Esaltazione della Santa Croce
DOPO LA SUA LIBERAZIONE DAL GIOGO DEI PERSIANI
Strumento di Salvezza
La festa commemora il ritrovamento della Vera Croce da parte dell'imperatore Eraclio nel VII secolo, dopo che era stata portata via dai Persiani. L'imperatore la riportò umilmente a Gerusalemme, spogliandosi dei suoi ornamenti imperiali per salire al Calvario. Questa vittoria fu segnata da numerosi miracoli e dall'istituzione di una festa universale il 14 settembre.
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FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE,
DOPO LA SUA LIBERAZIONE DAL GIOGO DEI PERSIANI
La presa di Gerusalemme da parte dei Persiani
Sotto il regno di Eraclio, il re persiano Cosroe II si impadronisce di Gerusalemme e ruba la Vera Croce, conducendo il patriarca Zaccaria in cattività.
Sotto il regno dell'imperatore d'Orie nte Eraclio I Héraclius Ier Imperatore romano d'Oriente (610-641) che recuperò la Vera Croce. (610-641), Cosroe II (590-628), re dei Persiani, entrò in Siria, prese la città di Gerusalemme, la saccheggiò, la bruciò e condusse in Persia Zaccaria, che ne era patriarca. Ciò che vi fu di più deplorevole in questo saccheggio, fu la presa e il rapimento della parte principale della v era Croce di Nostro Signore, vraie Croix de Notre-Seigneur La croce sulla quale Gesù Cristo fu crocifisso, oggetto centrale della festa. che sa nta Elena, ma sainte Hélène Madre dell'imperatore Costantino, scopritrice della Vera Croce. dre dell'imperatore Costantino, aveva lasciato in questo luogo della nostra redenzione. Cosroe tuttavia le rese questo rispetto, che non volle vederla scoperta, né permettere che fosse estratta dalla custodia in cui era chiusa e sigillata; e i Persiani furono anch'essi divinamente colpiti da un terrore religioso al suo riguardo; la conservarono preziosamente, dicendo che il Dio dei cristiani era arrivato nel loro paese.
La riconquista di Eraclio
L'imperatore Eraclio lancia una campagna militare e spirituale contro la Persia, segnata da atti di penitenza e vittorie attribuite alla protezione divina.
Eraclio, per riparare a così grandi sventure e liberare i cristiani d'Oriente dal giogo dei Persiani, risolse di portare a sua volta la guerra nel cuore della Persia, non solo attraverso il reclutamento di truppe, ma con diverse azioni di pietà. Prima di par tire da Costan Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. tinopoli, si recò alla grande chiesa, con i piedi coperti di nero e non di scarlatto, per mostrare la sua penitenza. Si prostrò davanti al santo altare e pregò Dio ardentemente di benedire le sue buone intenzioni. Giorgio Pisida gli predisse allora che, al posto delle calzature nere che aveva indossato per umiltà, sarebbe tornato con le calzature arrossate dal sangue dei Persiani: cosa che l'evento confermò. Raccomandò la città a Dio e alla Santa Vergine, e suo figlio Costantino al patriarca Sergio. Infine, portò con sé un'immagine miracolosa di Nostro Signore, protestando che avrebbe combattuto con essa fino alla morte.
In questo stato, Eraclio, ancora più forte per la fiducia che riponeva in Dio che per il numero dei suoi soldati, entrò in Persia e sconfisse Cosroe, che fu costretto a prendere vergognosamente la fuga. Più era vittorioso, più implorava il soccorso del cielo, al quale attribuiva successi così felici, facendo compiere al suo esercito processioni solenni per chiedere a Dio la continuazione della sua protezione e della sua benedizione. Marciò di vittoria in vittoria. Cosroe, temendo di cadere nelle mani del suo vincitore, prese la via della fuga e si ritirò con le sue mogli e i suoi tesori a Seleucia, oltre il Tigri; lì, il suo figlio primo Siroès Figlio di Cosroe II, stipulò la pace con Eraclio. genito Siroe si impadronì di lui e lo mise in prigione, dove morì di fame, di maltrattamenti e di oltraggi. Così finì Cosroe, che aveva desolato tutto l'Oriente e fatto ai cristiani la più inumana e la più sanguinosa guerra che avessero mai sofferto, sottratto e portato via la Croce del Figlio di Dio, saccheggiato le sue chiese, profanato i suoi altari e commesso un numero infinito di sacrilegi.
Il ritorno della Santa Croce
Dopo la sconfitta e la morte di Cosroe, suo figlio Siroe firma la pace e restituisce la Croce e i prigionieri cristiani all'Impero romano.
Siroe, vedendosi elevato sul trono di Persia per vie così condannabili e tiranniche, non desiderava altro che fare la pace con i Romani: inviò dunque dei dispacci a Eraclio per ottenerla. Questo principe gliela accordò volentieri; ma tra le condizioni del trattato, lo obbligò soprattutto a rendere la Croce di Nostro Signore nello stesso stato in cui suo padre l'aveva portata via, e a mettere in libertà il patriarca Zaccaria e tutti gli schiavi cristiani. Ritornò poi tutto trionfante a Costantinopoli, dove fu ricevuto con grandi acclamazioni dal popolo; si applaudiva colui che aveva riparato l'onore dell'impero romano con la sconfitta dei barbari. Gli si andò incontro con rami d'ulivo e torce, e non si dimenticò nulla che potesse testimoniare l'allegrezza e la gioia pubblica di vedere la Croce del Salvatore nelle mani dei cristiani.
Il trionfo dell'umiltà a Gerusalemme
Eraclio può riportare la Croce al Calvario solo dopo aver scambiato i suoi abiti imperiali con vesti da povero, miracolo seguito da numerose guarigioni.
Eraclio, Héraclius Imperatore romano d'Oriente (610-641) che recuperò la Vera Croce. per rendere a Dio solenni azioni di grazie per le grandi e insigni vittorie che aveva riportato, volle condurre egli stesso a Gerusalemme il legno della vera Croce che era rimasto per quattordici anni sotto il potere dei barbari. Quando vi fu giunto, la caricò sulle proprie spalle, per riportarla con maggiore pompa sul Calvario, da dove era stata tolta; ma, quando fu alla porta che conduce a quel santo monte, si trovò talmente immobile che non poté avanzare di un solo passo. Questa meraviglia, di cui non si conosceva la causa, stupì tutti; non vi fu che il patriarca Zaccaria il quale, intuendo da cosa ciò provenisse, gl patriarche Zacharie Patriarca di Gerusalemme condotto in cattività dai Persiani. i disse: «Badate, o imperatore, che con questo abito imperiale di cui siete rivestito, non siate abbastanza conforme allo stato povero e umiliato che aveva Gesù Cristo quando portava la sua Croce». Eraclio, toccato da queste parole e riconoscendone la verità, lasciò subito il suo abito coperto d'oro e di pietre preziose, tolse le scarpe e si rivestì della veste di un uomo povero, dopo di che camminò senza difficoltà e andò fino al Calvario, dove ricollocò la croce nello stesso luogo da cui era stata tolta. Infine, per rendere questo trionfo ancora più memorabile ed esaltare maggiormente la gloria della Croce, si compirono, quel giorno, diversi miracoli per la virtù di quel legno sacro: un morto fu resuscitato, quattro paralitici furono guariti, dieci lebbrosi purificati, quindici ciechi illuminati, una quantità di indemoniati liberati e un'infinità di malati rimessi in perfetta salute.
Origini della festa liturgica
La Chiesa istituisce la festa dell'Esaltazione il 14 settembre, commemorando sia il recupero da parte di Eraclio che l'elevazione originaria sotto Costantino.
In seguito, fu ordinato che ogni anno si celebrasse la festa solenne di questo ristabilimento, e la Chiesa la celebra ancora, il 14 settembre, sotto il nome di Esa ltazione della santa Croce. E Exaltation de la sainte Croix La croce sulla quale Gesù Cristo fu crocifisso, oggetto centrale della festa. ssa fu molto celebre in Oriente e, in quel giorno, accorrevano a Gerusalemme pellegrini da ogni parte del mondo. Questo per quanto riguarda l'istituzione di tale festa, in memoria del recupero della Croce compiuto da Eraclio; ma molto tempo prima si celebrava, nella Chiesa greca e nella Chiesa latina, una solennità in onore della Croce, sotto il nome di Esaltazione, per ricordare le parole di Gesù Cristo, che dice, parlando della sua morte: «Quando sarò esaltato, cioè elevato al di sopra della terra, attirerò tutto a me. Come Mosè ha esaltato il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia esaltato. Quando avrete esaltato il Figlio dell'uomo, conoscerete chi sono». Il cardinale Baronio, nelle sue Note sul martirologio, dice che questa festa fu istituita al tempo dell'imperatore Costantino, per ringraziare Dio del fatto che allora la Croce fu esaltata in tutto l'universo grazie alla libertà che ebbero i fedeli di predicare il Vangelo e di costruire chiese. Forse lo fu dopo che la vera Croce fu ritrovata da sant'Elena e quando fu collocata sul Calvario.
Teologia della Croce
La Croce è presentata come lo strumento universale della salvezza, che deve essere esaltato interiormente nel cuore di ogni fedele attraverso la virtù e la penitenza.
Ma questa festa può essere celebrata ogni giorno e in ogni momento nel cuore del cristiano. È il luogo dove Gesù Cristo vuole principalmente che la sua Croce sia esaltata. L'esaltazione esteriore che si compie sotto le volte dei templi, o sulle porte delle città, o persino sul capo dei sovrani, non è che un segno di ciò che deve compiersi in questo santuario vivo e animato.
La esalteremo con una profonda stima che concepiremo per il suo merito, con un grande zelo nel portarla come Gesù Cristo l'ha portata, con un profondo rispetto per le sofferenze che questo amabile Salvatore ha patito, con una cura particolare nel glorificarla in tutte le nostre azioni, e con una santa applicazione nel farla trionfare nel cuore dei nostri fratelli. E cosa c'è di più nobile e di più salutare della devozione verso questo prezioso strumento della nostra salvezza? Poiché la Croce è la speranza dei cristiani, il sostegno dei disperati, il porto di coloro che sono agitati dalla tempesta, e la medicina degli infermi. È essa che spegne il fuoco delle passioni, rende la salute alle anime malate, dona la vita della grazia a coloro che erano morti per il peccato, e rovina l'impero del vizio e dell'empietà. Essa ci serve da spada e da scudo per combattere i nostri avversari, da scettro per trionfare sulla loro malizia, da diadema per adornarci, da baluardo per difendere la nostra fede, da bastone per sostenerci nelle nostre debolezze, da fiaccola per illuminarci nelle nostre tenebre, da guida per raddrizzarci nei nostri smarrimenti, e da lezione per insegnarci le verità della salvezza. Essa cancella i peccati, eccita alla penitenza, smorza le fiamme della cupidigia, arresta l'ambizione, dissipa la vanità, condanna il lusso, riprova la delicatezza, porta alla fiducia in Dio, ci apre il cielo, ci fortifica contro le tentazioni, ci preserva dai pericoli, ci assiste nelle nostre sventure, ci consola nelle nostre afflizioni, ci ristora nelle nostre fatiche, sazia gli affamati, nutre coloro che digiunano, copre coloro che sono spogliati, arricchisce i poveri, castiga i ricchi, soccorre i bisognosi, accompagna i viaggiatori, protegge le vedove, difende gli orfani, custodisce le città, conserva le case, unisce gli amici, resiste ai nemici, è l'onore dei magistrati, la potenza dei re, la vittoria dei generali d'armata, la gloria dei sacerdoti, il rifugio dei religiosi, il ritiro delle vergini e il sigillo inviolabile della castità.
Celebrazioni in Libano
Descrizione dei festeggiamenti notturni e dei falò accesi sulle montagne del Libano in onore della Santa Croce.
I pii abitanti del Liba no ce Liban Regione in cui la festa viene celebrata con fuochi sulle montagne. lebrano con particolare devozione e solennità la festa dell'Esaltazione della Santa Croce. La vigilia, al calar della notte, centomila fuochi brillano su tutte le alture, rivaleggiando in splendore con le stelle del cielo e riflettendosi nell'azzurro del mare. Non vi è collina, non roccia, non insenatura della riva, non abitazione, dal piede delle montagne fino alle loro cime più elevate, da Sidone fino a Tripoli, ovunque batta un cuore cattolico, che non renda gloria a Dio. Tutte le campane uniscono le loro voci ai canti dei fedeli, al mormorio delle onde, alla gioia della terra, per esaltare l'albero della vita che ha portato la Salvezza del mondo.
Si possono vedere gli altri effetti miracolosi della Santa Croce nei sermoni di Andrea di Creta e di san Pier Damiani, André de Crète Autore di sermoni sulla santa Croce. riportati da Surio. Ne abbiamo trattato più ampiamente il 3 maggio, giorno della sua invenzione. Si veda anche la vita di santa Radegonda. — Cfr. Les saints Lieux, di Mons. Mislin.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Presa di Gerusalemme e trafugamento della Croce da parte di Cosroe II
- Campagna militare dell'imperatore Eraclio in Persia
- Morte di Cosroe II in prigione
- Restituzione della Croce da parte di Siroe
- Ritorno trionfale della Croce a Gerusalemme per opera di Eraclio
- Spoliazione di Eraclio davanti alla porta del Calvario
Miracoli
- Immobilità miracolosa di Eraclio davanti alla porta del Calvario
- Resurrezione di un defunto
- Guarigione di quattro paralitici
- Purificazione di dieci lebbrosi
- Illuminazione di quindici ciechi
Citazioni
-
Badate, o imperatore, che con questo abito imperiale di cui siete rivestito, non siate abbastanza conforme allo stato povero e umiliato che aveva Gesù Cristo quando portava la sua Croce
Patriarca Zaccaria -
Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me
Gesù Cristo (Vangelo)