suo sposo celeste. Conosceva a malapena il sonno; quasi tutte le sue notti trascorrevano in preghiere o in mortificazioni espiatorie. Camminava di solito a capo chino e con lo sguardo rivolto a terra. La si sentiva molto spesso emettere sospiri che spezzavano il cuore, e fiumi di lacrime amare scorrevano quasi continuamente dai suoi occhi. Amava sopra ogni cosa la povertà, che praticava nel grado più eroico; viveva solo delle elemosine che andava lei stessa a mendicare di porta in porta. I suoi vestiti erano poveri e miseri. La sua dimora abituale era nei luoghi più remoti e solitari, nei boschi più inaccessibili e selvaggi. Spesso si collocava sugli alberi più alti, sulla cima delle torri, sui tetti delle chiese, sui colmi dei castelli e delle case, quando voleva pregare o immergersi nelle meditazioni celesti: il suo corpo aveva allora l'agilità e la flessibilità dell'uccello.

Miracolo 06 / 06

Le prodigiose mortificazioni

Per espiare i peccati altrui, si espone volontariamente al fuoco dei forni e alle acque gelide dei fiumi senza che il suo corpo venga distrutto.

Per quanto straordinario debba apparire questo modo di esistenza di Cristina, sembra che sia poco in confronto alle sue prodigiose sofferenze. Essendo ritornata sulla terra per soffrire nel suo corpo mortale i dolori orribili e inimmaginabili delle anime del purgatorio, al fine di pagare per esse e per ottenere ai peccatori grazie di conversione e di salvezza, la vedremo, condotta dallo Spirito di Dio, sottomettersi a pene terribili, spaventose, inconcepibili. La pena principale che infliggeva al suo corpo era quella del fuoco; l'aveva scelta tra tutte per il suo supplizio abituale, applicandosela nel modo più terribile, al fine di essere più simile alle anime del purgatorio. Si gettava spesso nei forni ardenti, destinati alla cottura del pane. Quando i forni le mancavano, entrava nelle case e correva ai focolari; a seconda delle loro dimensioni, talvolta vi si gettava tutta intera, talvolta vi manteneva le braccia o le gambe, le mani o i piedi, abbastanza a lungo da ridurli in cenere, senza un miracolo sorprendente della onnipotenza divina. Altre volte, si precipitava in caldaie in ebollizione, vi si immergeva quanto più poteva, poi bagnava con l'acqua bollente il resto del suo corpo. Soffriva così dolori inauditi; ma, secondo la promessa di Dio, il suo corpo, che simili supplizi avrebbero dovuto annientare, si ritrovava sano e intatto. L'acqua le forniva un altro modo di tortura. Durante i freddi più rigorosi, si precipitava spesso nelle acque gelide degli stagni e dei fiumi, e vi restava immersa per notti e giorni interi. Altre volte si posizionava sotto le ruote dei mulini ad acqua; lì, l'acqua e i ghiaccioli cadevano con violenza sulla sua testa e su tutte le sue membra. Altre volte ancora, si gettava nella corrente che la trascinava fino alle ruote dalle quali era allo stesso tempo trascinata circolarmente e come stritolata con orribili sofferenze.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Custode di greggi per diciassette anni
  2. Prima morte nel 1182 e resurrezione durante i suoi funerali
  3. Levitazione su una trave della chiesa di Notre-Dame
  4. Scelta di tornare sulla terra per soffrire per le anime del purgatorio
  5. Vita di mortificazioni estreme (fuoco, acqua gelata, ruote di mulino)
  6. Morte definitiva nel 1224

Miracoli

  1. Resurrezione durante i propri funerali
  2. Levitazione fino alle travi della chiesa
  3. Insensibilità e rigenerazione fisica dopo essersi gettata in forni o acqua bollente
  4. Agilità di uccello per appollaiarsi su vette inaccessibili

Citazioni

  • Ti propongo, o di restare con me ora... o di ritornare nel tuo corpo sulla terra e di soffrirvi le pene di un'anima immortale in questo corpo mortale. Parole del Signore riportate dalla Santa

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo