Nipote di san Romarico, Adelfo fu formato da sant'Arnolfo di Metz prima di diventare abate del doppio monastero di Remiremont nel VII secolo. Riconosciuto per la sua estrema austerità e la sua grande umiltà, diresse la comunità per diciassette anni. Morì a Luxeuil verso il 670 dopo esservisi recato per un'ultima confessione.
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SANT'ADELFO, ABATE DI REMIREMONT,
Giovinezza e formazione
Nipote di san Romarico, Adelfo viene formato alle virtù cristiane e alle lettere da sant'Arnolfo di Metz prima di unirsi al monastero di Remiremont.
San Adelfo er Saint Adelphe Abate di Remiremont nel VII secolo. a nipote di san Romar ico d'Austras saint Romaric Nobile convertito da Amato e cofondatore di Remiremont. ia e figlioccio di sant'Ama to di Grenoble, entra saint Amé de Grenoble Monaco di Luxeuil e primo abate di Remiremont. mbi abati del monastero doppio di Remiremont (Auendi Castrum, Romarici monz), sulla riva sinistra della Mosella, nella diocesi di Saint-Dié. Non appena fu in età, Romarico lo inviò da s ant'Arnolfo di Metz; saint Arnoult de Metz Illustre prelato che curò l'educazione di Adelfo. fu sotto la direzione di questo illustre prelato che Adelfo si esercitò nella pratica di tutte le virtù cristiane e nei primi elementi delle lettere. Gli storici lodano la dolce serenità che brillava sul suo volto e che era come il riflesso della purezza della sua anima, la bellezza dei suoi tratti, la dolcezza della sua parola, e soprattutto la sua fervente pietà e quello spirito di distacco che gli faceva cercare in Dio solo il suo tesoro e il suo sostegno. Lasciata la disciplina di sant'Arnolfo, giunse sotto quella del suo avo, che governava il monastero di Remiremont, e si dedicò sotto i suoi occhi agli esercizi della più austera penitenza, sforzandosi di domare continuamente la sua carne con i digiuni e le veglie. Del resto, caritatevole, disinteressato, modesto, era sempre pronto a obbedire al più umile dei suoi fratelli. Perciò, fu meno per un sentimento di tenerezza paterna che per convinzione e per desiderio del bene, che Romarico lo designò come suo successore nella direzione dei due monasteri. Adelfo non si mostrò affatto inferiore a una scelta così onorevole. Mentre la sua mano, ferma quanto abile, manteneva l'opera dei suoi predecessori, egli si impegnava a crescere ogni giorno in fervore, in mortificazione, in spirito di rinuncia. La composizione era diventata il suo pane, e le lacrime la sua bevanda. Mangiava solo una volta al giorno, dopo il tramonto del sole, e si limitava a ciò che era strettamente necessario per sostenere la su a vita. S Gébétrode Sorella di san Adelfo. ua sorella Gebetrode rivaleggiava con lui in zelo per il servizio di Dio e del prossimo.
Governo di Remiremont
Succedendo al suo avo Romarico, Adelfo dirige il doppio monastero con estremo rigore ascetico, sostenuto da sua sorella Gebetrode.
San Adelfo edificò per diciassette anni la solitudine di Remiremont. Sua consuetudine era quella di ritirarsi spesso in luoghi più deserti, per pregarvi e piangere in libertà. Più avanzava nella virtù, più si giudicava indegno del perdono delle sue colpe: esempio assai adatto a confondere la nostra tiepidezza, soprattutto se consideriamo che questo Santo aveva probabilmente conservato la sua veste d'innocenza. Il Signore, come per esaudire i suoi voti, venne presto a visitarlo attraverso la malattia. È verosimile che l'eccesso delle sue austerità abbia contribuito molto a questi dolori e a questo estremo indebolimento, che facevano temere per i suoi giorni in ogni istante. L'ineffabile bontà di Dio degnò di permettere, come spesso accade, che le infermità del corpo cancellassero in lui le macchie interiori; e, nel mezzo dei suoi vivi e opprimenti dolori, chiedeva con gemiti e torrenti di lacrime che servissero da rimedio per la sua anima. Un giorno in cui le sue sofferenze sembravano giunte al punto più alto, chiamò un sacerdote e, prosternandosi con la fronte contro terra, fece la confessione di tutte le colpe che la sua coscienza poteva rimproverargli, pregandolo di infliggergli una penitenza proporzionata. Avendo poi convocato i religiosi e le religiose, disse loro: «Fratelli diletti e piissime sorelle, devo congedarmi da voi e andare verso i nostri fratelli di Luxeuil; p oiché v Luxeuil Antico castello romano divenuto una metropoli monastica di grande importanza sotto Colombano. oglio fare anche a loro la mia confessione, e non dubito che i loro sacerdoti mi otterranno la remissione dei miei peccati». Si dimise dal suo incarico in favore di Garichrammo e partì per Luxeuil, dove morì poco dopo, l'11 settembre, verso il 670. Il suo corpo fu in seguito trasferito nella sua abbazia: san Adelfo fu canonizzato nel 1051 da Léon IX Papa che visitò il sepolcro del santo nel 1049. Leone IX.
Ultimi giorni e morte a Luxeuil
Indebolito dalle sue austerità, Adelfo si dimette dal suo incarico e si reca a Luxeuil per un'ultima confessione prima di morirvi verso il 670.
Estratto dalla Vie des Saints de Franche-Comté, e completato con l'Histoire du diocèse de Nancy, a cura dell'abate Guillaume.
Culto e posterità
Il corpo del santo viene trasferito a Remiremont ed egli viene ufficialmente canonizzato da papa Leone IX nel 1051.
San Adelfo edificò per diciassette anni la solitudine di Remiremont. Sua consuetudine era di ritirarsi spesso in luoghi più deserti, per pregarvi e piangere in libertà. Più avanzava nella virtù, più si giudicava indegno del perdono delle sue colpe: esempio ben atto a confondere la nostra tiepidezza, soprattutto se consideriamo che questo Santo aveva probabilmente conservato la sua veste d'innocenza. Il Signore, come per esaudire i suoi voti, venne presto a visitarlo attraverso la malattia. È verosimile che l'eccesso delle sue austerità contribuì molto a questi dolori e a questo estremo indebolimento, che facevano temere a ogni istante per i suoi giorni. L'ineffabile bontà di Dio degnò permettere, come spesso accade, che le infermità del corpo cancellassero in lui le macchie interiori; e, nel mezzo dei suoi vivi e opprimenti dolori, chiedeva con gemiti e torrenti di lacrime che servissero da rimedio alla sua anima. Un giorno che le sue sofferenze sembravano giunte al punto più alto, chiamò un sacerdote e, prosternandosi con la fronte contro terra, gli fece la confessione di tutte le colpe che la sua coscienza poteva rimproverargli, pregandolo di infliggergli una penitenza proporzionata. Avendo poi convocato i religiosi e le religiose, disse loro: «Fratelli diletti e piissime sorelle, devo congedarmi da voi e andare verso i nostri fratelli di Luxeuil; poiché voglio fare anche a loro la mia confessione, e non dubito che i loro sacerdoti non mi ottengano la remissione dei miei peccati». Si dimise dal suo incarico in favore di Garichrammo e partì per Luxeuil, dove morì poco dopo, l'11 settembre, verso il 670. Il suo corpo fu in seguito trasferito nella sua abbazia: san Adelfo fu canonizzato nel 1051 da Leone IX.
Estratto dalla Vie des Saints de Franche-Comté, e completato con l'Histoire du diocèse de Nancy, dell'abate Guillaume.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione sotto sant'Arnolfo di Metz
- Ingresso nel monastero di Remiremont sotto la guida del nonno Romarico
- Designazione come successore di Romarico alla guida dei due monasteri
- Governo della solitudine di Remiremont per diciassette anni
- Dimissioni dal suo incarico in favore di Garichramme
- Ultimo viaggio a Luxeuil per confessione e morte
- Canonizzazione nel 1051 da parte di Leone IX
Citazioni
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Fratelli carissimi e piissime sorelle, devo congedarmi da voi e andare dai nostri fratelli di Luxeuil; poiché voglio fare anche a loro la mia confessione, e non dubito che i loro sacerdoti mi otterranno la remissione dei miei peccati
Parole riferite al momento della sua partenza per Luxeuil