San Filiberto fu il fondatore delle grandi abbazie di Jumièges e di Noirmoutier nel VII secolo. Dopo aver coraggiosamente denunciato i crimini del maggiordomo di palazzo Ebroino, subì l'esilio prima di stabilirsi nel Poitou dove moltiplicò le fondazioni monastiche. Le sue reliquie, spostate numerose volte per sfuggire ai Normanni, riposano oggi a Tournus.
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SAN FILIBERTO, CONFESSORE,
Fondazione del monastero di Pavilly
San Filiberto fonda un monastero femminile a Pavilly nel 647, con l'aiuto del signore Amalberto e di santa Austreberta.
Fu san Filiberto a far saint Philibert Abate fondatore di Jumièges e di Noirmoutier. costruire a Pavilly (*Pauliacum*, Senna Marittima) un monastero per fanciulle (647); il terreno gli fu donato da Amalberto, signore del luogo, la cui figlia, di nome Aurea, vi prese il velo. Santa A ustreberta fu la p Sainte Austreberte Prima badessa del monastero di Pavilly. rima badessa di questo monastero.
Conflitto con Ebroino ed esilio
Dopo aver denunciato i crimini del maggiordomo di palazzo Ebroino, Filiberto viene imprigionato a Rouen prima di esiliarsi nel Poitou.
Nel 674, la necessità costrinse san Filiberto a compiere un viaggio alla corte: ebbe il coraggio di rimprover are Eb Ebroïn Maestro di palazzo responsabile della morte di San Ramberto. roino, maggiordomo di palazzo, per la sua ambizione e i suoi crimini. Questo ministro, per vendicarsi, scatenò contro di lui una sorda persecuzione. Corruppe alcuni ecclesiastici della diocesi di Rouen, che denigrarono il servo di Dio e coinvo lsero nei saint Ouen Arcivescovo di Rouen che accolse il corpo del martire. loro intenti sant'Ouen, il loro vescovo. Le cose giunsero al punto che san Filiberto fu messo in prigione, in un luogo della città che fu poi chiamato la *poterne*. Qualche tempo dopo, sant'Ouen riconobbe la sua innocenza e gli restituì la libertà. Ma Filiberto, non ritenendosi al sicuro in Neustria, lasciò Jumièges. Si ritirò a Poitiers, presso il v escovo Ansoald Vescovo di Poitiers e amico di san Filiberto. Ansoaldo, che era appena succeduto a Didone, zio di san Legiero, vescovo di Autun, vittima della crudeltà di Ebroino. Ansoaldo lo accolse con benevolenza e avrebbe voluto legarlo alla sua Chiesa. Ma l'amore per la vita solitaria prevalse ancora nel cuore del religioso; e il vescovo, non sperando più di trattenerlo, gli cedette generosamente, ai confini della sua diocesi e della Bretagna, una porzione dell'isola chiamata Her o Hério, per costruirvi un monastero che prese da allora il nome di Hermoutier (monaster o di Her), d Noirmoutiers Isola e monastero fondati da Filiberto. a cui si fece più tardi Noirmoutiers (677). A questo primo dono aggiunse altre liberalità, tanto del proprio patrimonio quanto di quello della Chiesa di Poitiers, cosicché la nuova casa divenne in breve tempo fiorente. Fu dapprima popolata da alcuni monaci di Jumièges. Filiberto si occupò anche, su richiesta di Ansoaldo, di rifon dare l'abbazia benedett Saint-Benoît de Quincay Abbazia restaurata da Filiberto nella diocesi di Poitiers. ina di Saint-Benoît de Quincay (*Quinciacum*), nella diocesi di Poitiers, che aveva sofferto di eventi infausti. Vi fece venire alcuni religiosi di Jumièges e meritò di essere considerato il restauratore di questo monastero, che era iniziato ai tempi di sant'Ilario.
Fondazione di Noirmoutiers e restauri
Accolto dal vescovo Ansoaldo, Filiberto fonda l'abbazia di Noirmoutiers nel 677 e restaura il monastero di Quincay.
Alla morte di Ebroino, avvenuta nel 681, Filiberto volle rivedere Jumièges. Vi incontrò sant'Ouen, che gli chiese perdono per essersi lasciato prevenire contro di lui, e lo scongiurò di restare in Normandia. Ma Filiberto preferì tornare a Noirmoutiers, e acconsentì soltanto a mettere a capo dell'abbazia di Jumièges sant'Achardo, uno dei suoi più fedeli discepoli. Di ritorno nella sua isola, si applicò sempre più al buon governo del suo gregge. Simultaneamente, dirigeva ancora i progressi del monastero di Notre-Dame de Luçon (Sancta Maria Lucionensis), che fioriva dal XV secolo, e gli inizi di quello di Saint-Michel-en-l'Herm (S. Michael in Eremo), che Ansoaldo aveva appena fondato, nel 681. Occupato da tanti lavori, non aveva meno spirito di raccoglimento e di preghiera; ciò che consigliava agli altri, lo si vedeva sempre compierlo per primo. Se parlava, si credeva di udire Gesù Cristo; lo Spirito sembrava soffiare sul suo cuore e sui suoi pensieri. Morì il 20 agosto verso il 687, in mezzo ai suoi fratelli di Noirmoutiers.
Ultime opere e trapasso
Filiberto riconcilia i suoi legami con Jumièges, dirige diversi monasteri e muore a Noirmoutier verso il 687.
San Filiberto viene rappresentato: 1° seduto, in abito abbaziale, mentre accarezza un cavallo o un asino: si tratta probabilmente dell'asino di santa Austreberta, badessa di Pavilly, che trasportava a Jumièges la biancheria della sacrestia, che la santa badessa si incaricava di lavare; 2° mentre salva i monaci di Jumièges da un uragano scatenatosi durante la mietitura.
Rappresentazioni iconografiche
Il santo è tradizionalmente raffigurato come abate con un asino o mentre salva dei monaci da una tempesta.
[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]
L'odissea delle reliquie di fronte ai Normanni
In fuga dalle invasioni normanne a partire dall'836, i monaci trasportarono il corpo del santo attraverso il Poitou e l'Alvernia fino a Tournus.
Il corpo del Santo, conservato fino all'836 nella chiesa di Noirmoutier, ne fu rimosso il 14 febbraio dello stesso anno, per precauzione contro i Normanni che minacciavano l'isola, e trasportato nel monastero di Déas, piccola città della contea di Herbauges, nel basso Poitou. Durante questo tragitto, ammirevoli prodigi illuminarono agli occhi delle popolazioni che si attraversarono a Beauvoir-sur-Mer (Ampermum), a Bois-de-Céné (Varinus) e a Paux (Poulus), tre stazioni dove si fermò successivamente il pio convoglio. Più tardi, i religiosi furono costretti a cercare un altro asilo a Cunaud, nell'Angiò, dove portarono il corpo del loro santo Abate, verso l'anno 857. Di lì lo trasportarono a Messay, nel Poitou, nell'862, poi a Saint-Pourçain, in Alvernia, verso la fine dell'anno 871. Infine, questa comunità così a lungo errante Tournus Luogo dell'abbaziato di San Ardaing. venne a stabilirsi a Tournus, sotto la guida dell'abate Geilon, nell'anno 875. Un monastero che esisteva in questa città, sotto l'invocazione di san Valeriano, fu loro ceduto.
Verso la fine del X secolo, Gilberto, conte di Châlon, avendo voluto di sua propria autorità dare l'abbazia di Tournus a un religioso che favoriva, quelli di Noirmoutier ritornarono a Saint-Pourçain, portando con sé il corpo di san Filiberto e le altre reliquie di cui avevano arricchito il monastero di Tournus. Non vi ritornarono che dopo tre anni, su invito dei vescovi della provincia, e quando fu cacciato l'abate Introis.
Conservazione a Tournus e miracoli
Nonostante le guerre di religione e la Rivoluzione, le reliquie sono preservate a Tournus dove sono state oggetto di un riconoscimento ufficiale nel 1841.
Da quell'epoca, la celebre abbazia ha sempre conservato il prezioso deposito delle reliquie di san Filiberto. Esse sono sfuggite a tutti i pericoli delle guerre e delle rivoluzioni. Quando, nel 1562, gli Ugonotti devastarono l'abbazia di Tournus, scoprirono sfortunatamente il luogo dove erano state nascoste le casse di san Valeriano, di san Vitale e di alcuni altri Santi. Ma il corpo di san Filiberto sfuggì alla loro furia. Salvato anche durante la Rivoluzione del 1793, è ancora oggi onorato nella prima chiesa di Tournus. Il 20 agosto 1841, Monsignor il vescovo di Autun ha collocato le reliquie del nostro Santo in un nuovo reliquiario, alla presenza di un numeroso concorso di sacerdoti e di fedeli. Verificando le ossa di san Filiberto, si è constatata l'assenza di alcune di esse; ma si sa cosa ne è stato. Un atto in pergamena, trovato nell'antica cassa di rame, attesta che, il 19 maggio 1493, su richiesta di Jacques d'Amboise, abate di Cluny e di Jumièges, fu aperta la cassa di san Filiberto e ne furono estratte alcune reliquie per inviarle a Jumièges. Nel XVI secolo, fu fatto lo stesso dono ad altri grandi personaggi.
Oltre alla festa principale di san Filiberto, che si celebra oggi, se ne celebravano altre nell'abbazia di Tournus, in occasione delle sue diverse traslazioni, il 14 febbraio, il 7 giugno e il 15 ottobre. Ve n'era una quarta il 22 maggio a Charlieu, antica diocesi di Mâcon; ma era propria di quella chiesa.
Ci siamo serviti, per comporre questa biografia, del Proprio di Poitiers; del Godebert; delle Vite dei Santi della Chiesa di Poitiers, dell'abate Anbert; del Leggendario di Autun; e della Vita dei Monaci e dei Vescovi di Luçon, dell'abate Du Trassay, canonico onorario di Luçon.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Fondazione del monastero di Pavilly (647)
- Confronto con il maggiordomo di palazzo Ebroino (674)
- Imprigionamento a Rouen da parte di sant'Ouen
- Esilio nel Poitou presso il vescovo Ansoaldo
- Fondazione del monastero di Noirmoutier (677)
- Restauro dell'abbazia di Quincay
- Ritorno e riconciliazione con sant'Ouen a Jumièges (681)
- Direzione dei monasteri di Luçon e Saint-Michel-en-l'Herm
Miracoli
- Salvataggio dei monaci di Jumièges da un uragano durante la mietitura
- Prodigi durante il trasporto delle sue reliquie a Beauvoir-sur-Mer, Bois-de-Céné e Paux