San Timoteo, discepolo di San Paolo
VESCOVO DI EFESO E MARTIRE
Vescovo di Efeso e Martire
Discepolo privilegiato di san Paolo, Timoteo fu il primo vescovo di Efeso. Dopo aver accompagnato l'Apostolo delle genti nelle sue missioni e aver ricevuto due celebri epistole, morì martire nel 97, ucciso da una folla pagana di cui denunciava i disordini durante una festa di idoli.
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SAN TIMOTEO, DISCEPOLO DI SAN PAOLO,
VESCOVO DI EFESO E MARTIRE
Origini e incontro con san Paolo
Nato in Licaonia da madre ebrea e padre pagano, Timoteo viene formato alle Scritture prima di diventare il compagno di viaggio di san Paolo.
97. — Papa: sant'Evaristo. — Imperatore: Nerva. Bevi un po' di vino a causa della debolezza del tuo stomaco. Prima lettera di san Paolo a Timoteo, V, 23. Gli ubriaconi... non entreranno nel regno dei cieli. I lettera di san Paolo ai Corinzi, VI, 10. In verità vi dico, il colera è una malattia meno pericolosa dell'ubriachezza. A. Svez. San Timoteo, nato da un padre idola tra e da una m Saint Timothée Martire giunto dall'Oriente per evangelizzare Reims. adre ebrea, di nome Eunice, era della Licaonia, nell'Asia Minore, e probabilmente della città di Listra. Eunice, che si crede sia stata parente di san Paolo, aveva abbracciato la re ligione cr saint Paul Apostolo citato da san Girolamo per illustrare i decreti divini. istiana, così come Loide, nonna del nostro Santo; e il g rande Loïde Nonna di san Timoteo. Apostolo loda la fede di entrambe. Esse elevarono Timoteo nella pietà e gli fecero studiare fin da giovane le sacre Scritture: cosicché san Paolo, arrivando in Licaonia nel corso della sua missione apostolica, lo trovò già formato alla virtù; e, vedendolo stimato da tutti i fedeli di Listra e di Iconio, lo scelse per essere il compagno dei suoi viaggi e delle sue fatiche nella predicazione del Vangelo. Iniziò col circonciderlo: le cerimonie dell'antica legge non obbligavano più, dopo la nuova legge pubblicata da Gesù Cristo, ma era tuttavia permesso osservarle come una cosa indifferente fino alla rovina di Gerusalemme e del tempio: con ciò, dicono gli antichi Padri, si seppelliva la sinagoga con onore. Il disegno di san Paolo era di conciliare al suo discepolo la stima dei Giudei e di mostrare loro che egli stesso non era nemico della loro fede: bei tratti di prudenza e di carità che dobbiamo ammirare dopo san Giovanni Crisostomo.
Vocazione e ordinazione
Timoteo abbandona tutto per seguire Paolo, che lo ordina mediante l'imposizione delle mani e lo considera come suo figlio spirituale e coadiutore.
Bisogna lodare anche, non solo la docilità di Timoteo, che si sottomette a una cerimonia dolorosa e non obbligatoria, ma ancora, come fa notare sant'Agostino, quello zelo, quel disinteresse che gli fa lasciare il suo paese, la sua casa, suo padre, sua madre, per seguire un apostolo straniero, nella povertà e nelle sofferenze. San Paolo gli affidò da allora tutto il ministero evangelico, mediante l'imposizione delle mani, e lo considerò d'ora in avanti, per quanto giovane fosse, come suo fratello, suo coadiutore, suo compagno di apostolato, senza cessare di amare in lui teneramente un discepolo e un figlio. San Crisostomo dice a lode di Timoteo, che Paolo recuperò ciò che aveva appena perduto con l'allontanamento di san Barnaba. L'Apostolo sembra tenere lo stesso linguaggio, quando chiama Timoteo uomo di Dio, e dice ai Filippesi che nessuno gli è così unito di cuore e di spirito come Timoteo. Questo grande amore di Paolo per Timoteo ci indica quanto quest'ultimo fosse amato da Dio: poiché un tale maestro non poteva amare nel suo discepolo che gli eminenti doni della grazia di Gesù Cristo, e l'adempimento di tutte le predizioni vantaggiose che erano state fatte su di lui, durante la sua giovinezza, quando era ancora sotto la guida di sua madre e di sua nonna.
I viaggi apostolici
Timoteo percorre l'Asia, la Macedonia e la Grecia, servendo da messaggero e mediatore per Paolo presso le prime comunità cristiane.
San Paolo, uscito da Listra, percorse con il suo discepolo il resto dell'Asia, poi s'imbarcò per la Macedonia, nell'anno 52 di Gesù Cristo, e predicò il Vangelo a Filippi, a Tessalonica e a Berea. Il furore dei Giudei avendolo obbligato a lasciare quest'ultima città, vi lasciò Timoteo con Sila, poiché erano meno esposti al loro odio e molto adatti, d'altronde, a fortificare i fedeli. Per quanto lo riguarda, prese la via dell'Acaia. Quando fu giunto ad Atene, mandò a chiamare Timoteo affinché lo raggiungesse; ma avendo appreso che i cristiani di Tessalonica soffrivano una crudele persecuzione, lo inviò presso di loro. Il nostro Santo trovò quella chiesa in buono stato. Affermò i fedeli nella fede, li fortificò contro le persecuzioni e tornò poi a trovare san Paolo a Corinto. Fu in quel periodo che l'Apostolo scrisse ai Tessalonicesi la sua prima epistola, che inizia così: «Paolo, Sila e Timoteo, alla chiesa di Tessalonica...» San Paolo, avendo fatto un lungo viaggio, da Corinto a Gerusalemme, tornò a predicare a Efeso, dove rimase due anni. Quando volle tornare in Grecia, incaricò Timoteo ed Erasto di precederlo in Macedonia e di prepararvi le elemosine che si dovevano inviare ai fedeli di Gerusalemme. Diede ordine a Timoteo, in particolare, di andare poi a Corinto, per correggervi alcuni abusi e richiamare ai cristiani la dottrina che aveva loro predicato. Nella lettera che scrisse ai Corinzi, poco tempo dopo, raccomanda loro così il suo caro discepolo: «Se Timoteo verrà a trovarvi, fate in modo che non abbia nulla da temere presso di voi, poiché lavora come me all'opera del Signore. Nessuno dunque lo disprezzi, ma accompagnatelo in pace, affinché venga a trovarmi, poiché lo attendo insieme ai nostri fratelli». Timoteo andò in effetti a ritrovare il suo maestro in Asia, l'accompagnò in Macedonia, in Acaia, lo lasciò a Filippi, poi lo raggiunse a Troade. San Paolo, essendo tornato in Palestina, fu messo in prigione a Cesarea; vi rimase due anni, dopo di che fu inviato a Roma. Si crede che Timoteo fosse con lui in quel periodo, poiché il suo nome si trova accanto a quello del grande Apostolo, in testa alle epistole a Filemone, ai Filippesi e ai Colossesi, che furono scritte negli anni 61 e 62; aveva già avuto parte alla seconda ai Corinzi e alle due che erano indirizzate ai Tessalonicesi. San Paolo, unendo il nome di Timoteo al proprio, in testa alle sue sei lettere, segnava che se l'era associato, in maniera inseparabile, nell'istruzione delle Chiese e in tutti i lavori del ministero evangelico. Il nostro Santo ebbe, anche lui, il vantaggio di essere arrestato prigioniero non si sa dove, per la causa di Gesù Cristo, e di confessare gloriosamente la verità davanti a quel gran numero di testimoni di cui san Paolo gli fece memoria qualche tempo dopo.
Ma san Paolo ebbe presto la felicità di scrivere agli Ebrei, che amavano molto Timoteo: «Sappiate che il nostro fratello Timoteo è in libertà. Se arriva presto, verrò a trovarvi con lui».
Episcopato a Efeso
Stabilito come primo vescovo di Efeso, riceve l'incarico di governare la Chiesa d'Asia e di lottare contro le false dottrine, praticando al contempo una grande ascesi.
È probabile che l'Apostolo abbia mantenuto la sua promessa. Ciò che è certo è che ritornò da Roma in Oriente, nell'anno 64 di Gesù Cristo, e che al suo ritorno, sul punto di passare in Macedonia, affidò un incarico più particolare al suo discepolo, già ordinato vescovo in seguito a una profezia e a un ordine particolare dello Spirito Santo, e che aveva ricevuto, per l'imposizione delle mani, con la grazia del sacramento e altri doni esteriori dello Spirito Santo, il potere di governare la Chiesa e di compiere miracoli; gli affidò il governo della chiesa di Efeso, per oppo église d'Éphèse Città principale dell'apostolato di Giovanni in Asia Minore. rsi a coloro che seminavano una falsa dottrina, e per ordinare sacerdoti, diaconi e persino vescovi; poiché fu incaricato anche, secondo san Giovanni Crisostomo, di vegliare su tutte le Chiese d'Asia. È sempre stato considerato il primo vescovo di Efeso. Lo era prima dell'arrivo di san Giovanni in quella città, il quale vi risiedette non come semplice vescovo, ma come apostolo, esercitando un'ispezione generale e superiore a quella di Timoteo su tutte le Chiese d'Asia. San Paolo era ancora in Macedonia quando scrisse a Timoteo la sua prima epistola, che la Chiesa ha sempre considerato come una legge apostolica destinata a regolare la vita e la condotta dei suoi pastori. Essa ci insegna che Timoteo beveva solo acqua. Poiché le sue grandi austerità avevano alterato la sua salute e indebolito il suo stomaco, san Paolo gli ordinò di bere un po' di vino. Dice un po', perché è bene che la carne sia abbastanza forte da servire lo spirito, ma abbastanza debole affinché lo spirito la domini.
Quali lezioni ammirevoli!
Istruzioni finali e l'Apocalisse
Paolo gli rivolge le sue ultime volontà dalla prigione di Roma, mentre san Giovanni, nell'Apocalisse, gli rivolge elogi e rimproveri.
San Paolo, essendo tornato a Roma e rinchiuso nella prigione da cui doveva uscire solo per andare incontro alla morte, sentì raddoppiare la sua tenerezza per il caro Timoteo. Gli scrisse, carico di catene, la sua seconda lettera, così piena di istruzioni vive e toccanti, che è considerata il testamento di questo santo Apostolo. Sono, in effetti, le ultime parole di un padre che, vedendosi vicino alla morte, dichiarava al suo carissimo figlio le sue ultime volontà, che non erano altro che quelle di Gesù Cristo, per il quale stava per morire. Lo scongiurò di raggiungerlo a Roma prima dell'inverno, non solo affinché avessero la consolazione di vedersi un'ultima volta, ma anche perché gli affidasse diverse cose riguardanti l'interesse della Chiesa; lo esorta a ravvivare quello spirito di coraggio, quel fuoco dello Spirito Santo, di cui fu riempito il giorno della sua ordinazione. Gli dà consigli sulla condotta da tenere nei confronti degli eretici di quel tempo e gli traccia il carattere di coloro che si sarebbero elevati in seguito. È probabile che il nostro Santo si sia recato all'invito del suo maestro e abbia fatto il viaggio a Roma per conferire con lui. Ricevette d'altro canto lezioni e persino rimproveri non meno utili. Poiché si crede che egli sia quell'angelo o vescovo di Efeso a cui si rivolge san Giovanni nella su a Apocalis Apocalypse Libro profetico scritto da Giovanni a Patmos. se: «Colui che tiene le sette stelle nella sua destra, che cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro», lo loda innanzitutto per le sue opere, per il suo lavoro, per la sua pazienza; per non poter sopportare i malvagi, per saper discernere i falsi apostoli, per avere in orrore gli eretici, per soffrire molto e con pazienza per il nome di Gesù Cristo. Ma gli rimprovera di essere decaduto dalla sua prima carità; lo esorta a farne penitenza e a risalire da dove è caduto.
Il martirio durante la festa della Catagogia
Nell'anno 97, Timoteo viene lapidato e percosso a morte da una folla pagana mentre si opponeva ai disordini di una festa idolatra a Efeso.
Queste lamentele riguardano piuttosto la Chiesa o il vescovo di Efeso? Se si tratta del vescovo, aveva forse commesso qualche caduta notevole, o si era semplicemente rallentato nella via della perfezione e nel servizio di Dio? Non è facile deciderlo. Del resto, non bisogna stupirsi se lo zelo e la carità dei Santi si allentano talvolta: Dio fa loro sentire in tal modo il bisogno continuo della sua grazia, essi diventano più umili; quando si rialzano, è per lanciarsi con nuovo ardore nel cammino della penitenza e della virtù. Timoteo ebbe presto l'occasione di mostrare che era pronto, come un tempo, a sacrificare tutto al suo Dio. Sotto l'impero di Nerva, il 22 gennaio del l'ann Nerva Imperatore romano succeduto a Domiziano e liberatore di san Giovanni. o 97 di Gesù Cristo, i Gentili celebravano una certa festa, chiamata Catagogia, perché vi porta vano i lo Catayogie Festa pagana durante la quale fu ucciso Timoteo. ro idoli in processione; e vi si commettevano mille insolenze, mille brutalità, poiché erano mascherati e armati di grosse mazze. San Timoteo, toccato da questi disordini e sforzandosi di fermarli, si gettò in mezzo alla folla: lungi dal cedere alle sue esortazioni, lo percossero a morte a colpi di pietre e di mazze. I suoi discepoli lo trassero via mezzo morto e lo portarono su un'altura vicina, dove spirò qualche tempo dopo, vittima del suo zelo, martire di Gesù Cristo. Il suo corpo fu sepolto in un luogo chiamato Pion, vicino alla città di Efeso, dove gli fu costruita una chiesa. San Giovanni Evangelista consacrò Giovanni I per succedere a san Timoteo. Onesimo fu il terzo vescovo di Efeso.
Culto e iconografia
Papa Pio IX eleva la sua festa al rito doppio; è tradizionalmente rappresentato con gli strumenti del suo martirio: pietre e clava.
La Chiesa celebra in questo giorno la festa di san Timoteo, con ufficio doppio, per ordine di Sua Sant ità Pi Pie IX Papa che ha canonizzato Giosafat nel 1867. o IX, al posto del semi-doppio che era in precedenza. Lo stesso decreto comprende san Policarpo e sant'Ignazio di Antiochia. «È, dice Sua Santità, per rendere maggior onore a questi santi che, stabiliti sul fondamento stesso degli Apostoli, hanno organizzato, fortificato e illuminato la Chiesa nascente con i loro santi insegnamenti, i regolamenti che le hanno lasciato e il sacrificio stesso della loro vita».
Si dipinge san Timoteo: 1° con un idolo di Diana rovesciato ai suoi piedi; 2° con una pietra nella piega della sua veste; 3° con un bastone o una clava in un angolo qualsiasi del quadro: tutti questi attributi indicano gli strumenti o la causa del suo martirio.
Traslazione delle reliquie
Le sue reliquie furono trasferite a Costantinopoli nel 356, dove furono associate a numerosi miracoli e all'espulsione dei demoni.
## RELIQUIE DI SAN TIMOTEO.
Sotto l'impero di Costanzo, figlio di Costantino il Grande, le reliquie del nostro Santo furono trasportate a Costantinopoli Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. , nell'anno 356, e san Paolino ci insegna che ciò non avvenne senza numerosi miracoli; l'anno seguente, furono portati dall'Acaia a Costantinopoli anche i corpi di sant'Andrea e di san Luca, e furono posti insieme a quello di san Timoteo, sotto l'altare della chiesa degli apostoli, dove i demoni, come assicura san Girolamo, testimoniavano con ruggiti quanto risentissero della loro presenza. San Crisostomo ci insegna anche, nella sua prima omelia, in cui fa un grande elogio di san Timoteo, che le sue reliquie scacciavano i demoni. Coloro che accompagnarono il suo corpo nella sua celebre traslazione da Efeso a Costantinopoli, ebbero ciascuno alcune particelle di questo prezioso tesoro; e, secondo san Paolino, tutte queste particelle, sparse in vari luoghi della terra, operarono come un'effusione di grazie e di benedizioni, e compirono ovunque grandi miracoli.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione cristiana ricevuta dalla madre e dalla nonna
- Incontro con san Paolo a Listra
- Circoncisione da parte di san Paolo per conciliare i Giudei
- Compagno di viaggio di san Paolo in Macedonia e Acaia
- Ordinazione a vescovo di Efeso
- Ricezione delle due lettere di san Paolo
- Martirio durante la festa pagana della Catagogia
Miracoli
- Guarigioni operate dalle sue reliquie a Costantinopoli
- Espulsione di demoni tramite la presenza delle sue reliquie
Citazioni
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Bevi un po' di vino a causa della debolezza del tuo stomaco.
Prima lettera di san Paolo a Timoteo, V, 23