Frate laico cappuccino del XVII secolo, Bernardo da Offida si distinse per la sua umiltà come questuante e portinaio in Italia. Riconosciuto per il suo talento di pacificatore e la sua carità verso i poveri, morì a 90 anni dopo una vita segnata da miracoli e una profonda devozione.
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IL BEATO BERNARDO DA OFFIDA,
FRATE LAICO CAPPUCCINO
Noviziato e primi voti
Bernardo inizia la sua vita religiosa con un fervore notato dai suoi confratelli e pronuncia i voti a Camerino nel 1627.
11 SETTEMBRE, il tempo del suo noviziato, e questo fervore era così grande che i suoi confratelli, sorpresi da tale perfezione, si dicevano: «Se questi sono i suoi inizi, quale sarà la sua fine?» Bernard Religioso cappuccino italiano noto per la sua carità e i suoi miracoli. Bernardo, avendo pronunciat o i suoi Camerino Luogo in cui Bernardo ha pronunciato i suoi voti religiosi. voti a Camerino il 15 febbraio 1627, fu invia to al Fermo Città in cui Bernardo ha esercitato il suo ministero presso i malati. convento di Fermo, città della Marca d'Ancona. Ebbe la fortuna di incontrare nel superiore della casa e nel compagno che gli fu assegnato due uomini solidamente virtuosi e ben adatti a sostenere un giovane professo nella perfezione del suo stato. Ma se Bernardo trovò presso di loro modo di edificarsi, dal canto suo suscitò la loro ammirazione per il modo in cui adempiva ai suoi doveri. Tra le altre occupazioni, aveva quella di assistere i religiosi anziani e infermi, alcuni dei quali erano impotenti, altri colpiti da malattie o coperti di piaghe ben atte a suscitare ripugnanza: lungi dal mostrare per loro il minimo distacco, rendeva loro tutti i servizi che un'ingegnosa carità può inventare, e lo faceva con una calma e una dolcezza che non venivano mai alterate né dal cattivo umore dei malati, né dalla lunghezza dei loro mali, né dalle fatiche che un simile lavoro gli causava.
Ministero presso i malati a Fermo
Inviato al convento di Fermo, si distinse per la sua dedizione eroica e la sua dolcezza verso i religiosi infermi e incurabili.
Collocato successivamente in diverse case del suo Ordine, Bernardo lasciò ovunque dietro di sé il buon odore delle sue virtù. Infine, quando ebbe raggiunto l'età di sessant'anni, e la sua grande prudenza, ben nota a tutti, ebbe ispirato in lui una fiducia totale, fu incaricato nel convento di Offida dell'ufficio di questuante. Questo ufficio è molto penoso presso i Cappuccini e allo stesso tempo molto pericoloso per la virtù; poiché la Regola di questo santo Ordine, volendo che i religiosi vivano solo di elemosine, richiede che ogni giorno un frate vada a fare la questua, che abbia di conseguenza relazioni abituali con i secolari, che entri nelle case e che si esponga così a perdere lo spirito del suo stato, se non vi è ben saldo. Questa prova non fu per il Beato che un'o le Bienheureux Religioso cappuccino italiano noto per la sua carità e i suoi miracoli. ccasione in cui Dio si compiacque di manifestare la sua santità. I suoi compatrioti, che ricordavano la saggezza che aveva mostrato nella sua giovane età, lo osservavano con curiosità al suo ritorno a Offida; ma presto poterono convincersi che non aveva fatto altro che crescere in perfezione. Lo vedevano durante il tempo della sua questua camminare con gli occhi bassi, la contenenza modesta, e ispirando venerazione con la sua figura angelica. Entrava nelle case solo per vedere i benefattori malati. Se incontrava qualche povero che fosse sofferente, lo assisteva con la più toccante carità. Il rispetto per lui era generale, e fu solo con vivo dolore che gli abitanti appresero che Bernardo lasciava il suo paese per andare, per ordine dei suoi superiori, al convento di Ascoli. Non si limitarono a steri Ascoli Città dove Bernardo fu brevemente inviato dai suoi superiori. li rimpianti in questa circostanza; si rivolsero ai superiori per ottenere che fosse loro restituito il santo frate, e la loro richiesta fu ascoltata. Tornò dunque a Offida, dove il suo ritorno causò una gioia universale. Vi riprese il suo ufficio di questuante, che era per lui molto penoso, poiché per raccogliere le elemosine andava nei dintorni della città fino alla distanza di quattro leghe, spesso per strade pessime o con un caldo eccessivo. Tutti questi percorsi venivano fatti a piedi, e ciò che li rendeva ancora più faticosi era che aveva una grave infermità ed era costantemente coperto da un rude cilicio. Quando rientrava sopraffatto dalla stanchezza, lo si cilice Strumento di penitenza indossato da Bernardo. sentiva esclamare: «Paradiso, Paradiso»; oppure: «Questo cattivo corpo non vuole soffrire? Se vuole godere, bisogna bene che soffra».
La prova della questua a Offida
A sessant'anni, divenne questuante a Offida, un ruolo esigente e pericoloso che trasformò in una testimonianza di santità e di rigorosa penitenza.
Sollecitando i soccorsi temporali, Bernardo donava a tutta la contrada in cui viveva soccorsi spirituali mille volte più preziosi; consolava i poveri e gli afflitti; istruito da una luce soprannaturale sul segreto dei cuori, rimetteva con i suoi consigli l'ordine nelle coscienze criminali; impediva che si offendesse Dio, e soprattutto possedeva un talento ammirevole per placare i dissidi e ristabilire l'unione nelle famiglie. Perciò, quando la sua morte privò il popolo della sua presenza, si diceva: «È morto colui che poneva fine alle discordie, che riuniva i cuori, che faceva regnare la buona armonia tra i parenti! Ah! se frate Bernardo ritornasse!»
Pacificatore e consigliere spirituale
Riconosciuto per i suoi consigli soprannaturali, Bernardo agì come un mediatore efficace, ristabilendo l'armonia nelle famiglie e nelle coscienze.
Quando le infermità sempre crescenti del santo religioso non gli permisero più di esercitare l'ufficio di questuante, i suoi superiori lo incaricarono di ricoprire quello di portinaio. Non fu per lui che un nuovo mezzo per praticare la carità verso il prossimo. I poveri accorrevano a lui in folla, ed egli li assisteva; gli afflitti venivano a raccontargli le loro pene, ed egli li consolava. Dei bambini maleducati mettevano spesso a dura prova la sua pazienza con le loro monellerie: egli li sopportava, senza mai mostrare la minima vivacità. Gli ignoranti eccitavano soprattutto il suo zelo, egli li istruiva sulle verità della religione e li disponeva alla ricezione dei sacramenti. Infine, l'idea che la sua vita santa dava della sua virtù era così ben stabilita, che si veniva a chiedergli miracoli e li si otteneva da lui. Una madre gli portò un giorno il figlio, in tenera età e pericolosamente malato; glielo rimise tra le mani affinché ottenesse la sua guarigione, ma il bambino morì subito dopo. Allora questa donna, smarrita dal suo dolore, si mise a gridare che fra Bernardo aveva ucciso suo figlio, e vedendo che egli si ritirava, lo trattenne per l'abito dicendogli: «Non vi lascerò andare finché non me lo avrete reso vivo». Il santo uomo, intenerito, versò lacrime con lei, poi, entrando in chiesa, andò davanti all'alta re di san Felice da Cant saint Félix de Cantalice Frate cappuccino e amico intimo di Filippo. alice, verso il quale nutriva una grande devozione, depose il bambino su quell'altare e, mettendosi in ginocchio, disse con una semplicità ammirevole: «Ecco il momento di assistermi, mio buon san Felice». Pregò poi per alcuni istanti. O prodigio! Il bambino tornò alla vita, fu guarito e sorrise a sua madre. Questa, consolata e piena di gioia, chiese all'uomo di Dio perdono per le ingiurie che gli aveva rivolto.
Il portinaio taumaturgo
Divenuto portinaio, moltiplica gli atti di carità e resuscita un bambino per intercessione di san Felice da Cantalice.
Sembrava che mancasse qualcosa alla perfezione del Beato, se non avesse dovuto sopportare calunnie e umiliazioni. La sua sollecitudine per i bisogni dei poveri e le pene che si dava per alleviarli dispiacquero ad alcuni religiosi, che ne fecero lagnanze ai superiori e rappresentarono frate Bernardo come privo di discrezione nella distribuzione delle elemosine, e capace di nuocere così al convento. Il Padre provinciale, essendo giunto a Offida, mandò a chiamare il presunto colpevole e lo trattò molto rudemente davanti alla comunità riunita. Bernardo si gettò umilmente in ginocchio e, con l'aria tranquilla e gioiosa con cui ricevette quel rimprovero, mostrò quanta stima facesse delle contraddizioni. La sua innocenza, che fu presto riconosciuta, contribuì ancora ad aumentare l'ammirazione che si aveva per la sua virtù.
Calunnie e prove comunitarie
Accusato ingiustamente di mancanza di discrezione nelle sue elemosine, subisce un rimprovero pubblico con un'umiltà esemplare.
Fu dando così l'esempio di una santità perfetta che questo venerabile religioso giunse fino all'età di novant'anni. Aveva percorso questa lunga carriera quando, nel mese di agosto del 1694, si sentì colto da una febbre violenta; la sua prima premura, non appena si vide malato, fu quella di prepararsi a una confessione generale. Sebbene avesse trascorso la sua vita nell'innocenza, la fece con molte lacrime e una compunzione viva come se fosse stato un grande peccatore. Aumentando il male, ricevette con grande fervore il santo Viatico, dopo il quale cadde in estasi. Tornato in sé, e sentendosi vicino alla fine, disse al suo superiore, con quell'amabile semplicità che era il suo carattere distintivo: «Padre guardiano, mi dia la sua benedizione, affinché io possa andare in paradiso». Il guardiano volle concedergli questa grazia solo dopo che egli ebbe dato la sua a lui stesso e a tutti i presenti. Bernardo lo fece per obbedienza, servendosi del crocifisso che teneva tra le mani. Fu la sua ultima azione. Rese tranquillamente l'anima al suo Creatore, la mattina di domenica 22 agosto 1694. Non appena si sparse la notizia della sua morte, si vide arrivare al convento una grande moltitudine, non solo da Offida, ma dalle città circostanti. Si fu costretti a tenerlo esposto per tre giorni prima di poterlo seppellire. Da allora si operarono miracoli per sua intercessione; questi miracoli e le sue virtù hanno spinto la Santa Sede a lavorare alla sua beatificazione, che fu pronunciata da papa Pio VI il 19 maggio 1793.
Morte e riconoscimento della Chiesa
Muore a novant'anni nel 1694; la sua reputazione di santità porta alla sua beatificazione da parte di Pio VI nel 1793.
Estratto dalla Vita del beato Bernardo da Offida, a cura del canonico de Ram chanoine de Ram Agiografo e autore di una vita di Bernardo da Offida. ; egli l'ha tratta personalmente dal Supplemento di Charles Butler, a cura dell'abate Trouvaux.
Fonti agiografiche
Il testo si basa sui lavori del canonico de Ram, di Charles Butler e dell'abate Trouvaux.
Estratto dalla Vita del beato Bernardo da Offida, a cura del canonico de Ram; egli l'ha tratta personalmente dal Supplemento di Charles Butler, a cura dell'abate Trouvaux.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.