11 settembre 5° secolo

Santa Teodora di Alessandria

Penitente

Penitente, Religiosa dell'ordine di San Basilio

Festa
11 settembre
Morte
Temps de l'empereur Zénon (Ve siècle) (naturelle)
Epoca
5° secolo

Sposa di Alessandria che, caduta in adulterio, si ritira in un monastero maschile sotto mentite spoglie per espiare la sua colpa. Calunniata e accusata di essere il padre di un bambino, accetta l'obbrobrio e cresce il bambino nel deserto prima di essere riammessa. La sua santità e il suo sesso vengono scoperti solo alla sua morte.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 6

SANTA TEODORA DI ALESSANDRIA, PENITENTE,

RELIGIOSA DELL'ORDINE DI SAN BASILIO

Conversione 01 / 06

Caduta e pentimento

Teodora, donna sposata di Alessandria, soccombe alla tentazione di un seduttore prima di essere colta da un profondo rimorso.

La penitenza è una scala che conduce dall'abisso del vizio alla vetta della virtù, dalla servitù del peccato alla libertà della grazia. Hugo card.

Vi era ad Alessandria, al tempo dell'imperatore Zenone, una giovane dama chiamat Théodore Donna di Alessandria divenuta monaco sotto mentite spoglie maschili per espiare un adulterio. a Teodora, che aveva trascorso molto virtuosamente i primi anni del suo matrimonio. Suo marito ed ella si amavano con tenerezza. Ma il demonio, che non può soffrire l'unione legittima dei cuori, intraprese di turbare e di rompere infine una pace così dolce e così incantevole. Per giungervi, si servì di un giovane al quale grandi ricchezze davano modo di soddisfare le sue passioni. Questo giovane libertino, preso da un violento amore per Teodora, non trascurò alcun mezzo per sedurla; ella resistette dapprima, ma alla fine soccombette. Questa colpa le causò subito un incredibile rimpianto; poco mancò che non si precipitasse nell'abisso della disperazione.

Vita 02 / 06

Ingresso nel monastero sotto mentite spoglie

Per espiare la sua colpa, si traveste da uomo ed entra in un monastero maschile dove accetta i lavori più duri.

Nel culmine del suo dolore, che la spingeva a cercare mille modi per espiare il suo crimine, le venne in mente di vestirsi con abiti maschili e di recarsi in un monastero, a diciotto miglia dalla città, per finirvi i suoi giorni negli esercizi penosi della penitenza. Prima di concederle l'ingresso, le fu detto che doveva passare la notte alla porta, per mettere alla prova se stessa e dare anche ai religiosi segni certi del suo fervore. Accettò questa condizione e la compì con coraggio invincibile. Il giorno seguente, il superiore la esaminò sulla sua vocazione e, dopo averla ammessa, credendo che fosse un uomo, le disse: «Non pensate, fratello mio, di entrare qui per stare a vostro agio e senza lavoro; vivrete sotto il giogo dell'obbedienza e renderete ai religiosi tutti i servizi che saranno loro necessari, non solo nel monastero, ma anche fuori, dove ci sarà bisogno di voi. Coltiverete gli alberi e seminerete gli ortaggi; porterete acqua in tutti i luoghi regolari; annaffierete il giardino e farete spesso viaggi faticosi verso la città. Tutte queste funzioni non vi dispenseranno né dal digiuno, né dall'orazione, né dal trovarvi in chiesa giorno e notte, né dalle altre mortificazioni che pratichiamo qui». Teodora, che considerava tutto ciò come delizie dell'anima, in confronto a ciò che credeva di meritare per la sua colpa, promise di gran cuore di fare puntualmente tutto ciò che le era stato detto: fu così accolta e rimase in quella santa casa.

Miracolo 03 / 06

Vita ascetica e miracoli

La sua santità si manifesta attraverso un'ascesi estrema e miracoli, in particolare il suo dominio su un coccodrillo e una bestia selvatica.

Non solo fu fedele alla sua parola, ma fece ancora molto più di quanto le venisse richiesto; poiché era infaticabile nel lavoro e castigava continuamente il suo corpo con austerità molto rigorose: dapprima mangiava solo una volta al giorno, poi mangiava solo ogni due giorni; infine, essendosi fatta un'abitudine dell'astinenza, chiese al suo superiore il permesso di mangiare solo una volta alla settimana; ma, per espiare sempre più sul suo corpo il crimine che aveva commesso, aggiunse alle sue immense fatiche e ai suoi digiuni eccessivi il dolore di un rude cilicio. La sua santità risplendette ancora di più attraverso alcuni miracoli che la divina Provvidenza le diede il potere di compiere. Vi era vicino al monastero un lago dove si ritirava un coccodrillo che divorava spesso i passanti; il che aveva costretto il prefetto di Alessandria a mettere delle sentinelle nei dintorni per impedire alla gente di passare per quel luogo. Gli abitanti ne erano estremamente incomodati. Il prefetto, avendo sentito raccontare della virtù di Teodora che veniva paragonata agli angeli, tanto era colma della grazia divina, la fece venire e, facendole dare una brocca, le comandò di andare a cercare dell'acqua nel lago. Tutti cercarono di dissuaderla, dicendole che si stava esponendo alla morte; ma, sentendosi rafforzata da una ferma fiducia in Dio, obbedì ciecamente. Non appena apparve vicino al lago, cosa ammirevole: il coccodrillo la prese sul suo dorso, la portò sull'acqua e, quando ebbe riempito il suo vaso, la riportò a terra, senza averle fatto alcun male. La Santa rimproverò poi a quell'animale le crudeltà che aveva esercitato su molte persone e, in quello stesso istante, lo fece morire ai suoi piedi. Un'altra volta, recandosi la Santa, di notte, a un monastero attraverso una foresta piena di bestie selvatiche, uno di questi animali si presentò davanti a lei per farle da guida e la condusse al sicuro fino al monastero. Ma lì si gettò sul portinaio per divorarlo; la Santa lo liberò; poi, poiché aveva ricevuto diverse ferite, prese un po' d'olio che vi pose sopra e subito si trovò perfettamente guarito. La bestia morì all'istante. Queste meraviglie mostrano che, da grande peccatrice, era diventata una vera penitente. Il demonio, che aveva inutilmente impiegato mille stratagemmi per rovinarla, le apparve visibilmente e le disse, minacciandola, che non avrebbe cessato di farle una guerra crudele finché non l'avesse fatta cadere nel tranello. In effetti, non tardò molto a suscitarle pericolose persecuzioni.

Vita 04 / 06

La prova della calunnia

Accusata ingiustamente di aver generato un figlio, accetta l'obbrobrio e l'espulsione dal monastero per sette anni senza rivelare la propria identità.

Il superiore l'aveva inviata in città con dei cammelli per fare provvista di grano per il monastero; sorpresa dalla notte, si coricò ai piedi dei suoi cammelli. Lì, una giovane ragazza tentata dal demonio andò a trovarla, credendo che fosse un uomo, e la sollecitò al peccato; più tardi, questa libertina, avendo avuto un bambino , accusò un enfant Figlio erroneamente attribuito a Teodoro, divenuto in seguito abate del monastero. Teodora, che fu subito denunciata al suo superiore. Era un artificio di Satana, affinché la Santa, rivelando chi fosse per giustificarsi, fosse costretta ad abbandonare il convento dove faceva una così dura penitenza. Ma ella ebbe il coraggio di mantenere inviolabilmente il suo segreto e lasciò credere di essere colpevole del crimine di cui era accusata. Fu dunque cacciata vergognosamente dal monastero e le fu permesso di costruire una povera capanna nei dintorni per ritirarsi. Le portarono il bambino, ella lo ricevette senza contraddizione e lo nutrì con un po' di latte di pecora che i pastori le davano per elemosina, e lo vestì anche con poveri panni che faceva lei stessa con la lana che chiedeva in elemosina. Nulla era più degno di compassione dello stato di obbrobrio e di sofferenza in cui viveva. Vi rimase tuttavia per sette anni interi, senza mai lamentarsi né aprire bocca per far conoscere la sua innocenza, rallegrandosi, al contrario, di soffrire tutti quegli affronti per espiare l'offesa che aveva fatto a suo marito. Non viveva che di erbe selvatiche e di un po' d'acqua che andava ad attingere al lago di cui abbiamo parlato. I suoi occhi non cessavano di versare lacrime. Rimaneva esposta a tutti i rigori delle stagioni. Talvolta il suo corpo era bruciato dagli ardori del sole, talvolta era intirizzito dalle nevi e dalle piogge dell'inverno, talvolta era mezzo morto per le sue lunghe veglie e per i suoi digiuni continui, e il suo volto ne divenne così sfigurato che non era riconoscibile. Tuttavia non voleva mai allontanarsi dal monastero, sperando sempre di rientrarvi per finirvi i suoi giorni nella penitenza; ed è ciò che il demonio si sforzò di impedire con le sue astuzie, tendendole ogni giorno nuove trappole, che non ebbero però il successo che la sua malizia gli faceva sperare.

Teodora aveva già incontrato più volte suo marito, quando andava per la città, e aveva resistito a tutte le tenerezze del suo cuore per non farsi conoscere da lui. Il demonio cercò di prenderla da quel lato. Le apparve sotto le sembianze di quel caro marito e, impiegando lacrime, sospiri, lamenti e rimproveri, con i termini più pressanti che si possano immaginare, la sollecitò a tornare a casa sua per passarvi insieme il resto della loro vita. Ma Teodora scoprì le sue insidie e le evitò con la sua perseveranza. Egli ricorse poi alla forza e si presentò a lei sotto le sembianze di una schiera di bestie feroci che facevano mostra di volerla divorare se non fosse fuggita; ma ella rimase ferma e intrepida, senza mai lasciare il suo posto. Egli passò alle percosse e la trattò così crudelmente che la lasciò carica di ferite e più morta che viva; ella disprezzò ancora la sua furia. Infine, le portò oro e argento e le servì cibi squisiti; ma ella si fece sempre beffe dei suoi prestigi empi e maliziosi.

Predicazione 05 / 06

Ritorno e testamento spirituale

Reintegrata nel monastero, ella educa il fanciullo alla virtù e gli impartisce una rigorosa istruzione spirituale prima della sua morte.

Dopo sette anni, le fu permesso di rientrare nel monastero, a condizione, tuttavia, che non avrebbe più svolto alcun ufficio e che sarebbe rimasta chiusa in una cella. E vi visse ancora due anni in un rigoroso digiuno e in una continua applicazione a Dio. Le fu affidato il fanciullo di cui abbiamo parlato, affinché se ne prendesse sempre cura, ed ella lo istruì così bene alla virtù che, in seguito, egli divenne religioso nello stesso monastero e ne fu infine eletto aba te per i élu abbé Figlio erroneamente attribuito a Teodoro, divenuto in seguito abate del monastero. l suo straordinario merito. Il superiore, volendo sapere quali lezioni impartisse a quel fanciullo, inviò alcuni fratelli ad ascoltare, alla porta della sua cella, ciò che ella gli diceva, ed essi udirono questa bella istruzione:

«Mio caro fanciullo, essendo vicino il tempo della mia morte, presto vi lascerò; ma vi lascio nelle mani di un buon padre, che è Dio, padre di tutti gli orfani; vi raccomando alla santa Provvidenza. Spero anche che il superiore del monastero non mancherà di carità nei vostri confronti e che anche i religiosi avranno bontà per voi. Non chiedetevi quale sia la vostra nascita: non vi è vera nobiltà se non quella che si acquista con la virtù. Non guardate all'onore degli uomini: coloro che sono più onorati non sono i più felici. Al contrario, Gesù Cristo ha detto che è una beatitudine soffrire, per suo amore, ingiurie, obbrobri, ignominie e false testimonianze, che ci sottraggono la nostra reputazione. Se volete che si abbia qualche riguardo per voi, abbiatene per primi voi per gli altri. Fuggite il sonno quanto più vi sarà possibile. Abbracciate un genere di vita austero e duro per il corpo; che i vostri abiti siano rozzi e più adatti ad affliggere la vostra carne che a blandirla. Siate puntuali a tutte le assemblee dei religiosi per pregare con loro. Non date mai dispiacere a nessuno. Quando vi interrogheranno, rispondete solo con gli occhi bassi a terra. Non deridete mai i difetti degli altri. Gemete senza sosta interiormente davanti a Dio, se volete avere parte alle sue consolazioni. Pregate con fervore per coloro che sapete essere caduti in qualche peccato. Non rifiutate mai di assistere gli infermi; correte da loro con premura. Non stancatevi mai nel cammino della perfezione. Rendete servizio al vostro prossimo come se fosse il vostro padrone, affinché siate amico di Gesù Cristo, che si è rivestito per voi della forma di servo. Siate sempre in preghiera, per timore di cadere in tentazione; se essa si presenta, resistetele generosamente; e, quando sarà passata, non cessate per questo di pregare, per paura che un'altra volta siate vinti. Se praticherete queste massime, mio caro fanciullo, vi assicuro che Dio verrà sempre in vostro aiuto per tendervi la mano, affinché trionfiate su tutti i vostri nemici».

Eredità 06 / 06

Morte e rivelazione finale

Alla sua morte, la sua vera identità viene rivelata; suo marito la raggiunge nella vita monastica e viene sepolto con lei.

Qualche tempo dopo questa pia esortazione, ella passò tranquillamente da questa vita a una migliore. Quando spirò, l'abate apprese per rivelazione chi ella fosse e la gloria di cui godeva in cielo. Suo marito, per ispiraz Son mari Sposo di Teodora che finì per diventare religioso nello stesso monastero di lei. ione divina, si recò al monastero per vedere la sua cara Teodora; si fece religioso nello stesso luogo e passò il resto dei suoi giorni nella cella di sua moglie, con la quale fu anche inumato.

La si dipinge talvolta con davanti un demone che le prende le mani come per blandirla o per strapparle l'anello: è un modo per indicare che, dopo una vita esemplare nel matrimonio per diversi anni, si lasciò trascinare una volta all'adulterio.

Abbiamo tratto questa storia da Metafraste, ed essa è riportata nel tomo V di Surio.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Matrimonio virtuoso ad Alessandria
  2. Caduta nell'adulterio in seguito alle sollecitazioni di un giovane libertino
  3. Fuga in un monastero maschile sotto abito maschile per fare penitenza
  4. Sottomissione a lavori pesanti e digiuni rigorosi
  5. Accusa calunniosa di paternità da parte di una giovane
  6. Esclusione dal monastero e vita eremitica per sette anni con il bambino
  7. Reintegrazione nel monastero e vita in cella per due anni
  8. Rivelazione della sua vera identità alla sua morte

Miracoli

  1. Addomesticamento di un coccodrillo che la trasporta sul dorso per attingere acqua
  2. Guarigione di un portinaio morso da una bestia selvatica tramite l'olio
  3. Rivelazione divina della sua identità all'abate al momento del trapasso

Citazioni

  • Non chiedete quale sia la vostra nascita: non vi è vera nobiltà se non quella che si acquista con la virtù. Istruzione di Teodora al fanciullo

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo