19 agosto 6° secolo

San Calminio

Calmine

Duca d'Aquitania ed eremita

Festa
19 agosto
Morte
19 août (VIe siècle) (naturelle)
Categorie
eremita , fondatore , confessore
Epoca
6° secolo

Duca d'Aquitania proveniente da una famiglia senatoriale nel VI secolo, Calminio rinunciò alle sue funzioni per condurre una vita da eremita vicino a Tulle. Utilizzò la sua fortuna per fondare le abbazie di Calminiac (Saint-Chaffre) e di Mauzac. Grande pellegrino, riportò da Roma e da Agen preziose reliquie per arricchire le sue fondazioni.

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Sezioni di lettura: 9

SAN CALMINIO O CALMINE,

DUCA D'AQUITANIA ED EREMITA, FONDATORE DELL'ABBAZIA DI SAINT-CHAFFRE, NELLA DIOCESI DI LE PUY

Vita 01 / 09

Origini ed educazione

Calminio, proveniente da una famiglia senatoriale dell'Alvernia, riceve un'educazione cristiana e letteraria prima di utilizzare la sua fortuna per i poveri e per la gloria di Dio.

VI secolo.

Fuggite il mondo, esso non genera che tenebre; cercate la luce nella solitudine, la vera luce brilla nel deserto.

San Pier Damiani.

San Ca lminio o Calmelio, volgarmen Saint Calminius ou Calmelius Duca d'Aquitania divenuto eremita e fondatore di monasteri nel VI secolo. te san Calmine, patrono della chiesa di La Guène, vicino a Tulle, nel Basso Limosino, proveniva da una famiglia senatoriale dell'A lvernia. Auvergne Regione del martirio di sant'Antoliano. Suo padre e sua madre, che sapevano che dalla buona o cattiva educazione ricevuta nella giovinezza dipende quasi tutto il seguito della vita, non mancarono di dargli eccellenti maestri, che gli ispirarono al contempo il gusto per le belle lettere e quello per la virtù. Perse troppo presto genitori così religiosi: tuttavia non dimenticò mai le loro salutari istruzioni, né i loro buoni esempi, ancora più efficaci delle loro istruzioni. Così fece, sebbene molto giovane, un eccellente uso dei beni assai considerevoli di cui la loro morte lo aveva messo in possesso. Li impiegò molto meno per soddisfare i suoi gusti o i suoi bisogni particolari, che per procurare la gloria di Dio, da cui li teneva, e per sovvenire ai bisogni dei poveri, per i quali pensava di averli ricevuti. Così trascorse non solo nell'innocenza, ma nella pratica di ogni sorta di virtù e di buone opere, l'età più critica della vita, che diventa quasi sempre lo scoglio di una giovinezza imprudente e sconsiderata. Era un felice presagio per il seguito della sua vita: infatti, appena giunto alla maturità, fu fatto, non per diritto di successione, ma per la scelta libera e motivata dal suo merito, da uno dei nostri Re della prima stirpe, duca o governatore di una parte considerevole dell'Aquitania, vale a dire, a quanto pare, dell'Alvernia e del Velay. Fissò da allora la sua residenza a Clermont, capitale della prima di queste province, e diede a quest Clermont Città d'origine dei due santi. a città, o piuttosto alla Francia intera, l'esempio così raro di un governatore unicamente occupato del bene dei popoli ai quali è preposto; di un uomo pieno di religione e di zelo per la gloria di Dio; infine di un ricco estremamente sensibile alla miseria degli indigenti, e che non ometteva nulla per alleviarla. Calminio, in effetti, fu da allora, come un tempo il santo uomo Giobbe, l'occhio del cieco, il piede dello zoppo, il padre dei poveri, il sostegno della vedova e dell'orfano. Molto lontano dall'attaccare il suo cuore alle sue ricchezze, e dal rendersene schiavo, ne usava al contrario da padrone saggio e avveduto, che sa dispensarle a proposito, a tutti coloro che ne hanno bisogno, e farle volgere alla propria santificazione.

Vita 02 / 09

Duca d'Aquitania

Nominato duca d'Aquitania da un re merovingio, governa l'Alvernia e il Velay da Clermont con carità esemplare.

Tuttavia, nonostante tante virtù e buone opere, questo santo uomo riteneva di non fare abbastanza per Dio. Il suo cuore non era pienamente soddisfatto e aspirava in segreto a una vita più ritirata e più perfetta. Infine, crescendo di giorno in giorno l'attrazione per la solitudine e l'ispirazione dello Spirito Santo, non esitò più a lasciare il suo paese e i suoi cari per ritirarsi nel deserto. Il breviario manoscritto di La Guène, che ci informa di questo fatto nell'ufficio di san Calminio, non esprime il nome di questo deserto; ma la tradizione comune degli abitanti di questa parrocchia, che un tempo aveva il titolo di città, e delle popolazioni circostanti, tradizione che deve essere tanto meno disprezzata in quanto fondata su monumenti che sussistevano ancora prima della Rivoluzione, questa tradizione, diciamo, ci insegna che il nostro Santo venne a condurre la vita eremitica in una grotta molto ritirata e poco spaziosa, scavata, sul lato di levante, nel mezzo di una montagna sterile e scoscesa, che si trova sulla strada da Tulle a La Guène, all'incirca a uguale distanza dall'una e dall'altra, e il cui piede è bagnato, da ogni lato, dalla Valouse e dalla Montane, due piccoli ruscelli che vanno a gettarsi, abbastanza vicino di lì, nella Corrèze. Questa grotta porta ancora oggi il nome di Saint-Calmine; e vi si vedeva un tempo l'immagine di questo grande servitore di Dio, in abito da eremita. Davanti vi era una cappella dove si diceva la messa, soprattutto il giorno della sua festa, al quale ci si recava in folla da La Guène e dai dintorni. Questa cappella era stata costruita, quasi duecento anni fa, dal signor Melon di Tulle, a cui apparteneva la montagna, sulle rovine di un'altra più antica e più piccola, costruita fin dall'anno 1021, per cura di un sacerdote chiamato Léonard Lafon, detto di Vincens, che ne fu nominato cappellano.

Vita 03 / 09

La vita nel deserto

Aspirando alla solitudine, si ritira dapprima in una grotta vicino a Tulle, poi nel Velay per condurre una vita di contemplazione.

Fu, secondo ogni apparenza, in questa grotta, che al tempo di san Calminio doveva essere molto solitaria e assai lontana dall'accesso degli uomini, che il nostro Santo, il quale non cercava che di sottrarsi ai loro sguardi, andò a nascondersi, o piuttosto a seppellirsi vivo, e che cominciò a condurre una vita tanto meritoria e dolce per l'uomo della grazia, quanto doveva apparire dura e penosa per quello della natura. Diciamo che cominciò a condurvi la vita eremitica, perché in effetti sembra che, sia per fuggire, per umiltà, un paese dove la reputazione della sua santità cominciava a diffondersi, sia per obbedire a una nuova ispirazione della grazia, che, dopo averlo applicato interamente alla cura della propria santificazione, lo disponeva da lontano, senza che egli lo sospettasse, a lavorare per la salvezza del prossimo, egli lasciò il Basso Limosino e si ritirò nella provincia del Velay che conosceva perfettamente, essendone stato governatore. Lì ebbe come compagno della sua solitudine un venerabile e saggio anziano, di cui volle senza dubbio farsi discepolo e apprendere più perfettamente i segreti della vita interiore; e abbandonandosi senza riserve all'attrazione della grazia, compì alla lettera ciò che dice il profeta Geremia del vero solitario, che tenendo la sua anima nel riposo e nel silenzio, si eleverà al di sopra di se stesso, attraverso l'assidua contemplazione e un ardente amore per le cose celesti.

Fondazione 04 / 09

Fondazione del monastero di Calminiac

Fonda il suo primo monastero nella diocesi di Le Puy, lo dota riccamente e lo dedica a san Pietro.

Dopo aver lavorato alla propria santificazione, intraprese di procurare, attraverso santi stabilimenti, quella dei suoi fratelli. Con questo intento fondò, nella diocesi di Le Puy, su un terreno di sua proprietà, ai piedi di una montagna molto elevata chiamata Monsenicus, e vicino al luogo denominato Villars, un bellissimo monastero che chiamò Calminiac, dal suo nome. Non contento di averlo costruito con grande magnificenza, ne arricchì la chiesa con ornamenti per il servizio divino e con preziose reliquie dei Santi, e la fece consacrare sotto l'invocazione dell'apostolo san Pietro. In seguito, ardente di zelo per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, percorse tutti i luoghi circostanti e attirò nel suo monastero quanti più servitori di Dio poté, per farne dei ferventi religiosi; e, affinché non fossero costretti a rientrare nel commercio del mondo e nell'imbarazzo degli affari, donò loro grandi possedimenti per provvedere a tutti i loro bisogni: fissò persino momentaneamente la sua dimora tra loro, tuttavia senza cambiare abito né abbandonare l'amministrazione dei suoi beni.

Missione 05 / 09

Viaggi a Roma e Lérins

Dopo un pellegrinaggio a Roma, visita l'abbazia di Lérins da cui conduce dei monaci, tra cui sant'Eudone, per dirigere la sua comunità.

Ma la pietà e il fervore di Calminio, crescendo ogni giorno di più in quel tranquillo soggiorno, grazie al raccoglimento e alla regolarità che vi regnavano, si sentì spinto da un ardente desiderio di recarsi in pellegrinaggio a Roma, per visitare le tombe degli Apostoli, e soprattutto quella dell'apostolo san Pietro, per il quale ebbe per tutta la vita una devozione molto particolare. È più facile congetturare che esprimere tutto ciò che provò un'anima così pura e così infiammata d'amore per Dio, in una tale città, e alla vista degli innumerevoli monumenti religiosi che essa racchiude. Al suo ritorno, visitò il monastero di Lérins e ottenne da monastère de Lérins Monastero devastato dai Saraceni. l santo Abate che lo governava un certo numero di ferventi religiosi per la sua comunità di Calminiac, uno tra gli altri chiamato Eudone, ch e era Eudon Monaco di Lerino divenuto primo abate di Calminiac. destinato a governarla in qualità di Abate, e che ha meritato di essere annoverato tra i Santi.

Fondazione 06 / 09

Fondazione di Mauzac

Egli stabilì un secondo monastero a Mauzac in Alvernia, vi insediò monaci formati secondo la regola di Lerino e ne assicurò il sostentamento tramite dei possedimenti.

San Calminio, dopo aver goduto per qualche tempo dell'innocente soddisfazione di vedere prosperare il suo monastero, decise di compiere altrove un bene simile, e rivolse le sue mire preferibilmente verso la sua patria, intendiamo l'Alvernia, che aveva governato, così come il Velay, in qualità di duca; poiché voleva provvedere al bene spirituale di queste due province, come un tempo aveva lavorato per la loro felicità temporale. A tal fine, si ritirò nella Bassa Alvernia, che è la parte di questa provincia più fertile e al contempo più gradevole, e scelse il borgo di Mauzac a due le ghe da Mauzac Monastero fondato dal santo in Alvernia e luogo della sua morte. Clermont, e ancora più vicino a Riom, per stabilirvi il suo secondo monastero, che fece costruire nobilmente e a grandi spese. Avendovi riunito, come nel primo, un numero considerevole di soggetti chiamati allo stato religioso, fece venire, per formarli alla vita monastica, antichi monaci che ne avevano praticato a lungo gli esercizi, sia che li traesse dal suo primo monastero, o da quello di Saint-Cyrique, volgarmente Saint-Girgue, che osservava gli statuti di Lerino, o da qualche altra casa religiosa d'Alvernia; poiché ve n'era già un numero abbastanza grande in quella provincia. E, affinché nulla venisse a turbare il santo riposo di questi figli del chiostro, fece loro dono di numerosi possedimenti e assegnò loro ampie rendite che li misero al riparo dal bisogno. Abbellì anche la loro chiesa e la provvide di tutto ciò che era necessario per il culto divino, senza trascurare per questo la cura e il sollievo dei poveri, suoi antichi amici: facendo così risplendere al contempo il suo zelo per la gloria di Dio e la sua dedizione al servizio del prossimo, vale a dire quella doppia carità nella quale consiste la pienezza della legge.

Missione 07 / 09

Ricerca di reliquie e consacrazione

Ottiene reliquie da papa Giovanni III a Roma e da san Caprasio ad Agen per consacrare la chiesa di Mauzac.

Sebbene il nostro Santo avesse fatto tanto per il suo monastero di Mauzac, gli sembrava che alla sua opera prediletta mancasse sempre qualcosa, finché non avesse arricchito quella casa con le reliquie dei Santi. Intraprese dunque per una seconda volta il viaggio verso Roma per procurarsene, ed espose a papa pape Jean III Papa contemporaneo all'inizio della vita del santo. Giovanni III, che allora governava la Chiesa universale, che si proponeva di far dedicare il tempio di Mauzac in onore del capo degli Apostoli. Il Papa, sorpreso ed edificato dallo zelo straordinario che aveva spinto un uomo di quel rango, un semplice laico, a intraprendere un viaggio così lungo e penoso, per il solo motivo di acquisire tali tesori, di cui il mondo solitamente sente poco il valore; e incantato dalla sua candore e dalla sua pietà, gli accordò volentieri delle sante reliquie. Munito di questo tesoro che stimava mille volte più dell'oro e delle pietre preziose, il Santo tornò in Francia e passò per l'Agenois, dove aveva senza dubbio alcuni possedimenti. Avendo appreso nella capitale di quella provincia che vi s i custodiva i saint Caprais Primo vescovo noto di Agen, martire insieme a santa Fede. l corpo dell'illustre san Caprasio, che vi aveva un tempo sofferto il martirio per il nome di Gesù Cristo, testimoniò un desiderio così vivo di ottenere qualcuna delle sue reliquie, che non si poté rifiutare alle sue istanze. Gli fu accordato un braccio intero del santo Martire. Allora, al culmine dei suoi desideri, partì in tutta fretta per Mauzac, dove fu ricevuto con gioia estrema, tanto dal popolo quanto dai religiosi. Su sua sollecitazione, il vescovo di Clermont consacrò la nuova chiesa e dedicò l'altare maggiore sotto l'invocazione di san Pietro e sotto quella di san Caprasio.

Vita 08 / 09

Fine della vita e morte

Muore a Mauzac il 19 agosto dopo una vita di preghiera e di penitenza, e vi viene sepolto dietro l'altare maggiore.

Dopo così felici successi, non restava a san Calminio che prepararsi prossimamente alla morte che, visto la sua età, le sue macerazioni e i lavori di cui tutto il corso della sua vita era stato riempito, non poteva essere molto lontana. Fu dunque a questa preparazione immediata che impiegò il tempo che visse ancora. Non uscì più da Mauzac, e si dedicò interamente alla preghiera, alla contemplazione e a tutti gli altri esercizi della pietà cristiana, sollecitando con istanza la grazia della perseveranza finale. Infine, giunto il momento che il Signore aveva segnato dall'eternità per conferire al suo servo la corona di giustizia, cadde pericolosamente malato e, presto ridotto all'estremo, morì il 19 agosto, pieno di meriti e di buone opere, dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti con tutto il fervore che ci si poteva aspettare da un Santo che ne aveva tanto mostrato fin dalla sua infanzia.

Il suo corpo fu inumato dietro l'altare maggiore di Mauzac, dove rimase per lunghi anni, durante i quali il Santo fece spesso sentire a coloro che lo invocarono con fiducia e devozione l'effetto del suo credito presso Dio.

Culto 09 / 09

Culto e reliquie a La Guène

Le sue reliquie furono trasferite a La Guène nel 1126 per proteggerle dalle guerre; esse sono oggetto di una devozione particolare, in particolare per ottenere la pioggia.

## CULTO E RELIQUIE.

Essendo stata infranta e saccheggiata nel 1126 la cassa che custodiva il corpo di san Calminio, per prevenire i nuovi oltraggi ai quali poteva essere esposto in Alvernia, in quei tempi di guerra, lo si trasportò tutto intero o in parte nella piccola città di La Guène, nella cui parrocchia si trovava la grotta che era servita da rifugio al Santo quando, donandosi interamente a Dio, cominciò a vivere da eremita. Sembra anche che lo si sia deposto sotto il pavimento della chiesa, in una cripta o una sorta di tomba. Ciò che è certo è che lo si ritrovò quarantasei anni dopo, vale a dire nel 1172, come risulta dall'iscrizione seguente, scritta su pergamena e conservata nella cassa di san Calminio, che si trova accanto all'altare maggiore della chiesa di La Guène: «Qui è il corpo del beato Calminio, confessore, che fu trovato nella sua tomba, la quale è sotto la chiesa di La Guène, presso l'altare maggiore, nell'anno dell'Incarnazione di N.S. G.C. 1172».

Duecentonovant'anni dopo il ritrovamento del suo corpo che abbiamo appena riportato, avendo avuto bisogno di riparazioni la cripta dove era stato riposto, si estrasse di nuovo questo prezioso deposito e lo si ricollocò quasi subito, con molta pompa e solennità. In seguito si fece realizzare una cassa piuttosto bella, coperta di rame dorato, nella quale si racchiusero le r châsse, couverte de cuivre doré Reliquiario contenente i resti del santo, utilizzato per le processioni. eliquie del Santo, e la si collocò onorevolmente dietro l'altare maggiore. Era da lì che un tempo la si faceva scendere, nei tempi di estrema siccità, per portarla in processione a una fontana chiamata di San Calminio, che non è molto lontana dalla grotta del Santo, e nella quale si immergeva la suddetta cassa: ciò attirava un grande concorso di popolo che pregava con fervore, e riusciva talvolta a piegare l'ira del cielo e a ottenere la pioggia. In seguito, si è ritenuto opportuno toglierla da lì e la si è messa sul lato destro dello stesso altare, di fronte a una cassa che contiene altre reliquie, la quale si trova dal lato del Vangelo.

Estratto da Saints du Limousin, di Labiche de Reignefort.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Nominato duca o governatore dell'Aquitania (Alvernia e Velay) da un re della prima dinastia
  2. Ritiro eremitico in una grotta tra Tulle e la Guène
  3. Fondazione del monastero di Calminiac (Saint-Chaffre) nella diocesi di Le Puy
  4. Pellegrinaggi a Roma e visita all'abbazia di Lerino
  5. Fondazione del monastero di Mauzac in Bassa Alvernia
  6. Ottenimento delle reliquie di san Pietro e san Caprasio

Miracoli

  1. Ottenimento della pioggia tramite l'immersione della sua cassa in una fontana

Citazioni

  • Fuggite il mondo, esso genera solo tenebre; cercate la luce nella solitudine, la vera luce brilla nel deserto. San Pier Damiani (in esergo)

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo