Vescovo di Pavia nel V secolo, sant'Epifanio fu un mediatore instancabile tra gli ultimi imperatori romani e i capi barbari. La sua santità e la sua eloquenza gli permisero di liberare innumerevoli prigionieri e di alleviare le sofferenze dell'Italia durante le invasioni. Morì nel 497 in seguito a un viaggio diplomatico intrapreso per il suo popolo.
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SANT'EPIFANIO, VESCOVO DI PAVIA
Giovinezza e formazione
Nato a Pavia nel 438, Epifanio viene formato dal vescovo Crispino e scala rapidamente i ranghi ecclesiastici fino al diaconato.
L'episcopato è lo stato della perfezione agente. Sant'Antonino, 2 p., tit. III, cap. 5, § 3.
S ant'Epifanio n Saint Épiphane Vescovo di Pavia e importante diplomatico del V secolo. acque a Pa via, Pavie Città d'Italia, sede vescovile del santo e luogo di conservazione delle sue reliquie. nell'anno 438. Suo padre si chiamava Maro o Mario, e sua madre Focaria, parente di san Mirocle, vescovo di questa città al tempo di Costantino; erano due persone illustri per la loro nascita, ma ancor più raccomandabili per le loro virtù. Sulla sua culla, una luce miracolosa aveva rispleso agli occhi dei suoi genitori che gli avevano dato per questo il nome di Epifanio, vale a dire il rivelato o l'illustre. Lo misero, fin dall'età di otto anni, presso san Crispi no, vescovo d saint Crispin Vescovo di Pavia e mentore di Epifanio. i Pavia, affinché apprendesse in una così buona scuola la pietà e le scienze umane. Vi fece progressi così grandi che fu ordinato suddiacono a diciotto anni, e diacono a venti. Diede, nell'uno e nell'altro di questi ministeri sacri, segni del suo zelo per il bene spirituale della Chiesa, portando il popolo alla vera devozione, e per quello temporale, che è il tesoro dei poveri, opponendosi alle violenze di coloro che volevano appropriarsene.
Elezione episcopale
Nonostante la sua resistenza, Epifanio viene eletto vescovo di Pavia all'età di ventisette anni e consacrato a Milano.
Essendo deceduto il santo vescovo Crispino, Epifanio fu eletto a voce comune dal popolo e dal clero per succedergli, sebbene vi resistesse con tutte le sue forze. Più protestava di esserne indegno, più il desiderio di averlo come vescovo aumentava; cosicché fu condotto a Milano suo malgrado, e fu infine consacrato con grande cerimonia, tra gli applausi di tutti, sebbene avesse solo ventisette anni, poiché quella maturità che aveva sempre mostrato, unita allo splendore delle sue virtù, suppliva abbondantemente alla sua giovinezza (446).
Ascetismo e prima ambasceria
Il santo adotta una vita di rigorosa ascesi prima di essere inviato a Roma per negoziare la pace tra l'imperatore Antemio e Ricimero.
Quando si vide elevato a questa alta dignità, iniziò col prescriversi delle leggi per la propria condotta. Risolse di astenersi dai bagni, di mangiare solo una volta al giorno e poco, di accontentarsi di erbe e legumi in ogni tempo, di fare a meno del vino per quanto la debolezza del suo stomaco lo permettesse, di affliggere il suo corpo e umiliare il suo spirito con tutti i mezzi che l'amore per la penitenza poteva suggerirgli, di trovarsi sempre per primo agli uffici, di notte come di giorno. A queste pratiche univa gli esercizi continui del lavoro e della preghiera. È così che si preparò al ruolo che la Provvidenza gli destinava: in quei tempi in cui capi di popoli stranieri gli uni agli altri e barbari stavano per disputarsi i lembi dell'impero romano, Epifanio, rispettato da tutti, considerato come un profeta, doveva intercedere per i vinti, per i sudditi, e addolcire alla sfortunata Italia il contatto di queste diverse dominazioni. È innanzitutto la Liguria che volge lo sguardo su di lui per trattare l'accordo tra Antemio, imperatore d'Occidente, e Ricimero, svevo e ariano; quest o perfido, dopo aver in Ricimer, Suève et arien Generale di origine sveva, creatore di imperatori. tinto le sue mani nel sangue di altri due imperatori, aveva ancora congiurato la morte di quest'ultimo, di cui aveva ricevuto la figlia in matrimonio.
Avendo coinvolto nella sua rivolta le migliori truppe dell'impero, era vicino allo scontro con ciò che era rimasto fedele all'imperatore, e stava così per esporre l'Italia a una crudele guerra civile. Si sperava che Epifanio potesse negoziare la pace; a tal fine, si fece accettare da Ricimero di inviarlo in ambasceria presso l'imperatore che si trovava a Roma. Epifanio fu accolto alle porte della capitale da una folla immensa che si prosternava ai suoi piedi; fu portato in trionfo al palazzo imperiale, tanto era grande già la venerazione che ispirava il giovane vescovo di Pavia. Sentendo questa esplosione di allegrezza popolare, Antemio disse: Riconosco bene qui Ricimero e le sue astuzie! Tutto è calcolo in lui, fino alla scelta dei suoi ambasciatori. Ha ferito qualcuno con le sue offese, lo assedia con suppliche che non si possono respingere. Tuttavia riceverò l'uomo di Dio: se mi chiederà cose possibili, lo esaudirò; se mi chiederà cose impossibili, farò in modo che mi scusi. Fece dunque ricevere il Santo con grande onore, lo ascoltò attentamente, si lasciò toccare dalle sue ragioni; e infine, per quanto indegno fosse il barbaro Ricimero della sua amicizia, concesse a Epifanio la grazia che chiedeva per lui. Il vescovo di Pavia riprese in fretta la strada per Milano per portarvi la lieta novella: ma la gioia non fu di lunga durata, Ricimero fece presto eleggere un altro imperatore, Olibrio, e assediò a Roma Antemio, suo suocero, che fu massacrato per suo ordine (17 luglio 472). Colto egli stesso da una malattia improvvisa, spirava tra orribili convulsioni quaranta giorni dopo l'omicidio di Antemio.
Diplomazia presso i Visigoti
Sotto Giulio Nepote, Epifanio si reca a Tolosa per negoziare con il re Eurico, proteggendo la Chiesa dall'influenza dell'arianesimo.
Epifanio, nonostante la sua risoluzione di non immischiarsi negli affari temporali, vide il suo credito aumentare presso gli imperatori. Glicerio, successore di Anicio Olibrio che Ricimero aveva messo al posto del suocero, ebbe tanta considerazione per lui che, su sua preghiera, perdonò un oltraggio fatto alla principessa sua madre. Sotto il regno di Giulio Nepote, che spodestò Glicerio l'anno seguente, il nostro Santo fu ancora il negoziatore della pace . Inviato da questo principe press Euric ou Evaric, roi des Wisigoths Re dei Visigoti, persecutore dei cattolici e di Sidonio. o Eu rico o E Toulouse Sede episcopale di Eremberto. varico, re dei Visigoti, a Tolosa, gli tolse ogni pensiero di ostilità e pose fine alle controversie sui confini dei due Stati. Assicurò allo stesso tempo la tranquillità della Chiesa, che aveva tutto da teme re da Eur arianisme Eresia combattuta da Colombano in Italia presso i Longobardi. ico e dai Visigoti, sostenitori dell'arianesimo: questi grandi successi erano dovuti alla sua eloquenza persuasiva, alla sua reputazione di santità e soprattutto a Dio, che sapeva mettere nei suoi interessi, poiché il corso delle sue ambasciate non era che una serie di preghiere, digiuni e ogni sorta di penitenze. Occupava il suo cammino con il canto dei salmi e, quando si fermava, lasciando la sua scorta nelle locande, si ritirava in disparte e usciva spesso per addentrarsi nei boschi, dove passava le notti in preghiera. Ecco come si riposava dalle fatiche del viaggio. Il re Eurico, per quanto ariano fosse, lo colmò di onori e di lodi e lo invitò alla sua tavola; ma l'umiltà, e forse anche il timore dello scandalo, non permisero al Santo di accettare.
Caduta dell'Impero e mediazione con Odoacre
Durante la caduta dell'Impero d'Occidente, Epifanio interviene presso Odoacre per proteggere le donne di Pavia e ottenere esenzioni fiscali.
Tornato in Italia, non si recò alla corte dell'imperatore, per evitare gli applausi umani; ma, accontentandosi di fargli conoscere il risultato delle sue negoziazioni, rientrò nella sua cara chiesa di Pavia. Avrebbe voluto restringere le sue cure alla santificazione dei suoi diocesani e alla propria; ma la grande catastrofe che segnò l'anno 476 non gli permise di trattenere la sua carità entro questi limiti. Voglio parlare della caduta dell'impero romano d'Occidente.
L'imperatore Giulio Nepote, spogliato e cacciato dal patrizio Oreste, si rifugiò in Dalmazia presso Glicerio, suo predecessore sul trono, divenuto vescovo di Salona. Oreste aveva un figlio, un giovane fanciullo di tredici anni, chiamato Romolo; i soldati, che lo amavano, lo chiamavano con un diminutivo, grazioso allora e poi divenuto sinistro, Augustolo, il piccolo Augusto. Suo padre lo fece proclamare imperatore (29 ottobre 475). Due anni pri ma, Odo Odoacre Capo barbaro e primo re d'Italia dopo la caduta dell'Impero. acre, figlio di Edecone, della tribù dei Rugi, aveva ricevuto da san Severino, vicino a Vienna, la predizione che sarebbe divenuto un giorno imperatore. L'alta statura del giovane barbaro, la sua intelligenza, il suo valore gli acquistarono prontamente i favori del potere e la stima dei suoi compagni d'armi sotto il regno di Glicerio. Scontentato da Oreste, si rivoltò con i barbari di cui era il capo. Dopo una prima battaglia vicino a Lodi, assediò il patrizio romano a Pavia, che fu saccheggiata e devastata dai due eserciti contemporaneamente. Ci si chiedeva dove fosse il vescovo, cosa fosse diventato Epifanio. L'uomo di Dio era al campo di Odoacre, chiedendo la libertà delle giovani e delle donne di Pavia che i barbari avevano riservato sia per la cattività, sia per oltraggi ancora più crudeli. La sua eloquenza e la santità del suo carattere addolcirono il cuore del feroce Ruge. Ne ottenne ciò che chiedeva. Gli fu concessa persino per i suoi concittadini un'esenzione da ogni sorta di imposta per cinque anni, e sebbene non avesse denaro, trovò il modo di riparare, di risollevare le chiese distrutte o bruciate, con un successo inspiegabile senza un intervento particolare della divina Provvidenza. Rese anche immensi servizi ad altri popoli dell'Italia, presso lo stesso Odoacre, che nutriva per lui una grande venerazione. Se questo principe si distinse, tra coloro che invasero l'impero romano, per la sua moderazione, il suo rispetto per le leggi, bisogna senza dubbio attribuirlo in gran parte all'ascendente che Epifanio esercitava su di lui. In Liguria, Pelagio, prefetto del pretorio, tentando di raccogliere qualche resto dell'impero a suo profitto, faceva consistere la sua sovranità soprattutto in imposte doppie rispetto a ciò che i popoli erano in grado di pagare. Ricorsero al vescovo di Pavia che li assistette, secondo la sua consuetudine, prontamente ed efficacemente. Per questo fu considerato come il liberatore dell'Italia.
Conflitto tra Teodorico e Odoacre
Epifanio diviene un mediatore rispettato tra i re rivali Teodorico e Odoacre, proteggendo Pavia durante gli assedi e l'occupazione dei Rugi.
Durante la pace passeggera che il dominio di Odoacre procurò a questa regione, la chiesa di Pavia tornò a essere molto fiorente grazie alla vigilanza, alle istruzioni e agli esempi del suo santo vescovo. Ma nuovi torbidi vennero presto a mettere alla prova la sua costanza e a far risplendere la sua saggezza con più vigore che mai. Nel 489, Teodorico, Théodoric, roi des Ostrogoths Principe bretone responsabile del massacro di Guigner e dei suoi compagni. re degli Ostrogoti, irrompe in Italia con due potenti eserciti, sconfigge Odoacre in due battaglie consecutive ed entra a Milano dopo la sua seconda vittoria. Epifanio si reca a incontrarlo.
Questo principe abile, illuminato, amico della virtù e dei talenti, nota in lui virtù così straordinarie da affermare di non aver mai conosciuto in tutto l'Oriente nessuno che potesse essergli paragonato, e lo proclama il miglior baluardo di Pavia. Teodorico è presto costretto a rinchiudersi in questa città, poiché il tradimento di un ufficiale gli ha sottratto una parte delle sue truppe. Odoacre giunge ad assediarlo. Mai la prudenza, la pietà, la pazienza e la carità di sant'Epifanio si fecero ammirare più che in una congiuntura così difficile. La stima che si aveva per la sua probità era così grande che questi due re nemici ebbero un'uguale fiducia in lui, senza nutrire alcun sospetto per i servizi che egli rendeva con la stessa sincerità all'uno e all'altro. Vivevano nei suoi confronti, nel mezzo della guerra, come se fossero stati in piena pace, ed egli era l'unico la cui quiete non era minimamente alterata da tanti torbidi. Se la condotta dei sacerdoti fosse sempre così disinteressata, così indipendente, così caritatevole, le parti avverse li rispetterebbero; non avendo trionfato con nessuno, non cadrebbero con nessuno; attraverserebbero i conflitti, i torbidi, facendosi tutto a tutti, senza che la loro calma ne soffrisse.
Non si saprebbe immaginare quante fatiche questo santo vescovo sopportò durante i tre anni in cui queste truppe dimorarono a Pavia, né quanto zelo, carità ed elemosine profuse. Frenava le violenze dei soldati, strappava loro i prigionieri, cosa per cui spesso bastavano le sue sole preghiere. Sembrava che la sua sottomissione assoluta agli ordini della Provvidenza sottomettesse in cambio i cuori più ribelli. Infatti, dopo la ritirata degli Ostrogoti, essendo la sua città episcopale stata occupata dai Rugi, nazione intrattabile, abituata al sangue, al massacro e a tutti i crimini che la brutalità può ispirare, Epifanio seppe gestire i loro animi con tanta bontà da ottenere da loro tutto ciò che voleva: e l'eminenza della sua virtù impresse nei loro cuori tanto rispetto e affetto per lui che, quando si ritirarono, dopo due anni, si videro con stupore lacrime di tenerezza uscire dagli occhi di quei barbari.
Missione presso i Burgundi
Inviato da Teodorico, il santo ottiene la liberazione gratuita di numerosi prigionieri presso i re burgundi Gundobado e Godegisilo.
Teodorico, dopo una terza vittoria su Odoacre, che fece assassinare nell'anno 493, essendo infine rimasto padrone assoluto di tutta l'Italia, Epifanio lavorò con nuovo ardore per riparare le brecce che tanti disordini avevano aperto nella purezza della religione e nell'integrità della disciplina della Chiesa. Avendo il nuovo re pubblicato un editto secondo il quale solo coloro che avevano seguito la sua parte avrebbero goduto dei privilegi accordati al popolo romano, e che gli altri non avrebbero potuto testare né disporre dei propri beni, un gran numero di famiglie si trovò nella desolazione, poiché ciò significava la loro rovina. Esse ricorsero a Epifanio e lo scongiurarono di impiegare il suo credito per scongiurare tale sventura. Lorenzo, vescovo di Milano, si unì a lui per andare a trovare il principe: ma, considerando l'abilità e l'esperienza del suo collega, così come i suoi grandi talenti per l'eloquenza e la persuasione, lo pregò di prendere la parola. È ciò che fece Epifanio con il massimo successo. Vedendo in questo santo uomo tale capacità e tali virtù, Teodoric o lo inviò poco tempo dopo p Gondebaud, roi des Burgondes Zio di Clotilde, re dei Burgundi, assassino di Chilperico. resso Gundobado, re dei Burgundi, per trattare con lui la libertà dei prigionieri. Egli fu ricevuto ovunque come l'angelo del Signore, e Gundobado con tutta la sua corte fu così onorato, così affascinato dalla sua presenza e dai suoi bei discorsi, che gli accordò gratuitamente la libertà dei prigionieri. Eccettuò solo il piccolo numero di coloro che, essendo stati presi a forza aperta, non si erano arresi volontariamente. Tuttavia, volle accontentarsi per loro di un riscatto assai modesto, che fu pagato con le donazioni che venivano fatte a gara al nostro Santo. Passò da Vienne e da Lione a Ginevra, dove dimorava il principe Godegisilo, fratello del re Gundobado, per fargli aprire anch'egli le prigioni dei prigionieri, e questo principe fu generoso quanto suo fratello. Il ritorno del nostro Santo, come quasi tutto il tempo del suo episcopato, fu illustrato da diversi miracoli, che consistevano ordinariamente in guarigioni di malati e di ossessi. Tra questi miracoli, bisogna citare la guarigione eclatante di un'emorroissa nella città episcopale di Tarantasia.
Ultima missione e morte
Dopo un'ultima negoziazione fiscale a Ravenna, Epifanio muore di sfinimento nel 497 all'età di cinquantotto anni.
Due anni dopo, i Liguri, sovraccarichi di tasse, implorarono il suo sostegno: partì subito, nonostante il rigore dell'inverno, l'età e le infermità, giunse a Ravenna, parlò in loro favore al re Teodorico e ottenne una riduzione di due terzi delle loro imposte. Poi, senza voler accettare nulla per sé da Teodorico, che gli offriva mille favori e cercava di trattenerlo presso di sé, bel tratto in un principe ariano, partì in mezzo alla neve per tornare prontamente alla sua Chiesa, oggetto delle sue tenere cure e delle sue sole delizie sulla terra. Ma questo viaggio gli causò una flussione mortale. Il dolore generale che causò l'apprensione della sua morte non è credibile, perché ognuno la considerava come la rovina dell'intera provincia. Non era lo stesso per questo beato prelato, che sospirava con molto ardore dopo quel prezioso momento. Lo trovò infine, e cantando le lodi del suo Dio, lasciò la terra per andare in cielo; aveva cinquantotto anni, e ne aveva passati trenta nel ministero episcopale. (21 gennaio 497). La luce sfolgorante che apparve sul suo corpo, dopo il suo decesso, fu un segno della gloria della sua anima.
Posterità e reliquie
Le sue reliquie furono trasferite a Hildesheim nel X secolo. È tradizionalmente raffigurato circondato da prigionieri liberati.
Nell'anno 962, le sue sante reliquie furono sottratte agli abitanti di Pavia per ordine dell'imperatore Ottone I e trasfer ite a Hild Hildesheim Sede episcopale di san Gottardo. esheim, in conformità al desiderio di Ottwin, allora vescovo di quella città. Si verificarono diversi miracoli durante questa traslazione.
San Epifanio viene rappresentato circondato da prigionieri carichi di catene, ai quali le sue liberalità e la sua dolce eloquenza restituiscono la libertà.
È possibile consultare la storia della traslazione delle reliquie del nost ro Santo Ennodius Successore di Epifanio e suo biografo. , così come quella della sua vita, scritta da Ennodio, suo successore, e riportata da Sullandau negli Acta Sanctorum; avendo il P. Giry abbreviato molto il testo, abbiamo ritenuto opportuno completarlo.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Pavia nel 438
- Ordinazione a suddiacono a 18 anni e a diacono a 20 anni
- Elezione e consacrazione a vescovo di Pavia a 27 anni (466)
- Ambasceria presso l'imperatore Antemio per Ricimero (472)
- Negoziazione di pace tra Giulio Nepote ed Eurico a Tolosa
- Intercessione presso Odoacre per i prigionieri di Pavia (476)
- Missione presso Gundobado per la liberazione dei prigionieri
- Ottenimento di una riduzione delle tasse per la Liguria presso Teodorico
Miracoli
- Luce miracolosa che risplende sulla sua culla alla nascita
- Guarigione di un'emorroissa in Tarentaise
- Guarigioni di indemoniati
- Luce sfolgorante sul suo corpo dopo la morte
Citazioni
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L'episcopato è lo stato della perfezione agente.
Sant'Antonino