Il pellegrinaggio di Nostra Signora di Marceille, vicino a Limoux, si basa sulla scoperta miracolosa di una Madonna bruna da parte di un contadino. Nonostante i suoi tentativi di portarla via, la statua tornava sistematicamente sul luogo del ritrovamento, portando all'edificazione di un santuario celebre per la sua fontana guaritrice. Molto frequentato nel XIX secolo, in particolare durante le epidemie di colera, il santuario ha ricevuto il raro privilegio dell'incoronazione della sua statua nel 1862.
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NOSTRA SIGNORA DI MARCEILLE, PRESSO LIMOUX,
NELLA DIOCESI DI CARCASSONNE
Situazione geografica
Descrizione del santuario di Notre-Dame de Marceille, situato su una collina che domina l'Aude vicino a Limoux, tra le Corbières e paesaggi di giardini.
A un chilometro dalla città di Limoux, su una collina che domina la riva destra dell'Aude, sorge una chiesa campestre consacrata alla Madre di Di Mère de Dieu Figura centrale del pellegrinaggio, rappresentata da una statua miracolosa scoperta da un contadino. o. Nulla è più grazioso e pittoresco dei viali di questo santuario. Dal lato di Limoux i pellegrini vi arrivano attraverso una bella strada che serpeggia tra due file d'ombra, attraverso prati e giardini bordati di acacie e biancospini. Dalle altre parti, vi giungono attraverso le contrade montuose delle Corbière s, che of Corbières Regione montuosa circostante. frono un misto di picchi selvaggi, ridenti colline e fresche valli.
Leggenda del ritrovamento dell'immagine
Un contadino scopre miracolosamente una statua della Vergine nel suo campo; nonostante i suoi tentativi di portarla via, la statua ritorna sistematicamente nel luogo del suo ritrovamento.
L'origine del pellegrinaggio di Marceille si perde nella notte dei tempi. Secondo un'antica tradizione, sarebbe dovuto all'intervento miracoloso di Maria. Un contadino, dedito alla coltivazione del suo campo, vede all'improvviso i suoi buoi fermarsi davanti a un ostacolo. È invano che cerca di spronarli, essi oppongono una resistenza invincibile. Stupito, fa il segno della croce e si inginocchia. Scava poi la terra, e presto si offre al suo s guardo una mad madone de bois Figura centrale del pellegrinaggio, rappresentata da una statua miracolosa scoperta da un contadino. onna di legno, dal volto bruno, ma dal sorriso seducente. Felice della sua buona sorte, porta questa immagine alla sua famiglia che l'accoglie con gioia. Il giorno seguente, quale non è la sua sorpresa! La Vergine era scomparsa. Ritornato al suo campo, la ritrova nel luogo dove l'aveva scoperta il giorno prima. Invano la porta via ancora; il giorno seguente il prodigio si rinnova: la statua scompare di nuovo per ritornare nel luogo prediletto.
La notizia di questo meraviglioso evento non tardò a diffondersi nella regione. La pietà delle popolazioni vi vide una prova eclatante della potenza e della bontà di Maria; e presto, assecondando desideri così altamente manifestati, esse elevarono con entusiasmo un modesto santuario alla statua miracolosa. Un quadro conservato fino alla Riv oluzione c Révolution Periodo durante il quale le reliquie del santo furono nascoste e perdute. onsacrava il ricordo di questa leggenda. Esso perì allora insieme a documenti storici che ne giustificavano il fondamento.
Sviluppo del culto nel XIX secolo
Il pellegrinaggio conobbe un massiccio rinnovamento nel XIX secolo, in particolare durante le epidemie di colera del 1835 e del 1855, attirando decine di migliaia di fedeli.
Per quanto si possa risalire nel passato, non si può che rimanere colpiti dall'ardente devozione dei fedeli verso Nostra Signora di Notre-Dame de Marseille Figura centrale del pellegrinaggio, rappresentata da una statua miracolosa scoperta da un contadino. Marceille; tuttavia, dalla restaurazione del culto e nel corso del XIX secolo, questa devozione ha acquisito progressivamente una maggiore energia. Nel 1835, quando i l coler choléra Flagello che ha colpito l'Europa e la regione nel 1835 e nel 1855, stimolando la devozione. a invase l'Europa e desolò la nostra capitale per venire a spegnersi ai piedi dei Pirenei, la pietà dei fedeli si manifestò con uno slancio straordinario. Si videro, alle feste di settembre, accorrere a Marceille processioni da tutti i villaggi vicini. La seconda domenica, si sarebbero potute contare fino a trentamila persone. Era uno spettacolo magnifico. Al mattino, la folla si accalcava nella chiesa, e la sera la città era inondata di forestieri. Nel 1855, cessati i flagelli di questo morbo ritornato nelle nostre contrade, più di sessantamila persone vennero, durante le feste, a implorare Maria in favore delle vittime e a ringraziarla per averle protette dai suoi terribili effetti.
Tra tutti i pellegrinaggi del Mezzogiorno, quello di Limoux è il più frequentato; a tal punto che l'autorità diocesana, desiderosa di assecondare le manifestazioni di una pietà così toccante, ha dovuto permettere che la festa di settembre, limitata un tempo all'ottava, si prolungasse fino alla fine del mese. Essa non attira solo i semplici fedeli; tutti i sacerdoti della contrada, fino all'estremità della diocesi e alle diocesi vicine, vengono a offrire i santi misteri e a esaltare con la loro presenza lo splendore delle cerimonie. La loro affluenza permette ai pellegrini, anche ai più ritardatari, di assistere al santo sacrificio, poiché esso si rinnova su tutti gli altari senza interruzione dalla prima ora del giorno fino a mezzogiorno.
Descrizione del santuario e della via sacra
Dettagli sulla via sacra, la fontana miracolosa, il portico del 1488 e l'architettura interna in stile XIV secolo restaurata.
Prima di entrare nella chiesa, bisogna salire la collina seguendo la via sacra, lastricata, molto inclinata, lunga circa duecento metri, ma divisa da cinquantadue fasce in pietra tagliata che servono ai pellegrini come stazioni per le loro preghiere. Verso la metà della salita, una fontana inesauribile opera guarigioni miracolose. Al di sopra si estende una terrazza piacevole per coloro che vogliono riposarsi e godere di una magnifica prospettiva. All'arrivo, un portico merita di attirare lo sguardo. Fu costruito nel 1488, come indica l'anno inciso sulla pietra e lo stile della sua architettura. Da ciascuno dei suoi angoli si slanciano graziosamente fasci di colonnine che vanno a perdersi nella chiave di una volta ogivale. La porta del tempio è a due battenti. Al centro, su una mensola, riposa la statua in pietra della Vergine, a grandezza naturale. Un uomo del popolo ne staccò la testa, nel 1793, e la gettò nel pozz 1793 Periodo durante il quale le reliquie del santo furono nascoste e perdute. o; è stata ritrovata e rimessa al suo posto.
Non appena si varca la soglia, si rimane colpiti dalle vaste proporzioni della navata che presenta la forma di una croce latina, orientata da Oriente a Occidente, lunga quaranta metri e larga diciassette. Un tempo le sue pareti erano fiancheggiate da pilastri, capitelli, cornici che mascheravano la vera architettura in pietra, della fine del XIV secolo. Le colonnine della navata sono state ripristinate e dipinte come erano un tempo; la volta costruita, nel 1783, da Bernard Rippa, artista italiano, è oggi decor ata; tutto in Bernard Rippa Artista italiano che ha costruito la volta della chiesa nel 1783. torno, dei medaglioni raffigurano attraverso allegorie le litanie della Santa Vergine; i quadri in rilievo della Via Crucis hanno ricevuto una colorazione che ne esalta l'effetto e l'armonizza con il resto della chiesa. Il pulpito, ricavato nel muro come una lanterna degli antichi palazzi di giustizia, è stato rimesso a nuovo e abbellito da dipinti e vetrate. Tutti questi lavori conferiscono all'insieme molta eleganza.
Riti e devozioni popolari
Descrizione dei rituali notturni del 7 settembre, dell'ascesa in ginocchio della collina e delle celebrazioni della Natività della Vergine l'8 settembre.
Una pratica tra le più edificanti, propria di questo pellegrinaggio e capace di commuovere fino alle lacrime coloro che ne sono testimoni, è l'ascesa della costa o via sacra. Il 7 settembre, verso le otto di sera, una moltitudine di pellegrini, di ogni età e dei due sessi, recitando preghiere, si trascina faticosamente in ginocchio verso la chiesa. All'ingresso della via, come un ricordo del cammino del Calvario, si erge una croce ai piedi della quale essi vengono a raccogliersi e ad armarsi della forza necessaria per compiere questo doloroso viaggio. A metà costa si ferm ano alla fontana mir fontaine miraculeuse Fonte situata sulla collina, rinomata per le sue guarigioni miracolose. acolosa che, in ogni stagione, scorre solo goccia a goccia e guarisce mille specie di mali, secondo l'iscrizione incisa in lettere d'oro sul marmo: *Mille malis species Virgo levavit aquâ*. Lì, compiono le loro abluzioni, attingono l'acqua meravigliosa per parenti e amici che la vecchiaia o le infermità trattengono presso le loro case. Animati da una fiducia nuova, riprendono con più coraggio il cammino che li conduce presso l'immagine benedetta. I loro voti sono finalmente esauditi, eccoli sotto lo sguardo così dolce di questa buona Madre. Simili al bambino a cui le carezze materne fanno dimenticare il motivo dei suoi dolori, anche loro, negli effluvi dell'amore e della riconoscenza, non pensano più alle fatiche di questa penosa ascesa. Durante questa notte e quelle che precedono le domeniche seguenti, la chiesa, addobbata come in un giorno di solennità, rimane aperta ai fedeli la cui pietà considererebbe come perduto il tempo dedicato al sonno. Alcuni, raccolti presso la Statua, pregano devotamente, altri compiono la via crucis, mentre cori di giovani ragazze cantano alternativamente inni e cantici alla gloria di Maria.
L'8 settembre, lo spettacolo è ancora più magnifico; la folla arriva più numerosa e più animata. Sono flutti di popolo che sbucano da tutte le strade e da tutti i sentieri. Quando dall'alto dell'altopiano si contemplano queste linee nella campagna, sembrano banderuole dai mille colori che si stagliano sul verde dei campi. Tuttavia, una cerimonia ben più toccante si svolge all'interno della chiesa. Al termine della santa Messa, i fedeli si accalcano attorno alla nicchia per baciare la Statua venerata. Il ricco e il povero vi gareggiano in offerte. I doni consistono solitamente in monete d'oro e d'argento. Queste scene così toccanti non si verificano solo il giorno della natività della Vergine, le domeniche e durante tutto il mese di settembre; esse si rinnovano, con meno splendore senza dubbio, nel corso di tutto l'anno. Frequentemente intere famiglie della città, dei villaggi, persino delle diocesi vicine, vengono accompagnate da un sacerdote a sollecitare la protezione di Nostra Signora.
Riconoscimento episcopale e pontificio
Monsignor de la Bouillerie ottiene dal Papa il privilegio dell'incoronazione della statua, cerimonia solenne celebrata nel settembre 1862.
Fin dalla sua promozione alla sede vescovile di Carcassonne, Mon Mgr de la Bouillerie Vescovo di Carcassonne che ha promosso il pellegrinaggio e organizzato l'incoronazione della statua. signor de la Bouillerie manifestò una devozione particolare per questo pellegrinaggio. Fissando la festa dell'adorazione perpetua al 13 settembre, e presiedendo ogni anno, assistito dai suoi principali ministri, a questa augusta cerimonia, Sua Eccellenza ne ha accresciuto lo splendore. Questo non era tuttavia che il preludio dei suoi favori. Esistono nella cristianità pochissime chiese consacrate alla Vergine la cui immagine sia incoronata in virtù di una concessione della Santa Sede. Si citano, a Parigi, Notre-Dame des Victoires; a Roma, Santa Maria Maggior e; in Ital Saint-Père Papa che ha canonizzato Giosafat nel 1867. ia, la Santa Casa di Loreto. Nel 1862, il Santo Padre, cedendo alla pietà filiale del vescovo di Carcassonne durante il suo soggiorno a Roma, ha concesso questo privilegio a Notre-Dame de Marceille. È stato il Vescovo stesso a fare omaggio della corona, a invitare i fedeli alla cerimonia tramite una lettera pastorale piena di unzione, e a presiederla il 14 settembre dello stesso anno, in mezzo al suo capitolo, a un numeroso clero, ai rappresentanti delle comunità religiose, ai magistrati della città e a una grande moltitudine di fedeli. Estratto da una Notice sur le pèlerinage de Notre-Dame de Marseille; Limoux, 1864.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ritrovamento miracoloso della statua da parte di un contadino
- Scomparse e ritorni successivi della statua nel luogo d'origine
- Costruzione di un portico nel 1488
- Distruzione parziale della statua (decapitazione) nel 1793
- Restauro della volta nel 1783 ad opera di Bernard Rippa
- Affluenza record durante le epidemie di colera nel 1835 e nel 1855
- Incoronazione della statua da parte di Mons. de la Bouillerie il 14 settembre 1862
Miracoli
- Spostamento spontaneo della statua verso il suo luogo d'origine
- Fonte inesauribile che opera guarigioni
- Protezione della popolazione contro il colera
Citazioni
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Mille malis species Virgo levavit aquâ
Iscrizione incisa sul marmo della fontana