Santa Pulcheria, Imperatrice d'Oriente
IMPERATRICE D'ORIENTE
Vergine e Imperatrice d'Oriente
Imperatrice d'Oriente nel V secolo, Pulcheria governò con saggezza e pietà, proteggendo l'ortodossia contro le eresie nestoriana ed eutichiana. Nonostante il suo rango, fece voto di verginità e trasformò il palazzo imperiale in un luogo di preghiera e di carità. È riconosciuta per il suo ruolo decisivo durante il concilio di Calcedonia e per le sue numerose fondazioni ospedaliere.
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SANTA PULCHERIA, VERGINE,
IMPERATRICE D'ORIENTE
Origini e ascesa al potere
Discendente della dinastia teodosiana, Pulcheria assume la reggenza e l'educazione di suo fratello Teodosio II fin dalla sua più tenera età.
Santa Pulcheria Sainte Pulchérie Imperatrice bizantina coinvolta negli affari della Chiesa. offre alla nostra ammirazione un illustre modello di tutte le virtù, nel mezzo dello splendore delle grandezze e nelle più crudeli prove dell'avversità. Ebbe come avo Teodosio il Grande; come padre, l'imperatore Arcadio, e come madre, Eudossia. Venne al mondo nel 399. Flaccilla, sua sorella maggiore, morì in tenera età. Le sue altre due sorelle, Arcadia e Marina, erano più giovani di lei. Arcadio, principe debole, che fu sempre governato da sua moglie e dai suoi eunuchi, morì il 1° maggio 408, dopo un regno di trent'anni e qualche mese. Lasciava un figlio, di otto anni, al quale designò come tutore Antemio, uno degli uomini più saggi dell'impero, che era stato costantemente legato a sant'Afraate e a san Crisostomo. Pulcheria, che era quasi tanto giovane quanto suo fratello, mostrava già un grande fondo di saggezza e di pietà. Infine, il 14 luglio 414, fu dichiarata Augusta, per condividere la dignità imperiale con suo fratello; e si fece carico lei stessa della cura della sua educazione, sebbene avesse solo due anni più di lui. Le felici disposizioni che aveva ricevuto dalla natura supplirono in lei al difetto di esperienza. Mise accanto a suo fratello i maestri più abili e più virtuosi, e si applicò soprattutto a ispirargli grandi sentimenti di pietà, nella persuasione in cui era che le più belle qualità siano inutili, e spesso pericolose, senza la religione. Gli insegnava a pregare con fervore, ad amare tutto ciò che aveva rapporto al culto divino, e a difendere con zelo la dottrina della Chiesa cattolica. In una parola, si può dire che il giovane principe fu debitore a sua sorella di tutto ciò che vi era di buono in lui: e che fu colpa sua, o del suo carattere, se non apparve ornato di un maggior numero di belle qualità.
Una vita di pietà a palazzo
Pulcheria trasforma la corte imperiale in un luogo di devozione, facendo voto di verginità con le sue sorelle e governando con saggezza.
Pulcheria si prese cura anche dell'educazione delle due sorelle che le rimanevano, e ebbe la consolazione di vederle seguire costantemente la via della virtù. Fu solo il desiderio di perfezione a determinarla a fare voto di verginità. Le sue sorelle la imitarono e presero parte a tutte le sue buone opere. Mangiavano tutte e tre insieme e compivano congiuntamente i loro esercizi di pietà. Impiegavano il tempo che restava loro in studi seri e utili, o in lavori adatti al loro sesso. Pulcheria le lasciava solo quando gli affari di Stato la obbligavano, e trovava il modo di crearsi ovunque una solitudine nel suo cuore. Praticava mortificazioni e austerità sconosciute nelle corti dei principi. L'ingresso del suo appartamento e di quello delle sue sorelle era vietato alle persone di sesso diverso, tanto la pia principessa temeva persino l'ombra del pericolo. Vedeva gli uomini e parlava loro solo in pubblico. Il palazzo imperiale, sotto la sua guida, offriva la regolarità di un chiostro. Simile a Mosè, consultava Dio in tutti gli affari che sorgevano, e non prendeva decisioni se non dopo aver chiesto il parere delle persone sagge e virtuose che componevano il suo consiglio. Le sue risoluzioni erano sempre il risultato delle deliberazioni più mature; dava ordini di conseguenza e li faceva eseguire con prontezza, osservando di agire sempre in nome di suo fratello, affinché egli avesse l'onore di tutte le imprese che non mancavano mai di volgere alla gloria dell'impero.
Si ammirava in lei una conoscenza non comune della lingua greca e della lingua latina; conosceva perfettamente la storia ed era versata nelle diverse parti della letteratura. Si dichiarò protettrice delle scienze e delle arti, come hanno sempre fatto i principi che avevano un'anima grande e che avevano una giusta idea dell'eccellenza dello spirito umano.
Lungi dal far servire la religione alla politica, riportava alla preghiera tutte le sue vedute e tutti i suoi progetti; così non mancava nulla alla felicità dello Stato. Sapeva prevenire tutte le rivolte che le diverse passioni avrebbero potuto eccitare; manteneva la pace con le potenze vicine e lavorava per estendere la conoscenza del vero Dio nei luoghi dello Stato dove non era ancora adorato. Infine, la virtù non brillò mai in Oriente di uno splendore più vivo, i popoli non furono mai più felici e il nome romano non fu mai più rispettato, persino dai Barbari, di quando Pulcheria tenne le redini del governo.
Intrighi ed esilio
L'influenza di Pulcheria è contestata dall'imperatrice Eudocia e dall'eunuco Crisafio, portando al suo temporaneo ritiro dagli affari pubblici.
Teodosio, suo fratello, avendo raggiunto il ventesimo anno di età, ella pensò di trovargli una sposa degna di lui e pose gli occhi su Atenaide. Era la figlia di un filosofo ateniese e aveva ricevuto un'eccellente educazione. Essendo giunta a corte per far annullare il testamento di suo padre che l'aveva diseredata, vi fu universalmente ammirata per la sua bellezza, il suo spirito e le sue belle qualità. Infine, tale ammirazione giunse al punto che la si giudicò degna di diventare la sposa dell'imperatore. Poiché era stata allevata nel paganesimo, ricevette dapprima il battesimo e lasciò il suo nome per prendere quello di Eudocia. La cerimonia del suo matrimonio si svolse il 7 giugno 421. Due anni dopo, Teodosio la dichiarò Augusta. Non vi era stato fino ad allora alcun cambiamento nell'amministrazione degli affari; Pulcheria ne era sempre il principale motore. Ma il potere di questa principessa diede presto ombra a Eudocia; quest'ultima concepì violenti moti di gelosia contro la cognata, e vi fu alimentata dagli intrighi dell'eunuco Crisafio, che era il favorito dell'imperatore.
Dopo la condanna di Nestorio nel concilio che si tenne a Efeso nel 431, Eudocia e Crisafio misero in atto mille espedienti per rovinare Pulcheria. L'imperatore, naturalmente debole e indolente, non condivise inizialmente le loro vedute, ma alla fine si lasciò convincere e ordinò a san Flaviano, patriarca di Costa ntinopoli, di Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. consacrare Pulcheria diaconessa della sua Chiesa. Il santo vescovo addusse le ragioni più solide per dispensarsi dall'obbedire; si rifiutarono di ascoltarle. Vedendo dunque il principe fortemente attaccato alla sua prima risoluzione, si ritirò e promise di tornare a corte in un tempo stabilito; ma fece avvertire segretamente Pulcheria di ciò che i suoi nemici tramavano contro di lei. Questa principessa si ritirò in campagna, con il proposito di trascorrervi il resto dei suoi giorni nel silenzio e nell'oscurità. Il suo ritiro, che avvenne nel 447, fu fonte di sventure per lo Stato e per la Chiesa. Eudocia e Crisafio, per soddisfare il loro risentimento, divennero i persecutori di san Flaviano; si dichiararono a favore di Eutiche, i cui errori erano stati condannati; presero le parti di Dioscoro e degli altri eutichiani, e li protessero in tutti gli atti di violenza e di furore che commisero nel 449, nel brigantaggio di Efeso. Per loro istigazione, Teodosio pubblicò un editto con il quale approvava tutto ciò che era stato fatto dagli eretici.
Pulcheria ringraziava Dio per la tranquillità di cui godeva nel suo ritiro, e non si occupava che degli esercizi della religione. Non la si sentiva lamentarsi né dell'ingratitudine di suo fratello, né delle violenze dell'imperatrice, che le era debitrice della sua elevazione, né dell'ingiustizia dei ministri. Voleva dimenticare il mondo ed esserne dimenticata, stimandosi felice di poter liberamente conversare con Dio e meditare la sua legge. Se qualcosa la turbava, era il pensiero dei pericoli che minacciavano la Chiesa e lo Stato; si sentiva ancora toccata da compassione per suo fratello, che, per un eccesso di credulità, si prestava alle vedute dei malvagi.
Restaurazione e matrimonio con Marciano
Richiamata per salvare lo Stato, diviene imperatrice alla morte del fratello e si unisce a Marciano con un matrimonio verginale.
Tuttavia il male continuava a crescere e fu presto al suo culmine. Pulcheria ne era compenetrata di dolore e il papa san Leone la esortava con le sue lettere a lavorare per apportarvi un pronto rimedio. Infine decise di uscire dal suo ritiro e di fare un ultimo sforzo per salvare lo Stato e la Chiesa. Si recò a corte e chiese udienza all'imperatore. Avendola ottenuta, gli parlò con tanta forza che egli aprì gli occhi all'istante. Tanto indignato quanto spaventato alla vista del precipizio nel quale lo avevano gettato, destituì Crisafio e lo relegò in un'isola, dove fu messo a morte in punizione dei suoi crimini. Morto Teodosio il 29 luglio 450, Eudossia si ritirò in Palestina dove finì i suoi giorni.
Pulcheria divenne, con la morte del fratello, padrona dell'impero d'Oriente. Per rafforzare la sua autorità, credette di doverla condividere con Marciano, nato in Illiria. Era un uomo m Marcien Consigliere dell'imperatore Valeriano. olto esperto nel mestiere della guerra, che univa a una profonda conoscenza degli affari uno zelo ardente per la fede cattolica, una rara virtù e uno straordinario amore per i poveri. Era vedovo e aveva avuto dal suo primo matrimonio una figlia chiamata Eufemia, la quale sposò Antemio, che fu poi imperatore d'Occidente. Pulcheria, offrendogli la sua mano, gli dichiarò il voto che aveva fatto di vivere nella verginità, e fu convenuto tra loro che il matrimonio non vi avrebbe arrecato alcun pregiudizio. Queste due grandi anime, concorrendo al medesimo scopo, si occupavano solo dei mezzi per rendere felici i loro sudditi e per far fiorire la religione e la pietà.
Difesa dell'ortodossia e concili
Sostegno incrollabile della fede cattolica, ella gioca un ruolo chiave nello svolgimento del concilio di Calcedonia e nella lotta contro le eresie.
Avendo San Leone inviato quattro legati a Costantinopoli, l'imperatore e l'imperatrice li ricevettero con tanta gioia quanta affetto. Il loro zelo per l'ortodossia meritò loro grandi elogi da parte del santo Papa e da quella del co ncilio generale di Calcedonia, concile général de Chalcédoine Concilio ecumenico confermato da Ilario. che condannò l'e utichianesimo eutychianisme Eresia condannata al concilio di Orléans. nel 451. Impiegarono tutta la loro autorità per far eseguire i decreti di questo concilio in tutto l'Oriente; ma incontrarono grandi difficoltà in Egitto e in Palestina, a causa dell'ostinazione degli Eutichiani che si trovavano in quelle contrade. Pulcheria scrisse due lettere, indirizzate l'una a dei monaci e l'altra a una badessa della Palestina, per dissipare le false idee che erano state loro date sui Padri di Calcedonia; in esse provava che il concilio, lungi dal far rivivere il nestorianesimo, lo condannava insieme all'eutichianesimo che gli era opposto.
Fondazioni e opere di carità
L'imperatrice moltiplicò le fondazioni di ospedali e chiese, in particolare quelle dedicate alla Vergine Maria a Costantinopoli.
Questa pia principessa realizzò un gran numero di istituzioni utili e fondò diversi ospedali ai quali assegnò fondi considerevoli. Tra le altre chiese che edificò, se ne distinguono tre che furono dedicate sotto l'invocazione della Madre di Dio: quella delle Blachern e, quella Blaquerna Chiesa dedicata alla Vergine Maria fondata da Pulcheria. del Calcoprate e quella degli Odigitria. In quest'ultima collocò la celebre immagine della santa Vergine, che l'imperatrice Eudossia le aveva inviato da Gerusalemme e che era considerata opera di san Luca. Gli affari dello Stato non le impedivano affatto di conservare il fervore; tutti i momenti che poteva sottrarre alle funzioni di governo, li impiegava a pregare, a leggere, a visitare e a servire i poveri con le proprie mani. Fu, secondo il racconto di Sozomeno, favorita da diverse grazie straordinarie; e fu in conseguenza di una visione che fece compiere una solenne traslazione delle reliquie dei quaranta mart iri, che furono racchiuse in reliques des quarante martyrs Reliquie di cui Pulcheria fece eseguire la traslazione. una cassa magnifica. Lo stesso storico, che fu testimone oculare della cerimonia, aggiunge che il popolo vi assistette con la più grande devozione e che si affrettava a far toccare alle sante reliquie panni e altre cose simili.
Morte e posterità
Pulcheria muore nel 453, lasciando i suoi beni ai poveri e ricevendo le lodi dei più grandi santi del suo tempo.
Pulcheria, essendo stata durante la sua vita la protettrice della Chiesa e la madre dei poveri, donò per testamento agli uni e agli altri tutti i beni di cui poteva liberamente disporre. Infine, se si considerano le sue azioni e le sue virtù, si converrà che non vi è alcuna esagerazione nelle lodi che ricevette da san Proclo, da san Leone e dai Padri del concilio di Calcedonia. Morì il 10 settembre 453, nel sessantanovesimo anno della sua età.
Marciano eseguì puntualmente il testamento della sua augusta sposa. Continuò le buone opere che ella aveva iniziato e si mostrò fedele imitatore di tutte le sue virtù. Le fu riunito in cielo il 26 gennaio 457, nel sessantacinquesimo anno della sua età e il settimo del suo regno.
Si rappresenta santa Pulcheria appoggiata a una tavoletta recante la parola greca $\varphi \omega \nu \acute{\iota \omega \varsigma}$ (Deigenitrix), che ricorda la condanna del nestorianesimo al concilio di Efeso; 2° in un gruppo, con le sue tre sorelle Flaccilla, Arcadia e Marina; 3° tenendo un giglio in mano, come simbolo della castità inviolabile che mantenne fino alla sua morte.
Tratto da Sozomeno, libro IX; da Teodoro, lettura; dalla Cronaca di Alessandria. — Cfr. Tillemont; il cardinale Orsi; e il Padre Stilling, negli Acta Sanctorum, tomo III di settembre.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita nel 399
- Dichiarata Augusta il 14 luglio 414
- Voto di verginità condiviso con le sue sorelle
- Ritiro in campagna nel 447 in seguito agli intrighi di Eudossia e Crisafio
- Ritorno a corte nel 450 per salvare lo Stato e la Chiesa
- Matrimonio verginale con Marciano nel 450
- Sostegno al concilio di Calcedonia nel 451
Miracoli
- Visione che ha permesso la solenne traslazione delle reliquie dei quaranta martiri
Citazioni
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Un'eminente dignità trova la sua salvaguardia nella reputazione di una condotta irreprensibile.
S. Girolamo, Lettere (in epigrafe)